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	<title>accoglienza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Accoglienza in primo piano: domenica 6 luglio l’Emiciclo dell&#8217;Aquila ospita la Giornata Regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 00:21:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, in collaborazione con le 12 Equipe Integrate Adozioni e Affido della Regione Abruzzo e con il patrocinio delle istituzioni impegnate nella tutela minorile, promuove la Prima Giornata Regionale dell’Accoglienza. L’appuntamento è fissato per il 6 luglio 2025 alle ore 10.00 presso il Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila. La manifestazione punta a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, in collaborazione con le 12 Equipe Integrate Adozioni e Affido della Regione Abruzzo e con il patrocinio delle istituzioni impegnate nella tutela minorile, promuove la Prima Giornata Regionale dell’Accoglienza. L’appuntamento è fissato per il 6 luglio 2025 alle ore 10.00 presso il Palazzo dell’Emiciclo dell’Aquila.</p>
<p>La manifestazione punta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a diffondere la cultura dell’adozione e dell’affido, coinvolgendo famiglie che hanno già accolto minori, coloro che sono in fase di preparazione e chiunque sia interessato a queste tematiche. Tra gli obiettivi figurano la promozione di una rete solidale, la raccolta di proposte concrete da parte delle famiglie e il rafforzamento dei legami affettivi tra bambini, ragazzi e nuclei ospitanti.</p>
<p>Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a giornataregionaleaccoglienza@gmail.com.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/07/02/accoglienza-in-primo-piano-domenica-6-luglio-lemiciclo-ospita-la-giornata-regionale/">Accoglienza in primo piano: domenica 6 luglio l’Emiciclo dell&#8217;Aquila ospita la Giornata Regionale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Sanità Abruzzo. Parte progetto &#8220;Autism Friendly Abruzzo&#8221; per l&#8217;accoglienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 14:53:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Facilitare l&#8217;inserimento sociale di chi e&#8217; affetto da disturbi dello spettro autistico migliorando la loro vita e ottimizzando gli obiettivi dei percorsi terapeutici-assistenziali nel vivere quotidiano. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo del protocollo d&#8217;intesa &#8216;Autism Friendly Abruzzo&#8217; sottoscritto oggi dall&#8217;assessore alla Sanita&#8217; Nicoletta Veri&#8217; e la presidente dell&#8217;associazione Angsa Onlus Alessandra Portinari. Un progetto in quattro fasi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/25/sanita-abruzzo-parte-progetto-autism-friendly-abruzzo-per-laccoglienza/">Sanità Abruzzo. Parte progetto &#8220;Autism Friendly Abruzzo&#8221; per l&#8217;accoglienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Facilitare l&#8217;inserimento sociale di chi e&#8217; affetto da disturbi dello spettro autistico migliorando la loro vita e ottimizzando gli obiettivi dei percorsi terapeutici-assistenziali nel vivere quotidiano. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo del protocollo d&#8217;intesa &#8216;Autism Friendly Abruzzo&#8217; sottoscritto oggi dall&#8217;assessore alla Sanita&#8217; Nicoletta Veri&#8217; e la presidente dell&#8217;associazione Angsa Onlus Alessandra Portinari.<br />
Un progetto in quattro fasi che punta a garantire un inserimento sociale non traumatico per chi e&#8217; affetto da disturbi dello spettro autistico, cosi&#8217; da migliorare la qualita&#8217; di vita e ottimizzare gli obiettivi dei percorsi terapeutici-assistenziali fuori dalla mura domestiche. La creazione della rete e&#8217; dunque il primo passo per ottenere il riconoscimento di ente, negozio o associazione &#8216;Autism Friendly Abruzzo&#8217;. A questa seguira&#8217; la formazione del personale al fine di dotarlo, attraverso servizi e attivita&#8217;, di un livello base di conoscenze sul comportamento da adottare nell&#8217;accoglienza anche attraverso l&#8217;adeguamento degli spazi fisici. Sara&#8217; quindi fornito il kit identificativo &#8216;Autism Friendly Abruzzo&#8217; dotando il soggetto coinvolto del logo, un cartello e un vademecum formativo sui comportamenti corretti da seguire in caso di accoglienza di un soggetto autistico, da esporre cosi&#8217; da rendersi identificabile. Infine la creazione di una mappa speciale della regione Abruzzo che identifichi gli esercizi commerciali dove anche chi e&#8217; affetto da autismo puo&#8217; trovare un ambiente confortevole.<br />
