Ciclismo: morto a 37 anni Michele Scarponi

Il  mondo del ciclismo in lutto per la tragica scomparsa di Michele Scarponi. Il campione è stato travolto questa mattina da un furgone mentre si allenava sulle strade di casa. scarponi era appena tornato dal Tour of the Alps, dove aveva ritrovato la gioia della vittoria nella prima tappa a Hungerburg, in Austria. Professionista dal […]

Il  mondo del ciclismo in lutto per la tragica scomparsa di Michele Scarponi. Il campione è stato travolto questa mattina da un furgone mentre si allenava sulle strade di casa. scarponi era appena tornato dal Tour of the Alps, dove aveva ritrovato la gioia della vittoria nella prima tappa a Hungerburg, in Austria. Professionista dal 2002, grande scalatore, ha vinto il Giro d’Italia 2011 dopo la squalifica di Alberto Contador.

“Vicino alla famiglia di Michele Scarponi. Una tragedia che tocca tutto lo sport italiano”. Lo scrive su twitter il capitano della Roma, Francesco Totti.

“In questo momento fatichiamo a trovare le parole. Un altro dei nostri ragazzi ha perso la vita in strada, svolgendo il suo lavoro, coltivando la propria passione. Questa mattina Michele Scarponi, attorno alle otto, è stato travolto da un camion”. E’ quanto si legge in una nota dell‘Associazione corridori di ciclismo dopo la morte del corridore marchigiano. “Di ritorno dal Tour of the Alps, sulle strade di casa stava ultimando la preparazione in vista del Giro d’Italia, dove avrebbe rivestito i ruoli di capitano del team Astana. Sorridente e sempre pronto alla battuta – prosegue la nota – non mancava mai alle iniziative benefiche promosse dall?ACCPI, comprese le ultime a favore dei terremotati della sua terra, a cui ha dedicato il suo ultimo trionfo, conquistato solo pochi giorni fa. Lascia la moglie Anna e i gemellini Giacomo e Tommaso. L’Aquila di Filottrano è volata via troppo presto, dandoci un grande dolore”. “Il gruppo, in cui era davvero amato e stimato da tutti, lo piange. Scarpa ci mancheranno le tue risate, i tuoi scherzi, la tua sensibilità. Riposa in pace. Noi da qui continueremo a batterci per un ciclismo più sicuro e una cultura stradale di rispetto verso le due ruote. Di lacrime non ne abbiamo più”, conclude la nota dell’Assocorridori.