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	<title>6 aprile 2009 Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>15° Anniversario del terremoto in Abruzzo: luce del ricordo e fiaccolata notturna per le 309 vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 10:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il cuore pulsante di Palazzo di città si è illuminato di speranza nella notte dedicata al 15° anniversario del devastante terremoto del 6 aprile 2009, che ha lasciato un segno indelebile nella vita dell&#8217;Aquila e di altri 55 comuni abruzzesi, mietendo 309 vittime. La tradizionale fiaccolata, che ha percorso le vie della città toccando i [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il cuore pulsante di Palazzo di città si è illuminato di speranza nella notte dedicata al 15° anniversario del devastante terremoto del 6 aprile 2009, che ha lasciato un segno indelebile nella vita dell&#8217;Aquila e di altri 55 comuni abruzzesi, mietendo 309 vittime. La tradizionale fiaccolata, che ha percorso le vie della città toccando i punti più colpiti dal sisma, è diventata un simbolo di riflessione e raccoglimento per la comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo evento annuale si è trasformato nel tempo, adattando la sua espressione ma mantenendo fermo l&#8217;intento di unire le persone in un momento di condivisione e memoria. La luce, accesa nel cortile centrale di Palazzo di città, non solo ha rotto l&#8217;oscurità della notte ma ha anche simboleggiato la continuità della vita e la resilienza di una comunità determinata a guardare avanti, senza dimenticare il passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La commemorazione del 15° anniversario del sisma è un promemoria potente del lungo percorso di ricostruzione e guarigione intrapreso dalla popolazione abruzzese. Rappresenta, al contempo, un omaggio alle vittime e un rinnovato impegno verso il futuro, sottolineando la capacità di rinascita di una comunità che, nonostante le avversità, continua a rialzarsi e a sperare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“La nostra popolazione ha saputo anche evitare il rischio della &#8216;psicosi collettiva&#8217; e la sindrome della depressione sociale”. Lo ha detto il cardinale Giuseppe Petrocchi nell&#8217;omelia della Santa messa celebrata nella chiesa delle Anime Sante. &#8220;È noto, infatti &#8211; ha sottolineato &#8211; che il terremoto, oltre a suscitare &#8216;sciami&#8217; geologici, attiva pure, nell&#8217;animo delle persone, intense vibrazioni psicologiche e sociali: &#8216;sismiche&#8217; pure esse. Anche il pericolo di scivolare nel &#8216;torpore da trauma&#8217; è stato sbaragliato dalla resilienza aquilana e dalla sua tenace audacia progettuale&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Il terremoto del 2009 &#8211; ha proseguito l&#8217;arcivescovo &#8211; costituisce un &#8216;osservatorio&#8217; sulle tragedie del mondo: le vittime di quella immane disgrazia sono &#8216;compagni di sorte&#8217; di altri soggetti sui quali si sono abbattute le violenze di conflitti e di calamità dirompenti&#8221;. &#8220;Sperimentiamo dolorosamente il &#8216;lutto&#8217; &#8211; ha detto &#8211; che non viene meno perché è sacro, ma senza esserne sopraffatti: ha la meglio l&#8217;annuncio della Pasqua, che abbiamo ricevuto e accolto. Se è vero, infatti, che &#8216;tutto passa&#8217;, è ancora più vero, nella Carità, che &#8216;tutto resta&#8217;: infatti, l&#8217;amore autentico è siglato dal &#8216;per sempre'&#8221;. &#8220;Il dolore per il &#8216;distacco&#8217; dalle persone care &#8211; ha concluso &#8211; rimane radicato nella nostra anima: e continuerà ad ardere nel cuore, come una lampada perenne, alimentata da un amore che non si spegne e attende il momento del ricongiungimento&#8221;.</p>
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		<title>L’Aquila: Il terremoto dell’anima, 26 ottobre 2019</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2019 14:48:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si terrà sabato&#160; 26 ottobre, a L’Aquila, nella sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo, il convegno nazionale “Il terremoto dell’anima”. Un evento, promosso dall’Arcidiocesi dell’Aquila in occasione del decimo anniversario del sisma che, il 6 aprile 2009, distrusse il capoluogo d’Abruzzo. L’iniziativa ha come obiettivo l’approfondimento dei risvolti di natura spirituale e psicologica che le catastrofi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà sabato&nbsp; 26 ottobre, a L’Aquila, nella sede del Consiglio Regionale d’Abruzzo, il convegno nazionale “Il terremoto dell’anima”. Un evento, promosso dall’Arcidiocesi dell’Aquila in occasione del decimo anniversario del sisma che, il 6 aprile 2009, distrusse il capoluogo d’Abruzzo.</p>
<p>L’iniziativa ha come obiettivo l’approfondimento dei risvolti di natura spirituale e psicologica che le catastrofi che hanno interessato il centro Italia nel decennio trascorso, hanno prodotto nelle comunità.</p>
<p>Il convegno, patrocinato dalla Regione Abruzzo e dal Comune dell’Aquila, vede come importanti partners la Caritas Italiana e l‘Università degli Studi dell’Aquila. Interverranno, infatti, tra gli altri, il direttore della Caritas nazionale, don Francesco Soddu, e il Magnifico Rettore dell’Università dell’aquila, prof. Edoardo Alesse che terrà una relazione sul tema: “Lo studio e la formazione come rinascita. L’Aquila e la sua Università”.</p>
<p>Il Convegno sarà diviso in due momenti. Durante la mattinata, a partire dalle ore 9, gli interventi dei relatori e, nel pomeriggio, la visita in alcuni luoghi simbolo della città e della ricostruzione come la Basilica di santa Maria di Collemaggio e la Cattedrale di San Massimo dove si alterneranno alcune testimonianze e rappresentanti istituzionali come quella del Segretario Regionale Mibac Abruzzo, arch. Stefano D’Amico.</p>
