Calcio: Nicchi, arbitri non vanno maltrattati

”A fine gara e’ difficile essere lord inglesi”, dice il presidente della Juventus Agnelli. ”Gli arbitri vanno aiutati, non maltrattati”, replica il n.1 dei fischietti Nicchi. E chiude il cerchio Conte, che dopo essersi scagliato contro Guida per un presunto rigore (a dire del tecnico segnalato anche dal quarto uomo Romeo) nel finale di Juventus-Genoa, […]

”A fine gara e’ difficile essere lord inglesi”, dice il presidente della Juventus Agnelli. ”Gli arbitri vanno aiutati, non maltrattati”, replica il n.1 dei fischietti Nicchi. E chiude il cerchio Conte, che dopo essersi scagliato contro Guida per un presunto rigore (a dire del tecnico segnalato anche dal quarto uomo Romeo) nel finale di Juventus-Genoa, abbassa i toni: ”Gli arbitri italiani sono i migliori al mondo”. A Milano si celebrano i migliori calciatori della scorsa stagione, ma nel foyer e sul palco del teatro Dal Verme fanno capolino i veleni di questo campionato, e 24 ore dopo la turbolenta serata di Torino, molti protagonisti si ritrovano in platea al Gran Gala’ del calcio dell’Aic: Romeo e mezza Juventus, da Conte (fischiato e poi applaudito dal pubblico milanese), fino al presidente Agnelli che difende la sua squadra.

Quelli espressi ieri da Conte (”e’ una vergogna”) e Marotta (”non si designa per la Juve un arbitro della provincia di Napoli”) ”sono ragionamenti legittimi, abbiamo partite molto importanti, i protagonisti le vivono con emotivita’ e agonismo, quindi e’ molto difficile chiedergli di comportarsi da lord inglesi a fine gara, specialmente quando un episodio eclatante avviene allo scadere”: e’ la tesi del presidente bianconero che con ironia nota ”con piacere che quando certi episodi avvengono alla Juve sono sempre enfatizzati. Noi rimaniamo sereni. Sulla opportunita’ di certe designazioni interverra’ il designatore. In base alle designazioni che vedremo in futuro capiremo se sono state valutate opportune o meno”.

Poi seduto in platea Agnelli ha ascoltato Nicchi. ”Gli arbitri di porta hanno ancora bisogno di sperimentazione, ma la classe arbitrale oggi come mai e’ limpida, libera e trasparente  – ha spiegato il n.1 dell’Aia – A differenza di chi un po’ troppo velocemente muove critiche, noi ancora non ce la sentiamo di dire se e’ un errore o meno. Ho coinvolto il settore tecnico, Fifa e Uefa per valutare bene. Anche se Romeo avesse detto a Guida che era rigore, decide l’arbitro. Hanno fatto una valutazione, fra pochi giorno potrebbe essere definita giusta o sbagliata”.

Davanti al presidente della Figc Abete, Nicchi ha poi ammesso che ”non e’ stato un bel week end, siamo abbastanza tristi perche’ non ci meritiamo queste critiche: gli arbitri hanno i sogno di essere aiutati, incoraggiati e non come spesso capita maltrattati. Nei campi di periferia – ha avvertito – le critiche diventano aggressioni vere, non si puo’ accettare. Quando faremo parlare gli arbitri? Appena qualcuno smettera’ di parlare”.

Poco dopo e’ toccato salire sul palco a Conte, che dopo i fischi e’ stato applaudito al momento di ritirare il premio come miglior allenatore del 2012, e ha spiegato ”di non aver dormito tranquillo come sempre quando non vinco, anche il pareggio e’ una mezza sconfitta”. E le proteste per il rigore? ”Non ho nulla da aggiungere – ha risposto -Per il resto sono d’accordo con Nicchi, considero la categoria degli arbitri italiani la migliore al mondo. Loro sono una squadra come noi, lavorano in settimana come noi, sulla pressione, puo’ capitare che si sbagli, ma l’importante e’ che si faccia con la massima serieta”’.

Il miglior arbitro, Rizzoli, ha notato che ”capita a tutti di sbagliare, lo sa anche Buffon”. Annuisce in platea il miglior portiere del 2012, convinto che ”la Juventus debba dimostrare che quanto fatto l’anno scorso non e’ stata una casualita”’. La squadra ideale scelta dall’Aic e’ completata da Balzaretti, Thiago Silva, Barzagli, Maggio, Marchisio, Nocerino, Pirlo (eletto calciatore dell’anno), Ibrahimovic, Cavani e Di Natale.

Nel Gran Gala’ dell’Aic c’e’ anche spazio per il calcio femminile, e da Patrizia Panico (29 reti con la Torres) e Melania Gabbiadini, sorella dell’attaccante del Bologna Manolo e giocatrice del Bardolino Verona, arriva un appello: ”Abbiate rispetto per noi, come donne e calciatric Facciamo la stessa professione dei calciatori, ma noi siamo messe nell’angolino. Ci basta poco, un po’ di visibilita’ in piu”’.