INFLAZIONE: ISTAT, CARRELLO SPESA A GENNAIO +2,5% SU ANNO

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a gennaio i prezzi dei beni acquistati ad alta frequenza, ovvero quelli della spesa di tutti i giorni, sono aumentati del 2,5% su base annua e dello 0,3% su base mensile. Un dato molto allarmante che dimostra lo scostamento tra l’indice dell’inflazione ed il costo reale della vita, […]

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a gennaio i prezzi dei beni acquistati ad alta frequenza, ovvero quelli della spesa di tutti i giorni, sono aumentati del 2,5% su base annua e dello 0,3% su base mensile. Un dato molto allarmante che dimostra lo scostamento tra l’indice dell’inflazione ed il costo reale della vita, purtroppo non ancora misurato ufficialmente, se non dalle associazioni di consumatori o indirettamente dall’Istat con voci, appunto, come quella dei beni ad alta frequenza di acquisto.
E’ il motivo per cui il Codacons ha contestato a gennaio il nuovo paniere 2010, che non tiene in alcun conto della crisi in atto che ha radicalmente mutato le abitudini dei consumi delle famiglie italiane. Nel nuovo paniere, infatti, è calato il peso dei beni ad alta frequenza di acquisto per antonomasia, come gli alimentari, ed è salito il peso di voci a media o bassa frequenza di acquisto come Ricreazione, spettacoli e cultura, Servizi ricettivi e di ristorazione, ai quali si può anche rinunciare quando le cose non vanno per il meglio. Insomma per l’Istat le famiglie vanno sempre di più al ristorante (Ristoranti pizzerie e simili salgono dal peso 49814 del 2009 a 51845 del 2010) e al bar (Consumazioni al bar salgono da 22267 a 23200) e comperano sempre meno pasta (da 6460 a 5602) e frutta fresca (da 10222 a 9744). Peccato che non sia così!
Questo, tradotto, significa che il dato dell’inflazione di gennaio è in realtà sottostimato, per via dei pesi sballati. Quindi per il Codacons non è affatto vero che su base mensile il tasso è rimasto invariato rispetto a dicembre, più semplicemente sono cambiati i pesi da un mese all’altro.

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