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	<title>Formazione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Architecture Student Contest 2026: l’Università dell’Aquila protagonista con due progetti sul podio nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:00:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Importante riconoscimento per l’Università dell’Aquila alla 21ª edizione del Saint-Gobain Architecture Student Contest 2026, uno dei concorsi internazionali più prestigiosi dedicati agli studenti di architettura e ingegneria. Due team aquilani hanno conquistato il secondo e terzo posto nella fase nazionale italiana, confermando il valore della formazione e della ricerca progettuale dell’ateneo abruzzese. Due progetti premiati [&#8230;]</p>
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<p>Importante riconoscimento per l’Università dell’Aquila alla 21ª edizione del <strong>Saint-Gobain Architecture Student Contest 2026</strong>, uno dei concorsi internazionali più prestigiosi dedicati agli studenti di architettura e ingegneria. Due team aquilani hanno conquistato il <strong>secondo e terzo posto nella fase nazionale italiana</strong>, confermando il valore della formazione e della ricerca progettuale dell’ateneo abruzzese.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Due progetti premiati per sostenibilità e innovazione</h3>



<p>A distinguersi sono stati i progetti <strong>“Korak Zelen”</strong> e <strong>“The Green Leap”</strong>, sviluppati sotto la guida del professor Francesco Giancola. Il primo, realizzato da Iuliana Roberta Farcas e Federica Iacoboni, ha ottenuto il secondo posto grazie a un approccio multidisciplinare e a una forte integrazione tra sostenibilità, architettura e impatto sociale.</p>



<p>Il progetto propone una visione innovativa dello spazio urbano, capace di mettere in relazione ambiente, comunità e qualità della vita attraverso soluzioni a basso impatto e strategie di economia circolare.</p>



<p>Il terzo posto è stato invece assegnato a <strong>“The Green Leap”</strong>, firmato da Fabrizio Tennina e Francesco Valeri. Il lavoro si è distinto per l’organizzazione degli spazi, l’uso della luce naturale e un attento studio dell’architettura verde, con coperture vegetali e una forte integrazione tra costruito e paesaggio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il tema 2026: rigenerazione urbana sostenibile</h3>



<p>L’edizione 2026 del contest ha messo al centro un tema cruciale: la <strong>rigenerazione di un ex cementificio lungo il fiume Sava, a Belgrado</strong>, da trasformare in un hub sportivo e ricreativo sostenibile.</p>



<p>Gli studenti hanno lavorato su un progetto complesso, chiamati a coniugare innovazione architettonica, efficienza energetica e valorizzazione dello spazio pubblico, contribuendo alla riqualificazione urbana della capitale serba.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un concorso internazionale di riferimento</h3>



<p>Con oltre <strong>1.000 studenti coinvolti ogni anno in 33 Paesi</strong>, l’Architecture Student Contest si conferma un appuntamento di rilievo globale, capace di mettere in dialogo università, imprese e professionisti del settore.</p>



<p>«Investire nei giovani progettisti significa costruire il futuro dell’edilizia sostenibile», ha sottolineato l’amministratore delegato di Saint-Gobain Italia, evidenziando il ruolo del contest nella formazione delle nuove generazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Verso la finale internazionale a Belgrado</h3>



<p>La fase internazionale si terrà a <strong>Belgrado dal 23 al 25 giugno 2026</strong>, dove i vincitori nazionali presenteranno i propri progetti davanti a una giuria internazionale. Il team del Politecnico di Milano, primo classificato in Italia, rappresenterà il Paese nella competizione finale.</p>



<p>Per gli studenti dell’Aquila, il risultato ottenuto resta comunque un importante traguardo che valorizza competenze, creatività e attenzione ai temi della sostenibilità, sempre più centrali nell’architettura contemporanea.</p>
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		<title>Inflazione 2026, docenti in crisi: stipendi fermi e caro vita insostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:56:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, alla luce dei più recenti dati ufficiali pubblicati dall’Istat, richiama con fermezza l’attenzione delle istituzioni sul progressivo squilibrio tra dinamica dei prezzi e condizioni materiali di vita, con particolare riferimento alla sostenibilità economica della funzione docente. Le rilevazioni relative al mese di marzo 2026 evidenziano un [&#8230;]</p>
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]]></description>
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<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, alla luce dei più recenti dati ufficiali pubblicati dall’Istat, richiama con fermezza l’attenzione delle istituzioni sul progressivo squilibrio tra dinamica dei prezzi e condizioni materiali di vita, con particolare riferimento alla sostenibilità economica della funzione docente.</p>



