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	<title>abusi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Donne ucraine a tre anni dal conflitto: abusi, disagio psicologico e crisi economica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2025 10:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A tre anni dall’invasione russa, il progresso conquistato dalle donne ucraine sembra vanificato da un conto umano e sociale senza precedenti. Secondo i dati presentati da UN Women&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/11/donne-ucraine-a-tre-anni-dal-conflitto-abusi-disagio-psicologico-e-crisi-economica/">Donne ucraine a tre anni dal conflitto: abusi, disagio psicologico e crisi economica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A tre anni dall’invasione russa, il progresso conquistato dalle donne ucraine sembra vanificato da un conto umano e sociale senza precedenti. Secondo i dati presentati da UN Women a Roma, oltre 4.300 donne e ragazze sono state uccise e quasi 11.000 ferite dal febbraio 2022, cifre probabilmente sottostimate per le difficoltà di registrazione nelle aree di conflitto. Oggi 1,8 milioni di donne restano sfollate all’interno del paese e quasi 6,7 milioni dipendono da aiuti umanitari, in quella che l’agenzia ONU definisce “una delle crisi umanitarie più profonde del nostro tempo”.</p>
<p>La violenza di genere ha subito un’impennata: rispetto al 2022 è cresciuta del 36%, mentre il 42% delle donne dichiara di trovarsi a rischio depressione e il 23% di aver bisogno di supporto psicologico personale o familiare. L’impatto economico è altrettanto drammatico: nel 2023 le donne costituivano il 72,5% dei disoccupati e nel 2024 soltanto il 48% di quelle sfollate ha trovato un’occupazione, contro il 71% degli uomini. Il divario salariale è raddoppiato in due anni: nel 2023 le donne guadagnavano in media il 41,4% in meno rispetto agli uomini, un dato che nel 2021 si attestava intorno al 20%.</p>
<p>Particolarmente inquietanti sono le testimonianze sui crimini di violenza sessuale come strumento di guerra. Tra febbraio 2022 e dicembre 2024 le Nazioni Unite hanno documentato 433 casi legati al conflitto, di cui 129 riguardano donne e ragazze. La Missione ONU per il monitoraggio dei diritti umani ha inoltre registrato, tra il febbraio 2022 e l’agosto 2024, 342 episodi di stupri, mutilazioni genitali, nudità forzata e altre violenze da parte di militari russi, forze di polizia e nei centri di detenzione. Le vittime includono 236 uomini, 94 donne, dieci ragazze e due ragazzi. “I numeri reali sono probabilmente molto più alti”, ammoniscono i rapporti ONU, “poiché molti casi non vengono denunciati per via dello stigma, della paura e dell’insicurezza continua”.</p>
<p>La guerra ha inoltre aumentato il carico di lavoro domestico e di cura non retribuito: le donne ucraine dedicano oggi in media 56 ore settimanali all’assistenza all’infanzia, rispetto alle 49 ore precedenti il conflitto. La chiusura di molti asili nido ha spinto un gran numero di madri a rinunciare all’impiego. Secondo l’Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA), nel 2024 circa 2,5 milioni di persone – per lo più donne e ragazze – necessitano di servizi dedicati alla prevenzione della violenza di genere.</p>
<p>Sul fronte della salute mentale, un’indagine dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) rivela che il 53% degli sfollati interni in Ucraina soffre di depressione. Le donne appartenenti a gruppi marginalizzati – come rom, persone LGBTQI+ e con disabilità – affrontano livelli di trauma ancora più elevati, con minori opportunità di sostegno. In molte aree rurali o lungo la linea del fronte, i servizi psicologici restano praticamente inaccessibili. Nel 2024 UN Women ha comunque fornito protezione, assistenza legale e supporto psicosociale a oltre 180.000 donne e ragazze grazie al Women’s Peace and Humanitarian Fund.</p>
<p>Malgrado il quadro sia drammatico, le ucraine stanno reagendo con grande determinazione. “Le donne non stanno solo sopravvivendo alla crisi”, sottolinea Sabine Freizer Gunes, rappresentante di UN Women in Ucraina. “Le ucraine e le organizzazioni di base da loro guidate stanno mobilitando le comunità per guidare la risposta umanitaria e la ripresa economica”. Oggi in Ucraina un’impresa su due è fondata da una donna, con nuove opportunità in settori tradizionalmente maschili quali sicurezza, trasporti e sminamento.</p>
