Ancora scandali e degrado.

Chinedu Thiomas Ehiem, corista nigeranio della Cappella Giulia, procacciava incontri omosessuali per Angelo Balducci, secondo quanto è trapelato oggi dai mezzi di informazione. E mentre Franco Coppi, l’avvocato difensore dell’ex presidente del Consiglio Nazionale dei Lavori pubblici, al termine dell’interrogatorio di garanzia durato oltre due ore nel carcere di Regina Coeli, ha dichiarato che “è […]

Chinedu Thiomas Ehiem, corista nigeranio della Cappella Giulia, procacciava incontri omosessuali per Angelo Balducci, secondo quanto è trapelato oggi dai mezzi di informazione. E mentre Franco Coppi, l’avvocato difensore dell’ex presidente del Consiglio Nazionale dei Lavori pubblici, al termine dell’interrogatorio di garanzia durato oltre due ore nel carcere di Regina Coeli, ha dichiarato che “è una vergogna che certe cose trapelino”; fonti della Santa Sede hanno chiarito che il corista non è un religioso, né un seminarista e che comunque è stato allontanato dal coro.

 Sempre oggi sono stati pubblicati da diversi quotidiani nazionali, nuovi atti e intercettazioni relativi all’inchiesta sui presunti illeciti negli appalti relativi ai Grandi eventi condotta dalle procura di Perugia e di Firenze, dai quali emergerebbe che gli indagati potevano contare su contatti nella guardia di finanza e nei servizi segreti per essere informati sugli accertamenti nei loro confronti. Tra i nomi di questi potenti amici quello dell’ex direttore del Sismi Niccolò Pollari,  che avrebbe avuto un contatto con Angelo Balducci, ma che smentisce recisamente ed afferma, in una nota, che “non risponde al vero che io abbia chiesto alcun appuntamento con il dottor Balducci e non risponde al vero che ne sia conseguito alcun incontro”. Tra le intercettazioni depositate,  anche una telefonata tra il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e Balducci, relativa ad una intervista al figlio dell’alto funzionario per un film nel quale figurava tra gli attori. Minzolini, Anemone e Balducci sono amici dal 2008, quando l’attuale direttore del Tg1 era ancora giornalista della carta stampata. Scrive il Corriere che quando Minzolini diventa direttore del Tg1 sia Anemone che Balducci lo chiamano per congratularsi con lui e nel settembre scorso Minzolini organizza un incontro tra Vincenzo Mollica  e Lorenzo Balducci, dopodiché  il solerte direttore, per telefono, chiede al potente padre se  il figlio è rimasto soddisfatto. Lo scorso 18 febbraio, come ricorda La Repubblica, Minzolini  fa un editoriale in cui attacca il sistema delle intercettazioni e  tra le altre cose dice: quando si parla al telefono si usa un linguaggio diverso da quello che si userebbe davanti a un pubblico ufficiale”. Forse ciò che intendeva al telefono era sincerarsi della buona professionalità dell’intervistatore e non sul gradimento di un favore. Comunque oggi, grazie alle intercettazioni, scopriamo che il direttore del Tg1 ha rapporti di amicizia con Balducci e usa il suo telegiornale (pagato con soldi pubblici) per fare un favore al figlio dello stesso. Non solo. Durante l’edizione delle 20 -quella di massimo ascolto- si rivolge all’opinione pubblica attaccando il sistema delle intercettazioni ma sapendo benissimo, evidentemente, che nei giorni successivi sarebbero potute uscire intercettazioni che lo riguardavano da vicino. Scopriamo poi, come ciliegina finale, che il Balducci  era coinvolto in una “rete organizzata di sfruttatori o comunque favoreggiatori della prostituzione maschile” che vedeva come vittime giovani seminaristi ed extracomunitari in cerca del permesso di soggiorno. Un bel quadretto, non c’è che dire, da fare il paio con le sghignazzate notturne dei costruttori a ridosso del nostro terremoto. E mentre  la Corte d’Appello di Milano ha respinto il ricorso della Lista per la Lombardia di Roberto Formigoni, alle elezioni regionale lombarde e quella di Roma non ha ancora deciso sul il ricorso della lista del Pdl; mentre il Pdl che non può trovare sostegno né nel Capo dello Stato né in Ministri amici (Maroni aveva già detto “niet” a provvedimenti d’urgenza); noi cittadini assistiamo allo sgretolamento di un sistema marcio, spacciato per efficiente ed efficace, tenuto con i denti da una classe politica che davvero è fuori da ogni capacità organizzativa. La lista Pdl di Roma, ha presentato questa mattina il ricorso contro l’esclusione del “listino” della candidata del centrodestra alla regionali Renata Polverini. L’istanza è stata depositata presso l’ufficio elettorale centrale presso la Corte d’Appello dal coordinatore regionale Pdl Vincenzo Piso, dal responsabile elettorale nazionale del Pdl Ignazio Abrignani e dal vice coordinatore ed eurodeputato Alfredo Pallone, proprio quello la cui firma mancava nella documentazione iniziale. Spero comunque che almeno questa sia riammessa, perché speronon in una vittoria non per forfait, ma sul campo,  della Bonino e della coalizione che la sostiene. Intanto i sondaggi non premiano l’ex sindacalista di An, che nel quinto sondaggio Crespi ricerche per l’agenzia di stampa Omniroma è chiaramente in svantaggio: “Rispetto al sondaggio pubblicato il 23 febbraio, Polverini perde due punti percentuali (passando dal 40% al 38%)”, mentre la Bonino “resta stabile al 39%”.

Carlo Di Stanislao