<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#039;Opinione Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
	<atom:link href="https://www.improntalaquila.com/category/cronaca/lopinione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.improntalaquila.com/category/cronaca/lopinione/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 13:37:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">243925370</site>	<item>
		<title>Donna partorisce dopo rapporti con due gemelli identici: impossibile individuare il padre, spiegano gli scienziati</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/31/donna-partorisce-dopo-rapporti-con-due-gemelli-identici-impossibile-individuare-il-padre-spiegano-gli-scienziati/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/31/donna-partorisce-dopo-rapporti-con-due-gemelli-identici-impossibile-individuare-il-padre-spiegano-gli-scienziati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 20:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Donna partorisce dopo rapporti con due gemelli]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<category><![CDATA[scienziati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2026/03/31/donna-partorisce-dopo-rapporti-con-due-gemelli-identici-impossibile-individuare-il-padre-spiegano-gli-scienziati/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel Regno Unito, un caso senza precedenti ha portato la Corte d’Appello di Londra a riconoscere legalmente un neonato come figlio di due padri, oltre che della madre. La donna aveva avuto rapporti sessuali con due gemelli identici a distanza di quattro giorni l’uno dall’altro. Al momento della nascita, nove mesi dopo, non è stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/31/donna-partorisce-dopo-rapporti-con-due-gemelli-identici-impossibile-individuare-il-padre-spiegano-gli-scienziati/">Donna partorisce dopo rapporti con due gemelli identici: impossibile individuare il padre, spiegano gli scienziati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel Regno Unito, un caso senza precedenti ha portato la Corte d’Appello di Londra a riconoscere legalmente un neonato come figlio di due padri, oltre che della madre. La donna aveva avuto rapporti sessuali con due gemelli identici a distanza di quattro giorni l’uno dall’altro. Al momento della nascita, nove mesi dopo, non è stato possibile accertare quale dei due uomini fosse il padre biologico.</p>
<p>La vicenda è approdata in tribunale quando sul certificato di nascita del bambino era stato indicato uno soltanto dei fratelli. L’altro gemello e la madre hanno chiesto l’esclusione dal documento, ma il giudice di primo grado ha rifiutato di modificare il certificato. In appello, i giudici hanno confermato che “è impossibile stabilire con certezza” chi dei due sia il genitore.</p>
<p>Finora la potestà genitoriale è stata riconosciuta esclusivamente alla madre, poiché il tribunale ha ritenuto prematuro e ingiustificabile designare uno dei fratelli come unico padre. “Non sono convinto di poter definire nessuno dei due uomini come padre”, ha osservato uno dei togati.</p>
<p>Anche il test del Dna, disposto per risolvere la questione, non ha fornito risultati conclusivi. Come spiegato nella sentenza, “attualmente, la verità sulla paternità del bimbo è che il padre è uno dei due gemelli identici, ma non è possibile stabilire quale dei due”. Secondo gli esperti, solo con tecnologie future e dopo diversi anni si potrà forse identificare il genitore biologico: “È possibile, anzi probabile, che quando P raggiungerà la maturità, la scienza possa identificare un padre ed escludere l’altro gemello, ma, per il momento, ciò non può essere fatto senza costi molto elevati. La verità è binaria, non un unico uomo”.</p>
<p>In un passaggio della pronuncia i giudici hanno sottolineato che “è altrettanto probabile che il genitore sia uno come l’altro”, sancendo così, per la prima volta, l’esistenza di due padri legali per lo stesso bambino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/31/donna-partorisce-dopo-rapporti-con-due-gemelli-identici-impossibile-individuare-il-padre-spiegano-gli-scienziati/">Donna partorisce dopo rapporti con due gemelli identici: impossibile individuare il padre, spiegano gli scienziati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/31/donna-partorisce-dopo-rapporti-con-due-gemelli-identici-impossibile-individuare-il-padre-spiegano-gli-scienziati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">116289</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Bovino, figura di punta dell’Ice a Minneapolis, propone espulsioni di massa per arginare l’immigrazione clandestina in Italia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/bovino-figura-di-punta-dellice-a-minneapolis-propone-espulsioni-di-massa-per-arginare-limmigrazione-clandestina-in-italia/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/bovino-figura-di-punta-dellice-a-minneapolis-propone-espulsioni-di-massa-per-arginare-limmigrazione-clandestina-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 18:16:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Bovino]]></category>
		<category><![CDATA[espulsioni di massa]]></category>
		<category><![CDATA[Ice a Minneapolis]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione clandestina in Italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/bovino-figura-di-punta-dellice-a-minneapolis-propone-espulsioni-di-massa-per-arginare-limmigrazione-clandestina-in-italia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un’intervista rilasciata a Repubblica, Greg Bovino – ex agente dell’Ice a Minneapolis oggi in pensione e di origine italiana – ha espresso giudizi severi sull’immigrazione irregolare in Europa e in Italia. Secondo Bovino, il numero degli stranieri privi di documenti “minaccia la sicurezza dei cittadini” e impone misure drastiche. “Sono di origini italiane e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/bovino-figura-di-punta-dellice-a-minneapolis-propone-espulsioni-di-massa-per-arginare-limmigrazione-clandestina-in-italia/">Bovino, figura di punta dell’Ice a Minneapolis, propone espulsioni di massa per arginare l’immigrazione clandestina in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In un’intervista rilasciata a Repubblica, Greg Bovino – ex agente dell’Ice a Minneapolis oggi in pensione e di origine italiana – ha espresso giudizi severi sull’immigrazione irregolare in Europa e in Italia. Secondo Bovino, il numero degli stranieri privi di documenti “minaccia la sicurezza dei cittadini” e impone misure drastiche.</p>
<p>“Sono di origini italiane e al vostro paese dico questo: avete troppi immigrati illegali che minacciano la sicurezza dei cittadini, dovete fare la deportazione di massa come noi”, ha dichiarato l’ex funzionario, che ha aggiunto: “Il mio unico rimpianto è che avremmo dovuto arrestare e cacciare più illegali. È possibile immigrare negli Stati Uniti, ma bisogna farlo nel rispetto delle leggi”.</p>
<p>Bovino ha definito la situazione europea un’emergenza, citando la Svezia come esempio di quello che, a suo avviso, accade quando il fenomeno non viene contrastato con decisione. “Guardate ad esempio la Svezia. Era un paradiso, dove tutti vivevano in sicurezza. Ora è diventata la capitale mondiale degli stupri commessi dagli illegali”, ha affermato.</p>
<p>Ritornando al contesto italiano, Bovino ha ribadito che “anche nel vostro paese ci sono troppi immigrati illegali, che fanno del male ai cittadini”. Per arginare la presunta crisi, ha proposto “la deportazione di massa, come stiamo facendo noi. Non ci sono alternative”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/bovino-figura-di-punta-dellice-a-minneapolis-propone-espulsioni-di-massa-per-arginare-limmigrazione-clandestina-in-italia/">Bovino, figura di punta dell’Ice a Minneapolis, propone espulsioni di massa per arginare l’immigrazione clandestina in Italia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/bovino-figura-di-punta-dellice-a-minneapolis-propone-espulsioni-di-massa-per-arginare-limmigrazione-clandestina-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">116218</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Vance si dichiara ossessionato dagli UFO e definisce gli alieni demoni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/vance-si-dichiara-ossessionato-dagli-ufo-e-definisce-gli-alieni-demoni/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/vance-si-dichiara-ossessionato-dagli-ufo-e-definisce-gli-alieni-demoni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Mar 2026 11:36:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alieni demoni]]></category>
		<category><![CDATA[UFO]]></category>
		<category><![CDATA[Vance]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/vance-si-dichiara-ossessionato-dagli-ufo-e-definisce-gli-alieni-demoni/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato al podcast Benny Show di essere “ossessionato” dagli alieni, definendoli “demoni”. Secondo Vance, “ogni religione mondiale, incluso il cristianesimo, ha compreso che là fuori ci sono cose strane, cose difficili da spiegare”. Il numero due dell’amministrazione Trump ha poi parlato di “esseri celesti che volano in giro, che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/vance-si-dichiara-ossessionato-dagli-ufo-e-definisce-gli-alieni-demoni/">Vance si dichiara ossessionato dagli UFO e definisce gli alieni demoni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vicepresidente americano JD Vance ha dichiarato al podcast Benny Show di essere “ossessionato” dagli alieni, definendoli “demoni”. Secondo Vance, “ogni religione mondiale, incluso il cristianesimo, ha compreso che là fuori ci sono cose strane, cose difficili da spiegare”. </p>
<p>Il numero due dell’amministrazione Trump ha poi parlato di “esseri celesti che volano in giro, che fanno cose strane alle persone. Credo ci sia il desiderio di descrivere tutto ciò che è ultraterreno come alieni”. </p>
<p>Non è la prima volta che Vance affronta il tema: nell’agosto 2025, intervenendo al podcast Ruthless, aveva ammesso di essere “ossessionato” dagli Ufo e “particolarmente concentrato” sulla questione. Aveva inoltre annunciato l’intenzione di indagare sui “misteriosi” video di oggetti volanti apparsi a dicembre 2024 nei cieli del New Jersey e di altri Stati della East Coast. In un successivo briefing, però, la portavoce della Casa Bianca aveva precisato che si trattava di droni autorizzati dalla Federal Aviation Administration (Faa) per fini di ricerca e ricreativi. </p>
<p>Anche l’intervistatore Michael Duncan ha mostrato vivo interesse per il fenomeno, ricordando la sua visita a Roswell. Alla domanda di Vance “Hai visto degli alieni?”, Duncan ha risposto: “No, ho visto l’hangar dove si trovavano”, suscitando l’ilarità dei presenti. “Una volta che avrò capito se c’è qualcosa lì, mi assicurerò che tu sia il primo a saperlo”, ha promesso il vicepresidente. </p>
<p>Nel febbraio 2026 il presidente Donald Trump, sempre su Truth, ha annunciato la prossima divulgazione di file governativi “relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati e agli oggetti volanti non identificati (Ufo)”. Trump ha parlato di un “enorme interesse” sul tema e ha assicurato che verranno diffuse “tutte le informazioni collegate a queste questioni estremamente complesse, ma estremamente interessanti e importanti”. </p>
<p>Anche il segretario di Stato Marco Rubio ha mostrato attenzione al fenomeno Ufo. Nel 2023, quando era senatore, ha affermato che alti funzionari Usa possedevano “conoscenza diretta” di un programma segreto del Pentagono dedicato al recupero di velivoli non identificati precipitati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/vance-si-dichiara-ossessionato-dagli-ufo-e-definisce-gli-alieni-demoni/">Vance si dichiara ossessionato dagli UFO e definisce gli alieni demoni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/29/vance-si-dichiara-ossessionato-dagli-ufo-e-definisce-gli-alieni-demoni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">116214</post-id>	</item>
		<item>
		<title>16 marzo 1978: Aldo Moro, la memoria della democrazia e la responsabilità educativa della scuola</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/16-marzo-1978-aldo-moro-la-memoria-della-democrazia-e-la-responsabilita-educativa-della-scuola/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/16-marzo-1978-aldo-moro-la-memoria-della-democrazia-e-la-responsabilita-educativa-della-scuola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 17:37:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[16 marzo 1978]]></category>
		<category><![CDATA[agguato]]></category>
		<category><![CDATA[Alcide De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[brigate rosse]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Pesavento]]></category>
		<category><![CDATA[storia repubblicana]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[via fani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=115905</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama oggi l’attenzione della comunità educativa e dell’opinione pubblica su una delle date più significative e dolorose della storia della Repubblica italiana. Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito a Roma dalle Brigate Rosse in via Fani, in un agguato che provocò la morte dei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/16-marzo-1978-aldo-moro-la-memoria-della-democrazia-e-la-responsabilita-educativa-della-scuola/">16 marzo 1978: Aldo Moro, la memoria della democrazia e la responsabilità educativa della scuola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama oggi l’attenzione della comunità educativa e dell’opinione pubblica su una delle date più significative e dolorose della storia della Repubblica italiana. Il 16 marzo 1978 Aldo Moro fu rapito a Roma dalle Brigate Rosse in via Fani, in un agguato che provocò la morte dei cinque uomini della sua scorta e aprì una delle pagine più drammatiche della storia democratica del nostro Paese. Il sequestro avvenne in un momento politico di straordinaria delicatezza: proprio quel giorno il Governo Andreotti IV si apprestava a ottenere il voto di fiducia da entrambi i rami del Parlamento, sostenuto anche dall’appoggio esterno del Partito Comunista Italiano, in un contesto che avrebbe potuto segnare un passaggio importante nella maturazione del sistema democratico italiano.</p>