<p>Resta però un grave deficit di finanziamenti per le realtà impegnate sui diritti delle donne: solo 3,5 miliardi di dollari (il 19%) degli aiuti pubblici allo sviluppo destinati all’Ucraina nel 2023 includevano obiettivi di parità di genere, ben al di sotto della media globale del 46%. In questo contesto, l’Alleanza per l’Ucraina – promossa da UN Women insieme ai governi tedesco e ucraino – riunisce oggi oltre 90 membri con l’obiettivo di orientare la ricostruzione secondo criteri di equità di genere. “Più che in qualsiasi altro momento dal 24 febbraio 2022, le donne in Ucraina hanno bisogno di assistenza salvavita, di sostegno per riappropriarsi dei propri diritti e di guidare il processo decisionale sul futuro del Paese”, conclude il rapporto di UN Women.</p>
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		<title>Violenza sulle donne: volare è possibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 12:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Europea per i Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Antonietta Chiodo]]></category>
		<category><![CDATA[violenza donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di violenza sulle donne accade spesso che l’attenzione si concentri su di un abuso, un ricordo o qualcosa che ci ha portati almeno una volta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/11/25/violenza-sulle-donne-volare-e-possibile/">Violenza sulle donne: volare è possibile</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di violenza sulle donne accade spesso che l’attenzione si concentri su di un abuso, un ricordo o qualcosa che ci ha portati almeno una volta nella nostra vita a sentirci molto vicini a questo argomento. Le guerre che occupano ormai i tg ogni mattina e ogni sera confondono. La violenza fine a se stessa è ormai una bestia slegata e oscura, tanto da immaginarci che sia stata creata per renderci lentamente insensibili.</p>
<p>Come donne europee ci troviamo a osservare situazioni limite che ci portano tra le dune della Nigeria, in Siria tra macerie di polvere e corpi oltraggiati oramai indecifrabili, in Palestina tra i diritti negati e l’occupazione sionista e in India, dove le donne restano ancora oggi sottomesse e spesso costrette a divenire spose bambine. Sottovalutiamo quanto sia ancora potente la violenza sia fisica che psicologica a danno delle donne nel mondo. Secondo alcuni dati forniti dall’Agenzia Europea per i Diritti fondamentali almeno il 33% delle donne europee dai 15 anni in su ha subito violenze fisiche, da atti di bullismo nell’ambito scolastico, sino ad arrivare, nel caso di una donna su venti, a uno stupro almeno una volta nella vita. Da questi dati ne emerge uno ancora più triste: quel 12% che non ha trovato la forza di denunciare la violenza, nonostante le numerose campagne d’informazione a sostegno delle donne abusate e i numeri verdi supportati da psicologi professionisti in caso d’urgenza.</p>
<p>Dovremmo porci dei seri dubbi sull’efficienza della nostra società moderna per comprendere al meglio questo risultato. Dovremmo domandarci noi tutti se davvero la violenza stessa sia il problema da sconfiggere o l’idea malata che questa società ci inculca ogni giorno attraverso messaggi pubblicitari: ci chiedono una bellezza perfetta, ricordano che ottenere ciò che più bramiamo è possibile, a qualsiasi costo. Voglio, quindi posso. Ci troviamo in un epoca in cui il dolore lo culliamo dentro la fragile porta dell’insicurezza. Culliamo quella violenza dentro noi stessi, come fosse una vergogna. Una vittima di violenza è uno scrigno che tratterrà per sempre l’incubo di una donna, una madre, un’amante, una fidanzata o una bambina. Il dramma della violenza tratta di un momento in cui viene violata l’ intimità femminile.</p>
<p>Simona Ponente, laureata in psicologia e operatrice discipline del benessere e bio-naturali ed Evelyn, una donna che ha subito uno stupro 12 anni fa, hanno risposto entrambe a una domanda:</p>
<p>Una donna può superare l’evento tragico dello stupro grazie a un supporto adeguato?</p>
<p>Simona Ponente: Una donna che ha subito una violenza sessuale ha bisogno di un aiuto psicologico concreto e immediato. Tendenzialmente la vittima si sente in colpa, prova vergogna per quello che ha subito, sente a volte di aver sbagliato in qualche modo e di averne così la responsabilità, quasi come se meritasse quello che le è accaduto. La psicoterapia permette di rielaborare i vissuti traumatici con un percorso lungo e delicato e può dirsi conclusa nel momento in cui la mente non è più assillata da ricordi e sensazioni traumatiche. La donna non sentirà più l’esigenza di utilizzare delle strategie comportamentali che invalideranno altre aree della sua vita. Aggiungerei che in questi casi sono fondamentali il supporto psicologico e il sostegno della famiglia e degli amici.</p>
