Emergenza crollo viadotti: la tragedia di Genova riporta l’attenzione anche sulla sicurezza ponti abruzzesi

Nel giorno del cordoglio e vicinanza ai famigliari delle vittime della catastrofe di Genova, tornano tristemente gli interrogativi sulla sicurezza dei nostri ponti. Negli ultimi anni tante sono state le situazioni di pericolo segnalate sulla stabilità di ponti e viadotti della nostra regione a causa dei terremoti ed usura del tempo. Da anni Legambiente sostiene […]

Nel giorno del cordoglio e vicinanza ai famigliari delle vittime della catastrofe di Genova, tornano tristemente gli interrogativi sulla sicurezza dei nostri ponti. Negli ultimi anni tante sono state le situazioni di pericolo segnalate sulla stabilità di ponti e viadotti della nostra regione a causa dei terremoti ed usura del tempo.

Da anni Legambiente sostiene che la più grande opera pubblica resta la manutenzione del territorio che diventa ancora più importante e strategica a causa dei cambiamenti climatici che mettono a dura prova i nostri territori, provocando un forte dissesto idrogeologico.

Anche l’Abruzzo ha vissuto e vive le sue emergenze, tra queste: lo stato in essere dei viadotti autostradali Teramo-Roma e Pescara-Roma, il crollo del ponte sulla statale 16 all’altezza della foce del fiume Sangro, collassato all’improvviso. Sempre sullo stesso fiume, ricordiamo i due ponti tornati piùvolte alla cronaca che riguardano il tratto Atessa-Lanciano per la tenuta dei pilastri e la carreggiata ristretta di attraversamento del fiume nel comune di Paglieta, sempre per problemi di tenuta con limite di carico sistematicamente disatteso. I ponti chiusi che collegano l’area industriale della Val di Sangro con la Campania per problemi di stabilità.

Tutto questo ed altre situazioni di pericolo che arrivano da tutta la regione pongono seri quesiti sulla sicurezza dei cittadini che va garantita e ci porta a riflettere e ad interrogarci sullo stato di salute delle nostre infrastrutture, alla luce anche di un traffico attuale che viaggia su un costruito degli anni sessanta, fatto di calcestruzzo non certo un materiale eterno.

Il tema della sicurezza, la consapevolezza della fragilità del nostro territorio e delle infrastrutture esistenti, il bisogno di prevenzione, monitoraggio e manutenzione ma anche una nuova mobilità sostenibile che riequilibri il trasporto su ferro con quello su gomma, decongestionando le strade, sono obiettivi vitali ormai non più rinviabili.

Non meno importante, infine, l’istituzione di un’anagrafe dei ponti, fondamentale per effettuare concretamente l’azione continua di monitoraggio e la tenuta in sicurezza delle infrastrutture esitenti.