Lavoro: in Abruzzo 26 mila posti persi e disoccupazione al 12,1%

Ventiseimila posti di lavoro persi in un anno e un tasso di disoccupazione passata dal 9,7% al 12,1%: 2,4 punti percentuali in piu’. I dati che arrivano dall’Istat riguardo al terzo trimestre del 2018 certificano il crollo dell’occupazione in Abruzzo e confermano il momento di enorme difficolta’ in cui la Giunta Regionale del Pd ci […]

Ventiseimila posti di lavoro persi in un anno e un tasso di disoccupazione passata dal 9,7% al 12,1%: 2,4 punti percentuali in piu’. I dati che arrivano dall’Istat riguardo al terzo trimestre del 2018 certificano il crollo dell’occupazione in Abruzzo e confermano il momento di enorme difficolta’ in cui la Giunta Regionale del Pd ci ha trascinato dopo anni di pessima gestione. “Una situazione quella che emerge che si riversa direttamente sulle spalle dei lavoratori abruzzesi e delle loro famiglie- ha spiegato Sara Marcozzi,consigliera regionale M5s e candidata alla Regione – Questo crollo occupazionale si somma ad altri dati che confermano come in Abruzzo si viva peggio adesso rispetto a cinque anni fa. In media abbiamo un abruzzese su sei che non ha i soldi per l’affitto o le bollette, uno su cinque a rischio poverta’ e addirittura uno su tre a rischio esclusione sociale”. “In questi anni dai banchi dell’opposizione- ha sottolineato Marcozzi- abbiamo provato a far luce sulle questioni occupazionali e lavorative senza mai essere ascoltati. In assenza della creazione di bandi seri per favorire le imprese abruzzesi, siamo stati noi a creare un fondo, finanziato dal taglio dei nostri stipendi, da 133mila euro, che ha garantito prestiti alle PMI da 2 milioni di euro su 80 progetti. E se dall’opposizione siamo riusciti a fare tutto questo, alla maggioranza potremo allargare ulteriormente la nostra azione per creare nuovo lavoro. Noi crediamo che il tempo dell’attesa sia finito. Mentre dal centrosinistra continuano ad autodefinirsi competenti, l’Abruzzo soffre come non mai e crolla pezzo dopo pezzo. Il tempo delle poltrone e’ finito. La guida della Regione deve essere affidata a persone che siano a contatto con la realta’ e conoscano le priorita’ dei cittadini. Il 10 febbraio, giorno delle elezioni regionali, e’ vicino e gli abruzzesi sono pronti a riprendere il controllo del proprio destino, relegando alla minoranza chi ci ha condotto in questa condizione comatosa”.