<p>Chi ha subito un abuso di solito utilizza un meccanismo di difesa per rimuovere il ricordo. Tu cosa hai cercato di dimenticare ?</p>
<p>Evelyn: Si, mentirei se dicessi il contrario. A differenza di altre donne che probabilmente hanno avuto più coraggio di me, io non raccontai nulla a nessuno per parecchi anni. Tornai a casa il mattino dopo, dopo una notte intera di abusi, come se niente fosse entrai in bagno e mi feci una doccia calda, bollente. Questo gesto mi convinse per pochi istanti che avrei potuto pulire anima e corpo per poter così dimenticare. Non sono più riuscita a legarmi a nessuno o immaginare di poterlo fare. Credo che la mia mente abbia cercato di rimuovere il buio, la sua risata e le sue mani. Ogni giorno lavoro su me stessa per convivere con questo incubo per cui non servono solo le parole giuste, ma quelle giuste per te. Ti trovi poi un giorno a comprendere che per dimenticare o semplicemente accettare, devi rivivertelo dentro, ma questo richiede molto coraggio e persone straordinarie di supporto. Oggi posso dire che piano piano, un passo alla volta ce la sto facendo anch’io.</p>
<p style="text-align: right;">Antonietta Chiodo-Pressenza</p>
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		<title>Minori: Telefono azzurro, in famiglia il maggior numero di abusi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Locorotondo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2016 10:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le situazioni di disagio si dispiegano frequentemente all&#8217;interno delle mura casalinghe: il 68,9% degli abusi avviene all&#8217;interno della casa del minore. Anche la scuola e&#8217; spesso teatro di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le situazioni di disagio si dispiegano frequentemente all&#8217;interno delle mura casalinghe: il 68,9% degli abusi avviene all&#8217;interno della casa del minore. Anche la scuola e&#8217; spesso teatro di situazioni problematiche, anche alla luce del fatto che l&#8217;80% delle situazioni di bullismo avviene all&#8217;interno di questo specifico contesto. I luoghi pubblici e sconosciuti, da sempre nell&#8217;immaginario identificati come pieni di insidie, sono in realta&#8217; presenti in percentuali notevolmente basse (4,3%). Sono alcuni dei dati che emergono dell&#8217;attivita&#8217; del servizio 114 emergenza infanzia di <strong>Telefono Azzurro</strong>, nel periodo 1 gennaio 2015/31 gennaio 2016.</p>
<p>Le <strong>Helplines</strong> sono un forte punto di riferimento nell&#8217;accoglienza delle richieste di aiuto, oltre a rappresentare una fonte di dati attendibili sulle condizioni dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza. Secondo il <strong>Report di Child Helplines International</strong> &#8211; si legge nei dati &#8211; nel periodo dal 2003 al 2013, i minorenni di tutto il mondo si sono rivolti alle Helplines per maltrattamento fisico nel 32% dei casi, abuso sessuale nel 19%, abuso psicologico nell&#8217;11%. Dai dati relativi ai casi segnalati al Servizio 114 Emergenza Infanzia gestito da Telefono Azzurro, il diritto alla salvaguardia nei confronti di ogni forma di abuso e violenza risulta &#8211; in linea con la percezione dei bambini &#8211; tra quelli piu&#8217; violati. Difatti, la percentuale piu&#8217; elevata di richieste di aiuto giunte a Telefono Azzurro riguarda situazioni di abuso e violenza (48,3%) dietro le quali si puo&#8217; spesso scorgere un quadro di fragilita&#8217; generale nelle relazioni interpersonali, familiari e non.</p>
<p>Su un totale di 2210 casi gestiti sulla linea 114, quelli con motivazione primaria di abuso e violenza, nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2015 e il 31 gennaio 2016, sono stati in totale 1068. Di questi, il 26% e&#8217; composto da casi di abuso psicologico, il 25,3% da abuso fisico, mentre quasi il 10% da abuso sessuale. Chi e&#8217; il responsabile? Secondo i dati, il presunto responsabile della situazione di disagio di cui soffre il bambino e&#8217; nel 73,7% un genitore (la madre nel 44,2% e il padre nel 29,5%), un parente nel 3,3%, un amico nel 3,2%, un conoscente nel 3%, un insegnante nel 2,5%. I dati mettono in luce come il responsabile sia un estraneo adulto in una piccola percentuale dei casi (2,2%).</p>