<p>Le rilevazioni relative al mese di marzo 2026 evidenziano un incremento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo pari allo 0,5% su base mensile e all’1,7% su base annua, in risalita rispetto al mese precedente. Tale andamento è determinato in misura significativa dalla crescita dei prezzi dei beni energetici e, soprattutto, dall’accelerazione dei beni alimentari non lavorati, che raggiungono variazioni prossime al +4,7%, incidendo direttamente sui consumi primari e incomprimibili delle famiglie.</p>



<p>A tali dinamiche generali si affianca un elemento di particolare criticità evidenziato sempre dai dati territoriali Istat: l’accentuata differenziazione del costo della vita tra le città italiane. In alcune realtà urbane l’impatto dell’inflazione assume dimensioni particolarmente rilevanti. Como si colloca al vertice con un’inflazione del 2,7% e un aggravio annuo di 816 euro per una famiglia media; seguono Belluno con +2,6% e +678 euro e Grosseto con +2,4% e +649 euro. Anche grandi contesti urbani come Roma registrano effetti significativi, con +2,3% e un incremento di spesa pari a 645 euro. Ulteriori città come Bolzano (+1,9%, +630 euro), Pistoia (+2,3%, +622 euro) e Rimini (+2,2%, +606 euro) confermano la diffusione del fenomeno. Di particolare rilievo è il dato di Cosenza, che presenta il tasso di inflazione più elevato (+3,1%) pur con un aggravio inferiore (+603 euro), a dimostrazione di strutture di consumo già fortemente compresse.</p>



<p>La natura qualitativa dell’inflazione in atto assume rilievo determinante: non si tratta di una crescita diffusa e neutra dei prezzi, bensì di una dinamica selettiva che colpisce in modo più incisivo le componenti essenziali della spesa. Tale disomogeneità territoriale si traduce in una compressione concreta del principio di uguaglianza sostanziale, determinando condizioni di vita profondamente diversificate a seconda del contesto geografico.</p>



<p>Sotto il profilo distributivo, le rilevazioni evidenziano come l’inflazione incida in misura apparentemente più contenuta sulle famiglie con minore capacità di spesa; tuttavia, tale dato non attenua l’impatto reale sui redditi fissi, i quali risultano strutturalmente meno in grado di assorbire aumenti anche modesti, soprattutto quando riferiti a beni essenziali.</p>



<p>In questo quadro, emerge con particolare gravità la condizione dei docenti di ruolo costretti a prestare servizio fuori sede. Tali lavoratori, già sottoposti a vincoli di mobilità stringenti, si trovano a sostenere costi abitativi e di sussistenza crescenti in contesti ad alta pressione inflattiva, senza che le retribuzioni, sostanzialmente rigide, registrino adeguamenti coerenti. Ne deriva una frattura tra costo della vita e trattamento economico che si pone in evidente tensione con il principio costituzionale di proporzionalità e sufficienza della retribuzione.</p>



<p>Il CNDDU ritiene necessario esplicitare come tale condizione stia assumendo, per un numero crescente di docenti, i tratti di una vera e propria mobilità permanente e forzata, assimilabile a una dimensione di “nomadismo lavorativo”. L’impossibilità di sostenere stabilmente i costi della vita nei territori di assegnazione induce infatti molti insegnanti a continui spostamenti, a soluzioni abitative temporanee o precarie e a una frammentazione della propria esistenza personale e familiare. Questa condizione, oltre a incidere sulla qualità della vita, determina un progressivo impoverimento economico e sociale, compromettendo la possibilità di costruire un progetto di vita stabile e dignitoso.</p>



<p>In tale contesto, il rischio di abbandono della professione si configura come un esito sempre più concreto. Non si tratta di una scelta dettata da disaffezione, ma di una conseguenza diretta dell’insostenibilità economica, in molti casi aggravata dal fatto che i costi della vita nei territori ad alta inflazione tendono a pareggiare o addirittura superare le retribuzioni percepite. La funzione docente, in tali condizioni, perde progressivamente attrattività, con gravi ripercussioni sulla tenuta del sistema educativo nazionale.</p>



<p>La prospettiva di ulteriori incrementi del costo della vita, anche in relazione al venir meno di misure di contenimento quali la riduzione delle accise sui prodotti energetici, rischia di consolidare questa dinamica, accentuando le disuguaglianze e aggravando la crisi di sostenibilità della professione.</p>



