L’internet delle cose (insicure), aerei a rischio hacking

In un mondo sempre più interconnesso, con una richiesta di connessioni sempre maggiori non si possono sottovalutare i rischi di essere vittime di hacking. E se parliamo di tecnologia civile l’hacking può causare numerose vittime umane. L’allarme è stato lanciato dal team del Department of Homeland Security (DHS) durante una conferenza di cybersecurity nel settembre […]

In un mondo sempre più interconnesso, con una richiesta di connessioni sempre maggiori non si possono sottovalutare i rischi di essere vittime di hacking. E se parliamo di tecnologia civile l’hacking può causare numerose vittime umane.

L’allarme è stato lanciato dal team del Department of Homeland Security (DHS) durante una conferenza di cybersecurity nel settembre 2016, dove hanno hackerato da remoto il sistema di un Boeing 737 parcheggiato all’aereporto di Atlantic City sfruttando il sistema di comunicazione a radiofrequenza.

Il documento del DHS Science and Technology Directorate mette in guardia che le politiche e le pratiche attuali non sono adeguate per affrontare “le conseguenze devastanti che potrebbero derivare da un ciberattacco a un aeromobile commerciale in volo”.

Ruben Santamarta, un esperto di cybersecurity terrà una conferenza al BlackHat 2018 su come le “intere flotte” di aerei siano state rese accessibili da Internet, mettendo a rischio la vita di centinaia di persone.

Rendere sicuri l’IoT è possibile. Il programma di Bug Bounty è il miglior investimento che un’azienda interconnessa possa fare poichè permette l’interconnessione tra Hacker Etici e sviluppatori rendendo le applicazioni decisamente più sicure.

Manuel Romano
UpSecurIT