Gay, Cassazzione: si alla famiglia, ‘sentenza storica e rivoluzionaria’

“La sentenza di oggi della Cassazione e’ importantissima: fa una fotografia della realta’ delle coppie lesbiche e gay, stabilendo che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center a proposito della sentenza che alle coppie […]

“La sentenza di oggi della Cassazione e’ importantissima: fa una fotografia della realta’ delle coppie lesbiche e gay, stabilendo che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia eterosessuale”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center a proposito della sentenza che alle coppie omosessuali da’ il diritto familiare e a “vivere liberamente una condizione di coppia”. Il riferimento e’ al caso di una coppia gay della provincia di Roma che aveva contratto il matrimonio all’Aja nei Paesi Bassi e chiedeva la trascrizione del matrimonio nel nostro Paese. “Sono parole chiare e nette di fronte alle quali il Parlamento e il Governo sono chiamati a dare una risposta- continua la nota- Ormai sono diverse le istituzioni politiche, come il Parlamento Europeo, o giurisdizionali come la Cassazione che delineano come l’assenza di leggi in Italia rappresenti un vuoto da colmare e stabiliscono principi di pari diritti. E’ una realta’ di fatto anche quella per cui molte coppie gay italiane stanno contraendo matrimonio all’estero in altri paesi europei. Serve una presa di coscienza politica urgente e finalmente decisiva”.

ARCIGAY: SENTENZA STORICA E RIVOLUZIONARIA – “In attesa di conoscere le motivazioni, possiamo dire gia’ oggi che la sentenza 4184 della prima sezione civile della Corte di Cassazione ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre piu’ efficace protezione delle coppie omosessuali”. Cosi’ Paolo Patane’, presidente nazionale Arcigay, commenta la sentenza che alle coppie omosessuali da’ il diritto familiare e a “vivere liberamente una condizione di coppia”. Il riferimento e’ al caso di una coppia gay della provincia di Roma che aveva contratto il matrimonio all’Aja nei Paesi Bassi e chiedeva la trascrizione del matrimonio nel nostro Paese.

“Sono almeno tre i punti che ci sembrano configurare un’autentica rivoluzione copernicana- continua il presidente- Da una parte, la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un ‘diritto alla vita familiare’, recependo quindi l’orientamento gia’ espresso dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2010 . In secondo luogo la Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione gia’ adottata dalla nostra Corte costituzionale sempre nel 2010, riconoscendo alle persone omosessuali ‘il diritto a vivere liberamente una condizione di coppia’ con la possibilita’ di ricorrere ai giudici ‘a prescindere dall’intervento del legislatore in materia’. Ma soprattutto la Corte formula importanti affermazioni di principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni politici circa la natura necessariamente eterosessuale del matrimonio”.

Dice ancora Patane’: “la sentenza chiarisce che ‘e’ stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversita’ di sesso dei nubendi e’ presupposto indispensabile, per cosi’ dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio’. Grande riconoscenza all’avvocato Francesco Bilotta, vero padre di una strategia giudiziaria che sta trascinando l’Italia dei politici pavidi e balbettanti piu’ vicino all’Europa delle grandi scelte e dei grandi ideali. Da oggi principi fino a ieri incredibili entrano nel nostro ordinamento come autentico diritto vivente”.

Dimitri Lioi, responsabile giuridico nazionale Arcigay, spiega: “Da domani qualsiasi giudice dovra tenerne conto- spiega- A partire dal caso piu’ classico, ovvero i bandi per le case popolari. Ora le coppie dello stesso sesso potranno comunque entrare in graduatoria e non potranno essere piu’ escluse: sarebbe un fatto ingiustificato e discriminatorio. Ma penso anche al subentro nel contratto di locazione o alla presenza del partner in un ospedale”.