<p>Alla luce di quanto sopra, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché si proceda con urgenza all’adozione di misure strutturali volte a ristabilire un equilibrio tra costo della vita e retribuzione del personale docente. In particolare, si ritiene necessaria l’introduzione di un meccanismo permanente di adeguamento retributivo su base territoriale, ancorato agli indici ufficiali Istat, nonché la previsione di specifiche misure di sostegno per i docenti fuori sede, anche attraverso interventi in ambito fiscale e abitativo.</p>



<p>Un simile intervento si configura non come misura eccezionale, bensì come attuazione coerente dei principi di equità, solidarietà e tutela del lavoro pubblico, nonché come condizione imprescindibile per garantire la sostenibilità della funzione docente e la piena esigibilità dei diritti sociali.</p>



<p>Il CNDDU ribadisce, infine, che l’inflazione non può essere considerata un mero indicatore economico, ma rappresenta un fattore strutturale che incide sulla dignità delle persone e sull’effettiva realizzazione dei diritti fondamentali.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Romano Pesavento</strong></p>
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		<title>Pastorizia e biodiversità, a Calascio nuove masterclass gratuite per aspiranti pastori</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 14:44:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono aperte le iscrizioni alle nuove Masterclass della Scuola di perfezionamento della pastorizia estensiva di Calascio, progetto nato dalla collaborazione tra Comune di Calascio, Slow Food Italia e D.R.E.Am. Italia. Dopo il successo del percorso dedicato a economia e progettazione delle imprese pastorali, la scuola propone due nuovi appuntamenti formativi gratuiti, rivolti ad aspiranti pastori, [&#8230;]</p>
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<p>Sono aperte le iscrizioni alle nuove <strong>Masterclass della Scuola di perfezionamento della pastorizia estensiva di Calascio</strong>, progetto nato dalla collaborazione tra <strong>Comune di Calascio, Slow Food Italia e D.R.E.Am. Italia</strong>.</p>



<p>Dopo il successo del percorso dedicato a economia e progettazione delle imprese pastorali, la scuola propone due nuovi appuntamenti formativi gratuiti, rivolti ad aspiranti pastori, allevatori e operatori del settore.</p>



<p>I corsi si svolgeranno in forma residenziale o giornaliera, tra le sale messe a disposizione dal Comune e le aziende del territorio. Le due masterclass saranno dedicate a temi centrali per il futuro delle aree interne: <strong>biodiversità dei sistemi agro-pastorali</strong> e <strong>gestione del conflitto con i predatori selvatici</strong>.</p>



<p>Il primo corso, <strong>“Biodiversità dei sistemi agro pastorali”</strong>, si terrà dal <strong>15 al 17 maggio</strong> e dal <strong>22 al 24 maggio</strong>. L’obiettivo è valorizzare il ruolo del pastore come custode del paesaggio, della biodiversità e degli equilibri ambientali.</p>



<p>Il secondo percorso, <strong>“Conflittualità zootecnica: i predatori selvatici”</strong>, è in programma dal <strong>29 al 31 maggio</strong> e dal <strong>5 al 7 giugno</strong>. Le lezioni affronteranno tecniche tradizionali e innovative per mitigare i danni causati dalla fauna selvatica e favorire la convivenza tra allevamento e predatori.</p>



<p>La scuola punta a riconoscere la <strong>pastorizia estensiva</strong> come modello di sviluppo sostenibile, capace di contrastare l’abbandono delle terre alte, affrontare la crisi climatica e generare nuove economie nei territori montani.</p>



<p>Le masterclass sono gratuite per i partecipanti. Restano a carico dei corsisti i costi di vitto e alloggio, con possibilità di consultare le strutture convenzionate.</p>