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		<title>Terremoto: dal Salento a L&#8217;Aquila dopo il sisma. La storia di Lorenzo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/04/05/terremoto-dal-salento-a-laquila-dopo-il-sisma-la-storia-di-lorenzo/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Apr 2019 16:32:59 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/05/terremoto-dal-salento-a-laquila-dopo-il-sisma-la-storia-di-lorenzo/">Terremoto: dal Salento a L&#8217;Aquila dopo il sisma. La storia di Lorenzo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di venerdi&#8217; mattina le rotelle dei trolley sobbalzano sui sampietrini facendo da sottofondo al chiacchiericcio di alcuni ragazzi che raccontano l&#8217;un l&#8217;altro le prodezze della sera passata, mentre mestamente si dirigono verso il terminal dei bus: sullo sfondo piazza Duomo e il suo mercato colorato, dove aquilani e non si riversano per fare acquisti, guardare le bancarelle o semplicemente chiacchierare. Il lunedi&#8217; successivo uno scenario molto simile avrebbe animato il centro storico dell&#8217;Aquila, con gli studenti di ritorno dal week end passato in famiglia e tanta voglia di viverla quella citta&#8217;, tranquilla ma allo stesso tempo piena di vita per un ventenne con tanti sogni in tasca e tutta la vita davanti. E&#8217; il 2009 e gli studenti universitari sono 25.000, di cui moltissimi fuori sede, in una citta&#8217; a misura d&#8217;uomo che conta circa 70.000 abitanti. Poi il sisma del 6 aprile, L&#8217;Aquila distrutta e la paura, i dubbi, lo spaesamento. Che fare, restare o andare via? E come? Abitazioni non ce ne sono per gli abitanti, figuriamoci per gli studenti, ecco quindi che molti, i piu&#8217; tenaci o quelli piu&#8217; prossimi alla laurea, iniziano a viaggiare, per proseguire o terminare gli studi. A un certo punto &#8216;l&#8217;aiuto dall&#8217;alto&#8217;, niente piu&#8217; tasse da pagare, e le iscrizioni crescono, ma la citta&#8217; non e&#8217; pronta ancora ad accogliere i ragazzi e, anche se lo fosse, in molti non tornerebbero perche&#8217; il terremoto, di tanto in tanto, torna a farsi sentire, quindi continua il pendolarismo. In un momento di crisi per il Paese intero, molti giovani che non sanno cosa fare del loro futuro, si iscrivono all&#8217;Universita&#8217; dell&#8217;Aquila, ma non partecipano ai corsi restando fondamentalmente degli &#8216;studenti/fantasma&#8217;. Nel 2015 si riprendono a pagare le tasse e il numero degli studenti scende a 19.500; ma mentre molti vanno via, altri scelgono proprio L&#8217;Aquila come sede universitaria.</p>
<p><strong>LA STORIA DI LORENZO</strong> &#8211; E&#8217; questo il caso di Lorenzo, ragazzo salentino, che nel 2014 dopo aver visitato per soli 3 giorni il capoluogo d&#8217;Abruzzo, decide di fare una &#8220;scelta azzardata&#8221; e trasferirsi in una &#8216;citta&#8217;-cantiere&#8217;. A spingerlo in questa direzione la necessita&#8217; di cambiare ateneo e di scegliere una &#8216;citta&#8217; economica&#8217; per non pesare eccessivamente sulla propria famiglia. &#8220;Il 6 aprile mi trovavo a Nardo&#8217;, in provincia di Lecce- racconta Lorenzo- avevo 14 anni. Ricordo l&#8217;evento mediatico generato dal sisma, dalla canzone di artisti uniti per l&#8217;Abruzzo alle varie iniziative. Non avrei mai pensato di venire a vivere qui&#8221;.</p>
<p><strong>LA RICERCA DELLA CASA</strong> &#8211; Sono passati 5 anni dal terremoto, quando Lorenzo arriva a L&#8217;Aquila, molte case della periferia sono tornate ad essere agibili e anche nella zona che lambisce il centro storico qualche abitazione, seppure a prezzi molto elevati, si puo&#8217; trovare. Lorenzo, come e&#8217; facilmente immaginabile, incontra delle difficolta&#8217;, anche affidandosi a delle agenzie immobiliari (&#8220;Mi sono reso conto che tutti cercavano di lucrare&#8221;), ma alla fine riesce nel suo intento e va a vivere in zona Villa comunale, a meno di un km dalla piazza principale della citta&#8217;.Di quei primi giorni a L&#8217;Aquila &#8220;mi ricordo i tetti spioventi, i muri coperti dalle impalcature. Mi ricordo che era ottobre, e la neve&#8230; non avevo mai visto la neve, mi fu d&#8217;impatto perche&#8217;&#8230; copriva le crepe, L&#8217;Aquila sotto la neve tornava ad essere una citta&#8217; quasi come tutte le altre. Quando sono arrivato la situazione era molto piu&#8217; grave rispetto ad ora. E&#8217; cambiata tantissimo&#8221;.</p>
<p><strong>LE DIFFERENZE CON UNA CITTA&#8217; &#8220;NORMALE</strong>&#8221; &#8211; &#8220;Penso che quella notte (tra il 5 il 6 aprile ndr) abbia cambiato tanto il carattere delle persone e lo comprendo anche. Quando sei a casa tua e tutto cambia, sei costretto ad andare a vivere in un&#8217;altra casa, in cui devi stare attento a non rovinare nulla e nella quale non hai piu&#8217; nulla di tuo, non sei piu&#8217; a tuo agio. Quando vedi tutta la citta&#8217; invasa da media, ruspe, forze dell&#8217;ordine, giorno dopo giorno, non hai piu&#8217; la tua pace: e&#8217; come se avessi sempre in casa ospiti con cui non interagisci, sai che ti stanno facendo un favore, ma e&#8217; difficile&#8221;. &#8220;Vivere in una citta&#8217; che ha subito un terremoto cosi forte non avendo vissuto quella notte e non essendo stato vittima di tutto il processo di trasloco e ricostruzione a volte mi fa sentire in colpa. Sento la tragedia cosi&#8217; forte che mi dico &#8216;Non ho il diritto di sentirla io che non l ho vissuta&#8217;. E ti cambia stare qui, perche&#8217; nella quotidianita&#8217; il terremoto ha cambiato tutto. Perche&#8217; sei alla fermata del bus e una vecchina ti mostra la foto del nipote e ti dice che gli somigli molto, e poi aggiunge che l&#8217;ha perso nel terremoto, perche&#8217; ne senti ancora gli effetti. Non ho vissuto i secondi della scossa, ma gran parte della ricostruzione si&#8217; e quindi tutto cio&#8217; che c&#8217;e&#8217; stato dietro: le strade che vengono chiuse, i tragitti che cambiano, le scosse notturne. Ti entra dentro. Tant&#8217;e&#8217; che io qui non ho paura del sisma, ma paradossalmente quando torno nella mia citta&#8217; natale e sento il legno del letto scricchiolare, a me viene il panico la notte. Mi sento piu&#8217; sicuro qui che giu&#8217; (in Puglia ndr)&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;PRIMA DEL TERREMOTO, DOPO IL TERREMOTO&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Un&#8217;altra cosa che mi ha scosso quando sono arrivato qui e&#8217; stato il riferimento temporale. Noi siamo nel 2019 dopo Cristo, ma quando sono arrivato in questa citta&#8217; e parlavo con gli aquilani sentivo dire, &#8216;prima del terremoto e dopo il terremoto&#8217;, come se il 2009 fosse stato l&#8217;anno zero. Tutto era un riferimento a quell&#8217;evento&#8221;.</p>
<p><strong>IL GIOVEDI&#8217; UNIVERSITARIO</strong> &#8211; &#8220;Non ero a conoscenza del fatto che ci fosse un giorno infrasettimanale in cui a L&#8217;Aquila gli studenti escono e bivaccano. Le prime volte che sono uscito ho notato qualcosa di particolare: vedevo gli altri ragazzi che non erano matricole, bere, chiacchierare, divertirsi, in questo centro storico in cui molte vie erano chiuse e molti edifici erano pericolanti. Mi chiedevo: si sono abituati o fanno finta di niente? Riescono comunque a divertirsi? Poi ho capito che era l&#8217;abitudine&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;AQULA 2014-L&#8217;AQUILA 2019</strong> &#8211; &#8220;E&#8217; cambiata tantissimo L&#8217;Aquila, e&#8217; una citta&#8217; nuova rispetto a quando sono arrivato- ricorda Lorenzo-. Il centro storico, nelle due vie principali, e&#8217; quasi completamente ricostruito quindi queste cose non le noti piu&#8217;. Certo c&#8217;e&#8217; ancora molto da fare, ci sono pero&#8217; anche tante innovazioni, come il tunnel sotterraneo che e&#8217; stato costruito, al cui interno passeranno i principali servizi della citta&#8217; (acqua, luce e comunicazione). L&#8217;Aquila e&#8217; una citta&#8217; che ha saputo cogliere sotto un certo punto di vista&#8221;. &#8220;Se dovessi scegliere adesso la citta&#8217; in cui andare a studiare, verrei a L&#8217;Aquila di nuovo, perche&#8217; ho conosciuto l&#8217;Abruzzo che e&#8217; un territorio bellissimo, perche&#8217; sono a un&#8217;ora e mezzo da Pescara e da Roma, perche&#8217; questa citta&#8217; ha una storia fantastica e mi ha fatto fare delle belle esperienze, sotto ogni punto di vista- aggiunge- La consigliere agli altri studenti con la scusa che, siccome e&#8217; una citta&#8217; tranquilla non ti distrai tanto e concili piu&#8217; facilmente lo studio&#8221;.</p>
