Speranza per Haiti

Domenica 4 aprile 2010 alle ore 11.00, al cine-teatro GOLDEN di Palermo, la Nuova Ipsa Editore, con l’Alto Patrocinio della Regione Siciliana e del Comitato Provinciale Palermo per l’UNICEF – Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, organizza un concerto in favore dell’Emergenza Haiti,  devolvendo una consistente parte dell’incasso all’UNICEF.  Il concerto sarà tenuto da Compagnia di […]

Domenica 4 aprile 2010 alle ore 11.00, al cine-teatro GOLDEN di Palermo, la Nuova Ipsa Editore, con l’Alto Patrocinio della Regione Siciliana e del Comitato Provinciale Palermo per l’UNICEF – Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, organizza un concerto in favore dell’Emergenza Haiti,  devolvendo una consistente parte dell’incasso all’UNICEF.  Il concerto sarà tenuto da Compagnia di canto e musica popolare e da Nica banda. Per maggiori informazioni consultare http://www.nuovaipsa.it/musichedellagioia/. Intanto oggi 30 marzo, si apprende che, per l’emergenza di Haiti,  la Caritas Italiana sta utilizzando i due milioni messi a disposizione dai vescovi italiani con i fondi dell’otto per mille e un milione proveniente dalle offerte dirette dei fedeli. Di questa somma, un milione e’ stato speso per la prima fase di emergenza e due milioni saranno messi a disposizione per la seconda fase che prevista per gli inizi di maggio. Lo ha detto Davide Dotta, referente di Caritas italiana a Port-au-Prince. ‘I primi soldi – spiega in un’intervista al Servizio Informazione Religiosa – sono stati utilizzati per i bisogni piu’ urgenti: cibo, acqua potabile, tende, latrine, docce. Gli altri 2 milioni serviranno per iniziare la ricostruzione’ . Sul piano internazionale, domani i leader mondiali si riuniscono alle Nazioni Unite a New York,  per una conferenza dei donatori che è cruciale – un’espressione davvero tangibile di solidarietà con il governo haitiano e la sua gente. Il presidente René Préval lo definisce “un appuntamento con la storia”, un accordo per costruire “una nuova Haiti”, una Haiti trasformata. Offrire speranza è una missione.  Per settimane gli esperti hanno valutato bisogni e costi del disastro del 12 gennaio. In parallelo, il presidente Préval e il suo governo hanno elaborato un piano d’azione strategico nazionale per guidare la ripresa e lo sviluppo del paese. Si tratta di un documento avveniristico sotto ogni punto di vista. Chiaramente, come ben abbiamo appreso sulla nostra pelle,  tale assistenza deve essere bene spesa e coordinata. Essa deve alimentare con continuità gli sforzi d’emergenza: cibo, sanità e ciò che è più urgente in questo momento: alloggi. Ciò che è chiaro è che la costruzione di un domani migliore comincia oggi, in luoghi come il campo di Petionville, nell’immediato spostando migliaia di persone in aree sicure, in modo da offrire offrire qualcosa di assai meno tangibile ma infinitamente più confortante: speranza. Intanto, dopo due mesi, la missione italiana ad Haiti si prepara a rientrare, con militari dell’esercito, vigili del fuoco e i funzionari della Protezione civile che hanno cominciato, da ieri 29 marzo,  a caricare i camion e le ruspe nella stiva della portaerei Cavour e dopo un bilancio di 791 tende montate (un letto per novemila persone); 63 tende-scuola che garantiranno un’aula a tremila alunni e distribuito una montagna di farmaci, bende, garze, cibo, acqua potabile, con assistenza verso 1.200 pazienti. E si apprende, da La Stampa di ieri, che, alla faccia delle polemiche di casa nostra, la Protezione civile è pronta a costruire case prefabbricate in cemento, con caratteristiche antisismiche ed ecologiche, per creare una Cittadella delle istituzioni. In sei mesi, spesa preventivata 50 milioni di euro, ben 2500 funzionari potrebbero avere un ufficio e così l’esecutivo haitiano avrebbe modo di riprendere in mano il suo ruolo. Un modello L’Aquila che il Governo di Haiti pare gradire, così come ha molto apprezzato il nostro aiuto, con militari e volontari che sono entrati in certi quartieri che erano off-limits per ogni forma di autorità, aree dove le gang continuano a spadroneggiare,  ma abbassano le armi di fronte a una suora energica o un frate dal sorriso contagioso; aree in cui “la brave gente italiana” ha riportato la speranza.

Carlo Di Stanislao