Rugby: venti anni di Sei Nazioni, festa e sport all’Olimpico a Roma

Il 5 febbraio del 2000 fu un giorno sorprendente per il rugby italiano. E sotto diversi punti di vista. Quel giorno, segnato con il cerchietto rosso sui calendari di tutti gli appassionati italiani della palla ovale, l’Italia fece prepotentemente il suo ingresso nel piu’ antico torneo sportivo al mondo che, tra i tanti cambi di […]

Il 5 febbraio del 2000 fu un giorno sorprendente per il rugby italiano. E sotto diversi punti di vista. Quel giorno, segnato con il cerchietto rosso sui calendari di tutti gli appassionati italiani della palla ovale, l’Italia fece prepotentemente il suo ingresso nel piu’ antico torneo sportivo al mondo che, tra i tanti cambi di nomi, ha visto la luce nel lontanissimo 1883. Rinominato in due distinti momenti della sua storia Cinque Nazioni, la denominazione attuale risale al 2000, anno in cui, appunto, al torneo fu ammessa anche l’Italia. Il 5 febbraio del 2000 gli azzurri guidati da Diego Dominguez fecero il migliore degli esordi vincendo 34-20 contro la Scozia, che l’anno precedente aveva vinto il Cinque Nazioni. Da allora sono trascorse 19 edizioni, la 20esima iniziera’ l’1-2 febbraio prossimo (l’Italia giochera’ il 2 in Scozia) e nel frattempo l’Italrugby ha cambiato sede passando dal Flaminio all’Olimpico e ha messo insieme poche gioie, ma intense e indimenticabili, e molti dolori coincisi con le ‘vittorie’ del Cucchiaio di legno, quel ‘trofeo’ che va a chi perde tutte le partite. Per l’edizione numero 20 del torneo tante le novita’ previste. Ma pure tante conferme. L’obiettivo, ha spiegato il presidente della Federazione italiana rugby, Alfredo Gavazzi, e’ quello di superare le 150mila presenze allo stadio per le tre partite.

Ci sara’ ancora il Quarto Tempo, musica e birra a fiumi, in anticipo sono gia’ da escludere incidenti o altro, nel rugby praticamente impossibile correre il rischio di incidenti tra tifosi avversari. Negli stand delle aree hospitality dello stadio, ci sara’ massima attenzione per l’enogastronomia regionale, caratterizzando ogni singola gara con prodotti tipici italiani. Grazie all’iniziativa del Comune, potranno assistere alle partite anche bambini di case famiglia e persone con disagio psichico. Musei civici e Musei statali romani andranno ad arricchire l’offerta di eventi collaterali per i possessori di biglietti per le sfide dell’Italia nel Sei Nazioni. E poi Zetema, che collaborera’ per la vendita diretta dei biglietti del Sei Nazioni nei Pit, i punti di informazione turistica, nei luoghi di maggior flusso turistico di Roma. E poi previsto anche un vantaggio sull’acquisto di Roma Pass, strumento indispensabile per chi visita Roma. Una iniziativa ha coinvolto anche il Fai, il Fondo Ambiente Italiano, per l’organizzazione delle visite guidate a siti solitamente chiusi al pubblico all’interno del Parco del Foro Italico, il giorno delle partite. Dopo il debutto in Scozia, l’Italia ospitera’ il Galles prima (9 febbraio) e l’Irlanda poi (24 febbraio), andra’ in Inghilterra (9 marzo) e chiudera’ in casa contro la Francia (16 marzo).