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	Commenti a: L’Aquila: ma quale schizofrenia progettuale!	</title>
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		Di: Federico Fiorenza		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Fiorenza]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Aug 2012 12:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ringrazio De Amicis per la sua lucida e illuminante analisi che mette in risalto a mio avviso la pericolosa e assurda situazione che si è creata nella nostra Città, non solo dal sisma ma anche negli anni precedenti: una classe dirigente e politica lontana dagli interessi dei cittadini, una oligarchia presuntuosa e alquanto ignorante che oggi fa leva con false emozioni e lacrime a tempo sui nervi scoperti dei nostri concittadini. Tutto questo continua a nascondere agli occhi e alle menti meno attrezzate una gestione di casta che da anni ha letteralmente messo le mani sulla Città, dalla Cultura alla Perdonanza, dalle nomine negli Enti alla gestione degli stessi, dalle assunzioni ai finanziamenti dei progetti. Basta fare una analisi attenta dei Bilanci, della struttura dei CDA e della presidenze, della assenza di curruculum e professionalità, della autodeterminazione di stipendi e rimborsi, del rapporto tra costi di gestione e ricavi dalla propria attività istituzionale. Non ci si venga a dire sempre che la gestione della cultura è passiva, che sono a rischio posti di lavoro, ma questi Signori sono mai andati all&#039;estero, hanno mai avuto contezza delle attività di altri teatri pubblici o di altre gestioni della cultura? Si può costare di gestione dell&#039;Ente e del  personale  100 per produrre 8? Questo non è possibile bisogna privilegiare e difendere gli artisti e non essere ufficio di collocamento altrimenti questa Città tra non molto vedrà a rischio Il Conservatorio, l&#039;Accademia di Belle Arti  etc e a seguire le istituzioni culturali.I Cantieri dell&#039;Immaginario, ottimo progetto, hanno messo insieme tutte le Istituzioni Culturali ma metterle insieme è stato un merito ma anche un rischio perchè ha fatto capire le differenze di valore progettuale, professionale e artistico e senza ipocrisie bisogna che il meglio resti e le rendite di posizione almeno si discutano e si verifichino.Federico Fiorenza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio De Amicis per la sua lucida e illuminante analisi che mette in risalto a mio avviso la pericolosa e assurda situazione che si è creata nella nostra Città, non solo dal sisma ma anche negli anni precedenti: una classe dirigente e politica lontana dagli interessi dei cittadini, una oligarchia presuntuosa e alquanto ignorante che oggi fa leva con false emozioni e lacrime a tempo sui nervi scoperti dei nostri concittadini. Tutto questo continua a nascondere agli occhi e alle menti meno attrezzate una gestione di casta che da anni ha letteralmente messo le mani sulla Città, dalla Cultura alla Perdonanza, dalle nomine negli Enti alla gestione degli stessi, dalle assunzioni ai finanziamenti dei progetti. Basta fare una analisi attenta dei Bilanci, della struttura dei CDA e della presidenze, della assenza di curruculum e professionalità, della autodeterminazione di stipendi e rimborsi, del rapporto tra costi di gestione e ricavi dalla propria attività istituzionale. Non ci si venga a dire sempre che la gestione della cultura è passiva, che sono a rischio posti di lavoro, ma questi Signori sono mai andati all&#8217;estero, hanno mai avuto contezza delle attività di altri teatri pubblici o di altre gestioni della cultura? Si può costare di gestione dell&#8217;Ente e del  personale  100 per produrre 8? Questo non è possibile bisogna privilegiare e difendere gli artisti e non essere ufficio di collocamento altrimenti questa Città tra non molto vedrà a rischio Il Conservatorio, l&#8217;Accademia di Belle Arti  etc e a seguire le istituzioni culturali.I Cantieri dell&#8217;Immaginario, ottimo progetto, hanno messo insieme tutte le Istituzioni Culturali ma metterle insieme è stato un merito ma anche un rischio perchè ha fatto capire le differenze di valore progettuale, professionale e artistico e senza ipocrisie bisogna che il meglio resti e le rendite di posizione almeno si discutano e si verifichino.Federico Fiorenza</p>
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