&#8220;Per oltre trent&#8217;anni- ha sottolineato Veri&#8217;- mi sono occupata di questa tematica. Sono orgogliosa di dare il mio contributo e come Regione faremo di tutto perche&#8217; il progetto riesca coinvolgendo le Asl sia a livello territorialmente che a livello ospedaliero&#8221; nel pieno spirito del Piano operativo regionale sui disturbi dello spettro autistico approvato il 24 giugno dalla Giunta regionale. Alla firma dell&#8217;accordo hanno partecipato anche Gemma Andreini, presidente della Commissione regionale Pari Opportunita&#8217; e della Fidapa, oltre a rappresentanti del mondo della scuola e dell&#8217;assistenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/09/25/sanita-abruzzo-parte-progetto-autism-friendly-abruzzo-per-laccoglienza/">Sanità Abruzzo. Parte progetto &#8220;Autism Friendly Abruzzo&#8221; per l&#8217;accoglienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Migranti, Di Maio: &#8220;Fake Onlus, lo Stato reagirà&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2019 17:38:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;operazione &#8220;Fake Onlus&#8221; sapete che reati hanno contestato ad alcune onlus che si occupano di accoglienza di migranti? Associazione a delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio. Un giro di soldi di oltre 7 milioni di euro. Soldi degli italiani!&#8221;, dice Luigi Di Maio in un post su facebook. &#8220;Adesso capite &#8211; aggiunge rivolto ai suoi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nell&#8217;operazione &#8220;Fake Onlus&#8221; sapete che reati hanno contestato ad alcune onlus che si occupano di accoglienza di migranti? Associazione a delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio. Un giro di soldi di oltre 7 milioni di euro. Soldi degli italiani!&#8221;, dice Luigi Di Maio in un post su facebook. &#8220;Adesso capite &#8211; aggiunge rivolto ai suoi follower- perche&#8217; in questi anni facevano a gara per accogliere i migranti nel nostro Paese? Ringrazio il lavoro della magistratura e delle varie articolazioni dello Stato che con questa inchiesta hanno scoperto un altro business illegale, dietro cui pare si nascondessero anche pluripregiudicati appartenenti alla &#8216;ndrangheta! Purtroppo non ci stupiamo piu&#8217;, ma una cosa e&#8217; certa: lo Stato deve reagire con forza e reagira&#8217;. Se in passato c&#8217;era chi chiudeva gli occhi o faceva finta di non vedere, oggi non e&#8217; piu&#8217; cosi'&#8221;. Il vicepremier aggiunge: &#8220;Grazie infatti a un emendamento del M5S che approvammo lo scorso anno con il decreto Sicurezza, oggi chiunque gestisce centri di accoglienza per migranti e&#8217; obbligato a rendicontare ogni singolo centesimo. Noi andiamo avanti, lavoriamo e non ci fermiamo. Presto presenteremo la nostra proposta per la confisca immediata delle imbarcazioni che violano le leggi dello Stato Italiano. Se entri in Italia violando la legge, l&#8217;imbarcazione viene confiscata e data in dotazione ai nostri militari e alle nostre forze dell&#8217;ordine&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/07/02/migranti-di-maio-fake-onlus-lo-stato-reagira/">Migranti, Di Maio: &#8220;Fake Onlus, lo Stato reagirà&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Migranti: 100 artisti in 9 città a sostegno accoglienza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/migranti-100-artisti-in-9-citta-a-sostegno-accoglienza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 19:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nove citta&#8217; e piu&#8217; di cento artisti, scrittori e intellettuali per sostenere Mare Jonio/Mediterranea. Una settimana di spettacoli in programma dal 24 al 30 ottobre: Cagliari, Bologna, Torino, Venezia, Palermo, Genova, Roma, Napoli e Milano le citta&#8217; coinvolte da &#8220;Mediterranea &#8211; la via di terra&#8221;, iniziativa presentata alla Camera dei Deputati alla presenza di Michela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nove citta&#8217; e piu&#8217; di cento artisti, scrittori e intellettuali per sostenere Mare Jonio/Mediterranea. Una settimana di spettacoli in programma dal 24 al 30 ottobre: Cagliari, Bologna, Torino, Venezia, Palermo, Genova, Roma, Napoli e Milano le citta&#8217; coinvolte da &#8220;Mediterranea &#8211; la via di terra&#8221;, iniziativa