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	Commenti a: No alla Lis  come lingua	</title>
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		Di: Roberto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non vedo perchè i sordi debbano essere riconosciuti come minoranza linguistica. 
Molti sordi (anche con sordità non profonde) educati al bilinguismo hanno bisogno di un interprete ovunque vadano: bisogna chiedersi come mai? 
Con tutta onestà, mi domando anche: può la LIS migliorare le competenze cognitive e linguistiche? NON SEMPRE.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non vedo perchè i sordi debbano essere riconosciuti come minoranza linguistica.<br />
Molti sordi (anche con sordità non profonde) educati al bilinguismo hanno bisogno di un interprete ovunque vadano: bisogna chiedersi come mai?<br />
Con tutta onestà, mi domando anche: può la LIS migliorare le competenze cognitive e linguistiche? NON SEMPRE.</p>
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		Di: Melania Vaccaro		</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2011/10/11/no-alla-lis-come-lingua/#comment-12275</link>

		<dc:creator><![CDATA[Melania Vaccaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 13:28:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono Melania Vaccaro, presidente di Vedo Voci, Associazione di genitori di bambini sordi. La nostra associazione di volontariato, opera da 18 anni nell&#039;ambito della sordità, ed ha tra gli scopi principali, quello di supportare lo sviluppo delle abilità cognitive dei nostri figli fin dalla prima infanzia. 
Dall&#039;articolo del &quot;Comitato nazionale dei genitori e familiari dei disabili uditivi&quot; del quale non so nulla (Chi sono? Da quanto tempo operano?), sembra che, se si sceglie l&#039;approccio bilinguista, Lingua italiana/Lingua italiana dei segni, si voglia contestualmente negare la riabilitazione tesa allo sviluppo uditivo dei bambini. Ma scherziamo? Tutti i genitori desiderano che il proprio piccolo sordo possa parlare. Tutti. Sia che si scelga l&#039;approccio oralista piuttosto che quello bilingue. Qualsiasi genitore che scopre di avere un bimbo sordo, segue lo stesso iter: visite specialistiche, protesizzazione e logopedia. Concordo con le affermazioni dei Professori Pagnini e Marciano sulla diagnosi precoce, ci mancherebbe altro. Tutti i nostri bambini e ragazzi si sottopongono a sedute di logopedia, tutti sono protesizzati e molti parlano correttamente.
La differenza sta solo nella scelta educativa.

Scoperta la sordità, la prima domanda che un genitore si fa è: COME FACCIO A COMUNICARE SUBITO con il mio bambino? Personalmente la risposta l&#039;ho trovata, dopo aver sentito tutti i pareri possibili, nell&#039;educazione BILINGUE lingua dei segni / lingua orale (nella sua forma scritta e, ove possibile, parlata). La lingua dei segni permette di:
1. Comunicare con i genitori ed il resto della famiglia il più presto possibile. 
2. Sviluppare abilità cognitive fin dalla prima infanzia.
3. Acquisire conoscenza del mondo.
4. Comunicare pienamente col mondo che ci circonda.

Mi ha negativamente colpito l&#039;affermazione di chi ha scritto l&#039;articolo a firma (ec): &quot;Oggi dopo un lavoro di 50 anni, i bambini sordi non vengono più notati nella società, perché non ci si accorge più del loro handicap&quot;. Ma l&#039;handicap c&#039;è, caro signore o signora. Sembra che per lei sia una priorità nasconderlo... I genitori della nostra Associazione di volontariato, non nascondono la sordità dei figli e neanche la &quot;sbandierano&quot;, semplicemente il dolore iniziale per la sordità, si è trasformato in ricchezza, per tutti noi.
Non è vero che un bambino educato con l&#039;oralismo avrà un futuro migliore di quello educato al Bilinguismo (Italiano/Lis). E non voglio neanche affermare il contrario, ma sono sicura del fatto che un bambino in difficoltà ha bisogno di tutti gli strumenti immaginabili, TUTTI, compresa la possibilità di usare la Lingua dei segni.
E&#039; sacrosanto per tutti poter accedere alla conoscenza e se questo avviene con un approccio globale, è sicuramente più efficace. Per un bambino sordo è necessario attivare tutti i sistemi possibili e quindi mi è sempre più difficile comprendere perché mai ci siano delle persone così ostinatamente contro la Lis...

