Leopolda. Il grande bluff/ vignetta di Enzo D’Amore

Il vignettista Enzo D’Amore ha illustrato per i lettori de L’impronta il tema caldo della settimana. La Legge di Stabilità è un bluff, prima che per l’Europa, per gli italiani. Diminuiscono i fondi per l’alleggerimento del regime fiscale. Aumento dell’Iva, più tasse sul TFR. Cottarelli denuncia gravi ostacoli sulla revisione della spesa. E sul taglio […]

leopoldaIl vignettista Enzo D’Amore ha illustrato per i lettori de L’impronta il tema caldo della settimana.

La Legge di Stabilità è un bluff, prima che per l’Europa, per gli italiani. Diminuiscono i fondi per l’alleggerimento del regime fiscale. Aumento dell’Iva, più tasse sul TFR. Cottarelli denuncia gravi ostacoli sulla revisione della spesa. E sul taglio alle pensioni d’oro, 270 miliardi, nulla di fatto.

La prima voce a finire sotto la lente della Federcontribuenti riguarda i 3,8 miliardi previsti come entrate dalla lotta all’evasione fiscale, la stima è virtuale sia nella somma sia nel recupero. Certo, lo smemorato governo potrebbe iniziare con il recuperare quei 98 miliardi dai concessionari delle slot machine! In realtà i grandi evasori che hanno patteggiano sono molti di più. Sono tutte le finanziare di Monti, Letta e Renzi messe insieme.

Questi 98 miliardi risolverebbero non solo i guai con Bruxelles ma aiuterebbero le famiglie italiane indebitate, darebbero respiro ai comparti sociali svuotati di ogni servizio oltre che la faccia di questo governo. I vitalizi degli ex non si toccano, nemmeno quando non li si vorrebbe incassare come nel caso di Gerry Scotti. Una politica assurda nei suoi ingarbugliati fili.

La Legge di Stabilità 2015 è una manovra da 36 miliardi virtuali in entrate e 36 in uscite. In realtà l’economia reale parla di 13, 3 miliardi di entrate e 11,8 in uscita. I tagli agli Enti, regioni, province e comuni, totalizzati in 15 miliardi dalla spending review scendono a 10,3 miliardi e riguardano tagli ai servizi pubblici e non alle ruberie. Si salvano quindi le scottanti poltrone inutili.

I 5 miliardi di riduzione Irap significheranno solo uno sgravio del 30% sul costo Irap attuale e non sul costo del lavoro. Certi che tali conti non reggeranno si è pronti con l‘aumento Iva, di 3 punti che poco peserà a monte ma che avrà una incidenza sul consumatore finale, il contribuente, pari a 150 euro in più a famiglia al mese.

Fermi gli stipendi, bloccate le politiche per il sociale, dimenticate le PMI, ci apprestiamo a vivere il quarto anno consecutivo di recessione. Contro questo sfacelo non c’è Leopolda che regga.

6,9 miliardi verranno spesi solo per mantenere questa legislazione, tra l’altro, nemmeno eletta dal popolo. ”L’evasione fiscale non riscossa, i vitalizi dati con la forza e contro la volontà di chi li riceve, le pensioni d’oro, i 20 mila euro al mese dati alla persona addetta allo spostamento della sedia del presidente della Camera e quante stranezze potremmo elencare, ma insomma, per quanti anni ancora dovremmo subire questa schiacciante prevaricazione politica? Diminuiscono i tesseramenti ai partiti ma non i voti, forse perchè tutto questo teatrino è mantenuto proprio grazie a quei bacini di voto che in cambio ricevono tanti favori?”