presentata alla Camera dei Deputati alla presenza di Michela Murgia, Sandro Veronesi, Teresa Ciabatti, Rossella Milone, Caterina Bonvicini e dell&#8217;armatore di Mare Jonio Alessandro Metz. Gli artisti saliranno sui palcoscenici per leggere o dare musica a una pagina di letteratura, o una riflessione personale, sui temi dell&#8217;accoglienza, del viaggio e della solidarieta&#8217;. Una raccolta fondi aiutera&#8217; la nave. &#8220;Siamo artisti, scrittori, cittadini che intendono sostenere la rete civica di Mediterranea- dicono- perche&#8217; non ci rassegniamo alle troppe morti in mare di chi fugge da guerre, carestie, persecuzioni&#8221;. Mare Jonio si sta preparando nel frattempo per le nuove missioni di monitoraggio e denuncia nel Mare Mediterraneo. &#8220;C&#8217;e&#8217; un Paese diverso- concludono- che si riconosce nel modello di accoglienza di Riace&#8221; .</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/10/22/migranti-100-artisti-in-9-citta-a-sostegno-accoglienza/">Migranti: 100 artisti in 9 città a sostegno accoglienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>L&#8217;accoglienza che uccide</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/01/05/laccoglienza-che-uccide/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 18:09:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sandrine Bakayoko è morta nel centro di prima accoglienza di Conetta, un’ex base militare in provincia di Venezia; Sandrine era una ragazza di 25 anni della Costa d’Avorio arrivata in Italia nel settembre del 2016, “ospitata” nel centro dove è venuta a mancare il 2 gennaio per una trombosi polmonare mentre attendeva l’esito della sua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sandrine Bakayoko è morta nel centro di prima accoglienza di Conetta, un’ex base militare in provincia di Venezia; Sandrine era una ragazza di 25 anni della Costa d’Avorio arrivata in Italia nel settembre del 2016, “ospitata” nel centro dove è venuta a mancare il 2 gennaio per una trombosi polmonare mentre attendeva l’esito della sua richiesta d’asilo.</p>
<p>Tanta confusione circonda la morte di Sandrine, con diverse versioni tra l’altro circa il ritardo nella richiesta di soccorsi da parte degli operatori del centro, che ospita oggi 1.300 persone, quasi 800 in più rispetto alle 530 previste.</p>
<p>Non c’è dubbio però che la gestione di questa e di altre strutture costituisca l’ennesima occasione per speculare sulla vita delle persone: la cooperativa Ecofficina Edeco di Padova, leader nel settore dell’accoglienza in Veneto, è stata infatti ultimamente colpita da tre inchieste per truffa, falso e maltrattamenti: scarsa qualità del cibo distribuito, angherie, soprusi e nessun corso di alfabetizzazione per i migranti.</p>
<p>La morte di Sandrine ha immediatamente scatenato la protesta dei migranti del centro di Conetta, ma non si trattava di una prima volta, né erano mancate in precedenza le notizie sulle condizioni della struttura: un ospite del centro ad esempio denunciava da tempo su Facebook le condizioni di vita disumane del campo, circondato da filo spinato, con dormitori in tensostrutture temporanee in cui venivano ammassate le brande per dormire; una delegazione della campagna LasciateCIEntrare aveva visitato il centro e così lo aveva descritto: “Non ci sono servizi né spazi sociali, una tendopoli nel nulla; alle tende si alternano casolari con letti a castello in stanze stracolme”.</p>
<p>Negli ultimi tempi purtroppo numerose testimonianze hanno tracciato un quadro agghiacciante dell’accoglienza in Italia, tra cui citiamo ad esempio il dossier del Naga sull’accoglienza a Milano, le incessanti denunce di LasciateCIEntrare, il rapporto di Amnesty International sui maltrattamenti negli hotspot in Italia. Non ultimo, il dossier di People Before Borders sulle condizioni di vita nel “campo” di Bresso, alle porte di Milano, nel quale almeno 500 persone vivono senza acqua calda nelle docce e servizi di lavanderia, dormendo in parte sotto le tende: una situazione, come si vede, non così dissimile da quella del centro di Conetta e sulla quale un mese e mezzo dopo la manifestazione alla quale anche noi abbiamo partecipato ancora si attendono risposte dal Prefetto di Milano.</p>
