In Lombardia 16mila homeless, “e se votassero”?

In Lombardia ci sono 16mila “fantasmi”, tanti sono i senza dimora. “E se votassero?”: è la domanda provocatoria dell’incontro di questa sera, alle 18, con i candidati alla Regione Lombardia, organizzato dalla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (Fiopsd) e dai 21 enti che ne fanno parte. Si terrà nell’Auditorium dell’Opera San Francesco […]

In Lombardia ci sono 16mila “fantasmi”, tanti sono i senza dimora. “E se votassero?”: è la domanda provocatoria dell’incontro di questa sera, alle 18, con i candidati alla Regione Lombardia, organizzato dalla Federazione italiana organismi per le persone senza dimora (Fiopsd) e dai 21 enti che ne fanno parte. Si terrà nell’Auditorium dell’Opera San Francesco di Milano (via Kramer 5). “La grave emarginazione è completamente assente dai dibattiti politici – sottolinea Paolo Pezzana, presidente Fiopsd -. Chiederemo ad ogni candidato che cosa intende fare per i senza dimora e per tutte quelle famiglie che sono in difficoltà e ogni giorno fanno la fila alle mense”.

Nell’auditorium i candidati dovranno confrontarsi con i senza dimora, i volontari e gli operatori. Per la Fiopsd sono quattro le priorità. Innanzitutto bisogna “rimettere al centro delle scelte politiche il tema dell’alloggio – spiega Pezzana -. Dobbiamo superare la logica del dormitorio e destinare risorse a progetti di accoglienza diversi”. Inoltre, gli enti pubblici non devono più limitarsi a sostenere il terzo settore solo per le emergenze. “Si deve puntare su progetti di secondo e terzo livello, quelli che permettono un effettivo reinserimento sociale e lavorativo dei senza dimora”. La Fiopsd chiede infine che si istituisca il “reddito minimo di inserimento” per i gravi emarginati (sullo stile della social card che per ora è di fatto limitata a famiglie con figli) e che gli enti locali e le regioni si coordino meglio. “I fondi europei regionali per lo sviluppo (Fers) non sono stati utilizzati perché le regioni non se ne sono occupate – denuncia Paolo Pezzana -. E la Ue aveva previsto che il 15% potesse essere destinato all’inserimento abitativo per i senza dimora”.