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		<title>6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:37:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Immota manet&#8221;. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/04/04/6-aprile-2009-il-nostro-grazie-a-10-anni-dal-terremoto-dellaquila/">6 aprile 2009: il nostro grazie a 10 anni dal terremoto dell&#8217;Aquila</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Immota manet&#8221;. Così è scritto sul gonfalone della città. “L’Aquila resta ferma, immobile”. Almeno questo avviene nello spirito della sua gente, riservata e dignitosa anche di fronte al disastro che la colpisce. Da secoli questa la sua indole, aliena dall’ostentazione del dolore, intima nell’elaborazione dei propri lutti. Invece non sono rimasti fermi palazzi e monumenti, case e chiese, alle scosse del serpe che il 6 aprile si è agitato terribilmente nel suo ventre, che si agita ancora. Quella notte del 6 aprile, nel cuore d’una notte stellata e chiara di luna, L’Aquila ed i meravigliosi borghi del suo circondario sono stati squassati dal terremoto per lunghissimi, interminabili secondi, oltre venti. L’ho vissuta l’esperienza, meglio non descriverla. Mi resta nel profondo la sensazione dei primi minuti, delle prime ore della sopravvivenza. Mi si è impressa nella mente l’atmosfera irreale, sospesa, allucinata, che aleggiava sulle case distrutte nel centro storico della mia Paganica, un bel paese di oltre cinquemila abitanti a 9 km dall’Aquila. Lì sono nato e vivo. L’hanno indicato subito come l’epicentro del sisma. Abito in periferia. La mia casa è stata costruita trent’anni fa, in cemento armato. E’ davvero strano che la tua casa, per antonomasia rifugio che ti dà sicurezza, d’improvviso diventi una minaccia. Ti si sovverte il mondo, la vita. Dopo la scossa delle 3 e 32, la corrente elettrica mancata, guadagnata l’uscita calpestando oggetti e stoviglie rotte, con i miei di famiglia siamo andati subito via da casa, per luoghi più aperti. Abbiamo transitato accanto al centro antico di Paganica. La settecentesca chiesa della Concezione con la facciata in bilico, squarciata, in parte crollata, ha fatto il giro del mondo, in quello stato. Lì vicino la parrocchiale di Santa Maria Assunta, impianto duecentesco riadattato nel Seicento, dall’esterno non sembra aver avuto grossi traumi, ma sarà solo un’impressione. Contrastano con il cielo, d’un colore livido, il profilo delle case e la fuga scomposta dei tetti che s’inerpicano verso il Colle, quartiere alto dove imponente domina la chiesa di Santa Maria del Presepe costruita sul sito del castello distrutto nel 1424 nella guerra dell’Aquila che sconfisse Fortebraccio da Montone. […] »</p>
<p>Fu questo fu l’incipit del lungo racconto che scrissi all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, una testimonianza raccolta da molte testate della stampa italiana all’estero. Dieci anni sono passati da allora. Oggi è il giorno del ricordo di quella notte sconvolgente, quando il terremoto squassò L&#8217;Aquila e 55 altri comuni, sconvolgendo le vite delle popolazioni del cratere sismico. La città capoluogo d&#8217;Abruzzo fu lacerata, paralizzata nei suoi servizi, mutilata e ferita nel suo straordinario patrimonio d&#8217;arte e d&#8217;architetture, uno dei centri storici più preziosi e vasti d’Italia. 309 le vittime. Di loro faremo sempre memoria. A loro va il nostro raccoglimento, la nostra preghiera muta, rispettosa dei familiari rimasti con la lacerazione perenne del cuore.</p>
<p>In questo primo decennale molti saranno i bilanci, le analisi, i giudizi. Sulle condizioni dell’Aquila, sullo stato della ricostruzione materiale e sociale, sugli obiettivi raggiunti, su quelli ancora lontani, sui ritardi, sui problemi, sulle criticità. Com’è comprensibile, molte saranno le voci che giudicheranno questi 10 anni, tanti i servizi giornalistici e gli speciali televisivi, le testimonianze, gli approfondimenti scientifici sui terremoti e sulla prevenzione sismica. Le analisi certamente riferiranno sui risultati finora raggiunti nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri centri, sulle innovazioni ardite e sulle tecniche d’avanguardia che stanno restituendo una città sicura &#8211; caso di studio per molte università italiane e straniere -, tra le più sicure d’Europa. E tra le più belle città d’arte, diventata sin da quel 6 aprile di dieci anni fa città patrimonio del mondo, come universale è il messaggio di pace e di perdono che da otto secoli essa custodisce nel dono della Perdonanza, il primo giubileo della cristianità, e nell’eccezionale magistero di papa Celestino V.</p>
<p>Ma l’attenzione dei media si concentrerà soprattutto sugli errori, sui ritardi e sulle occasioni mancate nei dieci anni trascorsi dal quel tragico 6 aprile del 2009. E’ giusto che sia così. Ho grande rispetto e gratitudine per questa attenzione scrupolosa verso la nostra città. Aiuta a tenere accesa sempre una luce su ogni aspetto della nostra rinascita. Molte le analisi già svolte in questi giorni che precedono il 6 aprile, alcune rigorose, altre meno per il retaggio di consumati stereotipi, sovente lontani dalla realtà. Mi asterrò, in questa circostanza, da valutazioni e da personali giudizi nei confronti dei governi che si sono succeduti e delle amministrazioni che hanno guidato la Regione, gli enti locali e in particolare la Città capoluogo. Ho avuto l’onore di servire L’Aquila per quasi un trentennio, nelle funzioni di consigliere, assessore e vicesindaco, fino al 2007. So quanto peso gravi sulle spalle di ogni amministratore civico che con serietà e coscienza si mette al servizio della propria comunità. Figurarsi quale sia la responsabilità e l’immane onere di doverlo fare in situazioni tragiche ed eccezionali, dopo un terremoto come quello del 2009, i cui precedenti similari per gravità, nella storia della città che tanti ne ha subìti, furono quelli del 1703, 1461 e 1349.</p>