<p>Tutto questo ci parla di un sistema di accoglienza dominato dalla logica emergenziale, che tratta i richiedenti asilo come semplici numeri negando loro diritti e dignità, a partire dalle condizioni materiali di vita fino all’impossibilità di autogestirsi; le prefetture e i vertici del Ministero dell’Interno favoriscono di fatto in questo modo le speculazioni a scapito della qualità dei servizi, chiudendo gli occhi di fronte ai soprusi e alle violenze che purtroppo caratterizzano il cosiddetto “sistema di accoglienza”.</p>
<p>Sandrine è morta in una delle strutture della “accoglienza all’italiana”, come meno di un mese fa nel centro di via Fratelli Zoja a Milano era morto Antonio; due morti misteriose, piene di non detti, di caos e di amaro in bocca; non sappiamo né sapremo mai perché Antonio abbia deciso di togliersi la vita e non sappiamo né sapremo perché Sandrine è morta in un bagno nel centro di Conetta.</p>
<p>Sappiamo però che ogni giorno le vite di migliaia di persone si spengono in mare o sotto un camion, sappiamo che sono costrette a subire soprusi e violenze di ogni tipo, sappiamo che se non interviene un profondo cambio di rotta nelle politiche dell’immigrazione il loro destino è di essere sfruttate a vita; sappiamo che un sistema di accoglienza in realtà non esiste e che c’è bisogno di garantire diritti e dignità a tutte e a tutti, indipendentemente dalla loro provenienza e dal colore della loro pelle.</p>
<p style="text-align: right;">Comitato Zona 8 solidale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/01/05/laccoglienza-che-uccide/">L&#8217;accoglienza che uccide</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Migranti, la rivolta delle associazioni: “No ai Cie”</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/01/04/migranti-la-rivolta-delle-associazioni-no-ai-cie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 16:58:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Due vicende hanno riaperto prepotentemente la discussione sull’accoglienza dei migranti, sulla qualita’ di questa accoglienza, sulle strutture adibite ad ospitarli. La prima occasione e’ stata offerta dalla circolare del capo della Polizia Gabrielli, che sollecita le forze dell’ordine a intensificare i controlli sui migranti irregolari (a cui e’ seguito l’intervento del neo ministro dell’Interno Marco Minniti, che ha annunciato il progetto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Due vicende hanno <strong>riaperto prepotentemente la discussione sull’accoglienza dei migranti</strong>, sulla qualita’ di questa accoglienza, sulle strutture adibite ad ospitarli. La prima occasione e’ stata offerta dalla circolare del capo della Polizia Gabrielli, che sollecita le forze dell’ordine a <strong>intensificare i controlli sui migranti irregolari</strong> (a cui e’ seguito l’intervento del neo ministro dell’Interno Marco Minniti, che ha annunciato il progetto di riaprire un Cie in ogni regione e di aumentare le espulsioni).</p>
<p>La seconda occasione e’ stata data da cio’ che e’ successo a Cona (Venezia), dove la<strong> morte di una giovane ivoriana di 25 anni</strong>, Sandrine Bakayoko, ha scatenato la<strong> rivolta dei migranti </strong>presenti nel grande centro di accoglienza (1300 ospiti), con grave pericolo per gli operatori. E conseguenti polemiche e reazioni della politica.</p>
<p><strong>E l’associazionismo?</strong> Cosa ne pensano coloro che dell’accoglienza e dei diritti si occupano quotidianamente? La sintesi e’ chiara: la rivolta che e’ scoppiata al centro di prima accoglienza di Cona e la proposta di questi giorni di aprire i Cie in ogni citta’ sono <strong>segnali che destano grave preoccupazione</strong>.</p>
<h3>Arci: “Non si puo’ fare assistenza nei grandi centri di accoglienza”</h3>
<p>“L’associazione ricorda come da anni denunci “la <strong>politica dell’accoglienza in grandi centri</strong>, come il caso dei Cara dimostra, luoghi ad <strong>impatto negativo sul territorio, che alimentano il razzismo e dove i diritti dei migranti non vengono rispettati</strong>.</p>
<p>Un’accoglienza giusta e’ possibile solo nei centri piccoli, a misura di persona, dove favorendo l’autonomia e la responsabilita’ degli ospiti fin dall’arrivo, si possono sviluppare dei reali progetti d’integrazione e di relazione positiva con il territorio. Al contrario, n<strong>ei centri con grandi capacita’ d’accoglienza le persone diventano numeri</strong>, i problemi si moltiplicano senza che possa essere trovata una risposta adeguata per l’impossibilita’ di fornire una reale assistenza”.</p>