<p>Il percorso è valido per il riconoscimento dei <strong>Crediti Formativi Professionali</strong> per gli iscritti al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati ed è in fase di accreditamento anche presso la Federazione regionale dei Dottori Agronomi e Forestali dell’Abruzzo.</p>
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		<title>Università “Gabriele d’Annunzio” coordina uno studio internazionale sui rischi dell’immersione</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 16:40:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Una collaborazione tra l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’Università di Padova e altri centri internazionali ha realizzato il primo studio in mare aperto che integra prelievi di emogas arteriosi in immersione e ecografia polmonare su un ampio gruppo di subacquei con autorespiratore (SCUBA) e apneisti. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/15/universita-gabriele-dannunzio-coordina-uno-studio-internazionale-sui-rischi-dellimmersione/">Università “Gabriele d’Annunzio” coordina uno studio internazionale sui rischi dell’immersione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagine generata con intelligenza artificiale (scopo illustrativo). &#8211; Una collaborazione tra l’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’Università di Padova e altri centri internazionali ha realizzato il primo studio in mare aperto che integra prelievi di emogas arteriosi in immersione e ecografia polmonare su un ampio gruppo di subacquei con autorespiratore (SCUBA) e apneisti. La ricerca, pubblicata su Journal of Physiology, è frutto di un’indagine biennale finanziata dall’Office of Naval Research del Dipartimento della Difesa statunitense.</p>
<p>Coordinato dal professor Gerardo Bosco del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento della “d’Annunzio”, il progetto si è svolto in tre differenti location marine italiane. L’obiettivo era valutare l’effetto della pressione a 15 e 40 metri sull’efficienza dello scambio gassoso e sulla funzionalità polmonare, mettendo a confronto le due modalità di immersione.</p>
<p>Nei subacquei SCUBA, l’aumento di pressione durante la discesa promuove uno spostamento di sangue verso il torace e può innalzare la pressione nei capillari polmonari, con il rischio di favorire la formazione di edema. Al contempo, l’incremento della pressione parziale di ossigeno in profondità migliora temporaneamente l’ossigenazione sanguigna, ma sottopone il tessuto polmonare a stress aggiuntivo.</p>
<p>Negli apneisti, invece, la situazione cambia rapidamente durante la risalita: il rapido calo della pressione può indurre un brusco declino dei livelli di ossigeno nel sangue, determinando ipossia e potenziale sincope senza segnali premonitori. Le analisi post-immersione rilevano, in entrambi i gruppi, segni di edema polmonare lieve e alterazioni della parete vascolare. Un funzionamento polmonare compromesso riduce ulteriormente lo scambio di ossigeno, accrescendo il pericolo di perdita di coscienza. </p>
<p>“La comprensione delle interazioni polmone-ambiente durante le immersioni in mare aperto rimane limitata. In questo studio a nome Unipd e Unich – spiega il Professor Gerrardo Bosco del dipartimento di Medicina e Scienze dell&#8217;Invecchiamento della ‘d’Annunzio’ – abbiamo integrato l&#8217;emogasanalisi arteriosa subacquea e in superficie, l&#8217;ecografia polmonare e i marcatori del glicocalice endoteliale (sindecano-1, eparan solfato) per quantificare le perturbazioni dello scambio gassoso e lo stress polmonare in subacquei SCUBA e in apnea”. </p>
<p>I risultati sottolineano l’importanza di adeguati protocolli di allenamento e misure di sicurezza mirate a prevenire complicanze respiratorie e neurologiche durante le immersioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/04/15/universita-gabriele-dannunzio-coordina-uno-studio-internazionale-sui-rischi-dellimmersione/">Università “Gabriele d’Annunzio” coordina uno studio internazionale sui rischi dell’immersione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Gli studenti delle superiori dell’Aquila commemorano l’80° anniversario del voto femminile</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 12:18:02 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’evento “80 voglia di votare – Le donne italiane la prima volta al voto” ha segnato questa mattina l’ottantesimo anniversario dal momento in cui, il 10 marzo 1946, le italiane ottennero per la prima volta il diritto non solo di esprimere il proprio voto, ma anche di candidarsi alle elezioni. Organizzato dal Comune nell’ambito della quarta edizione di “Marzo in Rosa”, l’incontro si è svolto al Palazzetto dei Nobili davanti agli studenti del Convitto Nazionale “Domenico Cotugno” e dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Amedeo d’Aosta”.</p>
<p>Nel corso del dibattito, presieduto dall’assessore alle Pari Opportunità Ersilia Lancia, lo storico e filosofo Walter Cavalieri ha illustrato il valore del suffragio universale nel mutamento della vita politica italiana. Secondo Lancia, senza il contributo elettorale delle donne, le riforme successive alla fine della guerra avrebbero incontrato maggiori resistenze in Parlamento. </p>
<p>“Il suffragio universale non è stato solo un atto simbolico, ma lo strumento necessario per incidere sull&#8217;evoluzione della vita sociale del nostro Paese. Senza il peso elettorale femminile, riforme cruciali degli anni successivi, avrebbero faticato a trovare spazio in Parlamento; le donne hanno infatti contribuito alla stesura della Costituzione e hanno poi determinato il cambiamento profondo della nostra società, i suoi costumi e valori, le sue condizioni di vita e le sue leggi” – ha dichiarato l&#8217;Assessore Ersilia Lancia – “ Incontrare i giovani e dialogare con loro  sulla parità di genere è fondamentale per abbattere stereotipi, costruire una cultura del rispetto reciproco e garantire pari opportunità fin dalla giovane età, al fine di crea una società più equa ed inclusiva”.</p>
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		<title>16 marzo 1978: Aldo Moro, la memoria della democrazia e la responsabilità educativa della scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:37:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama oggi l’attenzione della comunità educativa e dell’opinione pubblica su una delle date più significative e dolorose della storia della Repubblica italiana. Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito a Roma dalle Brigate Rosse in via Fani, in un agguato che provocò la morte dei [&#8230;]</p>
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<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama oggi l’attenzione della comunità educativa e dell’opinione pubblica su una delle date più significative e dolorose della storia della Repubblica italiana. Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito a Roma dalle Brigate Rosse in via Fani, in un agguato che provocò la morte dei cinque uomini della sua scorta e aprì una delle pagine più drammatiche della storia democratica del nostro Paese. Il sequestro avvenne in un momento politico di straordinaria delicatezza: proprio quel giorno il Governo Andreotti IV si apprestava a ottenere il voto di fiducia da entrambi i rami del Parlamento, sostenuto anche dall’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano, in un contesto che avrebbe potuto segnare un passaggio importante nella maturazione del sistema democratico italiano.</p>



