Il paradosso della presidenza israeliana all’ONU

Commentando la decisione del Gruppo dei Paesi dell’Europa Occidentale e Altri (WEOG) di nominare Israele per la presidenza della Sesta Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Hanan Ashrawi, Membro del Comitato Esecutivo dell’OLP, ha detto che “Nominare Israele alla presidenza di una commissione UNGA è come chiedere a un lupo di proteggere le pecore”. Spiegando: […]

Commentando la decisione del Gruppo dei Paesi dell’Europa Occidentale e Altri (WEOG) di nominare Israele per la presidenza della Sesta Commissione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Hanan Ashrawi, Membro del Comitato Esecutivo dell’OLP, ha detto che “Nominare Israele alla presidenza di una commissione UNGA è come chiedere a un lupo di proteggere le pecore”. Spiegando: “E’ davvero ironico che Israele, uno Stato che continua a violare il diritto e le convenzioni internazionali, il diritto umanitario e un infinito numero di risoluzioni dell’ONU, sia nominato a capo di una commissione per gli affari legali che ha lo scopo di promuovere il diritto internazionale e di proteggere i diritti umani e le libertà fondamentali”.

Con questa decisione, ha aggiunto Ashrawi, il Gruppo prende in giro il sistema legale internazionale, premiando invece Israele per le sue flagranti violazioni del diritto internazionale così come per i suoi atti di violenza e punizione collettiva, compreso il furto continuo di terra e di risorse palestinesi, l’espansione degli insediamenti illegali, la demolizione e pulizia etnica di intere comunità e villaggi palestinesi, l’uso di armi letali e la pratica di uccisioni extragiudiziali di palestinesi innocenti, la revoca delle carte di identità ai cittadini di Gerusalemme, e l’aumento delle detenzioni amministrative per uomini, donne e bambini palestinesi.

Per questo la dirigente dell’OLP non si è limitata a chiedere che il Gruppo ritirasse la nomina (cosa che il Gruppo non ha fatto), ma ha insistito perché Israele sia ritenuto responsabile per le sue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani: “Come popolo sotto occupazione, resteremo saldi e imperterriti nel nostro intento di perseguire ogni canale diplomatico e legale per contrastare le violazioni di Israele e salvaguardare il diritto del nostro popolo all’auto-determinazione, alla giustizia e alla libertà”.

Ufficio Stampa Ambasciata di Palestina a Roma – Redazione Italia