<p>Per l’Arci, allora, la sola soluzione e’ la chiusura immediata di questi centri e che il sistema di accoglienza straordinaria delle prefetture sia trasferito nella rete Sprar. “Serve inoltre un registro nazionale dei soggetti che fanno accoglienza e tutela in maniera competente e monitorata”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Riapertura dei Cie e questione umanitaria</h3>
<p>Luigi Maraghini Garrone e’ il presidente della Croce rossa italiana di Milano, ente impegnato nell’accoglienza dei profughi, nell’assistenza dei senza dimora e, in passato, nella gestione del Cie di via Corelli. Afferma: “<strong>Ogni migrante, anche chi e’ irregolare, finche’ rimane sul nostro territorio ha diritto ad essere integrato nella societa’ civile</strong>. Non vedo perche’ non debba poter vivere dignitosamente, frequentare corsi di italiano o seguire altri percorsi di formazione. Ne troverebbero giovamento sia lui che la societa’ italiana. Certo poi bisogna trovare il modo di farlo rimpatriare”.</p>
<p>E qui il sistema dei Cie ha gia’ dimostrato di essere fallimentare. “<strong>Senza accordi con i Paesi d’origine non e’ possibile rimpatriarli</strong> – conclude -. Gia’ ai tempi del Cie di via Corelli c’era questo problema, tanto che il numero dei rimpatriati era molto basso rispetto a chi era detenuto nella struttura. L’apertura di strutture di detenzione non garantisce quindi il risultato”. Cnca: “I Cie non assicurano soluzioni, ma restrizioni di diritti”.</p>
<p>Il Coordinamento nazionale comunita’ di accoglienza esprime “<strong>pieno dissenso e forte preoccupazione per la proposta di aumento del numero dei Cie</strong> annunciata dal ministro dell’Interno Marco Minniti e per il rafforzamento dei pattugliamenti ‘per il rintraccio degli stranieri e allontanamento degli irregolari dal territorio nazionale’ deciso dal capo della Polizia Franco Gabrielli”.</p>
<p>Nel sottolineare la delusione per un cambio di rotta mancato con l’arrivo del nuovo ministro, don Armando Zappolini, presidente del Cnca, afferma: “<strong>I Cie non assicurano soluzioni, ma solamente restrizioni di fondamentali diritti soggettivi</strong> e complicazioni giuridiche di vario genere, e alimentano un clima di ‘caccia all’uomo’ e di xenofobia gia’ oggi sopra il livello di guardia” .</p>
<p>E conclude: “Chiediamo che, invece di inseguire paure e risentimenti,<strong>il governo abbia la lungimiranza e il coraggio di convocare un tavolo nazionale aperto</strong> alle istituzioni nazionali e locali, alle organizzazioni del terzo settore e alle comunita’ migranti, al sindacato e alle forze dell’ordine”.(Dire)</p>
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		<title>Migranti e accoglienza: L&#8217;appello del Forum al Premier: &#8220;Cambiare rotta subito&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2016 15:52:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>600 milioni di euro entro il 30 settembre. La cifra è quella che le strutture di accoglienza stanno aspettando per l’assistenza ai migranti, e necessaria alle cooperative per far fronte alle spese di assistenza per chi arriva, ma anche per i propri operatori che da oltre sei mesi i non ricevono lo stipendio. L’ultimatum lanciato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2016/09/27/migranti-e-accoglienza-lappello-del-forum-al-premier-cambiare-rotta-subito/">Migranti e accoglienza: L&#8217;appello del Forum al Premier: &#8220;Cambiare rotta subito&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>600 milioni di euro entro il 30 settembre. La cifra è quella che le strutture di accoglienza stanno aspettando per l’assistenza ai <strong>migranti,</strong> e necessaria alle cooperative per far fronte alle spese di assistenza per chi arriva, ma anche per i propri operatori che da oltre sei mesi i non ricevono lo stipendio. L’ultimatum lanciato dalle cooperative, in assenza delle risorse entro la data fissata, vedrà saltare gli accordi stipulati con prefetture e Comuni e quindi il rischio che almeno <strong>20 mila migranti finiscano per strada</strong>. Un problema urgente e reale, tanto che lo stesso <strong>Ministro dell’Interno,</strong> una quindicina di giorni fa, aveva sollecitato al <strong>Ministero dell’Economia</strong> le risorse mancanti.</p>