<p>Il terrorismo colpì allora non soltanto una delle figure politiche più autorevoli della Repubblica, ma la stessa idea di confronto democratico come metodo di costruzione della vita pubblica. Dopo cinquantacinque giorni di prigionia, il 9 maggio 1978, Aldo Moro fu assassinato, lasciando nel Paese una ferita profonda e una domanda ancora aperta sul significato della violenza politica nella storia contemporanea italiana.</p>



<p>Aldo Moro fu tra i protagonisti più influenti della vita istituzionale repubblicana. Quattro volte Presidente del Consiglio dei Ministri, rientra tra i pochi statisti italiani ad aver guidato il Governo per oltre cinque anni complessivi, insieme ad Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti e, in epoca successiva, Silvio Berlusconi. Tuttavia, il suo contributo alla storia politica italiana non può essere ridotto alla durata delle esperienze di governo. Moro rappresentò una visione della politica come esercizio alto di responsabilità, fondata sulla mediazione, sull’ascolto e sulla capacità di interpretare i cambiamenti sociali senza rinunciare ai principi democratici.</p>



<p>A quasi mezzo secolo da quegli eventi, la memoria del 16 marzo continua a interpellare il presente. La vicenda di Moro non appartiene soltanto alla storia del terrorismo italiano, ma costituisce un passaggio fondamentale per comprendere quanto la democrazia sia esposta ai rischi della radicalizzazione ideologica, della delegittimazione delle istituzioni e dell’uso della violenza come strumento politico. In questo quadro, la scuola assume un ruolo centrale nella costruzione di una memoria consapevole e critica.</p>



<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che il ricordo di Aldo Moro debba essere interpretato come un’occasione educativa capace di coinvolgere studenti e studentesse in una riflessione profonda sui valori costituzionali, sul significato della partecipazione democratica e sul ruolo delle istituzioni nella tutela dei diritti fondamentali. Studiare quella stagione della storia italiana significa comprendere quanto sia fragile l’equilibrio democratico quando il confronto politico viene sostituito dall’odio ideologico e dalla violenza.</p>



<p>La scuola può trasformare la memoria storica in uno spazio di elaborazione civile, dove il passato diventa strumento per comprendere le sfide del presente. In un tempo segnato da polarizzazioni culturali e da linguaggi pubblici spesso aggressivi, la figura di Aldo Moro invita a recuperare la profondità del dialogo politico e la centralità della responsabilità istituzionale.</p>



<p>Per questo il CNDDU auspica che la memoria del 16 marzo venga sempre più valorizzata all’interno dei percorsi di educazione civica e di storia contemporanea, promuovendo iniziative didattiche, momenti di approfondimento e occasioni di confronto che permettano alle nuove generazioni di leggere criticamente quella stagione della nostra storia nazionale. Solo attraverso la conoscenza e la riflessione è possibile costruire una cittadinanza consapevole, capace di riconoscere il valore della democrazia e di difenderne i principi fondamentali.</p>