<p>Il terrorismo colpì allora non soltanto una delle figure politiche più autorevoli della Repubblica, ma la stessa idea di confronto democratico come metodo di costruzione della vita pubblica. Dopo cinquantacinque giorni di prigionia, il 9 maggio 1978, Aldo Moro fu assassinato, lasciando nel Paese una ferita profonda e una domanda ancora aperta sul significato della violenza politica nella storia contemporanea italiana.</p>



<p>Aldo Moro fu tra i protagonisti più influenti della vita istituzionale repubblicana. Quattro volte Presidente del Consiglio dei Ministri, rientra tra i pochi statisti italiani ad aver guidato il Governo per oltre cinque anni complessivi, insieme ad Alcide De Gasperi, Giulio Andreotti e, in epoca successiva, Silvio Berlusconi. Tuttavia, il suo contributo alla storia politica italiana non può essere ridotto alla durata delle esperienze di governo. Moro rappresentò una visione della politica come esercizio alto di responsabilità, fondata sulla mediazione, sull’ascolto e sulla capacità di interpretare i cambiamenti sociali senza rinunciare ai principi democratici.</p>



<p>A quasi mezzo secolo da quegli eventi, la memoria del 16 marzo continua a interpellare il presente. La vicenda di Moro non appartiene soltanto alla storia del terrorismo italiano, ma costituisce un passaggio fondamentale per comprendere quanto la democrazia sia esposta ai rischi della radicalizzazione ideologica, della delegittimazione delle istituzioni e dell’uso della violenza come strumento politico. In questo quadro, la scuola assume un ruolo centrale nella costruzione di una memoria consapevole e critica.</p>