<p>Vorrei invece tornare oggi con il pensiero, quantunque nella tristezza degli eventi di cui facciamo memoria &#8211; le cui immagini restano nitide come fossero di qualche giorno fa -, non solo al ricordo del dolore di quei giorni tremendi, ma anche dell’affetto immenso che ci circondò. Non possiamo non rammentare, con profonda gratitudine, l’abnegazione, la solidarietà, l’impegno straordinario e generoso dei Vigili del Fuoco e delle decine di migliaia di Volontari giunti da ogni parte d&#8217;Italia, organizzati nelle associazioni che resteranno per sempre nel nostro cuore (Alpini dell’ANA, Croce Rossa, Protezione Civile delle varie Regioni italiane, Misericordie, Caritas, e tante altre ancora), delle Forze dell&#8217;Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza), dell&#8217;Esercito. Una gara di affettuosa premura verso la popolazione dell’Aquila e dei borghi colpiti dal sisma.</p>
<p>Non potremo mai dimenticare questa che è stata una pagina splendida, l’immagine della più bella Italia, quella del Volontariato e della Solidarietà. Come pure non dimenticheremo mai l&#8217;amore e la solidarietà di tutti gli Italiani nel mondo &#8211; in particolare degli Abruzzesi e delle loro associazioni -, espresse con innumerevoli gesti di grande valore morale e di significativa generosità. In questi anni, visitando le nostre comunità all’estero nelle Americhe, in Australia, in Africa e in tutta Europa, il mio primo e preminente pensiero è stato sempre quello di ringraziare tutti i nostri connazionali dal profondo del cuore, come semplice cittadino ma anche a nome dell’intera comunità aquilana (quando si è stati amministratori civici lo si rimane moralmente per sempre). Li ho ringraziati per l’affetto, la vicinanza, la tenerezza profonda dei gesti d’aiuto e di solidarietà nei giorni e nei mesi del dopo terremoto. Tantissimi italiani sono venuti a soccorrerci. Un numero impressionante a trovarci nei mesi e negli anni successivi al sisma. Tanti ci hanno poi accolti ed ospitati, per qualche giorno di serenità, dal Trentino alla Sicilia, dal Piemonte alla Puglia, dalla Lombardia alla Sardegna, dal Friuli alla Calabria. Un’Italia premurosa e materna, fortemente unita nei suoi abitanti dalle Alpi fino a Lampedusa. In ogni dove sempre con il cuore aperto, come aperto e generoso è sempre il cuore dell’Italia in occasione delle calamità che ci colpiscono, esaltando in ciascuno il senso della comunità nazionale e della fratellanza tra italiani. Serve ricordare queste fatti, sono davvero educativi per i tempi complicati che stiamo ora vivendo, quando sembrano affermarsi i messaggi più beceri, egoisti e lontani dalla nostra umanità.</p>
<p>Vorrei anche qui ricordare l&#8217;attenzione di tanti Paesi del mondo di fronte alla nostra tragedia, alcuni dei quali ebbero occasione di verificare direttamente le lacerazioni inferte dal sisma al patrimonio architettonico e artistico dell’Aquila nel luglio del 2009, quando la città ospitò i capi di Stato e di governo nelle riunioni del G8 e G20. Alcuni degli Stati più potenti al mondo s’impegnarono meritoriamente a restaurare dei monumenti, altri hanno generosamente contribuito con donazioni a comuni, università e ospedali, per costruire opere di pubblica utilità o ricostruire importanti emergenze architettoniche. Qualche Stato non ha dato seguito alla promessa solennemente assunta. Orbene, grazie alle risorse assicurate dal governo nel 2013 con un impegno pluriennale, i centri colpiti dal terremoto stanno risorgendo dalle macerie, la ricostruzione sta andando avanti. L’Aquila tornerà più bella di prima.</p>
<p>In questi anni difficili la comunità aquilana ha dato un grande esempio di dignità e di resilienza. Come nei secoli passati, dopo gli altri terremoti che sconvolsero L’Aquila, anche questa volta ce la faremo. Nella tragedia è emersa la parte migliore della nostra gente, l’indole forte e tenace. Ma non possiamo tuttavia nasconderci che ha messo in luce, in una ridotta minoranza, anche i lati peggiori del comportamento umano, piccole e grandi miserie morali. C’è pure da registrare che sul &#8220;cantiere più grande d&#8217;Europa&#8221;, come è stato definito, hanno girato e girano anche altri interessi poco chiari, che tuttavia Magistratura e reparti dedicati della polizia giudiziaria, con un assiduo efficace e penetrante controllo, vanno man mano scoprendo, inquisendo i sospettati, rinviando a giudizio e condannando i responsabili dei reati. Fenomeni contenuti, tuttavia, rispetto alla dimensione economica della ricostruzione. Non aggiungo altre considerazioni su questa parte un po’ squallida delle vicende legate alla gestione dell’emergenza post sismica e alla ricostruzione.</p>
<p>Un pensiero ancora sento di esprimere sulla ricostruzione morale, sulla rinascita d’un nuovo senso della comunità degli aquilani. La ricostruzione materiale è in corso, andrà comunque avanti con tempi più o meno soddisfacenti. Ma la cura che più ci preme riguarda la ricostruzione morale delle lacerazioni interiori delle persone, poco o per nulla apparenti, conseguenti al terremoto. Tralasciamo riferimenti più puntuali a studi scientifici e sociali, che pure in questi anni sono stati prodotti. Mi sembrano illuminanti al caso alcuni spunti che traggo dal messaggio per il decennale dell’arcivescovo dell’Aquila, Cardinale Giuseppe Petrocchi, ieri uscito sulla stampa.</p>
<p>Inizia con queste parole l’intenso messaggio agli aquilani del Cardinale Petrocchi: «Per la decima volta, quest’anno, sentiremo i rintocchi della campana che ricordano i 309 “martiri” del terremoto. Facciamo memoria di tutte le vittime di quella immane tragedia; le stringiamo a noi con un unico abbraccio e, al tempo stesso, le chiamiamo per nome: una ad una. La “notte crocifissa” del sisma ha suscitato lunghi giorni di dolore, ma anche ha acceso la luce di una graduale “risurrezione”, più forte della furia devastante del sisma. Le lacrime versate si sono rivelate feconde, ed hanno generato una abbondante fioritura di fraternità e solidarietà. La ricorrenza – che celebriamo con raccoglimento e volontà di ricostruzione “integrale” – ci obbliga a fare, insieme, una&nbsp;seria revisione. Per questo,&nbsp;non parlerei di “terremoto”, ma di “terremoti”, non solo perché abbiamo avuto nuove repliche telluriche (nel 2016 e 2017), ma anche perché il sisma è un evento complesso e multiforme, difficile da cogliere nella sua distruttiva “globalità”. Quando sono venuto a contatto con gli effetti demolitivi delle scosse, mi sono accorto che, accanto alle macerie “visibili” (materiali), c’erano pure quelle “invisibili” (spirituali);&nbsp;allora ho cominciato a parlare di “terremoto dell’anima”, che costituisce l’altra faccia (quella meno esplorata) della storia del sisma. […]».</p>