<p>Ricordare Aldo Moro non significa soltanto rendere omaggio a una figura centrale della storia repubblicana. Significa assumersi una responsabilità educativa e culturale: quella di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza che la democrazia vive nella partecipazione dei cittadini, nella qualità del dialogo pubblico e nella capacità delle istituzioni di rimanere fedeli ai valori della Costituzione. In questo senso, la memoria diventa impegno civile e la scuola il luogo privilegiato in cui tale impegno può trasformarsi in coscienza democratica.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Romano Pesavento</strong></p>
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		<title>L&#8217;Aquila, tornano le Borse di Studio “Salvatore Romano”: nel 2026 nuova edizione tra STEM, merito e inclusione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 16:42:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tornano anche nel 2026 le Borse di Studio dedicate alla memoria dell’ingegner Salvatore Romano, un’iniziativa che mette al centro scuola, talento e opportunità. Dopo il successo delle precedenti edizioni, il progetto promosso dall’Associazione culturale “L’Impronta” dell’Aquila insieme all’Istituto Comprensivo “Cesira Fiori” di San Demetrio – Rocca di Mezzo rilancia il proprio impegno a favore delle [&#8230;]</p>
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<p>Tornano anche nel 2026 le <strong>Borse di Studio dedicate alla memoria dell’ingegner Salvatore Romano</strong>, un’iniziativa che mette al centro scuola, talento e opportunità. Dopo il successo delle precedenti edizioni, il progetto promosso dall’<strong>Associazione culturale “L’Impronta” dell’Aquila</strong> insieme all’<strong>Istituto Comprensivo “Cesira Fiori” di San Demetrio – Rocca di Mezzo</strong> rilancia il proprio impegno a favore delle nuove generazioni con un programma che premia il merito ma guarda con attenzione anche all’inclusione sociale.</p>



<p>L’appuntamento rappresenta ormai uno dei momenti più significativi dell’anno scolastico per l’istituto: una giornata dedicata allo studio, alla memoria e al futuro, in cui gli studenti diventano protagonisti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Premi per i talenti nelle discipline scientifiche</h3>



<p>Anche per il 2026 saranno <strong>quattro le borse di studio assegnate</strong>, ciascuna del valore di <strong>500 euro</strong>, rivolte agli alunni che si distinguono nelle <strong>discipline STEM </strong>.</p>



<p>I riconoscimenti saranno destinati a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>due studenti della <strong>scuola primaria</strong></li>



<li>due studenti della <strong>scuola secondaria di primo grado</strong></li>
</ul>



<p>L’obiettivo è valorizzare l’interesse e l’impegno nelle materie scientifiche, considerate sempre più strategiche per il futuro delle nuove generazioni e per lo sviluppo dei territori.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Fondo Salvatore Romano per gli studenti in difficoltà</h3>



<p>Accanto ai premi destinati agli studenti più meritevoli, il progetto conferma anche il <strong>rafforzamento del Fondo Salvatore Romano</strong>, uno strumento pensato per sostenere concretamente chi affronta difficoltà economiche.</p>



<p>Il fondo permetterà di <strong>coprire spese legate alle attività scolastiche</strong>, acquistare <strong>materiali didattici e strumenti tecnologici</strong> e garantire pari opportunità a studenti che dimostrano impegno e talento ma dispongono di risorse limitate.</p>



<p>Una scelta che coniuga eccellenza e solidarietà, nel solco dell’<strong>articolo 34 della Costituzione</strong>, che tutela il diritto allo studio anche per chi non ha mezzi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un progetto che unisce memoria e futuro</h3>



<p>L’iniziativa nasce per ricordare <strong>l’ingegner Salvatore Romano</strong>, professionista stimato e appassionato sostenitore della formazione scientifica. Durante la sua carriera ha collaborato con diverse realtà industriali internazionali, senza mai perdere il legame con il mondo della scuola e con il territorio.</p>



<p>La sua visione – quella di una <strong>conoscenza capace di aprire strade e creare opportunità</strong> – continua oggi attraverso queste borse di studio.</p>