<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che il ricordo di Aldo Moro debba essere interpretato come un’occasione educativa capace di coinvolgere studenti e studentesse in una riflessione profonda sui valori costituzionali, sul significato della partecipazione democratica e sul ruolo delle istituzioni nella tutela dei diritti fondamentali. Studiare quella stagione della storia italiana significa comprendere quanto sia fragile l’equilibrio democratico quando il confronto politico viene sostituito dall’odio ideologico e dalla violenza.</p>



<p>La scuola può trasformare la memoria storica in uno spazio di elaborazione civile, dove il passato diventa strumento per comprendere le sfide del presente. In un tempo segnato da polarizzazioni culturali e da linguaggi pubblici spesso aggressivi, la figura di Aldo Moro invita a recuperare la profondità del dialogo politico e la centralità della responsabilità istituzionale.</p>



<p>Per questo il CNDDU auspica che la memoria del 16 marzo venga sempre più valorizzata all’interno dei percorsi di educazione civica e di storia contemporanea, promuovendo iniziative didattiche, momenti di approfondimento e occasioni di confronto che permettano alle nuove generazioni di leggere criticamente quella stagione della nostra storia nazionale. Solo attraverso la conoscenza e la riflessione è possibile costruire una cittadinanza consapevole, capace di riconoscere il valore della democrazia e di difenderne i principi fondamentali.</p>



<p>Ricordare Aldo Moro non significa soltanto rendere omaggio a una figura centrale della storia repubblicana. Significa assumersi una responsabilità educativa e culturale: quella di trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza che la democrazia vive nella partecipazione dei cittadini, nella qualità del dialogo pubblico e nella capacità delle istituzioni di rimanere fedeli ai valori della Costituzione. In questo senso, la memoria diventa impegno civile e la scuola il luogo privilegiato in cui tale impegno può trasformarsi in coscienza democratica.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Romano Pesavento</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/16-marzo-1978-aldo-moro-la-memoria-della-democrazia-e-la-responsabilita-educativa-della-scuola/">16 marzo 1978: Aldo Moro, la memoria della democrazia e la responsabilità educativa della scuola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/16/16-marzo-1978-aldo-moro-la-memoria-della-democrazia-e-la-responsabilita-educativa-della-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115905</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La famiglia nel bosco: storia di un equilibrio fragile tra libertà, responsabilità e incomprensione</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 18:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Fabbroni]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia nel bosco]]></category>
		<category><![CDATA[servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale dei minori di Chieti:]]></category>
		<category><![CDATA[Tribunale dell'Aquila]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=115821</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ci sono storie che sembrano uscite da un libro di favole: case di pietra in mezzo ai boschi, bambini scalzi che imparano dal vento e genitori che cercano, forse con ostinazione, una vita più essenziale. E poi ci sono le stesse storie osservate da vicino, senza il filtro romantico: luoghi che diventano troppo isolati, scelte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/">La famiglia nel bosco: storia di un equilibrio fragile tra libertà, responsabilità e incomprensione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ci sono storie che sembrano uscite da un libro di favole: case di pietra in mezzo ai boschi, bambini scalzi che imparano dal vento e genitori che cercano, forse con ostinazione, una vita più essenziale.</p>



<p>E poi ci sono le stesse storie osservate da vicino, senza il filtro romantico: luoghi che diventano troppo isolati, scelte educative che oltrepassano i confini, fragilità economiche che si trasformano in rischio.</p>



<p>La vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli, in provincia di Chieti, vive proprio in questo spazio ambiguo: tra l’idealismo e il pericolo, tra la libertà e il dovere, tra ciò che si vorrebbe essere e ciò che si deve garantire.</p>



<p>Nel novembre 2025 il tribunale per i minori dell’Aquila ha deciso di sospendere la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, una coppia italo-anglosassone che da anni aveva scelto per i propri tre figli — due gemelli di sei anni e una bambina di otto — un’esistenza fuori dai canoni. Una storia che ha attraversato giornali, talk show, social network: raccontata, discussa, strumentalizzata. Ma che continua ad avere al centro tre bambini e due genitori che dicono di aver fatto tutto “per amore”.</p>



<p>La casa di pietra e l’allarme dei servizi sociali</p>



<p>La vicenda inizia nel settembre 2024 con una chiamata ai soccorsi: un’intossicazione alimentare da funghi. Una richiesta d’aiuto che diventa, per legge, una segnalazione.</p>



<p>una casa rurale in pietra, senza impianto idraulico né rete fognaria, senza servizi igienici;</p>



<p>un tenore di vita essenziale, forse troppo; entrate economiche discontinue; e soprattutto tre bambini che non frequentano la scuola.</p>



<p>Nei rapporti dei servizi sociali emergono parole attente ma severe: condizioni di disagio abitativo, necessità di tutela, educazione non conforme all’obbligo scolastico.</p>



<p>La macchina della protezione si mette in moto. E come spesso accade, una volta avviata non è facile fermarla.</p>



<p>L’allontanamento: una notte senza rumore</p>



<p>Il 20 novembre 2025 gli assistenti sociali, insieme alle forze dell’ordine, eseguono l’ordinanza del tribunale dei minori di Chieti: i tre bambini vengono allontanati dalla casa e portati in una comunità insieme alla madre.</p>



<p>Il padre, Nathan, resta nel casolare. Solo, spaesato. Mi manca la mia vita, racconta ai microfoni di&nbsp;una nota trasmissione televisiva.</p>



<p>La psicologia di un allontanamento è sempre la stessa: non è un taglio netto, ma una frattura invisibile. Si spezza l’equilibrio, si spezza la quotidianità, e soprattutto si spezza l’illusione — legittima, umana — che l’amore basti a proteggere.</p>



<p>Unschooling: la libertà educativa che la legge non vede</p>



<p>Al centro del caso c’è una scelta: l’unschooling.</p>



<p>Non homeschooling, che in Italia è regolato e prevede verifiche annuali, ma un metodo educativo radicale, basato sull’assenza di programmi, di compiti, di lezioni strutturate.</p>



<p>Loro hanno imparato a leggere e scrivere da soli, racconta la madre Catherine.</p>



<p>Parole che raccontano un ideale educativo affascinante, fatto di lentezza e autonomia, ma che si scontra con un sistema che chiede prove, certificazioni, percorsi formali.</p>



<p>L’Italia riconosce il diritto all’istruzione, ma anche l’obbligo di garantirla. E in questa cornice normativa il sogno di Catherine e Nathan diventa un vuoto giuridico.</p>



<p>Dal punto di vista psicologico, l’unschooling è un terreno complesso:</p>



<p>• può favorire creatività e identità libera,</p>



<p>• ma rischia di negare ai bambini quelle competenze sociali e strutturali che li proteggono nel mondo reale.</p>



<p>Il problema non è il bosco, ma la solitudine educativa. La frattura con l’avvocato, le incomprensioni, la lingua come confine. L’avvocato Giovanni Angelucci, incaricato di difendere i genitori, decide di rinunciare al mandato: afferma che la coppia avrebbe rifiutato ogni proposta di aiuto, inclusa la ristrutturazione della casa.</p>