Melania Vaccaro

www.vedovoci.it

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono Melania Vaccaro, presidente di Vedo Voci, Associazione di genitori di bambini sordi. La nostra associazione di volontariato, opera da 18 anni nell&#8217;ambito della sordità, ed ha tra gli scopi principali, quello di supportare lo sviluppo delle abilità cognitive dei nostri figli fin dalla prima infanzia.<br />
Dall&#8217;articolo del &#8220;Comitato nazionale dei genitori e familiari dei disabili uditivi&#8221; del quale non so nulla (Chi sono? Da quanto tempo operano?), sembra che, se si sceglie l&#8217;approccio bilinguista, Lingua italiana/Lingua italiana dei segni, si voglia contestualmente negare la riabilitazione tesa allo sviluppo uditivo dei bambini. Ma scherziamo? Tutti i genitori desiderano che il proprio piccolo sordo possa parlare. Tutti. Sia che si scelga l&#8217;approccio oralista piuttosto che quello bilingue. Qualsiasi genitore che scopre di avere un bimbo sordo, segue lo stesso iter: visite specialistiche, protesizzazione e logopedia. Concordo con le affermazioni dei Professori Pagnini e Marciano sulla diagnosi precoce, ci mancherebbe altro. Tutti i nostri bambini e ragazzi si sottopongono a sedute di logopedia, tutti sono protesizzati e molti parlano correttamente.<br />
La differenza sta solo nella scelta educativa.</p>
<p>Scoperta la sordità, la prima domanda che un genitore si fa è: COME FACCIO A COMUNICARE SUBITO con il mio bambino? Personalmente la risposta l&#8217;ho trovata, dopo aver sentito tutti i pareri possibili, nell&#8217;educazione BILINGUE lingua dei segni / lingua orale (nella sua forma scritta e, ove possibile, parlata). La lingua dei segni permette di:<br />
1. Comunicare con i genitori ed il resto della famiglia il più presto possibile.<br />
2. Sviluppare abilità cognitive fin dalla prima infanzia.<br />
3. Acquisire conoscenza del mondo.<br />
4. Comunicare pienamente col mondo che ci circonda.</p>
<p>Mi ha negativamente colpito l&#8217;affermazione di chi ha scritto l&#8217;articolo a firma (ec): &#8220;Oggi dopo un lavoro di 50 anni, i bambini sordi non vengono più notati nella società, perché non ci si accorge più del loro handicap&#8221;. Ma l&#8217;handicap c&#8217;è, caro signore o signora. Sembra che per lei sia una priorità nasconderlo&#8230; I genitori della nostra Associazione di volontariato, non nascondono la sordità dei figli e neanche la &#8220;sbandierano&#8221;, semplicemente il dolore iniziale per la sordità, si è trasformato in ricchezza, per tutti noi.<br />
Non è vero che un bambino educato con l&#8217;oralismo avrà un futuro migliore di quello educato al Bilinguismo (Italiano/Lis). E non voglio neanche affermare il contrario, ma sono sicura del fatto che un bambino in difficoltà ha bisogno di tutti gli strumenti immaginabili, TUTTI, compresa la possibilità di usare la Lingua dei segni.<br />
E&#8217; sacrosanto per tutti poter accedere alla conoscenza e se questo avviene con un approccio globale, è sicuramente più efficace. Per un bambino sordo è necessario attivare tutti i sistemi possibili e quindi mi è sempre più difficile comprendere perché mai ci siano delle persone così ostinatamente contro la Lis&#8230;</p>
<p>Melania Vaccaro</p>
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