Botanici di tutta Italia studiano la flora del Gran Sasso

E’ iniziata stamani nel Parco e proseguirà per quattro giorni l’escursione annuale del Gruppo di Floristica della Società Botanica Italiana, nel corso della quale 30 botanici provenienti da tutta l’Italia esploreranno una delle aree floristiche italiane meno conosciute ma di maggiore interesse vegetazionale. L’escursione è stata organizzata dal Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, che il Parco […]

E’ iniziata stamani nel Parco e proseguirà per quattro giorni l’escursione annuale del Gruppo di Floristica della Società Botanica Italiana, nel corso della quale 30 botanici provenienti da tutta l’Italia esploreranno una delle aree floristiche italiane meno conosciute ma di maggiore interesse vegetazionale. L’escursione è stata organizzata dal Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, che il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga gestisce in collaborazione con l’Università di Camerino.«Abbiamo scelto quest’area – spiega il responsabile scientifico del Centro, Fabio Conti – perché secondo la nostra banca dati, essa risulta particolarmente meritevole di approfondimento. Gli ultimi dati floristici risalgono alle esplorazioni del botanico teramano Giuseppe Zodda, il quale, tra gli anni ’50 e ‘60 del secolo scorso, nella mole di letteratura scientifica prodotta, ha pubblicato anche qualche dato sull’area. Da allora – continua Conti – la classificazione delle specie ha subito tante e tali modificazioni da imporre agli studiosi di tornare sul campo per aggiornare i dati conoscitivi sulla flora di questa particolare area del Gran Sasso; area che, per le peculiarità geografiche, climatiche, storiche e geomorfologiche, può rivelare emergenze floristiche meritevoli di tutela e valorizzazione».

Grazie agli studi condotti dal Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga si colloca in Europa come l’area protetta più ricca di entità floristiche. Ciò spiega l’interesse dei botanici italiani per l’escursione, i cui partecipanti sono stati limitati a 30 per esigenze di rispetto dei luoghi. I partecipanti alloggeranno alla Locanda del Cervo di Paladini e da qui si sposteranno con i mezzi messi a disposizione dall’Ente Parco. Dopo le erborizzazioni, particolarmente interessanti saranno le discussioni e i confronti sull’identificazione delle specie raccolte.

Nel febbraio 2011 i partecipanti si ritroveranno a San Colombo di Barisciano, sede del Centro, per stilare l’elenco delle piante raccolte da pubblicare su una rivista scientifica di settore. Sulla base dell’elenco e delle relative considerazioni, l’Ente Parco provvederà ad attuare idonee misure di conservazione e valorizzazione della biodiversità locale.