<p>I genitori però smentiscono. Parlano di incomprensioni. Di una lingua che non è la loro madrelingua. Una barriera invisibile che, ancora una volta, genera distanza, sospetto, confusione.</p>



<p>La storia psicologica di questa famiglia è una storia di mancati incroci: tra loro e le istituzioni, tra il loro lessico e quello dei servizi, tra ciò che volevano dire e ciò che è stato compreso.</p>



<p>Libertà o trascuratezza? La zona grigia che divide il Paese. Il dibattito mediatico è esploso: c’è chi parla di abuso istituzionale e chi di tutela necessaria; chi vede in Catherine e Nathan dei genitori alternativi ma amorevoli e chi, invece, dei visionari irresponsabili.</p>



<p>In realtà la verità sta, come spesso accade, nella zona grigia.</p>



<p>La famiglia nel bosco non è la storia di un reato, né quella di una fiaba. È il racconto di un confine sottilissimo: quello tra un modello educativo libero e una possibile trascuratezza; tra la scelta di vivere fuori dagli schemi e la capacità — o incapacità — di garantire ai figli ciò che la legge considera essenziale.</p>



<p>Tre bambini sorridono in una comunità, una madre li accompagna ogni giorno, un padre li attende nel silenzio di un casolare.</p>



<p>E un Paese intero discute, giudica, commenta. Il bosco come metafora, Il bosco, nella psicologia simbolica, rappresenta il luogo dell’esplorazione, dell’intuizione, ma anche dell’ignoto.</p>



<p>La famiglia di Palmoli aveva scelto di viverci dentro, non solo geograficamente ma esistenzialmente: avevano scelto il sentiero poco battuto.</p>



<p>Ora sono chiamati a uscirne, almeno per un tratto, per dimostrare che quel bosco non era una fuga, ma una scelta consapevole.</p>



<p>E forse, quando la polvere si poserà, resterà una domanda semplice e universale: quanto spazio possiamo concedere alla libertà, senza tradire la responsabilità? È in questa domanda che si gioca il destino della famiglia nel bosco. E forse il destino di tutte le famiglie che cercano, nel caos del presente, una propria fragile strada verso la felicità.</p>



<p class="has-text-align-right">Barbara Fabbroni</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/">La famiglia nel bosco: storia di un equilibrio fragile tra libertà, responsabilità e incomprensione</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/la-famiglia-nel-bosco-storia-di-un-equilibrio-fragile-tra-liberta-responsabilita-e-incomprensione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115821</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lupi, allarme degli esperti: “Declassare la protezione senza una strategia rischia di creare nuovi problemi”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/lupi-allarme-degli-esperti-declassare-la-protezione-senza-una-strategia-rischia-di-creare-nuovi-problemi/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/lupi-allarme-degli-esperti-declassare-la-protezione-senza-una-strategia-rischia-di-creare-nuovi-problemi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 16:02:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[biodiversità fauna selvatica Italia]]></category>
		<category><![CDATA[declassamento protezione lupi Italia]]></category>
		<category><![CDATA[gestione lupo Italia predazioni allevamenti]]></category>
		<category><![CDATA[lupi e attività umane convivenza]]></category>
		<category><![CDATA[lupo Italia tutela biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio lupi Italia]]></category>
		<category><![CDATA[normativa europea tutela lupo]]></category>
		<category><![CDATA[predazioni lupo allevamenti Italia]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Life Wild Wolf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=115819</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il dibattito sulla protezione del lupo in Italia torna al centro dell’attenzione dopo il voto definitivo dell’Aula del Senato sul declassamento della tutela della specie. Una decisione che, secondo diversi esperti di biodiversità, dovrebbe essere accompagnata da una strategia chiara e condivisa per evitare effetti negativi sulla conservazione della fauna e sulla convivenza con le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/lupi-allarme-degli-esperti-declassare-la-protezione-senza-una-strategia-rischia-di-creare-nuovi-problemi/">Lupi, allarme degli esperti: “Declassare la protezione senza una strategia rischia di creare nuovi problemi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il dibattito sulla <strong>protezione del lupo in Italia</strong> torna al centro dell’attenzione dopo il voto definitivo dell’Aula del <strong>Senato sul declassamento della tutela della specie</strong>. Una decisione che, secondo diversi esperti di biodiversità, dovrebbe essere accompagnata da una strategia chiara e condivisa per evitare effetti negativi sulla conservazione della fauna e sulla convivenza con le attività umane.</p>



<p>A sottolinearlo è <strong>Valeria Salvatori</strong>, ricercatrice e responsabile del progetto europeo <strong>Life Wild Wolf</strong>, che invita a non affrontare il tema con decisioni isolate o dettate dall’emotività.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“Serve una strategia nazionale sul lupo”</h2>



<p>«Quando si parla di tutela della biodiversità e di protezione di una specie importante come il lupo – spiega Salvatori – le decisioni dovrebbero essere prese nell’ambito di una strategia a lungo termine, supportata da dati completi e da piani integrati».</p>



<p>Secondo la ricercatrice, il voto del Parlamento dovrebbe ora tradursi in un <strong>piano strutturato nazionale</strong>, che in Italia manca da oltre <strong>quindici anni</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una specie tornata dopo il rischio estinzione</h2>



<p>Il ritorno del lupo sul territorio italiano rappresenta uno dei più importanti successi delle politiche di conservazione degli ultimi decenni. Da specie quasi estinta, il <strong>lupo è tornato a popolari molte aree della Penisola</strong>, grazie ai programmi di tutela ambientale e alla protezione prevista dalle normative europee.</p>



<p>Per questo motivo, secondo gli esperti, qualsiasi intervento sulla gestione della specie dovrebbe rispettare alcuni principi fondamentali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tre punti chiave per la gestione del lupo</h2>



<p>Salvatori indica tre elementi indispensabili per affrontare correttamente il tema della coesistenza tra lupi e attività umane:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>rispettare il quadro normativo europeo</strong> sulla tutela delle specie protette;</li>



<li><strong>rafforzare i programmi di monitoraggio scientifico</strong>, condividendo in modo trasparente i dati sulla presenza dei lupi;</li>



<li><strong>valutare con attenzione l’efficacia dei prelievi selettivi</strong> nelle situazioni realmente critiche.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Convivenza con allevamenti e territori rurali</h2>



<p>Il tema del lupo resta particolarmente sensibile nelle aree rurali e montane, dove gli allevatori denunciano da tempo <strong>predazioni sul bestiame</strong> e chiedono strumenti concreti per gestire il fenomeno.</p>



<p>Secondo gli esperti, tuttavia, interventi non accompagnati da misure tecniche e scientifiche rischiano di non risolvere i problemi esistenti.</p>



