Ilaria Alpi: sfiducia dei familiari a 25 anni dall’assassinio

Il 20 marzo 1994 l’assassinio a Mogadiscio (Somalia) degli inviati del Tg3, Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin. La commemorazione e’ stata anticipata di un giorno a Trieste, nella Fondazione intitolata anche all’operatore triestino accanto ai giornalisti del Tgr del Friuli Venezia Giulia Marco Luchetta, Alessandro Sasa Ota e Dario D’Angelo, uccisi da una granata […]

Il 20 marzo 1994 l’assassinio a Mogadiscio (Somalia) degli inviati del Tg3, Ilaria Alpi e l’operatore Miran Hrovatin. La commemorazione e’ stata anticipata di un giorno a Trieste, nella Fondazione intitolata anche all’operatore triestino accanto ai giornalisti del Tgr del Friuli Venezia Giulia Marco Luchetta, Alessandro Sasa Ota e Dario D’Angelo, uccisi da una granata a Mostar (Bosnia Erzegovina) neppure due mesi prima di Miran. “Sono passati 25 anni, mica uno- commenta il fratello dell’operatore Tv ucciso, Danilo, presente alla cerimonia con l’altro fratello Janko- Lo sapete tutti come sono successe le cose e perche’. Sono quegli affari di Stato di cui l’Italia e’ piena, e quindi io sono abbastanza pessimista, troppo. A questo punto non ci credo piu’- si sfoga il familiare-, perche’ gli altri casi simili sono sempre li’. Facciamo l’elenco, Ustica, le stragi, ci ha provato anche il presidente della Repubblica ogni tanto, ma niente. Cambiano i presidenti e le cose rimangono li'”. A 25 anni di distanza infatti, l’indagine sulla morte di Ilaria e Miran non ha portato a nessun risultato, se non a una detenzione per quasi 17 anni del somalo Hashi Omar Hassan poi riconosciuta innocente, e l’attuale richiesta di archiviazione da parte del pm. “Mi spiace molto dirlo, questa storia e’ manovrata e a Roma si conoscono molto bene i motivi e i risultati- conclude Hrovatin-. Ma se non vogliono parlare, non saro’ sicuramente io o mio fratello, o chi per noi, a tirare fuori la verita’ da un muro di gomma”.