Anche il jazz di Max De Aloe “5 minuti in cella”

Che cosa si può fare in otto metri quadrati? C’è chi è costretto a viverci. Sono i detenuti, ammassati in 7 o 8 in celle che ne potrebbero ospitare due o tre. E a Busto Arsizio, dove c’è un carcere in cui sono rinchiusi 400 detenuti su una capienza di 170 posti letto, è stata […]

carcere1Che cosa si può fare in otto metri quadrati? C’è chi è costretto a viverci. Sono i detenuti, ammassati in 7 o 8 in celle che ne potrebbero ospitare due o tre. E a Busto Arsizio, dove c’è un carcere in cui sono rinchiusi 400 detenuti su una capienza di 170 posti letto, è stata riprodotta una cella in piazza Vittorio Emanuele, all’interno del cortile di Palazzo Marliani Cicogna. I cittadini possono sperimentare cosa si prova a stare in così poco spazio standoci per cinque minuti. Resterà in piazza fino al primo dicembre. L’iniziativa fa parte del progetto Extrema Ratio di Caritas Ambrosiana, nato nel 2012, quando all’interno di Fa’ la cosa giusta! (la fiera del consumo critico che si tiene ogni anno a Milano) è stata riprodotta la cella, che poi ha iniziato il suo tour in piazze, oratori e scuole. A Busto Arsizio c’è però una novità: è “Live in 8m²”. Mercoledì 27 novembre, dalle ore 14.30 alle 16,30, la cella ospiterà uno dei musicisti più atipici della scena jazz italiana, Max De Aloe, che realizzerà dei piccoli set di concerto all’interno della cella stessa.
Max De Aloe è un virtuoso polistrumentista, uno tra i più accreditati armonicisti jazz in ambito europeo ed è nato a Busto Arsizio. nasce proprio a Busto Arsizio. L’iniziativa è organizzata da Enaip Lombardia insieme ad Associazione Vol.Gi.Ter, Cooperativa Intrecci, Fondazione Exodus e Fondazione Cariplo. Tra i promotori troviamo la Casa Circondariale di Busto Arsizio, l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Varese, il Comune di Busto Arsizio, il Liceo Crespi e Agesci sempre di Busto A. “La nostra intenzione – spiegano gli organizzatori – è quella di ‘chiudere’ la gente in una cella per alcuni minuti dando l’occasione di fermarsi e riflettere sulla condizione carceraria nazionale. Vogliamo suggerire e approfondire la possibilità di una diversa concezione della pena, denunciando il sovraffollamento nelle carceri e sostenendo percorsi di umanizzazione e di sostegno ad attività rieducative che tengano al centro la dignità della persona”.