Bechis (dir. Il Tempo): “L’aria di crisi di governo c’è, ma il potere è un ottimo collante”

Franco Bechis, direttore de Il Tempo, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.  Sulla bocciatura dell’UE alla manovra. “Siamo finiti nei guai –ha affermato Bechis-, ma ci sono 12 Paesi europei che sono nella stessa situazione dell’Italia, […]

Franco Bechis, direttore de Il Tempo, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 Sulla bocciatura dell’UE alla manovra. “Siamo finiti nei guai –ha affermato Bechis-, ma ci sono 12 Paesi europei che sono nella stessa situazione dell’Italia, quindi non si capisce perché colpire solo l’Italia. Secondo me c’è molta politica sotto, in un senso e nell’altro. C’è una battaglia molto dura tra forze sovraniste e i due partiti che finora hanno retto l’UE. Attraverso questa procedura d’infrazione c’è una specie di avviso politico all’Italia e ad altri Paesi che hanno una maggioranza di governo simile alla nostra. Lega e M5S possono anche avere un vantaggio da questo, giocandosi la campagna elettorale su questi temi. Le procedure d’infrazione non possono essere fatte sui libri dei sogni, ma sui risultati acquisiti, quindi si contesta il debito fatto dai governi precedenti e aggiungono la chiusura del 2018 e le previsioni per il 2019. Formalmente la procedura non si poteva aprire se non si contestavano i governi Renzi e Gentiloni. Qui non può gioire nessuno perché i responsabili certificati sono i governi Renzi e Gentiloni, e si accusa questo governo di non fare nulla per invertire la rotta. Non credo che il rischio vero arrivi dall’UE, curiosamente ieri è stato il miglior giorno sui mercati nelle ultime settimane –ha affermato Bechis-. Prima che arrivi qualcosa di sostanziale dall’UE passa molto tempo. La scommessa è chi oggi sta dando quell’inizio di punizione tra un anno non ci sarà più. I rischi sono dovuti al fatto che la manovra non produca i risultati che il governo si aspetta. La manovra è fondata sostanzialmente sul reddito di cittadinanza, di cui non si conoscono i contorni. Se venisse caricata sulla carta una somma da spendere, senza la possibilità di mettere da parte nulla, un effetto sull’aumento di consumi può averlo, ma consumi medio-bassi, che probabilmente non saranno di matrice italiana”.

Governo a rischio? “Si sente che i gruppi di Lega e M5S sono sfilacciati, l’aria di crisi c’è. Nessuno dei due sa quando possa scoppiare in maniera evidente. I due leader sanno che in questo momento un’alternativa politica non ci sarebbe. Il M5S pensa che i leghisti li fregano e i leghisti si sono stufati delle bizze dei 5 Stelle. Ma in mezzo a tutto questo casino ieri hanno nominato i capi dei servizi segreti, il potere è un ottimo collante”.

Sui media. “I media devono continuare a fare il proprio lavoro. Hanno i loro difetti, da sempre ci sono bravi giornalisti e cattivi giornalisti, media più tendenziosi e media più obiettivi, ci sono sempre state anche quelle che oggi chiamano fake news. Non starei troppo a inseguire i social perché i social sono un po’ mentitori. Ieri mi ha incuriosito un post di Davide Casaleggio che intrigava dal titolo, ho cliccato sul link ma il pezzo non c’era perché era stato cancellato. Sono ritornato indietro e ho visto sotto un fiume infinito di commenti di gente che commentava una cosa che non aveva letto perché non c’era più.