<p>“Da più parti si reclama un piano nazionale per l’accoglienza dei migranti poiché il flusso delle persone provenienti dalle zone di conflitto, sotto dittatura, dalla guerra o per fame prosegue da diversi anni e nessuno è in grado di fermarlo, se non si interviene per interrompere le cause più profonde. Ci siamo adagiati sull’idea che il nostro Paese fosse una zona di transito ed abbiamo persino coniato per i migranti un nuovo neologismo, i transitanti. Abbiamo così nascosto la polvere sotto il tappeto evitando di assumerci le nostre responsabilità al punto di sottofinanziare l’accoglienza, di farla finire persino in un sottobosco di rapporti casuali o peggio criminali, ed ora addirittura non vengono pagati coloro che in questo clima hanno cercato di fare ciò che era possibile.” Dichiara il<strong> Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Pietro Barbieri.</strong> “Ci appelliamo al <strong>Presidente del Consiglio Matteo Renzi:</strong> è urgente cambiare rotta subito, partendo dal sanare queste situazioni che hanno dell’incredibile.”</p>
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		<title>Accoglienza e legalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 18:56:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«In questo periodo masse ingenti di persone si spostano, anche da un continente all&#8217;altro, per sfuggire alle guerre o alla fame o, più semplicemente, alla ricerca di un futuro migliore. Donne, uomini e bambini: molti di questi muoiono annegati in mare, come il piccolo Aylan e, ormai, purtroppo anche nell&#8217;indifferenza». Così il presidente della Repubblica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«In questo periodo masse ingenti di persone si spostano, anche da un continente all&#8217;altro, per sfuggire alle guerre o alla fame o, più semplicemente, alla ricerca di un futuro migliore. Donne, uomini e bambini: molti di questi muoiono annegati in mare, come il piccolo Aylan e, ormai, purtroppo anche nell&#8217;indifferenza». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio di auguri agli italiani per il 2016. Le vicende dei migranti colpiscono, irritano, innamorano, dividono. C’è chi sogna muri per bloccarli e chi li accoglierebbe tutti cancellando ogni frontiera. Eppure occorre andare oltre, scorgere il bene e il male non tutto di qua o tutto di là: c’è umanità e sogno fra chi difende la propria identità come fra chi cerca un’altra patria per giorni migliori. E c’è disumanità e illegalità fra chi difende la terra in cui è nato come fra chi fugge dal proprio paese per approdare in terre sconosciute.<br />
Coniugare accoglienza e legalità è un difficile esercizio di equilibrio, che tuttavia va ricercato. Se nessun filo spinato ha mai fermato il vento, nessun muro può cancellare l’ansia di libertà e il desiderio di cambiare un destino ingrato. «Il fenomeno migratorio &#8211; ci ricorda il presidente Mattarella &#8211; nasce da cause mondiali e durerà a lungo. Non ci si può illudere di rimuoverlo, ma si può governare. E si deve governare. Può farlo con maggiore efficacia l&#8217;Unione Europea e la stiamo sollecitando con insistenza. Occorrono regole comuni per distinguere chi fugge da guerre o persecuzioni e ha, quindi, diritto all&#8217;asilo, e altri migranti che vanno invece rimpatriati, sempre assicurando loro un trattamento dignitoso.<br />
L&#8217;Italia ha conosciuto bene, nei due secoli passati, la sofferenza e la fatica di chi lascia casa e affetti e va, da emigrante, in terre lontane. Il nostro è diventato, da alcuni anni, un Paese di immigrazione.<br />
Molte comunità straniere si sono insediate regolarmente nel nostro territorio, generalmente bene accolte dagli italiani. Tanto che affidiamo spesso a lavoratrici e a lavoratori stranieri quel che abbiamo di più caro: i nostri bambini, i nostri anziani, le nostre case. Sperimentiamo, giorno per giorno, sui banchi di scuola, al mercato, sui luoghi di lavoro, esperienze positive di integrazione con cittadini di altri Paesi, di altre culture e di altre fedi religiose. Il 70 per cento dei bambini stranieri in Italia, lo dice l&#8217;Istat, ha come migliore amico un coetaneo italiano. Bisogna lavorare per abbattere, da una parte e dall&#8217;altra, pregiudizi e diffidenze, prima che divengano recinti o muri, dietro i quali potrebbero nascere emarginazione e risentimenti».<br />
Negli ultimi anni è cresciuta la sensibilità per il valore della legalità, che dovrebbe essere difesa da tutti, ma che spesso è violata da chi giunge in Italia da altre terre, ma anche da chi in Italia è nato e vive. La legalità e il rispetto delle regole fondamentali della convivenza, a cominciare dalla Costituzione, sono la base per una serena integrazione. Il cammino è difficile e lungo, ma c’è un sentiero da percorrere per crescere insieme, nel solco della fratellanza proposta dal Cristianesimo, sostenuta dall’Illuminismo, sancita dalle regole dell’Onu, dell’Europa, dell’Italia.<br />
