Sociale: 3,8 mln gli anziani soli in Italia

In Italia cresce l’isolamento sociale degli anziani, con il 33% (3,8 milioni) delle famiglie composte da una persona e oltre il 50% degli over 85 che vivono da soli. Nelle grandi citta’ poi le percentuali aumentano, come a Roma dove il 44% dei nuclei familiari e’ composto da persone sole con un record del 62,3 […]

In Italia cresce l’isolamento sociale degli anziani, con il 33% (3,8 milioni) delle famiglie composte da una persona e oltre il 50% degli over 85 che vivono da soli. Nelle grandi citta’ poi le percentuali aumentano, come a Roma dove il 44% dei nuclei familiari e’ composto da persone sole con un record del 62,3 % nel I Municipio. Ma anche il II, VIII, III, XII e il XV sono sopra la media, per un totale, nella Capitale, di 250mila anziani che vivono soli. Sono i numeri relativi alla popolazione over 65 a Roma e in Italia, illustrati oggi dalla Comunita’ di Sant’Egidio che, con il presidente Marco Impagliazzo, ha rivolto un appello alle istituzioni e ai cittadini: “Non lasciate soli gli anziani nelle vostre famiglie o ai vicini di casa, moltiplicate le visite, fermatevi a bere o mangiare qualcosa con loro”. Impagliazzo ha parlato di una situazione preoccupante in quanto il caldo e la solitudine sono direttamente legati alla mortalita’ degli anziani nei mesi estivi. “Ci vuole un indirizzo politico che rispecchi i nostri valori e le nostre tradizioni- ha dichiarato- Bisogna fare di tutto perche’ gli anziani vivano a casa propria”. Tre le proposte principali: permettere l’ingresso ad almeno 50mila assistenti familiari, le cosiddette badanti; aprire a soluzioni abitative alternative, come condomini protetti per favorire il co-housing; insistere col programma di monitoraggio ‘Viva gli anziani’, che coinvolge la Comunita’ di Sant’Egidio, il Ministero della Salute e il Comune di Roma. Il programma, ha spiegato Impagliazzo, “e’ attivo dal 2004, e’ dedicato agli ultra 80enni e ha seguito 15mila anziani con 350mila interventi. Ha mobilitato tante forze della societa’ civile per gli anziani, riducendo l’ospedalizzazione del 10% e del 40% il ricovero in strutture o rsa”.