<p>Sarà questo l’impegno più arduo cui dover assolvere, pensando alla parte più fragile della nostra gente. E ancora l’altro rilevante impegno di pensare anzitutto al futuro delle nostre giovani generazioni, che nella città ricostruita e nel suo territorio debbono poter trovar modo d’esprimere il loro talento, in opportunità di lavoro e di costruzione di nuove famiglie. L’Aquila ricostruita nelle sue case, nei suoi palazzi, nei suoi monumenti, negli uffici e nelle fabbriche, dovrà riaccogliere la sua gente, che vi torna a vivere con la speranza di un futuro. Nel decimo anniversario del sisma, quindi, oltre alla gratitudine per la vicinanza affettuosa che abbiamo avvertito, vogliamo essere aperti alla speranza di futuro per la nostra comunità. Certo augurandoci una più sollecita ricostruzione materiale, che sconta più d’un ritardo specie nella ricostruzione pubblica, ma soprattutto nella speranza operosa d’una forte ricostruzione sociale e morale della nostra comunità. Una comunità che deve ritrovare il senso profondo del vivere insieme con i valori antichi del Bene comune, quello che nei secoli ha fatto e mantenuto grande L&#8217;Aquila. Fraternità sociale, rispetto, impegno civico, etica delle responsabilità, cultura, creatività, attaccamento alla propria terra, amore per la propria storia e gratuita dedizione al Bene comune sono i riferimenti per disegnare il nostro futuro, il futuro dell&#8217;Aquila nuova, non solo più bella di prima, ma anche migliore di prima. Questo ricordo, con il forte senso di speranza e di futuro, è il modo migliore per ricordare le 309 vittime del terremoto dell&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: right;">Goffredo Palmerini</p>
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		<title>6 aprile 2009: sentii urlare il mostro</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 16:46:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho serbato, come tanti aquilani, un vivido ricordo dei giorni che precedettero la tragedia di quel 6 aprile di dieci anni fa. L&#8217;idea che la catastrofe fosse imminente mi accompagnava da qualche giorno. Verso la fine di marzo, una mattina, mentre mi recavo al lavoro, mi ero intrattenuto a parlare con un amico, professore di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho serbato, come tanti aquilani, un vivido ricordo dei giorni che precedettero la tragedia di quel 6 aprile di dieci anni fa. L&#8217;idea che la catastrofe fosse imminente mi accompagnava da qualche giorno. Verso la fine di marzo, una mattina, mentre mi recavo al lavoro, mi ero intrattenuto a parlare con un amico, professore di storia all&#8217;Università dell&#8217;Aquila. Si era aggiunto un conoscente che aveva rievocato come nel terremoto di Avezzano, circa un secolo prima, la terribile scossa finale che avrebbe raso al suolo la città marsicana, e causato migliaia di vittime, era stata preceduta da uno sciame sismico simile a quello che si stava verificando in quei giorni nel nostro territorio. Verità storica o suggestione della memoria? Sta di fatto che l&#8217;eco di quella conversazione me la sono portata dietro come un piccolo fardello, che sarebbe diventata una piccola ossessione dopo la scossa del pomeriggio del 30 marzo.</p>
<p>La sera del 5 aprile, l&#8217;avvisaglia delle 22,45 mi trova a guardare un film su Suor Giuseppina Bakita, la suora canossiana ex schiava canonizzata da Papa Wojtyla. Penso che sia il caso di uscire, ma la figura della santa un po&#8217; mi rassicura. Eppure l&#8217;idea della catastrofe imminente mi perseguita. Dopo la scossa successiva, quella dopo la mezzanotte, penso che sì, si debba proprio uscire, e lo dico a mia moglie. Ma poi desisto, per non allarmare i miei. Indosso però una tuta e delle scarpe da ginnastica: così, per scaramanzia, e per trovarmi pronto alla fuga. Decido di dormire sul divano, sotto una pesante libreria che di lì a poco sarebbe venuta giù con tutti i libri e la cristalleria. Mi decido alla fine ad andare a letto solo mezz&#8217;ora prima della tragedia (chissà, un suggerimento di Suor Bakita&#8230;).</p>
<p>Alle 3,32, da poco assopito, sono svegliato da quelle che sulle prime mi paiono cento mandrie di bisonti che per interminabili secondi passano al galoppo sotto la camera da letto, che mi aspetto debba schiantarsi da un momento all&#8217;altro insieme a tutto il palazzo. «Oddio!!! Il terremoto!!!», grida mia moglie. Appena prendo coscienza di quello che sta succedendo, mi pare di udire la voce di un gigantesco mostro che urla: «Mi avete provocato? Ecco la mia risposta!!!». Confesso che per un&#8217;eternità di attimi tutto il mio universo mentale ha tremato molto più della casa. In quegli istanti, non ho sentito Dio nel quale credo, ma solo il mostro che urlava, e io che desideravo&#8230; &#8211; terribile! &#8211; di non essere nato.</p>
<p>Mi precipito nella stanza di mio figlio: entro, non lo vedo&#8230;ho un tonfo al cuore, poi guardo meglio: sta sotto una scrivania, faccio un respiro di sollievo. La figlia invece, nella sua stanza, subito la scorgo: è sotto una scrivania, anche lei. «I ragazzi hanno eseguito alla lettera – ho pensato – quello che hanno raccomandato a scuola». Cerchiamo di guadagnare in fretta l&#8217;uscita, con le mani e con i piedi, attraversando, come in un fiume in piena, i vetri di quella che fino a pochi minuti prima era la grossa libreria che arrivava fino al soffitto. «L&#8217;ho scampata bella», mi viene da pensare.</p>
<p>Una volta sul pianerottolo, è tutto un urlo, un grido, un precipitarsi sulla rampa delle scale. Giusto il tempo di guardarsi nei volti terrorizzati e mia moglie, lucida nonostante tutto, mi mette tra le braccia il bambino di circa due anni di una vicina del piano di sopra. Vorrei fare le scale due a due, ma c&#8217;è il piccolo fardello che me lo impedisce. «Oddio – penso – e se lo faccio cadere?». Quando poi, dopo qualche minuto, una volta giù nella strada, lo restituisco alla madre, mi scopro, per qualche istante, di serrare ancora le braccia al petto&#8230;</p>
<p>Aspettiamo l&#8217;alba insieme a tanti vicini del quartiere, riscaldati da un fuocherello acceso sotto una baracca nell&#8217;orto di una signora, a sorbire un caffè che sa di tristezza e di speranza. Sotto quella fiamma che ci accomuna le piccole beghe condominiali sembrano lontane anni luce e i sorrisi dei visi appena appena rilassati si lasciano alle spalle il ricordo di piccoli screzi. Attorno a noi, mentre i primi elicotteri solcano il cielo, si comincia ad intravedere, tra i primi bagliori di sole, rossi come il fuoco che ci riscalda, tutta una geometria nuova, come in un quadro di pittura astratta: palazzi sfregiati da linee regolari come se una lama gigantesca vi fosse passata (mi torna alla mente il&#8230; mostro), altri che sembrano parallelepipedi inclinati pronti a cadere alla minima spinta. «Tutti i sudori di una vita&#8230;», sussurra una vicina di casa. «Ma no, vedrai – le dico – le case ce le rifaranno in pochi mesi»: cosa non s&#8217;inventa il cuore per sbarrare la strada alla ragione&#8230;.</p>
