Fornero: arrivano misure mirate ai giovani, bisogna ritrovare la fiducia

“La tassazione sul lavoro e’ troppo alta”. Ed Elsa Fornero si impegna a portare avanti ‘l’istanza’ di ridurle insieme con l’equilibrio dei conti. “Questa dovrebbe essere la prima aspirazione di un ministro del Lavoro”, ha detto il ministro, annunciando anche l’arrivo di un “piano giovani” che non conterrà misure eclatanti ma mirate, territoriali, specificando che sarà un’azione […]

“La tassazione sul lavoro e’ troppo alta”. Ed Elsa Fornero si impegna a portare avanti ‘l’istanza’ di ridurle insieme con l’equilibrio dei conti. “Questa dovrebbe essere la prima aspirazione di un ministro del Lavoro”, ha detto il ministro, annunciando anche l’arrivo di un “piano giovani” che non conterrà misure eclatanti ma mirate, territoriali, specificando che sarà un’azione “molto controllata e monitorata”, e senza spendere una “quantità eccessiva” di risorse.

“Occorre lavorare sulla produttività a parità di salario e oneri sociali. Se riusciamo ad alzare la produttivita, alle aziende il lavoro costa meno e diventano più competitive”, ha spiegato la Fornero, “il costo unitario del lavoro è ancora alto, mentre la retribuzione del lavoratore è troppo bassa in questo Paese costo del lavoro alto e retribuzione bassa sono un problema. Il carico fiscale in busta paga è alto perché il disavanzo del debito e gli oneri sociali che servono a pagare pensioni e gli altri benefici welfare assorbono una parte rilevante delle risorse”.

“Credo che sia giunto il momento in cui occorre ritrovare la fiducia – ha detto il ministro, commentando dei giudizi positivi sull’Italia giunti dalle agenzie di rating e dalle parole del presidente del Consiglio Mario Monti sulla fine della crisi – Questo non vuol dire un facile ottimismo né un ottimismo superficiale destinato a infrangersi, ma ritrovare la capacità di progettazione del futuro, il controllo dei problemi e la capacità di risolverli. Questo coincide con un pò più di prospettiva. Il nostro Paese per troppo tempo non ha fatto i conti con un dislivello tra domanda la complessiva e le risorse nel loro insieme, scaricando questo eccesso di domanda sulle generazioni più deboli”.

“Il debito che cresce diventa prima o poi insostenibile – ha concluso – siamo arrivati al momento della insostenibilità del debito e abbiamo dovuto ricorrere a misure piuttosto severe. Bisogna ancora avere il coraggio di guardarlo e ridurlo, ma oggi lo possiamo farlo con un po’ più di fiducia di 6-8 mesi fa. Dobbiamo proseguire su questa strada”.