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	<title>abbandono Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Turismo, Italia Nostra: &#8220;Cresce nei borghi abitati, ma 6.000 sono abbandonati&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/04/27/turismo-italia-nostra-cresce-nei-borghi-abitati-ma-6-000-sono-abbandonati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2018 14:38:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Borghi e centri storici: l&#8217;anima del nostro territorio, un&#8217;immensa ricchezza culturale e non solo. Eppure oggi, gli uni e gli altri, sono minacciati. Dall&#8217;incuria, da politiche inadeguate, dalla mancanza di vigilanza e progettualita&#8217; da parte delle istituzioni, dall&#8217;abbandono. La denuncia parte da Italia Nostra, l&#8217;organizzazione storicamente preposta, con le sue sezioni diffuse su tutta la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/04/27/turismo-italia-nostra-cresce-nei-borghi-abitati-ma-6-000-sono-abbandonati/">Turismo, Italia Nostra: &#8220;Cresce nei borghi abitati, ma 6.000 sono abbandonati&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Borghi e centri storici: l&#8217;anima del nostro territorio, un&#8217;immensa ricchezza culturale e non solo. Eppure oggi, gli uni e gli altri, sono minacciati. Dall&#8217;incuria, da politiche inadeguate, dalla mancanza di vigilanza e progettualita&#8217; da parte delle istituzioni, dall&#8217;abbandono. La denuncia parte da Italia Nostra, l&#8217;organizzazione storicamente preposta, con le sue sezioni diffuse su tutta la penisola, alla vigilanza del territorio. Un appello rivolto alle istituzioni, di cui pero&#8217; Italia Nostra si fa carico anche in prima persona, mettendo in atto buone pratiche, come il progetto d&#8217;avanguardia appena partito per il recupero dello splendido borgo di Monte Sant&#8217;Angelo, uno dei tre siti UNESCO della Puglia. Cosi&#8217; in un comunicato di Italia Nostra. I recenti dati di un&#8217;indagine del Centro Studi Turistici di Firenze e Confesercenti indicano un vero e proprio boom turistico nel 2017 per le citta&#8217; d&#8217;arte e, soprattutto, per i piccoli borghi, i quali hanno fatto registrare un&#8217;annata record con ben 95 milioni di presenze e una quota di stranieri molto rilevante. La spesa turistica complessiva, per i piccoli borghi, e&#8217; stimata in circa 8,2 miliardi di euro, oltre la meta&#8217; della quale, il 54,8%, e&#8217; dovuto a turisti stranieri. E sono stati proprio i visitatori provenienti da fuori l&#8217;Italia a dare il maggior contributo alla crescita: le presenze turistiche di stranieri nei borghi sono salite del 30,3% tra il 2010 ed il 2017, contro un calo del 5,4% per i turisti italiani.</p>
<p>Si tratta &#8211; continua il comunicato di Italia Nostra &#8211; di numeri entusiasmanti, a fronte dei quali si apre pero&#8217; una grande piaga: quella dei borghi abbandonati, dove non e&#8217; rimasto piu&#8217; nessun abitante, spesso straordinari gioielli di storia che, tuttavia, restano completamente &#8211; e immotivatamente &#8211; al di fuori del flusso turistico. Sono ben 6.000 secondo i dati Istat (contando anche stazzi e alpeggi). Un patrimonio inestimabile che, alla luce dei recenti dati sul successo turistico dei borghi abitati, si puo&#8217; intuire quale straordinario apporto potrebbe fornire al nostro tessuto sociale, al territorio, a tutto il sistema paese se venisse coinvolto nel turismo. Oltre, ovviamente, all&#8217;importanza del recupero di una componente culturale che e&#8217; un delitto disperdere. Come? Parola d&#8217;ordine &#8220;rigenerare&#8221;. E&#8217; questo l&#8217;appello che lancia Italia Nostra alle Istituzioni e a tutti gli attori coinvolti. Rigenerazione, tutela, messa in sicurezza, infrastrutture, sviluppo. Sono questi i termini chiave allo scopo di salvaguardare e valorizzare il territorio, i centri storici, i nostri grandi e piccoli borghi. Temi emersi anche nel corso di una recente conferenza stampa svoltasi il 10 aprile alla Camera dei Deputati con il patrocinio di Italia Nostra Onlus, realizzata su iniziativa della Scuola &#8220;Ingegneria &amp; Architettura&#8221; impresa sociale.</p>