<p>Passa una pattuglia della polizia. Dalla macchina ci chiedono come stiamo. Si farfuglia qualcosa, ci informano che al centro storico è un disastro: si prevedono molti morti. «Là il mostro è stato davvero impietoso», mi viene di pensare ancora. Ci fanno raccomandazioni. Quei ragazzi in divisa sembrano più assistenti sociali che forze dell&#8217;ordine. Insieme ad un altro vicino andiamo a fare una passeggiata attorno per capire le dimensioni del disastro e mentre torniamo, con le macerie negli occhi e nel cuore, con spontaneo e reciproco gesto, ci mettiamo sotto braccio, come due fratelli: «Ecco &#8211; ho pensato – forse Dio a volte lascia libero il mostro per ricordare agli uomini che devono tenersi per mano».</p>
<p>Nei giorni che vennero subito dopo, lontano dalla mia città, credetti di comprendere due verità elementari, ma che non si imparano sui libri. «Alle cose bisogna passarci», diceva mia nonna. Insieme alla casa, è tutto un mondo che ti crolla. Capii che la casa non è solo mura di calce e mattoni, dove si abita: è un universo, una strada, un vicolo, sono i colori delle persiane, è la luce riflessa nelle pietre, è la vicina che ti dice «Buon giorno», è il raggio del sole che trapela attraverso le tapparelle.</p>
<p>Per esprimere il nostro benessere, non troviamo espressione migliore che dire che ci sentiamo a casa nostra. Nella quiete forzata di quel piccolo esilio, sentii risuonare, come per la prima volta, nomi come Paganica, Onna, Villa Sant&#8217;Angelo, Castelnuovo di San Pio: tutta una geografia dell&#8217;anima che quella notte la gigantesca lama del mostro aveva squarciato. Il senso comune ci ripete che siamo figli dei tempi. Il buon senso ci ricorda che siamo, forse ancor più, figli dei luoghi.</p>
<p style="text-align: right;">Giuseppe Lalli</p>
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		<title>#PerNonDimenticare: le industrie della salute per L’Aquila</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2019 20:26:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A pochi giorni dal decimo anniversario del tragico terremoto che il 6 aprile 2009 ha sconvolto la comunità aquilana e il nostro Paese, le tre aziende farmaceutiche presenti sul territorio – Dompé, Menarini e Sanofi – danno una nuova testimonianza del loro indissolubile legame con questa terra e di cosa significa fare comunità e fare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A pochi giorni dal decimo anniversario del tragico terremoto che il 6 aprile 2009 ha sconvolto la comunità aquilana e il nostro Paese, le tre aziende farmaceutiche presenti sul territorio – Dompé, Menarini e Sanofi – danno una nuova testimonianza del loro indissolubile legame con questa terra e di cosa significa fare comunità e fare impresa.</p>
<p>Oggi, a Palazzo Fibbioni, in presenza del Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio e delle istituzioni locali, i Presidenti e Amministratori Delegati delle tre aziende hanno voluto personalmente consegnare il contributo di 50 mila euro finalizzato all’acquisto di un’autoambulanza per la ASL 1 dell’Aquila, Sulmona, Avezzano. Un gesto semplice e concreto, per guardare a un futuro migliore per la città e la sua comunità, per ricordare quanto già è stato fatto, per ribadire quanto ancora c’è da fare e soprattutto per non dimenticare. Per non dimenticare quanto il terremoto sia una ferita ancora aperta nella città e nel Paese e quanto in questi anni le tre aziende abbiano fatto. Non solo per ripristinare in breve tempo le proprie attività produttive, dare certezze e sicurezza ai propri collaboratori – quasi un migliaio di persone sono occupate nei tre stabilimenti dell’Aquila e di Scoppito – ma anche per favorire e supportare il recupero di dinamiche di socialità scomparse o rese difficili dopo il sisma.</p>
<p>“Oggi il legame tra Menarini e L’Aquila è più forte che mai – hanno detto Lucia e Alberto Giovanni Aleotti, azionisti e membri del Board di Menarini – Solo qualche mese fa abbiamo celebrato i 25 anni dello stabilimento che, dopo il sisma del 2009, è diventato simbolo di forza e di tenacia del nostro Gruppo. Grazie a un imponente lavoro di squadra, le nostre linee di produzione ripresero dopo pochi giorni a pieno ritmo, chiudendo l’anno addirittura con un incremento dei volumi produttivi. Con questa donazione, celebriamo oggi la forza di rinascere degli amici aquilani, un esempio per tutti noi!”</p>
<p>“La donazione dell’ambulanza è un segnale che rafforza l’impegno di Dompé sul territorio in una prospettiva di lungo periodo. Un impegno che non si è mai fermato, soprattutto grazie alla forza di volontà dei nostri collaboratori che già a poche settimane dal sisma hanno ripreso appieno la propria attività. Questa comunione d’intenti e i continui investimenti, hanno fatto crescere il sito Dompé dell’Aquila che oggi vanta da una parte, la produzione a livello globale della forma ricombinante di NGF, Nerve Growth Factor, molecola frutto della ricerca italiana, divenuta terapia per il trattamento di una grave malattia rara e, dall’altra, l’attività del più grande granulatore in uso in ambito farmaceutico a livello internazionale”, ha dichiarato Sergio Dompé, Presidente e CEO dell’omonimo Gruppo.</p>
<p>“Quello che è successo qui dieci anni fa ha fortemente condizionato come Sanofi oggi interpreta il legame con questo Paese. Noi c’eravamo. A due giorni dal terremoto, i nostri colleghi hanno trovato in un campo tenda all’interno dello stabilimento un ambiente protetto con i propri familiari. 21 giorni dopo, insieme, abbiamo riavviato la produzione. 5 mesi dopo, abbiamo inaugurato un complesso residenziale temporaneo per 500 persone, alcuni collaboratori ma tanti concittadini che qui hanno ritrovato un alloggio e spazi di socialità. Oggi queste sono ancora a disposizione della collettività. Da allora non ci siamo mai fermati. Questo è per noi essere comunità e fare impresa. Insieme a Menarini e Dompé, oggi siamo qui per guardare al futuro di questa terra e dei nostri colleghi”, ha concluso Hubert de Ruty, Presidente e Amministratore delegato di Sanofi Italia.</p>