<p>Quanto all&#8217;epidemiologia degli abusi e dei maltrattamenti sui minori in Italia e il confronto internazionale del fenomeno, in assenza di una banca dati che permetta una rilevazione omogenea e un monitoraggio su scala nazionale, si legge sempre nell&#8217;indagine, i dati disponibili sono frammentari e non esaustivi: questo aumenta la quota di &#8216;sommerso&#8217; relativa al fenomeno degli abusi e dei maltrattamenti che ha dimensioni allarmanti ma poco visibili. Rispetto a Stati come Francia e Inghilterra, paesi europei con popolazioni di minorenni simile al nostro e dove il numero ufficiale di minorenni vittime di abusi sessuali e&#8217; superiore, in Italia e&#8217; presumibilmente molto alto il numero di casi che non viene denunciato come anche i recenti fatti di cronaca stanno tragicamente mettendo in luce.</p>
<p>I dati della letteratura scientifica mostrano che l&#8217;Italia ha un indice di prevalenza di abusi e maltrattamenti del 9,5 per mille, pari a circa 70/80mila casi l&#8217;anno, rispetto all&#8217;11,2% dell&#8217;Inghilterra e al 12,1% degli Usa. Secondo i dati ufficiali del governo americano, negli Stati Uniti oltre 700.000 bambini ogni anno sono vittime di violenze e maltrattamenti e secondo l&#8217;<strong>International Center For Missing and Exploited Children (Icmec)</strong>, quest&#8217;anno un bambino su 10 subira&#8217; abusi sessuali in America. Nel nostro Paese la meta&#8217; dei bambini maltrattati subisce violenze fisiche e psicologiche, il 40% e&#8217; vittima di forme di trascuratezza, compresa la patologie delle cure, che sono in continua crescita. L&#8217;abuso sessuale riguarda invece circa il 10% dei casi. Le richieste di aiuto per abusi sessuali segnalati a Telefono Azzurro attraverso la linea 19696 e il 114 Emergenza Infanzia, coinvolgono per lo piu&#8217; vittime di sesso femminile (oltre 65%), e di eta&#8217; inferiore agli 11 anni (oltre il 40% per entrambi i servizi). In entrambe le linee si evidenzia che le vittime al di sotto degli 11 anni sono per lo piu&#8217; maschi mentre e&#8217; decisamente in crescita il numero delle preadolescenti (11/14 anni). Si e&#8217; passati dal 22,3% del 2013, al 33,3% del 2015. In Europa 18 milioni di bambini sono vittime di abusi sessuali (13,4% delle bimbe e 5,7% dei bambini), 44 milioni sono vittime di violenza fisica (22,9%), 55 milioni sono vittime di violenza psicologica (29,6%). A questi vanno aggiunti tutti i minori vittime di trascuratezza materiale e/o affettiva, di violenza assistita, di patologia delle cure, che contribuiscono ulteriormente ad una vera e propria emergenza sanitaria. In base ad uno studio condotto in collaborazione con l&#8217;universita&#8217; Bocconi di Milano, emerge che nel nostro Paese le spese dirette e indirette generate dall&#8217;abuso sono state di 13 miliardi di euro per anno, rispetto ai 124 miliardi di dollari che si spendono negli Stati Uniti e i 3,2 miliardi di sterline nel Regno Unito.</p>
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		<title>Abusi su una 13enne, arrestato portavoce del vescovo di Fano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 07:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il portavoce del vescovo di Fano, don Giangiacomo Ruggeri, 43 anni, direttore dell&#8217;Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, e&#8217; stato arrestato con l&#8217;accusa di aver abusato di una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/14/abusi-su-una-13enne-arrestato-portavoce-del-vescovo-di-fano/">Abusi su una 13enne, arrestato portavoce del vescovo di Fano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il portavoce del vescovo di Fano, don Giangiacomo Ruggeri, 43 anni, direttore dell&#8217;Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, e&#8217; stato arrestato con l&#8217;accusa di aver abusato di una ragazzina di 13 anni. Immediata la reazione del vescovo mons. Armando Trasarti, che ha espresso &#8221;sconcerto e dolore per la gravita&#8221;&#8217; dell&#8217;accaduto, e &#8221;piena solidarieta&#8217; a chi e&#8217; stato oggetto di abuso, con l&#8217;impegno di essere disponibile all&#8217;incontro e all&#8217;ascolto&#8221;.</p>
<p>Il vescovo ha sospeso don Ruggeri &#8221;da ogni ministero pastorale e da ogni atto sacramentale&#8221;.  Don Ruggeri è stato rinchiuso nel carcere di Villa Fastiggi, a Pesaro, in isolamento.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/14/abusi-su-una-13enne-arrestato-portavoce-del-vescovo-di-fano/">Abusi su una 13enne, arrestato portavoce del vescovo di Fano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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