M.O. Marcia del Ritorno, migliaia palestinesi al confine. Violenze

Migliaia di palestinesi si sono radunati oggi al confine orientale della Striscia di Gaza, per l’anniversario della ‘Marcia del Ritorno’. Da un anno, i manifestanti chiedono ogni settimana la fine del blocco di Gaza e il diritto a poter tornare alle terre che le loro famiglie erano state costrette a lasciare dopo la creazione dello […]

Migliaia di palestinesi si sono radunati oggi al confine orientale della Striscia di Gaza, per l’anniversario della ‘Marcia del Ritorno’. Da un anno, i manifestanti chiedono ogni settimana la fine del blocco di Gaza e il diritto a poter tornare alle terre che le loro famiglie erano state costrette a lasciare dopo la creazione dello Stato di Israele nel 1948. Stamane un uomo che manifestava sul confine sarebbe morto, secondo le autorita’ sanitarie palestinesi, nell’ambito della repressione della protesta da parte dell’esercito israeliano. Due dimostranti sarebbero stati feriti nella parte orientale di Gaza City, dopo che le forze israeliane avevano aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni per disperdere le proteste. Un ragazzo di 13 anni, ha denunciato il ministero palestinese della Salute, e’ stato ferito alla testa durante le manifestazioni, con un proiettile rivestito di gomma esploso da militari israeliani a Khan Younis. Le cronache parlano anche di violenze nei confronti di medici e giornalisti. “Una partecipazione senza precedenti” era stata invocata nei giorni scorsi dagli organizzatori, riuniti nell’Alto comitato nazionale per il ritorno e la rottura del blocco di Gaza. Ieri, il quotidiano Al-Risalah, vicino ad Hamas, riportava la notizia del raggiungimento di un accordo raggiunto alla vigilia della marcia tra il movimento islamico e Israele. “Di sicuro Hamas ha investito politicamente nelle proteste- ha affermato in un’intervista all’agenzia Dire il sociologo Ahmed Sukker, originario di Gaza- se non con una partecipazione attiva, evitando il dispiego di forze di sicurezza, come fece in qualche occasione lo scorso anno”. “Dal momento che e’ l’unico attore con cui Israele puo’ negoziare per porre fine alla Marcia- ha dichiarato inoltre lo studioso, che attualmente porta avanti una ricerca sul movimento islamico- Hamas sta strumentalizzando le proteste per spingere verso un accordo che ponga fine all’assedio di Gaza ed eviti un ulteriore malcontento da parte della popolazione per la sua incapacita’ di governare”. “Vedo in quest’ottica le aggressioni reciproche (delle scorse settimane, ndr)” ha aggiunto: “come un modo per Israele di aumentare il prezzo che Hamas deve pagare per tollerare le proteste alla frontiera, da un lato, e dall’altro come un modo per Hamas di mantenere le manifestazioni come una situazione scomoda per fare pressione su Israele affinche’ risponda alle domande del movimento”