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		<title>Anniversario sisma 6 aprile 2009: &#8220;Appennino&#8221; di Emiliano Dante al MuNDA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 14:22:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pluripremiato ai Festival, racconto intimo e ironico lungo l&#8217;asse di una dorsale montana inquieta che tende sismicamente verso il mare, il diario cinematografico Appennino di Emiliano Dante, regista aquilano, non è un film sul terremoto. O meglio non è solo un film sul terremoto ma estende la sua lettura intima e ironica, lirica e geometrica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pluripremiato ai Festival, racconto intimo e ironico lungo l&#8217;asse di una dorsale montana inquieta che tende sismicamente verso il mare, il diario cinematografico Appennino di Emiliano Dante, regista aquilano, non è un film sul terremoto. O meglio non è solo un film sul terremoto ma estende la sua lettura intima e ironica, lirica e geometrica al cinema reale, sul senso del documentare ciò che si vive. Una catastrofe, sì, &#8220;ma anche la possibilità di venire a contatto con qualcosa di molto profondo se si riesce a cogliere l&#8217;esperienza nella sua complessità&#8221;. Uno sguardo ribaltato, quindi, che apre ad una dimensione meno luttuosa, soffermandosi sugli aspetti &#8221; non immediatamente visibili nel panorama del terremoto&#8221;. Il Polo Museale dell&#8217;Abruzzo diretto da Lucia Arbace, ed il MuNDA, direttore Mauro Congeduti, partecipano così al IX anniversario del sisma, con la proiezione nelle sale del museo del filmato, venerdì 6 aprile alle ore 17.30.</p>
<p>L&#8217;ingresso sarà gratuito</p>
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		<title>9° anniversario sisma L’Aquila, i geologi: mantenere viva la memoria di quella notte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Apr 2018 13:36:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, un violento terremoto di magnitudo momento 6,3 colpiva L’Aquila, la sua provincia e il teramano causando 309 vittime e 80mila sfollati. Nove anni dopo, a che punto è la ricostruzione nel capoluogo abruzzese? Innanzitutto è necessario fare una differenza tra ricostruzione privata e pubblica: la prima – che si riferisce agli appalti affidati direttamente dai cittadini &#8211; è a buon punto grazie alla concessione di 6 miliardi di euro, la somma già erogata è pari al 69,5% sul totale richiesto. La ricostruzione pubblica, invece, procede più lentamente: sono stati erogati 1,3 miliardi di euro su un totale di 2 miliardi di euro, in questo caso il totale stanziato è pari al 62,1% rispetto alla cifra richiesta. È quanto si legge dai dati riferiti, lo scorso 31 marzo,&nbsp;<a href="http://consiglionazionaledeigeolog.musvc2.net/e/t?q=6%3dGVIaH%26F%3dC%26G%3dDYJ%26H%3dBVFcE%26O%3dt4l5mM5J_4tdt_E4_3ues_C0_4tdt_D98Q9.N4Lm.B5_Lcva_Vr%267%3dxO5OnV.z85%26C5%3dXIW" target="_blank" rel="noopener">dall&#8217;Ufficio Speciale per la Ricostruzione (Usra)</a>&nbsp;relativi alla ricostruzione del Comune dell’Aquila e della sua periferia. Altri dati significativi riguardano la<a href="http://consiglionazionaledeigeolog.musvc2.net/e/t?q=6%3dLSCaM%26C%3d7%26G%3dIVD%26H%3dGS0cJ%26L%3dnM0G_xtiq_94_8rYs_H7_xtiq_89CN3.Fq4kKy6yB9DgUPaE.B0_IWvf_SlB45kQ.69v_KgtV_VvCgGw_IWvf_TjB4q2g0_IWvf_SBLu4zB5E_xtiq_97xFs8%26t%3dD1LB48.GuK%26oL%3dKY9" target="_blank" rel="noopener">rimozione delle macerie</a>&nbsp;in seguito al sisma del 2009: 2,7 milioni di tonnellate sono state rimosse presso i cantieri privati e 495 mila tonnellate in quelli pubblici per un totale di 3 milioni di tonnellate di macerie portate via. Sono ancora 8.024 le persone alloggiate nei Progetti Case e 2.149 quelle che si trovano nei Map (moduli abitativi provvisori).</p>
<p>“È necessario mantenere viva la memoria su quanto avvenuto la notte del 6 aprile 2009 quando la nostra Regione è stata colpita dal sisma che ha provocato la morte di oltre 300 persone”. Queste le parole del Consigliere abruzzese del CNG con delega alla Protezione civile,&nbsp;<b>Adriana Cavaglià</b>, alla vigilia del nono anniversario dal terremoto che ha messo in ginocchio l’Abruzzo. “Abbiamo continuato a contare altre vittime con gli eventi sismici che si sono ripetuti nel 2012 in Emilia, nel 2016 e 2017 nel Centro Italia e ad Ischia. Queste tragedie non devono più accadere in un Paese notoriamente ad elevata pericolosità sismica, ma nel quale il patrimonio edilizio è ancora vulnerabile, in maniera piuttosto estesa. È quindi necessario continuare ad intervenire sul costruito per ridurre il rischio sismico delle strutture, utilizzando gli strumenti che lo Stato ha messo a disposizione dei cittadini, come ad esempio il contributo Sisma bonus. È però altrettanto necessario – prosegue la geologa &#8211; avviare un’incisiva campagna di sensibilizzazione ed informazione alla popolazione affinché venga resa nota, in maniera chiara, tale opportunità che fornisce una detrazione per chi adotta misure antisismiche per la messa in sicurezza degli edifici, con una conseguente riduzione del rischio”.</p>
<p>A ribadire la necessità di fare una corretta prevenzione è&nbsp;<b>Domenico Angelone</b>, Consigliere del CNG: “Sono numeri che dimostrano quanto sia vulnerabile il nostro territorio e quanto sia necessario un piano prioritario di messa in sicurezza delle nostre città. Numeri che non contemplano la devastazione sociale e culturale nonché psicologica dei cittadini aquilani privati di un’identità oramai irrecuperabile che nessuna ricostruzione potrà mai sanare”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/05/9-anniversario-sisma-laquila-i-geologi-mantenere-viva-la-memoria-di-quella-notte/">9° anniversario sisma L’Aquila, i geologi: mantenere viva la memoria di quella notte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Terremoto, Pezzopane (PD): &#8220;Ricordando L&#8217;Aquila 2009, altre misure importanti&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 14:18:33 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa sera alle 22.30 a L&#8217;Aquila, la mia città, inizierà una lunga<strong> marcia in ricordo delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009,</strong> che si concluderà alle 3.32, quando nella piazza grande la campana del Duomo dedicherà un rintocco ad ogni scomparso. Di quella tragedia ci siamo occupati in Parlamento con molti provvedimenti e proseguiamo anche ora, 8 anni dopo, con il decreto che il Senato approverà oggi&#8221;. Lo ha detto la <strong>senatrice del Pd Stefania Pezzopane</strong> nel suo intervento nell&#8217;Aula del Senato, in cui ha sottolineato come &#8220;il <strong>decreto è molto positivo e contiene tante misure innovative. Prossimi provvedimenti dovranno contenere l&#8217;estensione dell&#8217;appalto integrato per gli edifici scolastici ed universitari anche al Cratere 2009 e la previsione della zona franca urbana e della ZES, la zona ad economia speciale, per rilanciare il tessuto produttivo delle aree terremotate</strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;Questo decreto si occupa degli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia tra agosto 2016 e gennaio 2017- ha proseguito Pezzopane &#8211; risolvendo una serie di problemi e producendo innovazioni legislative che, se fossero state a nostra disposizione 8 anni fa, sarebbero servite ad accelerare i tempi della ricostruzione e ad avere meno angustie, ritardi e pene quotidiane. Molti gli aspetti positivi: contiene misure per<strong> accelerare le procedure e realizzare le strutture per l&#8217;emergenza e per intervenire sugli edifici scolastici; prevede un sostegno alle fasce più deboli della popolazione, cosa non prevista nel 2009; la proroga delle scadenze tributarie e la possibilità per i lavoratori autonomi e gli agricoltori di contrarre finanziamenti agevolati</strong>. Viene introdotto, anche se per ora finanziato con soli 25 milioni, il cosiddetto &#8216;danno indiretto&#8217;, che si produce alle attività produttive, ad esempio per le disdette nel turismo. Si prevede la <strong>destinazione dell&#8217;8 per mille fino al 2025 per gli interventi di ricostruzione e restauro dei beni culturali.