Politica: ‘Nasce L’Italia Vera’, un nuovo Movimento per la vita

Nasce L’Italia Vera, il Movimento politico voluto dalla scrittrice e attivista per i Diritti delle Vittime dei reati contro la vita Barbara Benedettelli. “C’è l’Italia raccontata da media e governo, poi c’è L’Italia Vera, e lì ci sei Tu!”, questo lo slogan. “Il movimento – afferma la Benedettelli, Presidente Nazionale – agisce al di fuori […]

Nasce L’Italia Vera, il Movimento politico voluto dalla scrittrice e attivista per i Diritti delle Vittime dei reati contro la vita Barbara Benedettelli. “C’è l’Italia raccontata da media e governo, poi c’è L’Italia Vera, e lì ci sei Tu!”, questo lo slogan. “Il movimento – afferma la Benedettelli, Presidente Nazionale – agisce al di fuori di uno schieramento definito e senza l’eterna lotta tra destra e sinistra in una visione post-ideologica che mira a mettere al centro del proprio percorso la persona umana, e al di sopra di tutto la vita stessa. Noi dobbiamo creare quello “spazio di Libertà, Sicurezza e Giustizia” fondamentale per la convivenza civile, per la stessa sopravvivenza umana e per l’ottenimento di una condizione di vita felice. Non possiamo riuscirci se non rimodelliamo il nostro modo di pensare, di esistere, di porci nei confronti della politica del Paese”. Il simbolo è formato da una bandiera italiana in movimento con sovrapposta l’immagine di un bambino che sorride con i pugni alzati al cielo. “Sì, il bambino è simbolo di purezza, d’innocenza e del bisogno di protezione. E’ il domani nel presente. Ed è anche per i bambini che dobbiamo impegnarci attivamente, oggi, con la massima onestà. E’ per loro e per noi che dobbiamo far parlare l’Italia reale che deve imparare ad agire per vincere. A lottare per i propri diritti che non sono scontati in un mondo che si trasforma. Siamo persone, non numeri da contare, ma dobbiamo fare numero, per nostra scelta, “per” contare e cambiare le cose. Dobbiamo Esserci per Essere. Una società felice è una società ricca – prosegue Barbara Benedettelli – non è il contrario. E perché una società possa essere felice è fondamentale che sia valutata nella sua verità. Finché si cercano rimedi ai mali del Paese senza indossare le scarpe dei cittadini camminando sulla loro stessa strada, si può risanare la superficie senza accorgersi che il terreno è sdrucciolevole.” La Benedettelli però non ha pensato a un Movimento che tutela solo i diritti delle Vittime dei reati contro la vita, se pur ritiene che “ imparare a dare valore alla nostra vita attraverso una vera e ferma tutela del diritto di esistere significa modificare la nostra scala dei valori che oggi appare capovolta. Il resto viene di conseguenza.” Il Movimento si ispira ai valori universali espressi nella Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo; nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo; nella Convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; nella Costituzione Italiana. Al centro dell’attività de L’Italia Vera sono le fasce di popolazione meno tutelate dallo Stato, e dalla Costituzione. “Tra i diritti che intendiamo tutelare e affermare – continua il Presidente Nazionale – ci sono anche quelli delle vittime dello Stato: tutti coloro che subiscono un danno a causa della mancanza, da parte dello stesso, di attuazione di una norma costituzionale, per esempio. Ho visto il Presidente del Consiglio in un programma di La7. Dopo un servizio attraverso il quale ha potuto ascoltare lo sfogo disperato di un operaio della Fiat in cassa integrazione, un padre di famiglia con gli occhi pieni di rabbia e di lacrime, non ha battuto ciglio. Non possiamo accettare questa disumanizzazione. Questa distanza dalla realtà che pulsa è pericolosa. Il Ministro Severino, che ha incontrato i carcerati, doveva ricevere una delegazione di familiari di Vittime della strada. Non lo ha fatto. Perché? Perché incontrarle avrebbe voluto dire trovarsi di fronte la verità, l’interezza del reato? Una delle nostre battaglie riguarda l’art. 111 della Costituzione sul giusto processo. Deve essere giusto per tutte le parti in causa. E delle vittime del reato qui non si parla”.