Una cappella sotto le macerie

Un’Ansa delle 13 di oggi, ci informa che, durante la rimozione delle macerie nel centro storico dell’Aquila, è stata trovata, sotto la chiesa di S. Maria Paganica un’antica cappella e, secondo il commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi, l’operazione di sgombro è  stata portata avanti come se nella chiesa fosse in atto uno scavo archeologico […]

Un’Ansa delle 13 di oggi, ci informa che, durante la rimozione delle macerie nel centro storico dell’Aquila, è stata trovata, sotto la chiesa di S. Maria Paganica un’antica cappella e, secondo il commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi, l’operazione di sgombro è  stata portata avanti come se nella chiesa fosse in atto uno scavo archeologico e da questa certosina attivita’,  fatta su 7 metri di macerie,  e’ venuto fuori materiale inedito che risale a prima del terremoto del 1703.  La chiesa di Santa Maria Paganica, considerata chiesa capoquarto e che da il suo nome al quartiere in cui sorge, è stata edificata nei primi anni del XIV secolo (secondo alcuni nella seconda metà del XIII secolo) dagli abitanti del Castello di Paganica, sottoposta nel tempo a numerosi restauri, soprattutto in seguito ad eventi tellurici, tra cui quello distruttivo del 1703. Il terremoto del 2009 ha completamente squarciato l’edificio provocando il crollo dell’abside e dell’intera copertura. Durante il G8 Michelle Obama si è detta pronta ad “adottarne” la riedificazione ma, per ora, senza dar seguito alla sua promessa. Sempre stamane, il vice Commissario delegato per la tutela dei Beni culturali, Luciano Marchetti, ha invitato la stampa presso i resti della chiesa, manifestando ottimismo per ciò che si farà a seguire, ma non si e’ pronunciato sui tempi del recupero, poiché l’edificio è ”troppo compromesso per una stima attendibile”. Quanto ai fondi necessari, si e’ azzardato una cifra non inferiore ai 10 milioni di euro,  dei quali Marchetti, ora, non dispone. L’assessore Placidi, definendo il ”Ministero un po’ assente” ha commentato che ”sarebbe il caso di fare un Piano ad hoc per i Beni culturali”. Ricordiamo, infine, che il 6 aprile, ad un anno di distanza dal sisma, Adnkronos e Ign, hanno fatto un sintetico e tragico bilancio delle chiese e dei monumenti danneggiati dal sisma. Gravemente danneggiato il Duomo, dove sono crollati pezzi interi delle pareti ed il tetto della sede Caritas. Crollati anche il cupolino della chiesa di S. Agostino, il campanile di San Bernardino, il Palazzo della Prefettura che ospitava anche la sede dell’archivio di Stato e la chiesa delle Anime Sante o del Suffragio nella piazza principale dell’Aquila, un gioiello del 18esimo secolo di Carlo Buratti con la cupola del Valadier , distrutta dalle scosse di assestamento.  Crollata e la parete di fondo della basilica romanica di S. Maria di Collemaggio, fondata nel 1287 per volere di fra Pietro da Morrone, incoronato nel 1294 Celestino V. Danneggiato anche il Forte Spagnolo, mentre le opere che erano ospitate nella struttura saranno esposte nei prossimi mesi presso l’ex mattatoio di Borgo Rivera all’Aquila,  per l’intero periodo dei lavori di restauro del castello. Gravi conseguenze ha riportato poi il convento di San Giuliano, dove sono crollate le bellissime porte antiche ed è stata lesionata la volta superiore della chiesa. Danni poi alle chiese di San Silvestro, Santa Maria della Concezione e Santa Maria del Presepe a Paganica. Seriamente danneggiata anche la chiesa di San Marco, la cui struttura è praticamente collassata, mentre si è miracolosamente salvata la scultura della Madonna con Bambino del ‘400, che a causa del sisma si è staccata dalla facciata della chiesa.

Carlo Di Stanislao