</strong> Anche dopo la terribile tragedia di Rigopiano del 18 gennaio 2017, all&#8217;Abruzzo sono dedicate misure importanti: l&#8217;allargamento del cratere sismico, il ristoro dei danni dovuti al maltempo. <strong>Il decreto contiene innovazioni: l&#8217;estensione del risarcimento anche alle seconde case, la possibilità per le Regioni di acquisire immobili di edilizia residenziale pubblica da destinare agli sfollati, l&#8217;estensione del bonus Sud anche al Centro Italia, agevolazioni per le Regioni per l&#8217;accesso ai contratti per lo sviluppo d&#8217;impresa, la proroga dei termini per le circoscrizioni giudiziarie di Chieti e L&#8217;Aquila, i sottoservizi per i comuni del cratere, l&#8217;abitazione equivalente solo nell&#8217;ambito dello stesso comune</strong>. Queste ed altre importanti innovazioni legislative contenute nel decreto che stiamo approvando &#8211; ha concluso Pezzopane &#8211; danno il senso di <strong>un serio e quotidiano impegno per la nostra gente&#8221;.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/04/05/terremoto-pezzopane-pd-ricordando-laquila-2009-altre-misure-importanti/">Terremoto, Pezzopane (PD): &#8220;Ricordando L&#8217;Aquila 2009, altre misure importanti&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Aquila: iniziative di commemorazione ottavo anniversario sisma 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 14:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere” È con questa celebre frase, del Dalai Lama che il Comune dell’Aquila intende commemorare l’ottavo anniversario del sisma. Le iniziative sono state presentate nel corso di una conferenza stampa a palazzo Fibbioni. La fiaccolata commemorativa, a cura dai Comitati dei familiari [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/03/31/laquila-iniziative-di-commemorazione-ottavo-anniversario-sisma-2009/">L&#8217;Aquila: iniziative di commemorazione ottavo anniversario sisma 2009</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per rimanere”<br />
È con questa celebre frase, del Dalai Lama che il<strong> Comune dell’Aquila</strong> intende commemorare l’<strong>ottavo anniversario del sisma.</strong><br />
Le iniziative sono state presentate nel corso di una conferenza stampa a palazzo Fibbioni.<br />
<strong>La fiaccolata commemorativa, a cura dai Comitati dei familiari delle vittime partirà il 5 aprile alle 22,30 da via XX settembre</strong> (bivio della Stazione). Dopo una sosta presso la Casa dello Studente, attraverserà Corso Federico II, per arrivare in Piazza Duomo, dove avverrà la lettura dei 309 nomi. Seguirà la <strong>messa, presieduta da Mons. Petrocchi, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila e la veglia di preghiera aspettando le 3.32, quando i rintocchi della campana del Suffragio ricorderanno le vittime del sisma.</strong></p>
<p>Le fiaccole saranno distribuite alla partenza, dai volontari Protezione Civile. Saranno presenti quattro ambulanze di cui una mobile che seguirà il corteo, oltre a tre squadre appiedate di volontari.</p>
<p>L’AMA matterà a disposizione dei bus navetta gratuiti per il deflusso del corteo. Le navette partiranno dal terminal di Collemaggio, raggiungibile da piazza Duomo attraversando il tunnel, che rimarrà aperto. Le corse saranno a disposizione da mezzanotte alle 3.45 dal terminal e condurranno ai parcheggi di partenza.</p>
<p>L’ASM metterà a disposizione i raccoglitori per lo smaltimento delle fiaccole lungo il percorso.<br />
I parcheggi consigliati per la sosta delle auto sono quelli del piazzale del mercato (piazza d’Armi), piazzale Meridiana, in via Rocco Carabba e il parcheggio in via Vicentini.<br />
Tra gli altri appuntamenti, che si terranno dal 4 al 6 aprile, ricordiamo:</p>
<p><strong>la cerimonia di premiazione Premio “AVUS 6 aprile 2009”</strong>&#8211; quarta edizione, che si terrà il 4 aprile alle ore 11.00 presso l’Aula Magna Gran Sasso Science Institute (a cura Ass. Vittime Universitarie Sisma 6 aprile 2009- Università degli Studi dell’Aquila -Gran Sasso Science Institute).<br />
Il 5 aprile dalle ore 10.30 alle 12.30 si terrà la <strong>Cerimonia di intitolazione dalla “sala Rapporto” del Comando Provinciale Carabinieri dell’Aquila al Mar. Giampaolo Pace</strong>, presso la sede Comando provinciale Carabinieri L’Aquila.<br />
Sempre il 5 aprile alle ore 17,30 a Palazzetto dei Nobili si terrà l<strong>’incontro con la rete nazionale dei comitati &#8220;Noi non dimentichiamo&#8221;.</strong><br />
Il 6 aprile ci sarà la consueta <strong>Staffetta commemorativa “Insieme per non dimenticare le vittime del terremoto del 6 aprile 2009”</strong>, a cura di A.S.D. &#8211; M.C. Manoppello Sogeda, USACLI, UISP , i comuni di Tornimparte, Poggio Picenze, Lucoli, San Pio delle Camere, San Demetrio dei Vestini, Villa Sant’Angelo, Fossa, L’Aquila e la Provincia dell’Aquila. La staffetta partirà da Castelnuovo, per attraversare i centri di Prata D’Ansidonia, San Demetrio ne’ Vestini, Villa Sant’ Angelo, Fossa, Monticchio e Onna. L’arrivo a L’Aquila è previsto per 12.50 in P.zza Duomo. Gli atleti raggiungeranno poi la Casa dello Studente alle ore 13.00<br />
Sempre il 6 aprile alle ore 11,30 all’Auditorium del Parco del Castello si esibirà la Fanfara della Polizia di Stato, a cura di Ass. Nazionale Polizia di Stato<br />
Nel pomeriggio si terrà la seconda edizione della Corsa non competitiva<strong> “Insieme, di corsa per L’Aquila” GdF.</strong> Alla manifestazione aderiranno circa mille allievi della Scuola, che partiranno alle ore 15.30, dopo la cerimonia d’apertura dal varco n. 1 della Caserma Ispettori GdF. A piazza D’Armi è prevista l’aggregazione delle associazioni sportive, delle scuole e dei cittadini, che vorranno unirsi. Da qui la corsa ripartirà alle 16.00 percorrendo via XX Settembre, corso Federico II e piazza Duomo.</p>
<p style="text-align: right;">Foto:<strong> Manuel Romano-NurPhoto.com</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/03/31/laquila-iniziative-di-commemorazione-ottavo-anniversario-sisma-2009/">L&#8217;Aquila: iniziative di commemorazione ottavo anniversario sisma 2009</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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