Una ottantenne e un quarantenne. Identici luttuosi fatti di cronaca ma opposte mediatiche suggestioni

Un’ottantenne handicappata perde il controllo dell’auto e piomba su tre anziani uccidendone uno e ferendo.gli altri. Un noto imprenditore (Pietro Ferrero) mentre pedala la sua bici viene colto da malore purtroppo con immediato esito letale. L’informazione- more solito – mette l’accento sull’età dell’ottantenne, mentre parla del decesso dell’imprenditore come di un imponderabile accadimento che può […]

Un’ottantenne handicappata perde il controllo dell’auto e piomba su tre anziani uccidendone uno e ferendo.gli altri. Un noto imprenditore (Pietro Ferrero) mentre pedala la sua bici viene colto da malore purtroppo con immediato esito letale. L’informazione- more solito – mette l’accento sull’età dell’ottantenne, mentre parla del decesso dell’imprenditore come di un imponderabile accadimento che può accadere a chiunque, cioè nella norma. Certo se il quarantenne fosse stato al volante di un’auto probabilmente ne sarebbe scaturita una strage, esattamente come per l’ottantenne. Non occorre molta fantasia per immaginare l’amplificazione dei media sull’accaduto da parte di coloro che si propongono l’eliminazione morale e quindi fisica degli anziani, artatamente non negando loro la patente, ma sfiancandoli nelle modalità per conseguirla oltre che fortemente penalizzandoli con incredibili e indebiti  balzelli. Per questo titolo la successiva annotazione mimando “La strage degli innocenti” del quanto mai celebre Erode con: La strage degli indifesi a opera della Commissione trasporti.  L’accento pessimistico che pervade questa mia comunicazione mi viene dall’esito delle mie due iniziative, la Petizione al Presidente della Commissione Trasporti e l’Appello al Presidente della Repubblica Napolitano. Petizione ed Appello quali strumenti squisitamente democratici a disposizione dei cittadini, peraltro invitati a parteciparvi.

La Petizione.

Come penso d’aver già detto, sono rimasta compiaciuta nel ricevere dalla Camera dei Deputati il RESOCONTO SOMMARIO E STENOGRAFICO 462 della seduta di martedì 12 Aprile 2011. Ho pensato “ecco che cosa è la democrazia”. Purtroppo però, oltre il mio nome e relativo argomento da me proposto nella lista delle petizioni, sfogliando il centinaio di pagine del resoconto trovo un intervento che mi ha gettata nella più nera costernazione. L’onorevole Roberto Giachetti  in una dettagliata esposizione domanda al Presidente della Commissione: “Sull’ordine dei lavori, che sorte hanno le petizioni che vanno a finire nelle Commissioni competenti? e  per quale ragione in queste Commissioni  non viene quasi mai abbinata al tema all’ordine del giorno anche l’esame delle petizioni del signor Rossi o della signora Bianchi visto che le leggiamo? perché non si trova la sede e un momento, nella vita parlamentare, nel quale vengano esaminate, magari fornendo anche qualche risposta?”. Il presidente risponde ammettendo che il problema esiste e che “ si possa dare corso ad una indagine, attraverso gli uffici,  per comprendere il seguito delle Petizioni che vengono puntualmente lette in questa aula:” Questi i tempi della democrazia, ma molto al di sopra dei tempi  è inaccettabile che si spacci come strumento squisitamente democratico a disposizione del cittadino la Petizione, di fatto quasi (rarissime sono le eccezioni)  inesistente. Intanto gli indifesi, gli anziani che contendono il diritto di vivere la residua loro vita secondo una longevità attiva, a sostegno della famiglia, riconosciuta (in teoria) come il più importante ammortizzatore sociale, subiscono la tecnica dello sfiancamento psicofisico e morale e l’azzeramento della loro dignità. Il danno che subiscono, anziano e relativa famiglia è incalcolabile.