<p>«È importante – conclude Salvatori – che la decisione presa dal Parlamento sia accompagnata da strumenti tecnici capaci di affrontare questioni complesse come la gestione degli <strong>esemplari confidenti</strong> o delle predazioni, evitando che tutto si riduca a una decisione politica presa sull’onda dell’emotività».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/lupi-allarme-degli-esperti-declassare-la-protezione-senza-una-strategia-rischia-di-creare-nuovi-problemi/">Lupi, allarme degli esperti: “Declassare la protezione senza una strategia rischia di creare nuovi problemi”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/12/lupi-allarme-degli-esperti-declassare-la-protezione-senza-una-strategia-rischia-di-creare-nuovi-problemi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115819</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Medio Oriente, Save the Children: “Più di un bambino ogni ora ucciso nei primi dieci giorni di conflitto”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/09/medio-oriente-save-the-children-piu-di-un-bambino-ogni-ora-ucciso-nei-primi-dieci-giorni-di-conflitto/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/09/medio-oriente-save-the-children-piu-di-un-bambino-ogni-ora-ucciso-nei-primi-dieci-giorni-di-conflitto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 20:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari Save the Children]]></category>
		<category><![CDATA[bambini uccisi guerra Libano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi umanitaria Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[diritto umanitario protezione civili]]></category>
		<category><![CDATA[escalation Medio Oriente vittime civili]]></category>
		<category><![CDATA[guerra e diritti dei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente bambini vittime guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Save the Children conflitto Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[sfollati Libano bambini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=115814</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei primi dieci giorni di escalation del conflitto in Medio Oriente, quasi 300 bambini sono stati uccisi, l’equivalente di oltre un minore ogni ora. A lanciare l’allarme è Save the Children, che chiede con urgenza una cessazione immediata delle ostilità e il rispetto del diritto internazionale per proteggere i civili, in particolare i bambini. Secondo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/09/medio-oriente-save-the-children-piu-di-un-bambino-ogni-ora-ucciso-nei-primi-dieci-giorni-di-conflitto/">Medio Oriente, Save the Children: “Più di un bambino ogni ora ucciso nei primi dieci giorni di conflitto”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nei primi dieci giorni di escalation del conflitto in <strong>Medio Oriente</strong>, quasi <strong>300 bambini sono stati uccisi</strong>, l’equivalente di <strong>oltre un minore ogni ora</strong>. A lanciare l’allarme è <strong>Save the Children</strong>, che chiede con urgenza una <strong>cessazione immediata delle ostilità</strong> e il rispetto del diritto internazionale per proteggere i civili, in particolare i bambini.</p>



<p>Secondo l’Organizzazione, che opera da oltre un secolo per la tutela dei diritti dell’infanzia, la situazione nella regione sta diventando sempre più drammatica. Le conseguenze dei bombardamenti e delle operazioni militari stanno colpendo in modo diretto le famiglie e i minori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Centinaia di migliaia di sfollati in Libano</h2>



<p>Il conflitto ha provocato anche un massiccio spostamento di popolazione. Secondo il <strong>Ministero degli Affari Sociali libanese</strong>, oltre <strong>700.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie case</strong>, tra cui <strong>più di 200.000 bambini</strong>.</p>



<p>I raid aerei avrebbero causato <strong>la morte di almeno 83 bambini in Libano</strong>, mentre <strong>254 minori risultano feriti</strong>. Si tratta di una parte delle vittime complessive registrate nella regione.</p>



<p>«Non si tratta solo di numeri – ha dichiarato <strong>Nora Ingdal</strong>, direttrice di Save the Children in Libano – ma di giovani vite spezzate e di bambini il cui futuro è stato segnato per sempre dalla guerra».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Famiglie costrette a fuggire</h2>



<p>Gli attacchi e gli ordini di evacuazione stanno costringendo migliaia di famiglie a fuggire in condizioni di emergenza.</p>



<p>Secondo Save the Children, i bambini sfollati stanno perdendo tutto ciò che garantiva loro sicurezza e stabilità: <strong>case, scuole, comunità e routine quotidiane</strong>.</p>



<p>Molti di loro avevano già vissuto anni di instabilità e crisi nella regione, e l’attuale escalation rischia di aggravare ulteriormente il trauma psicologico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli aiuti umanitari in corso</h2>



<p>Save the Children è attualmente impegnata in diversi Paesi della regione con interventi di emergenza.</p>



<p>In <strong>Libano</strong>, i team stanno distribuendo <strong>coperte, materassi, kit igienici, prodotti per neonati e acqua</strong> alle famiglie sfollate.</p>



<p>Nel <strong>Territorio Palestinese Occupato</strong>, l’Organizzazione continua a fornire supporto economico dove possibile e mantiene attive strutture dedicate a <strong>madri e bambini</strong> per sostenere la nutrizione infantile.</p>



<p>In <strong>Siria</strong>, invece, sono stati rafforzati i programmi di <strong>protezione dell’infanzia, istruzione, assistenza sanitaria e servizi igienico-sanitari</strong> per sostenere le persone in arrivo dal Libano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’appello alla comunità internazionale</h2>



<p>Save the Children ribadisce che i bambini devono essere protetti in ogni conflitto.</p>



<p>«Ogni guerra è una guerra contro i bambini – ha aggiunto Nora Ingdal – e ancora una volta sono loro a pagare il prezzo più alto per un conflitto che non hanno scelto».</p>



<p>L’Organizzazione chiede ai leader internazionali di agire con urgenza per evitare un’ulteriore escalation e garantire il rispetto delle <strong>leggi internazionali e del diritto umanitario</strong>, con particolare attenzione alla protezione dei civili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/09/medio-oriente-save-the-children-piu-di-un-bambino-ogni-ora-ucciso-nei-primi-dieci-giorni-di-conflitto/">Medio Oriente, Save the Children: “Più di un bambino ogni ora ucciso nei primi dieci giorni di conflitto”</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/09/medio-oriente-save-the-children-piu-di-un-bambino-ogni-ora-ucciso-nei-primi-dieci-giorni-di-conflitto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115814</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La cultura come baluardo di libertà, intervista ad Antonello De Pierro all&#8217;Anica</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/07/la-cultura-come-baluardo-di-liberta-intervista-ad-antonello-de-pierro-allanica/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/07/la-cultura-come-baluardo-di-liberta-intervista-ad-antonello-de-pierro-allanica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 16:13:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Antonello De Pierro all'Anica]]></category>
		<category><![CDATA[C'era una volta il beat italiano]]></category>
		<category><![CDATA[cinema italiano]]></category>
		<category><![CDATA[docufilm di Pierfrancesco Campanella]]></category>
		<category><![CDATA[Italia dei Diritti - De Pierro]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy cinematografico]]></category>
		<category><![CDATA[Mita Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Roma e Italymedia.it]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=115809</guid>

					<description><![CDATA[<p>All&#8217;indomani del grande successo riscosso all&#8217;Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, &#8220;C&#8217;era una volta il beat italiano&#8221;, abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti &#8211; De Pierro, figura di spicco del panorama giornalistico e politico romano, ha condiviso con noi una riflessione profonda che lega indissolubilmente la sua storica attività [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/07/la-cultura-come-baluardo-di-liberta-intervista-ad-antonello-de-pierro-allanica/">La cultura come baluardo di libertà, intervista ad Antonello De Pierro all&#8217;Anica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>All&#8217;indomani del grande successo riscosso all&#8217;Anica dal docufilm di Pierfrancesco Campanella, <em>&#8220;C&#8217;era una volta il beat italiano&#8221;</em>, abbiamo incontrato Antonello De Pierro. Il presidente del movimento Italia dei Diritti &#8211; De Pierro, figura di spicco del panorama giornalistico e politico romano, ha condiviso con noi una riflessione profonda che lega indissolubilmente la sua storica attività di promozione culturale su Radio Roma e Italymedia.it alla sua attuale sfida alla guida del movimento che porta il suo nome. Tra aneddoti legati alle icone presenti all&#8217;evento e una visione granitica sul futuro del cinema italiano, De Pierro traccia la rotta di un impegno che non conosce sosta.</p>