Ciò tuttavia non può essere avallo dell’illegalità, non può portare a una accoglienza indiscriminata e fuori dalle regole, perché diverrebbe la strada maestra per traffici illeciti, sfruttamento della disperazione, favoreggiamento dell’intolleranza e del razzismo, terreno fertile per il terrorismo. L’accoglienza nel rispetto delle regole, a partire dalla Costituzione Italiana e dai principi fondanti dell’Unione Europea, apre la porta ai veri profughi e agevola l’integrazione. «Serve accoglienza, serve anche rigore &#8211; dice il presidente della Repubblica, senza cessioni ad ambiguità &#8211; chi è in Italia deve rispettare le leggi e la cultura del nostro Paese. Deve essere aiutato ad apprendere la nostra lingua, che è un veicolo decisivo di integrazione. Larghissima parte degli immigrati rispetta le nostre leggi, lavora onestamente e con impegno, contribuisce al nostro benessere e contribuisce anche al nostro sistema previdenziale, versando alle casse dello Stato più di quanto ne riceva. Quegli immigrati che, invece, commettono reati devono essere fermati e puniti, come del resto avviene per gli italiani che delinquono. Quelli che sono pericolosi vanno espulsi. Le comunità straniere in Italia sono chiamate a collaborare con le istituzioni contro i predicatori di odio e contro quelli che praticano violenza».<br />
Gli ottomila chilometri di coste italiane sono una frontiera esterna dell’Unione Europea e quindi devono essere difesi come tutti i confini degli Stati di diritto. Lungo le coste italiane, come lungo le coste greche o spagnole e le frontiere bulgare o ungheresi, occorrono controlli severi, non i passaggi liberi dell’Area Schengen, che è un’acquisizione di civiltà e deve essere difesa senza confondere le divisioni interne con i confini esterni dell’Unione. Occorre superare le chiusure di chi pensa che i muri possano fermare le masse vaganti, ma occorre anche superare il buonismo di chi proclama principi umanitari solo teorici e di fatto tollera l’illegalità. In tutte le dichiarazioni universali i diritti fondamentali dell’uomo sono sempre coniugati con i doveri, e la nostra tradizione dell’ospitalità non può essere confusa con la rinuncia ai principi e valori che hanno accompagnato il cammino della civiltà occidentale.<br />
L&#8217;Italia e l’Europa hanno storia, cultura, progetti e risorse per far fronte anche all’emergenza umanitaria di questi anni. Ognuno deve fare la sua parte: con leggi adeguate che coniughino pietas e legalità o semplicemente con una stretta di mano o con uno sguardo non ostile al dolore spesso velato di chi è stato accompagnato da un destino meno gentile.</p>
<p style="text-align: right;">Felice d’Adamo, direttore «Italia Italy (www.italiaitaly.eu)</p>
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		<title>Su tiKotv oggi diretta streaming &#8220;Ad Alta Voce&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2015 11:15:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Su tiKotv, la webtv sociale, è in onda oggi la diretta streaming &#8220;Ad Alta Voce&#8221;, la manifestazione letteraria di Coop Adriatica che torna ad emozionarci per il quattordicesimo anno consecutivo, affrontando i temi della legalità, della solidarietà e dell’accoglienza. Anche quest’anno gli ospiti leggeranno nelle piazze e nei luoghi più impensabili – come il battello a Venezia! – [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/29/su-tikotv-oggi-diretta-streaming-ad-alta-voce/">Su tiKotv oggi diretta streaming &#8220;Ad Alta Voce&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Su <strong>tiKotv, la webtv sociale, è in onda oggi</strong> <strong>la diretta</strong> <b>streaming &#8220;Ad Alta Voce&#8221;, </b>la manifestazione letteraria di <b>Coop Adriatica</b> che torna ad emozionarci per il quattordicesimo anno consecutivo, affrontando i temi della legalità, della solidarietà e dell’accoglienza. Anche quest’anno gli ospiti leggeranno nelle piazze e nei luoghi più impensabili – come il battello a Venezia! – per dimostrare che  la cultura può mettere radici ovunque.</p>
<p>Da Bologna e Venezia, come di consueto,  sono trasmessi  due eventi in <b>diretta streaming</b> dai teatri che ospitano Ad Alta Voce 2015.</p>
<p>Cultura &amp; Solidarietà rimangono i temi fondanti degli spettacoli. Si parla inoltre di sensibilizzazione ai temi dell’immigrazione e dell’accoglienza attraverso la voce di chi vive quotidianamente a contatto con queste realtà.</p>
