Julian Assange “potrebbe morire in prigione”. Oltre 60 medici chiedono assistenza per il fondatore di WikiLeaks

A seguito dell’urgente allarme lanciato da un esperto delle Nazioni Unite all’inizio di questo mese sul fatto che i maltrattamenti di Julian Assange in prigione possano equivalere a torture letali, lunedì scorso oltre 60 medici di tutto il mondo hanno invitato i funzionari del Regno Unito ad agire immediatamente per garantire un’adeguata assistenza medica al […]

A seguito dell’urgente allarme lanciato da un esperto delle Nazioni Unite all’inizio di questo mese sul fatto che i maltrattamenti di Julian Assange in prigione possano equivalere a torture letali, lunedì scorso oltre 60 medici di tutto il mondo hanno invitato i funzionari del Regno Unito ad agire immediatamente per garantire un’adeguata assistenza medica al fondatore di WikiLeaks.

Nella loro lettera al Ministro degli Interni britannico Priti Patel e al Ministro degli Interni del governo ombra laburista Diane Abbott, i medici – che esercitano nel Regno Unito, nello Sri Lanka, negli Stati Uniti e in molti altri paesi – hanno espresso gravi preoccupazioni per il deterioramento della salute di Assange a causa dei sette anni passati chiuso nell’ambasciata ecuadoriana a Londra e della successiva incarcerazione da parte delle autorità britanniche in vista della possibile estradizione verso gli Stati Uniti.

“Abbiamo la reale preoccupazione, sulla base delle prove attualmente disponibili, che il signor Assange possa morire in prigione” hanno scritto i medici. “La situazione medica è quindi urgente“.

Assange sta attualmente scontando una condanna a 50 settimane di carcere per aver violato la libertà provvisoria nel 2012 ed è posto sotto accusa negli Stati Uniti, ai sensi della legge sullo spionaggio, per aver denunciato violazioni dei diritti umani e aver documentato prove di crimini di guerra da parte del governo americano. A febbraio dovrà comparire in tribunale per un’udienza per l’estradizione.

“Il signor Assange non ha potuto esercitare il suo diritto alla gratuita e necessaria valutazione medica e alle cure specialistiche per sette anni“, hanno aggiunto i medici.

Durante la sua prigionia Assange è stato visitato da diversi specialisti, ma non gli è stato permesso di andare in ospedale, anche se ha riportato rigidità e infiammazioni alla spalla, comparse per la prima volta quasi quattro anni fa. Ha anche mostrato segni di depressione da moderata a grave e seri problemi di salute dentale.

Il mese scorso, hanno scritto i medici, l’ex ambasciatore britannico Craig Murray ha pubblicato una testimonianza oculare sullo stato attuale di Assange, descrivendolo come se una persona che mostra “esattamente i sintomi di una vittima di tortura“. Poco dopo, il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura Nils Melzer ha accusato il governo del Regno Unito di “totale disprezzo per i diritti e l’integrità di Assange“.

“È nostra opinione che il signor Assange abbia bisogno di una urgente valutazione medica specialistica del suo stato di salute sia fisico che psicologico“, hanno scritto i medici. “Non c’è tempo da perdere“.

Sui social media, i sostenitori di Assange hanno espresso allarme e rabbia per la decisione del governo di permettere che la sua salute si deteriori in modo così significativo.

“Rivelare cose che avrebbero dovuto essere sempre di dominio pubblico, andrebbe considerato un servizio pubblico, non un crimine”, ha scritto lunedì l’editorialista e attivista politico del Guardian George Monbiot, “e invece Julian Assange sta marcendo in carcere, in attesa di estradizione, su richiesta di un governo che vuole preservare i suoi oscuri segreti“.

Traduzione dall’inglese di Silvia Nocera-Pressenza