<p><strong>Presidente De Pierro, la serata all&#8217;Anica per il docufilm di Pierfrancesco Campanella è stata un trionfo. Ma per lei non è stata solo una &#8220;prima&#8221;, quanto l&#8217;ennesima tappa di una lunga marcia culturale. Qual è il significato profondo di questo evento?</strong></p>



<p>&#8220;Guardi, per me sostenere l&#8217;opera di Pierfrancesco non è solo un atto di amicizia, che pure è profonda e storica, ma un preciso dovere civile. Il Beat italiano, che lui ha magistralmente raccontato, è stato l&#8217;ultimo grande momento in cui i giovani hanno preteso e ottenuto un ruolo attivo nella società, rompendo schemi ammuffiti. Oggi, come leader dell&#8217;<strong>Italia dei Diritti &#8211; De Pierro</strong>, vedo nel cinema di qualità uno strumento di emancipazione. Difendere il <em>Made in Italy</em> cinematografico significa difendere la nostra identità e la nostra libertà di pensiero contro l&#8217;omologazione imperante.&#8221;</p>



<p><strong>Il suo legame con Campanella nasce da lontano, dalle frequenze di Radio Roma e dalle pagine di Italymedia.it. Come si è evoluto questo sodalizio?</strong></p>



<p>&#8220;Pierfrancesco è un regista coraggioso, uno dei pochi che non teme di sfidare il sistema. Su <strong>Italymedia.it</strong>, la testata che dirigo, cura una rubrica che è un punto di riferimento per chi ama la verità senza filtri. Ai tempi di <strong>Radio Roma</strong>, dove ho avuto l&#8217;onore di essere la voce storica e il direttore, lo ospitavo spesso perché sapevo che il suo punto di vista non era mai banale. Ma la nostra amicizia e il nostro sodalizio professionali affondano le radici in una collocazione temporale ancora precedente, quando muovevo i miei primi passi nel giornalismo scrivendo di cronaca mondana. Oggi quel dialogo continua: io porto le istanze della cultura nelle aule della politica con il mio movimento, lui le porta sul grande schermo. Siamo due facce della stessa medaglia: la ricerca della trasparenza e del merito.&#8221;</p>



<p><strong>Tra gli ospiti, le foto con Mita Medici hanno fatto il giro del web. Cosa rappresenta per lei un&#8217;icona come lei?</strong></p>



<p>&#8220;Mita è un simbolo vivente. È stata la prima a scardinare l&#8217;immagine della donna-oggetto, diventando l&#8217;emblema del nascente femminismo. Vederla lì, ancora così radiosa e intellettualmente vivace, conferma che le battaglie per i diritti non invecchiano mai. Con lei c&#8217;è stata una sintonia immediata: l&#8217;<strong>Italia dei Diritti &#8211; De Pierro</strong> si batte ogni giorno per quegli stessi valori di autodeterminazione e rispetto che Mita ha incarnato fin dagli anni del Piper.&#8221;</p>



<p><strong>Impossibile non notare la sua vicinanza con Adriana Russo, che lei definisce la sua &#8220;amica del cuore&#8221;. Che ruolo ha avuto in questa serata?</strong></p>



<p>&#8220;Adriana è una parte fondamentale della mia vita e della mia visione del mondo. Oltre a essere un&#8217;attrice immensa, è una donna di una sensibilità rara. La sua presenza al mio fianco all&#8217;Anica rende ogni evento speciale. È la mia amica del cuore perché con lei condivido non solo i momenti di svago, ma la visione di un&#8217;Italia che deve tornare a splendere attraverso l&#8217;arte e l&#8217;eleganza. È stata la prima a complimentarsi con Pierfrancesco, comprendendo immediatamente il valore di un&#8217;opera che rifugge la nostalgia per puntare sull&#8217;ironia.&#8221;</p>



<p><strong>Il suo movimento, Italia dei Diritti &#8211; De Pierro, sta mettendo la cultura al centro dell&#8217;agenda politica. Perché questa scelta in un momento di crisi economica e sociale?</strong></p>



<p>&#8220;Perché senza cultura non ci sono diritti, e senza diritti non c&#8217;è vera economia. Chi pensa che la cultura sia un lusso non ha capito nulla della società moderna. La caparbietà che ho messo in questa battaglia su Radio Roma e su Italymedia.it è la stessa che metto oggi in politica. Vogliamo un sistema dove il talento non debba chiedere il permesso ai soliti noti per esprimersi. Il successo di questo docufilm, realizzato coraggiosamente dalla <strong>Parker Film</strong> di Sergio De Angelis nonostante le sfide del mercato, è la prova che quando c&#8217;è la qualità, il pubblico risponde.&#8221;</p>



<p><strong>Un&#8217;ultima battuta: il docufilm ha vinto la scommessa rinunciando ai &#8220;grandi successi&#8221; scontati per puntare su un racconto originale. È questo il modello De Pierro anche in politica?</strong></p>



<p>&#8220;Assolutamente sì. Non cavalchiamo il populismo delle canzonette facili o degli slogan stravisti. Noi puntiamo sui contenuti, sulla coerenza e sul coraggio di fare scelte controcorrente. Come Campanella ha vinto la sua scommessa cinematografica senza usare &#8216;scorciatoie&#8217; nostalgiche, così l&#8217;<strong>Italia dei Diritti &#8211; De Pierro</strong> vincerà la sua sfida politica puntando sulla dignità dei cittadini e sulla forza delle idee. La serata all&#8217;Anica, tra amici veri e grandi professionisti, è stata la dimostrazione plastica che siamo sulla strada giusta.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/07/la-cultura-come-baluardo-di-liberta-intervista-ad-antonello-de-pierro-allanica/">La cultura come baluardo di libertà, intervista ad Antonello De Pierro all&#8217;Anica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/07/la-cultura-come-baluardo-di-liberta-intervista-ad-antonello-de-pierro-allanica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115809</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Crisi Iran–Israele e USA: richiamato ruolo ONU, media e scuole alla responsabilità giuridica e alla tutela della vita</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 18:59:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Iran–Israele e USA]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Pesavento]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=115751</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto che la televisione di Stato iraniana ha confermato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei a seguito dell’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in territorio iraniano. La notizia, che nelle ore precedenti era rimasta sospesa tra dichiarazioni politiche, smentite e rilanci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/">Crisi Iran–Israele e USA: richiamato ruolo ONU, media e scuole alla responsabilità giuridica e alla tutela della vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani prende atto che la televisione di Stato iraniana ha confermato la morte della Guida Suprema Ali Khamenei a seguito dell’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in territorio iraniano. La notizia, che nelle ore precedenti era rimasta sospesa tra dichiarazioni politiche, smentite e rilanci mediatici, assume ora carattere ufficiale. Ciò non modifica, ma anzi rafforza, la responsabilità di una riflessione lucida, giuridicamente fondata e culturalmente orientata alla tutela della vita e alla prevenzione dell’escalation.</p>