<p>&#8220;Gia&#8217; nel 2015, proprio nella sala delle Conferenze Stampa della Camera dei Deputati, Italia Nostra aveva preso l&#8217;impegno di attivare una sperimentazione nel sito UNESCO di Monte Sant&#8217;Angelo in Puglia- dichiara Maria Gioia Sforza, Consigliere Nazionale, nonche&#8217; Presidente Sezione Gargano e Terre dell&#8217;Angelo, di Italia Nostra- Obiettivo del progetto il recupero del Centro Storico, delle mura medievali, dei terrazzamenti, e l&#8217;ampliamento della buffer zone, avviata da tempo in collaborazione con il Comune di Monte Sant&#8217;Angelo, la Tecnische Universitaet Wien, l&#8217;Universita&#8217; Federico II di Napoli, la Scuola Ingegneria e Architettura di Bari. E il progetto e&#8217; finalmente partito in questi giorni: 60 neoarchitetti austriaci hanno visitato e studiato Monte Sant&#8217;Angelo per attivare un processo di rigenerazione urbana in questo centro di 12.000 abitanti che ha un forte decremento demografico&#8221;. Un progetto questo che e&#8217; testimonianza della scelta di Italia Nostra di intervenire attivamente con delle buone pratiche di promozione del territorio. Ma non solo. Resta fondamentale il suo ruolo storico di vigilanza. La Dott.ssa Sforza ribadisce la necessita&#8217; di monitorare il territorio nazionale attraverso le 200 sezioni di Italia Nostra. &#8220;Un&#8217;attivita&#8217; quest&#8217;ultima- sottolinea la Dott.ssa Sforza- che assume importanza cruciale anche alla luce dei cospicui fondi CIPE, pari a diversi miliardi di euro, stanziati il 28 febbraio 2018 dal Ministro Franceschini per i Centri storici di Napoli, Cosenza, Taranto, Palermo e altri (come Pompei, Ostia antica, Cinqueterre, Urbino). Una diffusione di fondi questa che possiamo definire a pioggia e che rischia di disperdersi se non inserita in progettualita&#8217; concrete e prioritarie&#8221;.</p>
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		<title>Terremoto, appello allevatore di Amatrice: &#8220;Gli animali stanno morendo di fame e freddo, nessuno è venuto a darci una mano&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/01/20/terremoto-appello-allevatore-di-amatrice-gli-animali-stanno-morendo-di-fame-e-freddo-nessuno-e-venuto-a-darci-una-mano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 11:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[News Terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; disperato l&#8217;appello lanciato da Costantino Poggi, allevatore di Amatrice, ai microfoni di ECG, format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su Radio Cusano Campus, l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano. Costantino è disperato. L&#8217;allevatore di Amatrice si sfoga: &#8220;La situazione è tragica. Siamo in una piccola frazione di Amatrice, bloccati da cinque giorni sotto una coltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; disperato l&#8217;appello lanciato da <strong>Costantino Poggi</strong>, allevatore di Amatrice, ai microfoni di ECG, format condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, su <strong>Radio Cusano Campus,</strong> l&#8217;emittente dell&#8217;Università degli Studi Niccolò Cusano.</p>
<p><strong>Costantino è disperato. L&#8217;allevatore di Amatrice si sfoga: </strong>&#8220;La situazione è tragica. Siamo in una piccola frazione di Amatrice, bloccati da cinque giorni sotto una coltre di quasi 2,5 metri di neve. Abbiamo mura di neve attorno e non riusciamo ad uscire. Lanciamo appelli da cinque giorni, ma le nostre grida d&#8217;aiuto restano inascoltate. Col terremoto abbiamo riportato danni al capanno dove abbiamo gli animali, siamo dovuti salire sul tetto, dove c&#8217;era un metro e mezzo di neve, per non farlo sprofondare con gli animali sotto. Attendiamo soccorso da cinque giorni, abbiamo fatto