<p>Al <b>Teatro Duse</b> di Bologna partecipano, tra gli altri, <b>Alessandro D’Avenia</b>, Marco Missiroli, Nando Dalla Chiesa, Alessio Murubuto Mariani, e Stefano Zannini di Medici Senza Frontiere.</p>
<p>A Venezia, si terrà il 31 ottobre l’evento conclusivo, alle ore 18,00, presso il <b>Teatro Toniolo</b>, con diretta <b>streaming su tiKotv, </b> dal titolo “Viaggiatori: le migrazioni fra racconto e realtà”, presentato da Gaetano Ruocco Guadagno e Silvia Nanni, con le musiche della Banda Elastica Pelizza.  Tra gli ospiti che leggeranno: Nicola Lagioia, Debora Mancini, Francesco Maino, Enrico Ianniello ed un’intervista esclusiva a Medici Senza Frontiere.<b></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/10/29/su-tikotv-oggi-diretta-streaming-ad-alta-voce/">Su tiKotv oggi diretta streaming &#8220;Ad Alta Voce&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Caldo il fronte Maroni &#8211; Salvini anti immigrati: bloccheremo le Prefetture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 11:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si salda il fronte tra Matteo Salvini e Roberto Maroni contro l’accoglienza degli immigrati in arrivo dall’Africa. Dopo l’annuncio del governatore della Lombardia di disincentivare economicamente i sindaci intenzionati a dare ospitalità, e le relative polemiche, oggi Maroni ha annunciato di voler andare avanti. “Ho messo il dito nella piaga- ha fatto sapere- Il tema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Si salda il fronte tra Matteo Salvini e Roberto Maroni contro l’accoglienza degli immigrati in arrivo dall’Africa. Dopo l’annuncio del governatore della Lombardia di disincentivare economicamente i sindaci intenzionati a dare ospitalità, e le relative polemiche, oggi Maroni ha annunciato di voler andare avanti. “Ho messo il dito nella piaga- ha fatto sapere- Il tema dell’accoglienza e dell’immigrazione è rilevante e molto sentito dai cittadini”, mentre finora “il governo lo ha gestito in modo pessimo. Il ministro Alfano dice che vuole fare come ho fatto io? Benissimo, io avevo fermato gli sbarchi dopo la primavera araba, cominci a fare questo”.</p>
<p>“Prima era sempre colpa di Berlusconi- ha spiegato ancora il governatore- adesso è sempre colpa di Maroni. Il presidente del Consiglio, se c’è un problema, cerca di risolverlo, non di dire è colpa tua, è colpa mia’. Siamo alle comiche. La Lombardia è la terza regione per presenza di immigrati arrivati, non accetto più che il Governo decida di mandarli qui scavalcando la Regione. Farò quello che ho detto”.</p>
<p>In soccorso di Maroni è poi arrivato il segretario della Lega, Matteo Salvini, in diretta su Radio Cusano Campus. “Altri profughi e clandestini? Quando è troppo è troppo, è questione di numeri, di buonsenso. Non si possono accogliere decine di migliaia di irregolari dove ci sono più di quarantamila immigrati regolari disoccupati, in Veneto, che rischiano di perdere lavoro, casa e documenti. Bisogna dare aiuto prima agli italiani o agli immigrati regolari in difficoltà, altrimenti le navi di mezza Europa vanno a raccogliere i clandestini in mezzo al mare e li portano in Italia. Da europarlamentare dico che l’Italia è vissuta come un problema per l’Europa, perché qua arrivano tutti, non li identifichiamo, non facciamo le foto né raccogliamo impronte digitali dando linfa vitale a un business da centinaia di milioni di euro proprio sull’immigrazione. Se Renzi e Alfano pensano di prendere il Nord come luogo di soggiorno (a scrocco) per i clandestini, hanno sbagliato tutto! Siamo pronti a bloccare le prefetture e presidiare le strutture, con l’aiuto di tanti cittadini perbene stanchi del razzismo del governo verso gli italiani”.</p>
<p>“La Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza acquisirà il documento inviato ai prefetti dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e a breve ascolteremo lo stesso Maroni per farci dire quali sono le sue giustificazioni e se si rende conto che quello sta facendo è fuori dalla sua giurisdizione- è stata, invece, la reazione di Gennaro Migliore, presidente della Commissione- Io non credo che, oltre il gesto politico e simbolico, il Governo nazionale e le prefetture possano minimamente prendere in considerazione quella posizione. Di certo si vuole alimentare uno scontro politico che porti acqua al mulino della Lega e non ha nulla di istituzionale”.(Dire)</p>
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