<p>Più che un semplice riconoscimento economico, il progetto vuole essere <strong>un investimento nel talento dei giovani</strong> e un messaggio chiaro: studiare, impegnarsi e coltivare la curiosità scientifica può diventare la chiave per costruire il proprio futuro.</p>
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		<title>Ritorna la Borsa di Studio Falconio per la formazione in cucina</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:26:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Peppino Falconio organizza per il 3 e 4 marzo 2026 la quinta edizione della borsa di studio intitolata al celebre chef e docente di Villa Santa Maria, che si svolgerà presso l’Istituto “Enzo Ferrari” di Battipaglia. Il tema di quest’anno, “Le scienze e tecnologie alimentari tra presente e futuro”, mira a esplorare le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione Peppino Falconio organizza per il 3 e 4 marzo 2026 la quinta edizione della borsa di studio intitolata al celebre chef e docente di Villa Santa Maria, che si svolgerà presso l’Istituto “Enzo Ferrari” di Battipaglia. Il tema di quest’anno, “Le scienze e tecnologie alimentari tra presente e futuro”, mira a esplorare le prospettive e le innovazioni del settore enogastronomico.</p>
<p>L’evento, promosso in collaborazione con l’Istituto alberghiero ospitante, coinvolge studenti provenienti da alcuni tra i più rinomati istituti italiani del comparto. A confrontarsi saranno allievi dell’IPSEOA “Giovanni Marchitelli” di Villa Santa Maria, del IAL di Ferrara, dell’IPSAR “Piranesi” di Paestum, dell’IIS “Antonello” di Messina e dell’“Enzo Ferrari” di Battipaglia.</p>
<p>Durante la due giorni, le prove verteranno sull’evoluzione delle scienze alimentari, l’innovazione tecnologica in cucina, la sostenibilità e la qualità delle produzioni agroalimentari. I ragazzi saranno chiamati a unire creatività e competenze tecniche, presentando progetti che guardino al futuro del settore.</p>
<p>Consolidatasi come tappa di rilievo nel panorama formativo nazionale, la borsa di studio Falconio intende rafforzare il dialogo tra scuola, professionisti e territorio, favorendo il merito e l’emergere di nuovi talenti.  </p>
<p>“Per la Fondazione Peppino Falconio – dichiara il presidente Francescopaolo Falconio – investire nella formazione significa investire nel futuro della ristorazione, valorizzando il merito e accompagnando i giovani verso nuove opportunità professionali. Ringraziamo gli istituti alberghieri coinvolti e i loro dirigenti scolastici, che hanno da subito appoggiato con entusiasmo la nostra iniziativa giunta alla quinta edizione. Durante la due giorni – conclude Falconio – avremo modo di parlare anche del recente riconoscimento della cucina italiana a patrimonio dell’Unesco e come questo può rappresentare uno stimolo per una formazione sempre più completa delle nuove generazioni di cuochi”.</p>
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		<title>Marzo all’Università della Terza Età dell’Aquila: il palinsesto delle iniziative</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 13:25:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’Università per la Terza Età dell’Aquila propone per marzo una rassegna di appuntamenti settimanali dedicati a storia, arte e riflessione contemporanea. Ogni mercoledì alle 16.00, nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale d’Abruzzo, esperti e studiosi si alterneranno in conferenze e presentazioni aperte ai soci. Mercoledì 4 marzo viene mostrato il docufilm “Paolina: la ragazza senza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Università per la Terza Età dell’Aquila propone per marzo una rassegna di appuntamenti settimanali dedicati a storia, arte e riflessione contemporanea. Ogni mercoledì alle 16.00, nella Sala Ipogea del Consiglio Regionale d’Abruzzo, esperti e studiosi si alterneranno in conferenze e presentazioni aperte ai soci.</p>
<p>Mercoledì 4 marzo viene mostrato il docufilm “Paolina: la ragazza senza gioventù”, frutto delle ricerche di Errico Centofanti. Il lavoro unisce indagine storica e ricostruzione documentaria per ripercorrere la vicenda di una figura femminile di rilievo.</p>
<p>L’incontro dell’11 marzo, curato dal professor Alfonso Forgione, si intitola “Archeologia del potere” e approfondisce i meccanismi di costruzione del potere nelle civiltà antiche attraverso gli strumenti dell’archeologia e della storia.</p>
<p>Il 18 marzo il professor Ferdinando Di Orio presenta “Quante vicende, tante domande. Per una narrazione controcorrente tra Medicina e Società”, un intervento interdisciplinare che riflette sui nessi tra progresso scientifico e trasformazioni sociali.</p>
<p>La serie si chiude il 25 marzo con il giornalista e scrittore Angelo De Nicola e il suo “Teofilo Patini, cronista col pennello”, un omaggio al pittore abruzzese che raccontò la realtà del suo tempo attraverso la tela.</p>
<p>Gli incontri confermano l’impegno dell’ateneo nel promuovere formazione permanente e confronto culturale, offrendo ai soci occasioni di approfondimento e partecipazione alla vita culturale del territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/02/marzo-alluniversita-della-terza-eta-di-laquila-il-palinsesto-delle-iniziative/">Marzo all’Università della Terza Età dell’Aquila: il palinsesto delle iniziative</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sicurezza nelle scuole della provincia dell’Aquila: vertice in Prefettura per rafforzare prevenzione e legalità</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 09:37:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta ieri, 11 febbraio 2026, presso la Prefettura dell’Aquila, la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduta dal Prefetto Vito Cusumano. Al centro dell’incontro, il rafforzamento delle strategie di prevenzione e contrasto dell’illegalità negli istituti scolastici della provincia. L’iniziativa si inserisce nel quadro della recente Direttiva congiunta adottata dai [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/02/12/sicurezza-nelle-scuole-della-provincia-dellaquila-vertice-in-prefettura-per-rafforzare-prevenzione-e-legalita/">Sicurezza nelle scuole della provincia dell’Aquila: vertice in Prefettura per rafforzare prevenzione e legalità</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p>Si è svolta ieri, 11 febbraio 2026, presso la <strong>Prefettura dell’Aquila</strong>, la riunione del <strong>Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica</strong>, presieduta dal Prefetto Vito Cusumano. Al centro dell’incontro, il rafforzamento delle strategie di <strong>prevenzione e contrasto dell’illegalità negli istituti scolastici</strong> della provincia.</p>