ovunque centinaia di telefonate, ancora non abbiamo ricevuto l&#8217;aiuto di nessuno. Ci rispondono sempre che stanno provvedendo, che mandano la turbina, a ogni telefonata dobbiamo ricominciare daccapo. Noi abbiamo contattato tutti. MIo padre è cardiopatico, deve uscire assolutamente per recuperare i farmaci che gli servono. Gli animali stanno morendo di freddo e di fame, non mangiano da cinque giorni, i cavalli sono dispersi, non li troviamo da quattro giorni, il fieno è sepolto dalla neve. Stiamo urlando da cinque giorni per avere qualcuno che ci aiuti ma ancora non abbiamo visto nessuno. C&#8217;è il rischio che noi usciremo da qui con le bare. Qualcuno venga a liberarci dalla neve. Siamo stremati&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/20/terremoto-appello-allevatore-di-amatrice-gli-animali-stanno-morendo-di-fame-e-freddo-nessuno-e-venuto-a-darci-una-mano/">Terremoto, appello allevatore di Amatrice: &#8220;Gli animali stanno morendo di fame e freddo, nessuno è venuto a darci una mano&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Animali: con l’estate torna il dramma dell’abbandono – La legge</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2016/07/11/95030/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jul 2016 12:44:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[animali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devono considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro.“ [Margherita Hack]</p>
<p>Inizia oggi il nostro “<strong>viaggio</strong>” per conoscere e capire meglio come comportarci con i nostri amici quadrupedi, durante le vacanze estive. Leggi, news, foto, video, iniziative, siti utili, alberghi e tutto ciò che bisogna sapere per salvaguardare i NOSTRI AMICI.</p>
<p><strong>L’abbandono è un reato</strong></p>
<p><span style="line-height: 1.5">Ogni estate la stessa storia: centinaia di cani abbandonati appena arriva il caldo. Si avvicina la data di partenza per le sospirate ferie estive e oltre a pensare di chiudere casa, dare le chiavi al vicino e innaffiare le piante, dobbiamo pensare anche alla sistemazione dei nostri cari amici animali.</span></p>
<p><span style="line-height: 1.5"><strong>La Legge 189/2004 del Codice Penale (art. 727)</strong>: “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali…“, prevede l’arresto e una multa.</span></p>
<p>Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Leggi la legge completa sull’abbandono e il maltrattamento degli animali.</p>
<p>I rischi e i danni non riguardano solo le povere bestiole, ma anche tutti noi visto che tali animali sono responsabili di oltre 45.000 incidenti all’anno con 4000 feriti e 200 morti.</p>
<p><strong>Come trasportare in macchina il proprio amico a 4 zampe</strong></p>
<p>Per chi viaggia con il proprio amico a 4 zampe esiste la corretta modalità di trasportarli in auto dato che, in caso di incidente potrebbero venire sballottati nell’abitacolo con conseguenze anche fatali, anche per il conducente come ricorda l’articolo 169 del nuovo Codice della Strada.</p>
<div id="stcpDiv">Ci sono precisi obblighi per gli automobilisti che portano con sé, in macchina, i propri animali: sono obblighi che riguardano la sicurezza di uomini e animali e vanno seguiti con molta attenzione e applicati con responsabilità.</div>
<p>La legge è chiara: è vietato il trasporto libero di più di un animale domestico alla volta, e comunque mai “in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida”, mentre è concesso in numero superiore a uno purché custoditi “in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete.</p>
<p>Ad oggi sono 3 i sistemi di ritenuta per gli animali: le cinture di sicurezza, che vanno agganciate a quelle in dotazione e assicurate intorno al cane, il trasportino, ovvero la gabbia di diverse misure dove tenerlo durante il viaggio; e la rete divisoria, la griglia che divide il vano portabagagli dall’abitacolo per evitare pericolosi “sconfinamenti”.</p>