Passo ora all’altra colonna democratica “ a disposizione” del cittadino: L’Appello

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano credo sia letteralmente assediato da cittadini che espongono i loro più o meno gravi problemi, questo spiega la necessità di un filtro. Il mio appello al terzo tentativo è stato accettato il 12 marzo c.a.(era una questione di proporzioni), quindi ho atteso con disciplina il mio turno per una risposta. Forse sbagliando, dopo un certo lasso di tempo avrei desiderato contattare la segreteria addetta (il filtro) ma non riuscendo a trovare la via da percorrere ho finito per riscrivere al Presidente Napolitano così supponendo di contattare appunto il filtro. L’ho fatto con tanta apprensione perché capivo che forse non dovrebbe essere lecito sollecitare il Presidente così impegnato in tante pubbliche celebrazioni e delicati interventi politici. Ma la mia solidale partecipazione all’enorme abuso che gli anziani stanno subendo per esercitare un semplice diritto costituzionale mi ha fatto derogare forse dal buon senso. E ho scritto di nuovo al più alto SERVITORE DEL POPOLO la seguente lettera:

Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Signor Presidente,

Le ho inviato il 12 marzo scorso, con speranza e fiducia, un appello affinché Lei chiedesse alla Corte Costituzionale di pronunciarsi circa la costituzionalità della legge sul rinnovo della patente automobilistica agli ottantenni. Non conosco i tempi rituali per una Sua risposta, ma conosco molto bene la tragedia che ha colpito gli ottantenni (e i settantenni) con la suddetta legge, del tutto misconosciuta da chi anziano non è. Solo per questo oso pregarLa di non lasciare sbiadire nel tempo l’urgenza dell’appello perché la tragedia cui ho accennato, continua indisturbata a colpire i più indifesi (insieme ai bambini) della nostra società, gli anziani.

Con deferenti e cordiali saluti

Gloria Capuano

Medico e Giornalista di Pace

Riconosco d’aver peccato forse d’ingenuità ripeto spinta dall’urgenza dolorosissima del problema.

Ebbene la lettera mi è stata respinta ben due volte senza spiegazioni di sorta. Allora mi vedo obbligata ai seguenti interrogativi:  Il Presidente della Repubblica avrebbe respinto questa lettera? Penso di no, piuttosto avrebbe dato a un addetto l’incarico di rispondere secondo le Sue intenzioni (l’ha già fatto una volta nei miei confronti su un argomento quanto mai delicato incaricando una persona altamente qualificata .)  Qual è la giusta definizione dell’accaduto? E’ appropriato definirlo CENSURA?   Ho ragione di temere che potrebbe il mio primo Appello non giungere affatto al suo elettivo Destiinatario?  Le centinaia di addetti che coadiuvano il nostro Presidente con quale criterio operano una selezione? E con quale diritto censurano (se di censura si tratta) un cittadino, senza grave motivazione?

In qualità di cittadina, io (e con me tutti gli Italiani), non dovremmo conoscere nome e cognome di questi professionisti così come conosciamo nomi e cognomi dei Deputati e dei Senatori ( e lo stesso forse dovrebbe valere per le loro segreterie)?   Sbaglio nel dire che l’essere stata respinta una lettera rispettosa e densa di accorata aspettativa  non sembri aver nulla da spartire con la democrazia? Questo è tutto. Esiste la Corte Europea per i diritti umani, ma è una procedura che esige due o tre anni. Riflettiamo insieme. Ma non scoraggiamoci. La legge Valducci ( e questo non suoni di critica per l’operato dell’On. Valducci che evidentemente credeva di fare cosa giusta e utile ) è viceversa incostituzionale, ingiusta e disumana. O meglio lo è soprattutto nella sua applicazione pratica che in troppi casi si è rivelata senza mezzi termini persecutoria per il motivo che si è addossata su i medici una eccessiva sproporzionata responsabilità, dalla quale, disordinatamente, senza precise regole, molti di essi hanno ritenuto di doversi difendere.

Per quanto riguarda l’incredibile aggravio economico cui sono costretti gli anziani per il rinnovo della patente, ci troviamo di fronte a un preoccupante grande interrogativo in totale assenza della dovuta trasparenza. Per la richiesta di un rinnovo della patente un ottantenne può giungere a dover spendere tra controlli normali, visite specialistiche, accessi, marche da bollo e altro, fino a 500 euro, peraltro sortendo spesso un rinnovo di solo sei mesi o il totale rifiuto. Non è accettabile.

Gloria Capuano

Medico e Giornalista di Pace

Leggi anche: