Teramo tra le citta’ che esercitano la minor pressione fiscale

Teramo costa poco ai suoi abitanti. Nelle classifiche sui conti degli enti locali elaborate dal quotidiano “Il Sole24Ore”, la città emerge come una di quelle che esercitano, sui propri cittadini, la minor pressione fiscale e che, soprattutto, contiene tanto le spese per la gestione ordinaria di tutta la macchina comunale, quanto per il personale e […]

Teramo costa poco ai suoi abitanti. Nelle classifiche sui conti degli enti locali elaborate dal quotidiano “Il Sole24Ore”, la città emerge come una di quelle che esercitano, sui propri cittadini, la minor pressione fiscale e che, soprattutto, contiene tanto le spese per la gestione ordinaria di tutta la macchina comunale, quanto per il personale e per i costi della politica. Soprattutto per questi ultimi, ovvero per i costi relativi alla Giunta, al Consiglio Comunale e più in generale per i servizi istituzionali, Teramo è tra le ultimissime in Italia, con una spesa annua di 19 euro ad abitante. Nel complesso delle entrate, tanto tributarie quanto relativi ai servizi comunali, siamo al 102esimo posto nazionale.

Entrate tributarie (proventi di imposte, tasse, diritti e tributi speciali).
Teramo è in coda rispetto agli altri capoluoghi abruzzesi, ogni abitante teramano spende 243 euro l’anno.

Entrate extratributarie (proventi dei servizi e dei beni dell’ente come ad esempio l’occupazione del suolo pubblico).
Teramo figura nella classifica al 92esimo posto della classifica, pari ad un esborso per abitante di 115 euro.

Entrate complessive (somma delle due voci appena elencate- e non si tiene conto di trasferimenti, prestiti ed alienazioni)
Teramo è al 102esimo posto su 110 capoluoghi, con un’entrata pro-capite pari a 358 euro. Si pensi che il Comune di Venezia ha un introito pari a 1347 euro per abitante, mentre quello di Siena preleva una somma di 1317 euro per ogni cittadino.

Debito
Nella classifica della consistenza dell’esposizione del Comune con le banche e con la cassa depositi e prestiti, Teramo è terza tra le province abruzzesi, con un debito pari a 1.209 euro per abitante. Chieti ha un debito procapite di 1.714 euro, Pescara di 1.400, mentre L’Aquila 222.

Spese correnti (la classifica degli impegni relativi alle spese per la gestione ordinaria della macchina comunale).
Si tratta del “costo” del Comune: Teramo vanta un terzultimo posto, con una spesa di euro 591 per abitante. Il Comune di Venezia, ad esempio, costa 2094 euro ad abitante, mentre tra le abruzzesi: Chieti 1.066, L’Aquila 931, Pescara 830.

Spese per investimenti
Nella graduatoria, che ricomprende le spese in conto capitale al netto dei risultati della gestione economica-finanziaria, la nostra città figura al secondo posto tra le province abruzzesi, con 235 euro ad abitante, dopo Chieti con 324, ma prima dell’Aquila con 233 e Pescara 196.
Spese per il personale (gli impegni di spesa corrente per la gestione del personale comprese imposte e oneri straordinari)
Teramo risulta al secondo posto regionale dopo Pescara, con 255 euro per abitante. Nella classifica nazionale, che vede al primo posto Siena con 554 euro, Teramo è 78esima

Costi istituzionali (il costo totale diretto dei servizi per Giunta, Consiglio Comunale)
Teramo figura all’ultimo posto rispetto agli altri capoluoghi abruzzesi, con una spesa pro capite di 19 euro, che pone la nostra città all’83esimo posto italiano. Al primo Napoli con 81euro, mentre tra le abruzzesi, Pescara 41, L’Aquila 31 e Chieti 21.