Ambiente. Polveri sottili, Legambiente: “Allarme smog in 22 città”

A poco piu’ di 40 giorni dall’inizio del 2019 22 citta’ italiane, di cui 15 capoluoghi di provincia, hanno gia’ ‘consumato’ la meta’ dei 35 giorni oltre i limiti previsti dalla normativa vigente per le polveri sottili. A Frosinone Scalo sono stati registrati ben 30 giorni di sforamenti dei livelli consentiti di PM10, a Torino […]

A poco piu’ di 40 giorni dall’inizio del 2019 22 citta’ italiane, di cui 15 capoluoghi di provincia, hanno gia’ ‘consumato’ la meta’ dei 35 giorni oltre i limiti previsti dalla normativa vigente per le polveri sottili. A Frosinone Scalo sono stati registrati ben 30 giorni di sforamenti dei livelli consentiti di PM10, a Torino (Grassi) e Milano (viale Marche) 28, dati che fanno presagire il superamento del limite dei 35 giorni nelle prossime settimane. A rivelarlo e’ Legambiente, che ha presentato i dati in occasione della conferenza stampa di presentazione del Treno Verde 2019. A seguire, nella classifica delle citta’ italiane soffocate dallo smog in questo inizio d’anno, si posizionano Rovigo (centro) con 26 giorni, Pavia (Piazza Minerva) con 25, Alessandria (D’Annunzio) e Cremona (Via Fatebenefratelli) con 24, Ferrara (Isonzo) e Treviso (Sant’Agnese) con 23. Ad eccezione di Frosinone, capoluogo di provincia del Lazio, tutte le citta’ in emergenza si trovano al Nord, in particolare in Pianura Padana.

“Continua purtroppo lo stillicidio delle citta’ che superano i limiti previsti dalla normativa europea e dalla legge Italiana sulle polveri sottili- dichiara all’Agenzia di stampa Dire il presidente di Legambiente Stefano Ciafani- Lo scorso anno ci sono stati 26 capoluoghi di provincia nel nostro Paese, che hanno abbondantemente superato il limite dei 35 giorni oltre il quale non si puo’ andare per il superamento di polveri sottili in atmosfera. Tra qualche settimana avremo alcune citta’ fuori legge per PM10 e per smog anche nell’anno nuovo. Questo problema si risolve solo se si mettono in campo scelte politiche locali coraggiose, come ha fatto il comune di Milano con l’area C e l’area B, con cui si penalizza economicamente chi vuole utilizzare l’auto privata e si utilizzano quei soldi per potenziare il trasporto pubblico, ma le politiche locali non bastano. Servono le politiche nazionali coraggiose per spostare da gomma a ferro il movimento di persone e merci. Anche il nuovo esecutivo, come tutti i precedenti governi, non sta facendo nulla su questo fronte”. E sul ruolo del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che stamattina ha visitato il Treno Verde 2019 in partenza, Ciafani- aggiunge: “La sua tenacia e’ decisiva, sappiamo bene che molte di queste politiche competono ad altri ministeri, al ministro delle Infrastrutture Rondinelli, al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio. Il ministero dell’Ambiente, come ha confermato Costa in conferenza stampa, puo’ spingere perche’ gli altri ministri facciano cio’ che devono, perche’ le infrastrutture e lo sviluppo economico- conclude Ciafani- sono decisivi per ridurre le emissioni in atmosfera di polveri sottili e gas serra”.