<p>E per chi si preoccupa per lo stato dei sedili, esistono anche teli di protezione per i sedili posteriori da fissare con ganci e cinghie ai poggiatesta, realizzati in materiale idrorepellente, lavabile e antiscivolo adattabile a tutti i modelli, dal più compatto alla berlina.</p>
<p><strong>Accorgimenti per un viaggio sereno</strong></p>
<p>•applicare ai vetri dell’auto tendine parasole per evitare la luce diretta del sole<br />
•se non si dispone di aria condizionata, evitare di viaggiare durante le ore più calde della giornata<br />
•mai lasciare animali in auto da soli<br />
•bagnare occasionalmente il muso e la fronte del pet per rinfrescarlo<br />
•trasportare gatti, furetti e conigli sempre in gabbia o trasportino<br />
•per tutta la durata del viaggio l’auto deve essere ben areata per evitare colpi di calore, ma senza esagerare per il rischio, opposto, di colpi d’aria<br />
Per cani in particolare<br />
•lasciarlo a digiuno per le 6-8 ore che precedono il viaggio; se si passa in macchina molto tempo, si possono dare piccoli pasti con cibo secco, preferibile sia per praticità che per minore possibilità di deterioramento a causa di sbalzi di temperature<br />
•dare anche poca acqua sia prima della partenza che durante il percorso stesso, anche se fare bere (poco) ma spesso è fondamentale soprattutto nei periodi molto caldi<br />
•se il tragitto richiede molte ore, programmare delle soste per permettergli di “sgranchirsi” le zampe e urinare<br />
Per gatti in particolare<br />
•Il gatto non può fermarsi a sgranchirsi le zampe o prendersi una boccata d’aria… il viaggio in macchina può essere stressante tanto per la naturale avversità del gatto ai luoghi non familiari, quanto per la chinetosi, meglio nota come “mal d’auto”<br />
•prima del viaggio è bene effettuare alcuni “viaggi-prova” per far conoscere al gatto l’ambiente dell’auto, rimanendo magari prima fermi con il micio chiuso nel trasportino.<br />
•i cuccioli che imparano subito a viaggiare in macchina con gli anni avranno sempre meno problemi fino al punto di superarli completamente.<br />
•come le persone, anche il gatto soffre di più l’auto se viene collocato sul sedile posteriore: teniamolo quindi nel trasportino sul sedile accanto a quello di chi guida<br />
•coprire il trasportino con un panno (sarà considerato come un riparo dal mondo esterno) e attrezzarlo con giochini vari (evitare prodotti masticabili che invece potrebbero creare problemi di digestione) in grado di distrarlo dal viaggio.</p>
<p><strong>Cosa fare quando troviamo un cane abbandonato</strong></p>
<p>1. Avviciniamoci al cane con calma, se possibile accucciati. Se notiamo che il cane arruffa il pelo, digrigna i denti o abbaia, lasciamo subito perdere e chiamiamo il <strong>113 o i pompieri al 115</strong> oppure al numero verde (solo in luglio e agosto) allestito <strong>dall’Enpa: 800.137.079</strong>.</p>
<p>2. Se invece riusciamo a farci accettare in maniera sicura, cerchiamo subito <strong>l’eventuale tatuaggio di riconoscimento</strong>guardando nell’interno coscia o nelle orecchie.</p>
<p>3. Se abbiamo uno smartphone, cerchiamo su Google o sul sito delle Pagine Gialle “Veterinari” oppure <strong>ASL</strong> oppure la<a href="http://www.enpa.it/" target="_blank"><strong>sede ENPA</strong></a> (Ente Nazionale Protezione Animali) più vicina.</p>
<p>4. Se ci sentiamo sicuri e vogliamo temporaneamente portarlo con noi, la prima cosa da fare è comunque <strong>portarlo da un veterinario</strong> che ne accerterà lo stato di salute fisica e mentale (potrebbe essere impaurito o traumatizzato) e verificare con un lettore specifico la presenza del <strong>microchip sottocutaneo</strong> che ne identifica provenienza e padrone.</p>
<p>SITI di RIFERIMENTO: ENPA – Polizia di Stato – Pronto Fido (Dire)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/07/11/95030/">Animali: con l’estate torna il dramma dell’abbandono – La legge</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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