Ong: Naidoo è il nuovo capo di Amnesty

Il nuovo segretario generale di Amnesty International e’ l’attivista sudafricano Kumi Naidoo, classe 1965. Ne da’ notizia un comunicato diffuso dall’ong per i diritti umani, in occasione della sua conferenza stampa di insediamento, che si e’ tenuta stamane al Nelson Mandela Centre of Memory di Johannesburg. “Voglio che costruiamo un movimento per i diritti umani […]

Il nuovo segretario generale di Amnesty International e’ l’attivista sudafricano Kumi Naidoo, classe 1965. Ne da’ notizia un comunicato diffuso dall’ong per i diritti umani, in occasione della sua conferenza stampa di insediamento, che si e’ tenuta stamane al Nelson Mandela Centre of Memory di Johannesburg. “Voglio che costruiamo un movimento per i diritti umani piu’ inclusivo. Dobbiamo ridefinire cosa significa nel 2018 difendere i diritti umani. Un attivista puo’ provenire da ogni ambito di vita: un sindacato, una scuola, un gruppo religioso, un governo e persino un’impresa”, dichiara Naidoo nella sua prima giornata da segretario generale.
“Non si puo’ parlare della crisi del cambiamento climatico senza riconoscere che c’e’ anche una questione di ineguaglianza e di razza; non si puo’ affrontare la discriminazione sessuale senza ammettere che e’ collegata all’esclusione economica delle donne; non si puo’ ignorare che i diritti civili e politici vengono spesso soppressi proprio quando le persone chiedono giustizia sul piano economico”, aggiunge l’attivista. Nato a Durban (Sudafrica), all’eta’ di 15 anni Naidoo organizzo’ una protesta contro l’apartheid e vi prese parte e venne espulso dalla scuola.
Nel 1986, all’eta’ di 21 anni, fu accusato di aver violato lo stato d’emergenza. Fu cosi’ costretto a entrare in clandestinita’, per poi prendere la decisione di andare in esilio nel Regno Unito. Vi rimase fino alla scarcerazione di Nelson Mandela e alla fine del bando nei confronti dei movimenti di liberazione.
Dopo il crollo del regime dell’apartheid, torno’ in Sudafrica nel 1990 ed entro’ nell’African National Congress, all’interno del quale si occupo’ di cio’ che da sempre gli stava a cuore: l’istruzione, in particolare l’alfabetizzazione degli adulti e l’educazione al voto per dare potere a comunita’ storicamente e sistematicamente escluse.
(DIRE) Roma, 16 ago. – Da direttore generale di Greenpeace International, Naidoo ha visto crescere la sua reputazione di “campione della disobbedienza civile- scrivono da Amnesty- come quando nel 2011 ha scalato una piattaforma petrolifera groenlandese per consegnare a mano una petizione contro le trivellazioni del mar Artico. Un anno dopo ha occupato una piattaforma petrolifera russa nel mare di Barents, nell’Artico russo”.
Da ultimo, ha cofondato e diretto provvisoriamente l’organizzazione panafricana ‘African Rising for justice, peace and dignity’. Il gruppo, sottolinea il comunicato, “ha favorito la collaborazione tra sindacati, gruppi religiosi e societa’ civili per cambiare la realta’ di un continente in crescita economica e di una popolazione che non ne ha tratto benessere ne’ potere”.
A ispirare Kumi Naidoo a candidarsi al ruolo di segretario generale di Amnesty International e’ stata, secondo quanto indicato nella nota, una lettera scritta da Nelson Mandela nel 1962, in cui il leader del movimento anti-apartheid ringraziava l’organizzazione per aver inviato osservatori al suo processo.
Naidoo succede all’indiano Salil Shetty, che e’ stato segretario generale di Amnesty per otto anni.