Contro la crisi per una prospettiva anticapitalista. A Roma il 17 aprile, assemblea di Sinistra Critica

Contro la crisi per costruire una prospettiva anticapitalista. E’ il senso della nostra assemblea-convegno che si terrà a Roma il 17 aprile – dalle ore 13 al Centro Congressi di via Rieti – e che costituirà un’occasione di confronto e di discussione, dentro e fuori Sinistra Critica, dopo le elezioni. Elezioni che non offrono grandi […]

Contro la crisi per costruire una prospettiva anticapitalista. E’ il senso della nostra assemblea-convegno che si terrà a Roma il 17 aprile – dalle ore 13 al Centro Congressi di via Rieti – e che costituirà un’occasione di confronto e di discussione, dentro e fuori Sinistra Critica, dopo le elezioni. Elezioni che non offrono grandi novità ai fini di un’ipotesi anticapitalista. Il grande tema della crisi è infatti del tutto assente dalla campagna elettorale e le stesse forze della sinistra istituzionale, nella scelta di rimanere agganciati al carro del centrosinistra, ai suoi candidati e, quindi, ai suoi temi ha perso l’ennesima occasione per presentare un progetto politico alternativo. Le elezioni contribuiranno a chiarire gli scenari, certamente non modificheranno un dato di fondo: la crisi continua a essere dura, attacca il mondo del lavoro, precarizza le nostre esistenze, rafforza il razzismo e la xenofobia, distrugge l’ambiente.
Per questo ci vediamo a Roma il 17 aprile: per costruire una riflessione unitaria attorno alla crisi a partire dalle differenti vertenze e dai diversi ambiti in cui ognuno, ognuna di noi vive e opera. E per cercare di ribadire il concetto che “contro la crisi occorre unire le lotte”: per questo all’assemblea parleranno i lavoratori che si mobilitano, le vertenze territoriali, studentesche, per i diritti civili. E un particolare spazio avrà l’avvio del Referendum contro la privatizzazione dell’acqua.
Un momento di confronto e di riflessione anche per progettare il futuro della sinistra anticapitalista e rilanciare la proposta di uno “Spazio comune”, che mobiliti energie politiche, sociali, associative, sindacali, individuali oggi prive di un punto di riferimento credibile. Uno spazio comune plurale ma coerente, determinato a non far morire nel nostro paese l’ipotesi di un altro mondo possibile e di una sinistra alternativa