<p>L’iniziativa si inserisce nel quadro della recente Direttiva congiunta adottata dai Ministri dell’Istruzione e del Merito e dell’Interno, che punta a consolidare la collaborazione tra istituzioni scolastiche, forze dell’ordine ed enti territoriali per tutelare studenti, famiglie e personale docente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Istituzioni unite per la sicurezza degli studenti</h2>



<p>Alla riunione hanno partecipato il Presidente della Provincia, gli Assessori dei Comuni dell’Aquila e di Avezzano, il Sindaco di Sulmona, i referenti dei servizi sociali, il Presidente del Tribunale per i Minorenni, il Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni, i rappresentanti della ASL1, dell’Ufficio Scolastico Regionale e provinciale, oltre ai vertici provinciali delle Forze di Polizia.</p>



<p>Un tavolo allargato che testimonia la volontà di costruire un <strong>approccio integrato e multidisciplinare</strong> per affrontare fenomeni complessi che possono emergere nel contesto scolastico, spesso legati a situazioni di disagio, vulnerabilità o marginalità sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mappatura delle criticità negli istituti scolastici</h2>



<p>Dopo l’illustrazione delle linee guida ministeriali, il Comitato ha avviato un’analisi del contesto provinciale. Tra le priorità emerse figura la necessità di una <strong>mappatura preventiva delle criticità negli istituti scolastici</strong>, strumento indispensabile per individuare problematiche specifiche e predisporre interventi mirati.</p>



<p>L’obiettivo è sviluppare strategie calibrate sulle singole realtà territoriali, superando logiche emergenziali e puntando invece su una prevenzione strutturata e continuativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prevenzione sociale, educativa e controllo del territorio</h2>



<p>Le azioni individuate si muoveranno su due direttrici principali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Prevenzione sociale ed educativa</strong>, con il coinvolgimento attivo dei servizi sociali e il sostegno alle famiglie;</li>



<li><strong>Vigilanza e controllo</strong>, affidati alle Forze di Polizia, che intensificheranno la presenza nelle aree sensibili e parteciperanno ai progetti formativi nelle scuole.</li>
</ul>



<p>Le forze dell’ordine saranno infatti coinvolte anche in percorsi didattici dedicati alla promozione dei valori culturali, al rispetto delle regole e al principio di legalità, contribuendo a rafforzare nei giovani la consapevolezza civica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Rete informativa e dialogo costante con il mondo della scuola</h2>



<p>Elemento centrale della strategia condivisa è la costruzione di una <strong>rete informativa stabile tra scuole, istituzioni e servizi territoriali</strong>, capace di intercettare tempestivamente segnali di disagio o situazioni potenzialmente a rischio.</p>



<p>Il dialogo costante con dirigenti scolastici, docenti e famiglie viene considerato fondamentale per prevenire fenomeni di bullismo, microcriminalità, uso di sostanze o altre forme di illegalità che possono manifestarsi in ambito scolastico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un impegno strutturale per la tutela delle giovani generazioni</h2>



<p>La riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica rappresenta un passaggio significativo verso una governance coordinata della sicurezza nelle scuole della provincia dell’Aquila.</p>



<p>L’approccio condiviso mira non solo a reprimere eventuali episodi di illegalità, ma soprattutto a costruire un sistema di prevenzione capace di sostenere i giovani, rafforzare il ruolo educativo della scuola e garantire un ambiente sereno e sicuro per la crescita delle nuove generazioni.</p>
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