Uiltemp Abruzzo: sì ad una flessibilità regolamentata, no al precariato

Sì alla flessibilità, no alla precarizzazione. Sì ad una sana collaborazione tra tutte le realtà impegnate a creare e valorizzare il lavoro, no ad ogni abuso di contratti che nulla hanno a che vedere con l’occupazione di qualità. È il messaggio che si è levato con forza dal III congresso Uiltemp Abruzzo, il sindacato dei […]

Sì alla flessibilità, no alla precarizzazione. Sì ad una sana collaborazione tra tutte le realtà impegnate a creare e valorizzare il lavoro, no ad ogni abuso di contratti che nulla hanno a che vedere con l’occupazione di qualità. È il messaggio che si è levato con forza dal III congresso Uiltemp Abruzzo, il sindacato dei cosiddetti “atipici”, che si è svolto questa mattina, lunedì 19 marzo, nella splendida cornice della sede della Comunità Montana, a Sulmona.

Un appuntamento molto partecipato, che ha visto la partecipazione di aziende e agenzie del lavoro, e che si è concluso con la rielezione di Maurizio Sacchetta a segretario generale. Un congresso che ha visto un’innovativa e concreta fase preparatoria che ha coinvolto nei giorni scorsi gli studenti del polo scientifico tecnologico “E. Fermi” di Sulmona che, insieme alle agenzie per il lavoro locali, hanno partecipato a giornate di orientamento, prove di colloqui e stesura curriculum, culminate questa mattina in un workshop in piazza San Francesco.

I lavori sono stati coordinati da Giancarlo Mattone, della segreteria nazionale Uiltemp. Nel corso della sua relazione, Maurizio Sacchetta ha snocciolato alcune cifre sul lavoro atipico: “Negli ultimi due anni – ha detto – vi è stato un forte aumento dell’utilizzo della somministrazione, in particolare in questi primi tre mesi del 2018 c’è stato un incremento del quasi 32,6 per cento e quindi a fine anno si arriverà al 50 per cento di incremento. Tutto questo dimostra che l’utilizzo della somministrazione non è più solo per picchi di produzione ma è diventata strutturale. In Abruzzo, secondo i dati Inail relativi al III trimestre del 2017, la somministrazione ha occupato l’equivalente di circa 40 mila occupati netti. L’azienda con più lavoratori in somministrazione è la Richetti spa, Alimentari Industria, con 529 lavoratori, poi la Iringhausen spa di Atessa, metalmeccanici industria, con 392 persone a seguire la Robotec srl con 281 persone, sempre metalmeccanica industria, poi la Sanofi di L’Aquila, settore chimica farmaceutica, con 247 lavoratori. In Italia, il lavoro in somministrazione a tempo determinato non supera di media i 30 giorni e l’utilizzo dei contratti di un giorno è pari al 28 per cento del totale (abbiamo lavoratori che sono arrivati ad avere 600 contratti in un anno, cioè due al giorno). Su questo siamo impegnati nel tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale per trovare una soluzione che ne eviti l’abuso”. Diverse le proposte avanzate da Sacchetta: dare tutela e rappresentanza a tutti i lavoratori che vivono la la precarietà attraverso tutti quei contratti non tutelanti, far diventare la somministrazione, nonostante i suoi difetti, l’unico contratto flessibile utilizzabile, far limitare tutti quei contratti e quelle norme che permettono a qualche “datore di lavoro” di precarizzare il lavoro flessibile, far realizzare uno studio sui fabbisogni formativi delle aziende in tutta la regione, per evitare di far diplomare o laureare i giovani in ambiti che non danno sbocchi occupazionali. “In un contesto come quello attuale – ha concluso – l’unica strada per avere possibilità lavorative è quella della formazione continua. È necessario quindi realizzare un libretto formativo individuale, per rendere tracciabile il percorso formativo effettuato, per evitare che lo stesso soggetto frequenti corsi a cui aveva già partecipato e per evitare sprechi delle risorse. Inoltre, crediamo che sia necessario realizzare effettivamente l’alternanza scuola lavoro, partendo dalle sperimentazioni come quelle già avviate in Enel che prevedevano per gli studenti l’attivazione di un contratto di apprendistato di primo livello (retribuito) di alta formazione e ricerca con un percorso formativo adeguato ai fabbisogni aziendali, con formazione che proseguiva durante l’estate in azienda. Quindi è bene evitare alternanze negative, come quelle effettuate da aziende che sfruttano la situazione utilizzando, a costo zero, gli studenti per realizzare maggiore produttività e maggiore ricavi facendo concorrenza sleale alle aziende virtuose”.

“La Uil è per il lavoro – ha detto nel corso del suo intervento il segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo – e non per l’assistenzialismo. E non siamo contro il Jobs Act ma contro la scelta di ridurre gli ammortizzatori sociali. In merito ai voucher, non eravamo contro questo strumento, ma contro l’abuso che se ne è fatto: oggi, purtroppo, l’alternativa è il lavoro nero. In ultimo, ribadiamo la necessità di corpi intermedi che possano aiutare le persone a lavorare, e lavorare bene: non crediamo ad un sistema dove i capi parlino direttamente con gli individui. Serve più rappresentanza, di tutti i lavoratori e non solo di quelli classici”.

Le conclusioni sono state a cura di Lucia Grossi, segretaria nazionale Uiltemp: “Serve un sindacato che cammini accanto ai precari e agli atipici. La flessibilità va bene se regolamentata: diciamo no ad ogni abuso, evidente quando la somministrazione del lavoro sta avendo un ruolo così preponderante. Noi siamo per la dignità del lavoro, siamo per i diritti per tutti”.

Maurizio Sacchetta sarà aiutato da una segreteria regionale composta da Chiara Pupi e Pamela Della Sabina, e dal tesoriere Stefano Santucci.