<p>Gli eventi riportati delineano uno scenario di straordinaria gravità: l’operazione militare, annunciata da Israele come “attacco preventivo” per rimuovere minacce definite esistenziali alla propria sicurezza, ha colpito più città iraniane, inclusa l’area di Teheran dove si trovava la residenza della Guida Suprema. Alla distruzione della residenza e al ritrovamento del corpo di Khamenei si sono accompagnati bombardamenti e dichiarazioni di stato di emergenza, mentre l’Iran ha reagito con una massiccia rappresaglia missilistica verso basi statunitensi nel Golfo e siti israeliani. Si è aperta una sessione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, mentre il bilancio delle vittime civili si aggrava drammaticamente, con la notizia della morte di 108 studentesse presso la scuola di Minab. Le dichiarazioni dei leader coinvolti, incluse quelle che evocano il sostegno a rivolte interne o la prosecuzione delle operazioni per giorni, alimentano una dinamica che rischia di trasformare un conflitto regionale in una crisi di portata sistemica.</p>



<p>La conferma della morte di un capo di Stato o di una guida politica non può essere trattata come evento isolato o come esito tattico. Sul piano del diritto internazionale, resta centrale la valutazione della legalità dell’uso della forza. La Carta delle Nazioni Unite stabilisce un divieto generale della minaccia o dell’uso della forza, ammettendo deroghe esclusivamente nei casi previsti e disciplinati. L’eventuale qualificazione di un’azione come “preventiva” impone un vaglio rigoroso in termini di necessità e proporzionalità, e non può prescindere dal ruolo del Consiglio di Sicurezza, cui spetta la responsabilità primaria per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Anche quando uno Stato invochi la legittima difesa, tale diritto è subordinato a condizioni stringenti e temporanee, nonché all’obbligo di informare immediatamente il Consiglio di Sicurezza. La riunione straordinaria dell’organo conferma la centralità dell’ONU quale sede istituzionale per ricondurre la crisi entro il perimetro della legalità multilaterale.</p>



<p>Occorre inoltre ribadire che la legittimità dell’uso della forza non esaurisce la questione della liceità delle modalità con cui essa viene esercitata. Il diritto internazionale umanitario impone la distinzione tra obiettivi militari e popolazione civile e vieta attacchi indiscriminati. La morte di 108 studentesse costituisce una tragedia che richiama con forza l’obbligo inderogabile di proteggere i civili. In ogni conflitto, la tutela della popolazione non è una clausola opzionale ma un imperativo giuridico assoluto. La normalizzazione di operazioni volte alla “decapitazione” del vertice politico-militare come strumento di risoluzione del conflitto rischia di indebolire il principio fondamentale della protezione della vita e di favorire una cultura della guerra come scorciatoia strategica.</p>



<p>Il CNDDU richiama anche la responsabilità dei mezzi di comunicazione in una fase in cui le parole precedono e accompagnano i missili. Se in precedenza la prudenza era necessaria per evitare la diffusione di notizie non confermate, ora essa è indispensabile per evitare che il linguaggio pubblico alimenti la radicalizzazione e la disumanizzazione. La credibilità dell’informazione costituisce un bene pubblico essenziale; in tempo di conflitto diventa infrastruttura di sicurezza democratica.</p>



<p>Alla dimensione giuridica e mediatica si affianca quella economica. I conflitti armati producono effetti strutturali che si protraggono per generazioni: destabilizzazione dei mercati energetici, interruzione delle catene del valore, crescita del rischio-paese, inflazione geopolitica, aumento del debito pubblico e compressione della spesa sociale. Gli studi internazionali stimano che l’impatto economico globale della violenza superi i 19 trilioni di dollari annui in termini di parità di potere d’acquisto. Ogni escalation sottrae risorse all’istruzione, alla sanità e allo sviluppo sostenibile, generando un circolo vizioso di insicurezza e disuguaglianza.</p>



<p>In questo scenario la scuola assume un ruolo strategico. L’educazione ai diritti umani non può limitarsi a una dimensione teorica o commemorativa; deve diventare spazio di analisi critica delle dinamiche internazionali, dei principi della Carta delle Nazioni Unite, del funzionamento del Consiglio di Sicurezza, dei limiti giuridici dell’uso della forza e delle implicazioni economiche dei conflitti. La recente Raccomandazione UNESCO sull’educazione alla pace e ai diritti umani richiama la necessità di integrare nei curricoli competenze giuridiche, consapevolezza globale e responsabilità civica. Formare cittadini capaci di comprendere la complessità del diritto internazionale, di valutare i costi economici della guerra e di riconoscere la manipolazione del linguaggio pubblico significa investire nella prevenzione dei conflitti.</p>



<p>Le conclusioni del CNDDU non sono dettate dall’emotività del momento, ma dalla coerenza con la propria missione educativa. La morte di un leader, la distruzione di infrastrutture, la perdita di vite civili – soprattutto di giovani studentesse – non possono essere assorbite nella logica della ritorsione infinita. È necessario che il Consiglio di Sicurezza eserciti pienamente la propria funzione di garanzia della pace, che le istituzioni europee e nazionali promuovano ogni iniziativa diplomatica possibile e che il linguaggio pubblico abbandoni la retorica della vittoria per assumere quella della responsabilità.</p>



<p>La pace non è un’interruzione della guerra, ma la condizione giuridica e culturale che rende possibile la tutela dei diritti umani. In un momento in cui la storia accelera pericolosamente, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che solo un impegno sistemico fondato su legalità internazionale, responsabilità mediatica ed educazione critica potrà impedire che la spirale della violenza comprometta il futuro delle nuove generazioni.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Romano Pesavento</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/">Crisi Iran–Israele e USA: richiamato ruolo ONU, media e scuole alla responsabilità giuridica e alla tutela della vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2026/03/01/crisi-iran-israele-e-usa-richiamato-ruolo-onu-media-e-scuole-alla-responsabilita-giuridica-e-alla-tutela-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115751</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il miglior film del XXI secolo secondo 500 registi e attori: un viaggio tra capolavori, innovazione e riflessioni sociali</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2025/07/02/il-miglior-film-del-xxi-secolo-secondo-500-registi-e-attori-un-viaggio-tra-capolavori-innovazione-e-riflessioni-sociali/</link>
					<comments>https://www.improntalaquila.com/2025/07/02/il-miglior-film-del-xxi-secolo-secondo-500-registi-e-attori-un-viaggio-tra-capolavori-innovazione-e-riflessioni-sociali/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 14:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[carlo di stanislao]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.improntalaquila.com/?p=109644</guid>

