Sanità: oltre 30 morti per influenza

“L’epidemia influenzale non accenna a fermarsi e le difficolta’ del Servizio sanitario nazionale stanno diventando sempre piu’ evidenti nonostante il grande impegno dei medici. I primi ad essere stati sottoposti ad un impegno ben superiore all’abituale e’ stato il personale del soccorso sul territorio, dei Pronto Soccorso, dei servizi diagnostici ospedalieri; anche i reparti di […]

“L’epidemia influenzale non accenna a fermarsi e le difficolta’ del Servizio sanitario nazionale stanno diventando sempre piu’ evidenti nonostante il grande impegno dei medici. I primi ad essere stati sottoposti ad un impegno ben superiore all’abituale e’ stato il personale del soccorso sul territorio, dei Pronto Soccorso, dei servizi diagnostici ospedalieri; anche i reparti di degenza sono stati sconvolti dai ricoveri di pazienti con complicanze respiratorie, fatto che ha comportato problemi per la gestione dei ricoveri d’urgenza e dei posti-letto dedicati ai ricoveri programmati che sono stati anche sospesi. Tutto questo ha comportato rinvii degli interventi programmati e difficolta’ per la carenza di sacche di sangue dovute al crollo delle donazioni, in quanto non si possono sottoporre a prelievo le persone con sintomi influenzali o con influenza recente”. A dichiararlo e’ Alessandro Garau, segretario del sindacato CoAS Medici Dirigenti. “Questa influenza- prosegue Garau- e’ molto aggressiva ed ha gia’ superato quota 30 morti tra soggetti giovani e in buone condizioni; molti gli anziani deceduti e i reparti di rianimazione sono impegnati ad assistere gravi complicazioni respiratorie. L’agente etiologico di questa influenza appartiene ad uno dei due ceppi B dei virus influenzali ed e’ chiamato Yamagata; il secondo e’ denominato ‘Victoria’. Il vaccino antinfluenzale prevalentemente distribuito e’ stato quello trivalente, comprendente due virus del tipo A [H1N1 (quello dell’aviaria) e H3N2] e, del tipo B, solo il Victoria. Il vaccino tetravalente, piu’ costoso, offre protezione anche dal ceppo Yamagata. Non tutte le regioni l’hanno reso disponibile e la bassa copertura vaccinale per questo ceppo virale ha quindi favorito la diffusione della malattia”.

Per fronteggiare l’emergenza aviaria (H1N1), nel 2009/2010, su tutto il territorio italiano, nel timore di una epidemia “che si paventava devastante- spiega Garau- e’ stata organizzata in tempi brevi la rete d’assistenza respiratoria ‘Respira’, attrezzata di macchine capaci di sostituire la funzione respiratoria sia nella ossigenazione del sangue che nell’eliminazione della anidride carbonica. Queste macchine funzionano in modo simile ad un rene artificiale e sostituiscono temporaneamente la funzione respiratoria ma ne abbiamo a disposizione un numero limitato; il loro utilizzo e’ costoso per filtri, circuiti monouso e personale particolarmente addestrato sotto il corretto impegno degli Anestesisti e Rianimatori”. In Italia, conclude il segretario del sindacato CoAS Medici dirigenti, abbiamo a disposizione “pochi centri in grado di offrire questo trattamento e, seppur stiano facendo veramente miracoli per soddisfare quante piu’ richieste possibili provenienti dai reparti, sono evidentemente troppo pochi”