Clima. Esperti: “In Africa australe è allarme salute e agricoltura”

In alcuni Paesi dell’Africa meridionale, come in altri ‘punti caldi’ del pianeta, le conseguenze del riscaldamento globale saranno maggiori che altrove. All’indomani della pubblicazione del nuovo rapporto del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), che ha riportato l’attenzione sul tema, un articolo di Mark New, direttore dell’iniziativa africana su Clima e sviluppo dell’Universita’ di Cape […]

In alcuni Paesi dell’Africa meridionale, come in altri ‘punti caldi’ del pianeta, le conseguenze del riscaldamento globale saranno maggiori che altrove. All’indomani della pubblicazione del nuovo rapporto del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), che ha riportato l’attenzione sul tema, un articolo di Mark New, direttore dell’iniziativa africana su Clima e sviluppo dell’Universita’ di Cape Town, fa il punto della situazione in Botwana e Namibia. “L’agricoltura e’ particolarmente vulnerabile, con un calo potenziale nelle rese dei raccolti e un aumento delle perdite di bestiame” scrive l’esperto sulla rivista online ‘The Conversation’: “In Botswana, con un riscaldamento di 1,5 gradi i raccolti di mais potrebbero diminuire del 20%, del 35% con un incremento delle temperature di 2 gradi”. “In Namibia, la produttivita’ di cereali potrebbe calare del 5% con un aumento di 1,5 gradi, del 10% con un aumento di 2” prosegue New. “Inoltre, si prevede che lo stress termico diventi una minaccia sempre maggiore. Con un innalzamento delle temperature di 1.5 gradi, Namibia e Botswana possono aspettarsi circa 20 giorni all’anno in piu’ di esposizione allo stress termico. Con 2 gradi, in Namibia i giorni raddoppierebbero, arrivando a 40”. Secondo l’Ipcc, senza un’inversione di tendenza, il tetto degli 1,5 gradi potrebbe essere raggiunto nel prossimo decennio, quello dei 2 gradi in quello successivo. “Prima gli Stati dell’Africa meridionale si prepareranno a implementare strategie di adattamento, meglio sara’” e’ il commento di New.