Lavoro, disoccupazione: record dal ’99, giovani al 35%

A luglio, secondo i dati provvisori destagionalizzati, il numero degli occupati in Italia e’ pari a 23 milioni e 25 mila, invariato sia nel confronto con il mese precedente sia in termini tendenziali. La stabilita’ dell’occupazione e’ sintesi del calo della componente maschile e dell’aumento di quella femminile. Il tasso di occupazione e’ pari al […]

A luglio, secondo i dati provvisori destagionalizzati, il numero degli occupati in Italia e’ pari a 23 milioni e 25 mila, invariato sia nel confronto con il mese precedente sia in termini tendenziali. La stabilita’ dell’occupazione e’ sintesi del calo della componente maschile e dell’aumento di quella femminile. Il tasso di occupazione e’ pari al 57,1% e non segna variazioni ne’ in termini congiunturali ne’ su base annua. Lo rileva l’Istat. Il numero dei disoccupati, pari a 2 milioni e 764 mila, registra un lieve calo dello 0,1% rispetto a giugno. Su base annua le persone in cerca di occupazione aumentano del 33,6% (695 mila unita’). Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,7%, invariato rispetto a giugno (comunque al top dal 2004, ndr) e in aumento di 2,5 punti percentuali su base annua.

Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale degli attivi, e’ pari al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali rispetto a giugno e di 7,4 punti nei dodici mesi. Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 618 mila e rappresentano il 10,2% della popolazione in questa fascia d’eta’. Gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono dello 0,2% rispetto al mese precedente. Il tasso di inattivita’ e’ pari al 36%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno.
Nel II trimestre del 2012, stando ai dati diffusi oggi dall’Istat, il numero dei disoccupati manifesta un ulteriore forte aumento su base tendenziale (+38,9%, pari a 758.000 unita’), portandosi a 2 milioni e 705.000 unita’. Circa la meta’ dell’aumento della disoccupazione e’ alimentato dalle persone con almeno 35 anni. La crescita interessa tutto il territorio ed e’ dovuta in sei ogni dieci casi a quanti hanno perso la precedente occupazione.

Il tasso di disoccupazione (dati grezzi) e’ pari al 10,5% (record dal 1999, ndr), in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto a un anno prima; l’indicatore passa dal 6,9% del secondo trimestre 2011 al 9,8% per gli uomini e dal 9% all’11,4% per le donne. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale dal 27,4% del secondo trimestre 2011 al 33,9% (il massimo dal 1993, ndr), con un picco del 48% per le giovani donne del Mezzogiorno.