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		<title>Facebook a pagamento, in sei Paesi dilaga la protesta</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Oct 2017 13:16:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Facebook sta testando una nuova funzione: sul &#8220;news feed&#8221;, la pagina iniziale dell&#8217;account, appariranno solo contenuti creati da amici e a pagamento. Tutti gli altri contenuti per la cui visibilita&#8217; sul social network l&#8217;amministratore non ha pagato finiranno invece in una sezione secondaria chiamata &#8220;explore feed&#8221;. Per ora la nuova funzionalita&#8217; e&#8217; attiva in soli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Facebook sta testando una nuova funzione: sul &#8220;news feed&#8221;, la pagina iniziale dell&#8217;account, appariranno solo contenuti creati da amici e a pagamento. Tutti gli altri contenuti per la cui visibilita&#8217; sul social network l&#8217;amministratore non ha pagato finiranno invece in una sezione secondaria chiamata &#8220;explore feed&#8221;. Per ora la nuova funzionalita&#8217; e&#8217; attiva in soli sei Paesi, Sri Lanka, Guatemala, Bolivia, Cambogia, Serbia e Slovacchia, ma molti, soprattutto piccoli organi di stampa, ong e chiunque non possa permettersi di pagare per la visibilita&#8217; dei propri contenuti, ne hanno gia&#8217; avvertito l&#8217;effetto. Secondo CrowdTangle, sito slovacco di analisi dei dati sull&#8217;uso che fanno gli utenti di Facebook, le &#8220;interazioni&#8221; come i like, i commenti e le condivisioni di contenuti creati dalla maggior parte degli organi d&#8217;informazione del Paese sono crollate del 60 per cento nelle 24 ore successive all&#8217;attivazione della nuova funzionalita&#8217;. &#8220;Meno capacita&#8217; di raggiungere il pubblico puo&#8217; essere un serio problema per tante piccole realta&#8217; che non possono permettersi di pagare Facebook per publicizzarsi e non hanno altro modo per farsi conoscere. Parlo di mezzi di comunicazione ma anche di ong o semplici iniziative di privati cittadini&#8221; ha dichiarato Filip Struhárik, giornalista slovacco per il sito &#8216;Dennik N&#8217;.</p>
<p>Contrario anche Otto Angel, giornalista televisivo guatemalteco: &#8220;Mezzi di comunicazione indipendenti sono vitali per il mio Paese, per la democrazia e per combattere la corruzione. Adesso usiamo la funzione delle dirette Facebook per rendere pubblici i processi in casi di corruzione. Con questa nuova funzione abbiamo gia&#8217; perso il 57 per cento degli spettatori al giorno&#8221;. Nel 2011 in Guatemala, una manifestazione non legata ad alcuna forza politica e organizzata unicamente tramite un evento creato su Facebook sull&#8217;onda di uno scandalo di un grave caso di corruzione ha portato alle dimissioni dell&#8217;allora vice-presidente Roxana Baldetti. &#8220;Una sola compagnia ha un controllo enorme sul flusso di informazioni in tutto il mondo&#8221; ha dichiarato Dina Fernandez, cronista del giornale guatemalteco &#8216;Soy502&#8217;, citata questa settimana dal britannico &#8216;The Guardian&#8217;. &#8220;Questo fatto da solo dovrebbe essere fonte di preoccupazione; e&#8217; a dir poco orwelliano&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/10/26/facebook-a-pagamento-in-sei-paesi-dilaga-la-protesta/">Facebook a pagamento, in sei Paesi dilaga la protesta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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