					<description><![CDATA[<p>«Il cinema è un modo di sentire, di toccare, di amare. Ci comunica la vita» — Federico Fellini Nel corso di questi primi venticinque anni del XXI secolo, il cinema ha vissuto una trasformazione radicale, sia dal punto di vista tecnico che narrativo. Il passaggio dal digitale all&#8217;uso massiccio di nuove tecnologie, la globalizzazione delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/02/il-miglior-film-del-xxi-secolo-secondo-500-registi-e-attori-un-viaggio-tra-capolavori-innovazione-e-riflessioni-sociali/">Il miglior film del XXI secolo secondo 500 registi e attori: un viaggio tra capolavori, innovazione e riflessioni sociali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p>«Il cinema è un modo di sentire, di toccare, di amare. Ci comunica la vita» — Federico Fellini</p>
</blockquote>



<p>Nel corso di questi primi venticinque anni del XXI secolo, il cinema ha vissuto una trasformazione radicale, sia dal punto di vista tecnico che narrativo. Il passaggio dal digitale all&#8217;uso massiccio di nuove tecnologie, la globalizzazione delle produzioni e la diversificazione dei temi trattati hanno aperto le porte a un panorama cinematografico più vasto e complesso rispetto al passato. In questo contesto, delineare quali siano i migliori film usciti dalla soglia del nuovo millennio diventa un&#8217;impresa delicata e affascinante, poiché richiede di bilanciare innovazione, qualità artistica, impatto culturale e capacità di dialogare con il pubblico attraverso il tempo.</p>



<p>Proprio per questo motivo, il New York Times ha deciso di coinvolgere un panel molto ampio e qualificato composto da oltre 500 registi, attori, attrici, critici cinematografici e appassionati influenti per stilare una classifica dei migliori 100 film del XXI secolo. Questa giuria include nomi altisonanti come Pedro Almodóvar, Sofia Coppola, Barry Jenkins, Guillermo del Toro, Chiwetel Ejiofor, Julianne Moore e molti altri, offrendo così una panoramica ricca e variegata delle opere che hanno segnato questo periodo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La Top 20 dei migliori film del XXI secolo: tra storie universali e linguaggi innovativi</h3>



<p>Al primo posto si posiziona <em>Parasite</em> di Bong Joon-ho, un film che ha saputo rivoluzionare il linguaggio cinematografico contemporaneo, diventando anche il primo film straniero non in lingua inglese a vincere l&#8217;Oscar per il Miglior Film. La pellicola è un esempio eccellente di come si possa combinare una forte critica sociale con un intrattenimento avvincente, mescolando abilmente generi come la commedia, il thriller e la satira.</p>



<p>Segue al secondo posto <em>Mulholland Drive</em> di David Lynch, capolavoro di surrealismo e mistero che ha influenzato profondamente la narrativa cinematografica, mentre al terzo si colloca <em>Il petroliere</em> di Paul Thomas Anderson, un ritratto potente e visivamente straordinario della brama di potere e ricchezza.</p>



<p>Tra i titoli di spicco troviamo anche <em>In the Mood for Love</em> di Wong Kar-wai, un delicato e poetico racconto d&#8217;amore che ha definito un&#8217;epoca, e <em>Moonlight</em> di Barry Jenkins, che ha offerto una prospettiva intensa e commovente sulle identità sessuali e razziali negli Stati Uniti contemporanei.</p>



<p>La classifica include anche pellicole che hanno ridefinito i generi tradizionali, come <em>Get Out</em> di Jordan Peele, che ha portato l&#8217;horror sociale a nuovi livelli di profondità, e <em>Mad Max: Fury Road</em> di George Miller, un action futuristico e visivamente spettacolare che ha rimodellato le aspettative verso i blockbuster.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cinema globale e diversità tematica</h3>



<p>Un elemento particolarmente interessante di questa lista è la forte presenza di film provenienti da culture e paesi diversi, a testimonianza di un cinema sempre più globale. <em>La città incantata</em> di Hayao Miyazaki, per esempio, porta la magia dell&#8217;animazione giapponese al centro del dibattito mondiale, mentre <em>City of God</em> di Fernando Meirelles racconta con cruda intensità la realtà delle favelas brasiliane.</p>



<p>Anche registi come Alfonso Cuarón e Ang Lee, con film come <em>I figli degli uomini</em>, <em>Brokeback Mountain</em> e <em>Y tu mamá también</em>, dimostrano come il cinema del XXI secolo sappia unire qualità estetica a storie potenti che riflettono le tensioni sociali e culturali del nostro tempo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;assenza del cinema italiano: un&#8217;assenza significativa</h3>



<p>Tra le riflessioni che questa classifica suscita, è impossibile non notare la totale assenza di film italiani nella top 100, e dunque anche nella top 20. Pur essendo una delle cinematografie storicamente più ricche e influenti, il cinema italiano del XXI secolo sembra non aver trovato ancora un&#8217;opera che riesca a imporsi all&#8217;unanimità come un capolavoro contemporaneo a livello internazionale, almeno secondo questa giuria di registi e attori.</p>



<p>Questa assenza potrebbe essere interpretata in diversi modi. Da un lato, è possibile che il cinema italiano, pur continuando a produrre opere di qualità, stia attraversando una fase di transizione, in cui mancano ancora quei titoli che riescano a coniugare innovazione stilistica, impatto culturale globale e narrazione universale come hanno fatto le pellicole presenti in classifica. Dall&#8217;altro, la selezione riflette anche i gusti e le prospettive di un panel molto internazionale, in cui opere più &#8220;locali&#8221; o meno distribuite globalmente possono rischiare di essere sottovalutate.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La mia opinione sulla classifica</h3>



<p>A mio avviso, questa classifica rappresenta una straordinaria celebrazione della vitalità e della complessità del cinema contemporaneo. È incoraggiante vedere come opere così diverse tra loro siano state riconosciute per il loro valore artistico e culturale, dimostrando che il cinema del XXI secolo non è solo intrattenimento, ma anche uno specchio critico della società e una forma d&#8217;arte in continua evoluzione.</p>



<p>La scelta di <em>Parasite</em> come miglior film è più che meritata: è una pellicola che sintetizza magistralmente molte delle sfide e delle contraddizioni del mondo moderno, riuscendo a emozionare e far riflettere allo stesso tempo. Tuttavia, l&#8217;assenza del cinema italiano è un dato su cui sarebbe interessante riflettere più a fondo, soprattutto per stimolare una discussione su come la nostra produzione nazionale possa ritrovare quella capacità di parlare al mondo con voce forte e originale.</p>



<p>In conclusione, questo elenco non è solo un tributo al cinema del nostro tempo, ma un patrimonio culturale che ci permette di guardare avanti con la certezza che il racconto filmico continuerà a sorprenderci, ad emozionarci e a farci interrogare sul senso profondo della vita e della società.</p>



<p class="has-text-align-right">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/02/il-miglior-film-del-xxi-secolo-secondo-500-registi-e-attori-un-viaggio-tra-capolavori-innovazione-e-riflessioni-sociali/">Il miglior film del XXI secolo secondo 500 registi e attori: un viaggio tra capolavori, innovazione e riflessioni sociali</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.improntalaquila.com/2025/07/02/il-miglior-film-del-xxi-secolo-secondo-500-registi-e-attori-un-viaggio-tra-capolavori-innovazione-e-riflessioni-sociali/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">109644</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
