Grecia: banche e povertà

Il Comitato Greco per l’UNICEF ha presentato alla fine di aprile il rapporto annuale “La condizione dell’infanzia in Grecia 2016 – I bambini a rischio”, elaborato insieme ad un team scientifico guidato dall’Università Democritea di Tracia, che elenca i dati più recenti sulla situazione dei bambini e delle famiglie oggi in Grecia, prendendo in considerazione […]

Il Comitato Greco per l’UNICEF ha presentato alla fine di aprile il rapporto annuale “La condizione dell’infanzia in Grecia 2016 – I bambini a rischio”, elaborato insieme ad un team scientifico guidato dall’Università Democritea di Tracia, che elenca i dati più recenti sulla situazione dei bambini e delle famiglie oggi in Grecia, prendendo in considerazione il periodo 1995-2015.

Il rapporto conferma il drammatico peggioramento delle condizioni di vita: la povertà infantile è aumentata del 6,3%, cioè, in termini assoluti, 122.340 bambini in più si sono confrontati con il rischio di povertà.

Nel 2014 la povertà infantile era al 25,3%, con un totale di 424.000 bambini che vivevano in povertà, un aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2010 (22,3%).La spesa mensile media per i consumi, a prezzi costanti, per una famiglia con due bambini è stata nel 2014 di 1.551 €, mentre nel 2010 era di 2.359 €. Nel 2015 la grave deprivazione materiale nelle famiglie con bambini era al 26,8%. Il livello di deprivazione materiale riflette la debolezza economica nell’acquistare beni ritenuti opportuni o necessari per una vita soddisfacente. Questo indicatore distingue le persone che non possono permettersi l’acquisto di un determinato bene o servizio da quelle che non vogliono o non ne hanno bisogno. La grave deprivazione materiale è intesa come l’incapacità oggettiva delle famiglie di potersi permettere almeno quattro tra nove beni e servizi (quali: affitto, elettricità, acqua, riscaldamento, carne, vacanze, TV, auto, telefono).

Il livello di grave deprivazione materiale è peggiorato in modo drammatico per tutte le tipologie familiari dopo gli anni critici 2010 e 2011, raggiungendo il 36,6% nel 2015 tra i genitori single e il 31,3% tra le famiglie numerose (per le quali l’indennità speciale prevista in precedenza è stata sostituita con un sussidio di sicurezza sociale, concesso dopo un rigoroso controllo del reddito).

Sulla base dell’analisi dei dati EUROSTAT, il PIL è diminuito di un quarto dal 2008 fino ad oggi, la disoccupazione è aumentata drammaticamente, arrivando al 27% (al 50% tra i giovani) e una persona su cinque vive in condizioni di povertà.

Un altro studio, questa volta dell’European School of Management and Technology di Berlino, rivela dati altrettanto inquietanti: in pratica il 95% degli primi due programmi di aiuti concessi alla Grecia nel 2010 e nel 2012, per un totale di 215,9 miliardi di euro, è servito a salvare le banche e gli investitori privati! Solo 9,7 miliardi di euro sono andati ai cittadini greci, mentre 86,9 sono stati destinati a rimborsare i debiti, 52,3 agli interessi e 37,3 alla ricapitalizzazione delle banche.

E tutto questo mentre si insiste a chiedere alla Grecia altri tagli a stipendi e pensioni…

Anna Polo-Pressenza