Ricostruzione privata: le magagne del Condominio FINTEC

Trasparenza e chiarezza sull’utilizzo dei fondi stanziati per la Ricostruzione privata dell’Aquila: la gridano i proprietari del condominio FINTEC. Il tempo della chiarezza non necessariamente lo decidono i magistrati o chi governa: ce lo si può dare anche da soli e a volte sembra questo momento essere arrivato. I condomini del Condominio FINTEC dell’Aquila portano avanti […]

Trasparenza e chiarezza sull’utilizzo dei fondi stanziati per la Ricostruzione privata dell’Aquila: la gridano i proprietari del condominio FINTEC. Il tempo della chiarezza non necessariamente lo decidono i magistrati o chi governa: ce lo si può dare anche da soli e a volte sembra questo momento essere arrivato. I condomini del Condominio FINTEC dell’Aquila portano avanti da tre anni, in supplenza della studiata inerzia di tre amministratori, la battaglia per chiedere chiarezza sulla Ricostruzione del proprio stabile costata più di otto milioni di euro.

Il Condominio risulterebbe ancora privo di agibilità nonostante la consegna dei lavori, anche se non completati, nel novembre 2013 e lo svincolo delle somme a garanzia da parte del Comune in data 16.10.2014.

Allo stato attuale, nel condominio abitato da famiglie e studi professionali “...non è consentito affittare, abitare, lavorare, ospitare e per quanto riguardano gli uffici e studi tenerci il personale e ricevere clienti.”, è quanto dichiarato dall’Amministratore attuale in un suo email indirizzato ai condomini in ottobre 2015 e trasmesso anche al Sindaco dell’Aquila.

I vari dossier e richieste di chiarimento presentati al Comune dell’Aquila disegnerebbero una scena impietosa in cui cattivo funzionamento dell’amministrazione lascerebbero spazio a illegalità diffusa, s’intrecciano, si nascondono dentro i documenti per poi svelarsi nella pratica in barba alle regole.

In relazione alla Pratica AQ-BCE-14272 del 30/06/2011, numerose sono state le comunicazioni e le istanze rivolte all’ Amministrazione Comunale che resterebbero ancora in attesa di riscontro (Prot. GEN. VISTO ARRIVARE il 17/03/14, Prot. ENTRATA n. 42022 del 06/05/14, Prot. ENTRATA n. 50676 del 03/06/14 ,Prot. ENTRATA n. 65834 del 21/07/14, Prot. ENTRATA n. 69934 del 01/08/14, Prot. ENTRATA n. 75342 del 25/08/14, Prot. ENTRATA n. 75343 del 25/08/14, Prot. ENTRATA n. 81640 del 16/09/14, Prot. GEN. VISTO ARRIVARE il 10/10/14, Prot. ENTRATA n. 90571 del 14/10/14, Prot. ENTRATA n. 108970 del 10/12/14 ,Prot. ENTRATA n. 257 del 05/01/2015,Prot. GEN. VISTO ARRIV. il 03/02/2015 Prot. ENTRATA n. 14099 del 19/02/2015, Prot. ENTRATA n. 14103 del 19/02/2015, Prot. ENTRATA n. 20147 del 10/03/2015, Prot. ENTRATA n. 26915 del 31/03/2015,Prot. ENTRATA n. 33832 del 22/04/2015,Prot. ENTRATA n. 39560 del 08/05/2015,Prot. ENTRATA n. 69308 del 03/08/2015,Prot. ENTRATA n. 80511 del 14/09/2015, AR n°15010094472-5 del 29/10/2015, Prot. ENTRATA n. 30095 del 21/03/2016.).

E’ amaro dover constatare che, nonostante le numerose e circostanziate segnalazioni, non si è riusciti a richiamare l’attenzione sulle gravi inadempienze, mentre, purtroppo i denari sono scivolati via dal conto del Condominio come olio. Circa la mancanza dei certificati di agibilità e lo sparire del fondo a garanzia della regolare e completa ristrutturazione, un attento Condomino ha sottolineato “senza tale, preventiva, presa d’atto il Comune non avrebbe potuto autorizzare la liquidazione del contributo concesso per la riparazione”.

La Ricostruzione privata purtroppo in molti casi è in mano agli amministratori di condominio che si sentono onnipotenti, tanto da non rispettare norme sulla legalità nella Ricostruzione post-sisma. Il condominio Fintec sembrerebbe uno dei tanti esempi di una Ricostruzione privata condotta a colpi di mano e lasciata incompleta con sfacciataggine. La macchina burocratica non avrebbe messo in atto controlli mirati nonostante le segnalazioni deI condomini ed ecco come conseguenza la “diffusa illegalità”.

Le responsabilità degli uffici e di chi ne teneva le fila sembrerebbero evidenti, si spera che non si debba di nuovo richiedere l’intervento della magistratura per fare chiarezza in rispetto degli italiani e a tutela dei cittadini onesti.

Tra pochi giorni sarà ricordato il tremendo sisma del 6 aprile 2009, evento in cui il Paese reagì con il cuore e con le braccia per sgomberare macerie, sassi e salvare vite, per non far sentire agli aquilani il vuoto intorno mentre la terra piegava il frutto di una vita di duri  sacrifici e sogni. Ma tutto ciò non è bastato e a distanza da sette anni all’interno della Ricostruzione si lasciano ancora crepe tangibili, senza che chi è preposto a controllare se ne accorga nel mentre si aprirebbero i portoni del malaffare.

Non è di teste a tutti i costi che i condomini hanno bisogno, o almeno la parte più avveduta di loro: tutti chiedono però assunzione di piena responsabilità, con lo stesso coraggio e la stessa umiltà dimostrati dal nostro Paese nei giorni del terremoto e successivamente.

Sono stati spesi tre anni a segnalare, a chiedere spiegazioni, a cercare documenti (costantemente negati) per portare a termine la ristrutturazione effettuata con soldi pubblici (più di otto milioni di euro) ai quali sono da aggiungere i contributi e le spese sostenute direttamente dai proprietari e i condomini FINTEC sembra che siano ancora in un palazzo privo anche dei certificati di agibilità!

Il vaso di Pandora è da scoperchiare per trasparenza e giustizia, affinché i cittadini italiani e le persone martoriate dal sisma del 2009, vittime di abusi e soprusi abbiano quanto previsto dalle leggi della regola dell’arte per lavori profumatamente pagati.

Luisa Stifani