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	<title>acque Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Clima. INGV e ENEA: &#8220;In 2023 febbre Oceano ha toccato nuovo record&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2024 16:35:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sale ancora la &#8216;febbre dell&#8217;oceano&#8217;. Nel 2023 le temperature sono aumentate registrando un nuovo record nel riscaldamento delle acque, con aumento del contenuto termico, della stratificazione e della&#8230;</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sale ancora la &#8216;febbre dell&#8217;oceano&#8217;. Nel 2023 le temperature sono aumentate registrando un nuovo record nel riscaldamento delle acque, con aumento del contenuto termico, della stratificazione e della salinità. E&#8217; quanto emerge dallo studio &#8216;New Record Ocean temperatures and related climate indicators in 2023&#8217; pubblicato sulla rivista Advances in Atmospheric Science e condotto da un team internazionale di scienziati, coordinato da IAP-CAS (Istituto di fisica dell&#8217;atmosfera dell&#8217;Accademia Cinese delle Scienze) e composto da scienziati statunitensi del NCEI-NOAA (Centri nazionali per le informazioni ambientali della National Oceanic and Atmospheric Administration), neozelandesi, francesi e, per l&#8217;Italia, da Simona Simoncelli dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e Franco Reseghetti dell&#8217;Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l&#8217;energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA).<br>Nel 2023, la temperatura delle acque oceaniche, che ricoprono il 70% del pianeta e assorbono circa il 90% del calore causato dal riscaldamento globale, è aumentata di un valore compreso tra gli 8 (secondo il calcolo NOAA) e i 15 (calcolo di IAP-CAS) ZettaJoule rispetto al 2022 nello strato compreso tra 0 e 2000 metri di profondità: per avere un&#8217;idea, 1 ZettaJoule equivale al doppio della quantità di energia che alimenta ogni anno l&#8217;economia mondiale. I differenti risultati sembrano imputabili principalmente alle diverse procedure di controllo di qualità dei dati e alle metodologie di calcolo.<br>Oltre al riscaldamento generale delle acque, anomalie molto forti sono state riscontrate anche nelle temperature superficiali dell&#8217;oceano, con valori inaspettati riconducibili in questo caso, oltre che al riscaldamento globale, anche alle fluttuazioni termiche a breve termine dell&#8217;Oceano Pacifico dovute alla transizione dei fenomeni La Niña e El Niño, a partire da maggio 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le acque complessivamente più calde prodotte dalla combinazione di questi fattori possono modificare l&#8217;andamento meteorologico a livello mondiale. In particolare, la variazione di precipitazioni atmosferiche e l&#8217;evaporazione delle acque superficiali alterano la salinità dell&#8217;oceano, per cui le aree salate continuano a divenire sempre più salate e le aree con acqua più dolce continuano a diminuire la loro salinità, con conseguenze dirette sulla vita marina, sulle correnti oceaniche e sulle interazioni con l&#8217;atmosfera. Le acque meno dense, calde e meno salate tendono a rimanere in superficie e non sono in grado di trasportare calore, anidride carbonica e ossigeno alle acque più profonde, con gravi conseguenze per la vita animale e vegetale dell&#8217;oceano. Si parla, in questo caso, di acque &#8220;stratificate&#8221;: secondo lo studio appena pubblicato, nell&#8217;ultimo anno anche la stratificazione risulta ulteriormente aumentata rispetto al 2022. A causa delle acque oceaniche più calde, calore e umidità in eccesso entrano nell&#8217;atmosfera a causa dell&#8217;evaporazione delle acque superficiali, rendendo le tempeste più violente, con piogge e venti più forti e, quindi, con un maggior rischio di inondazioni, anche sul territorio italiano. In questo scenario globale, il Mar Mediterraneo nel 2023 si è confermato il bacino che si scalda più velocemente tra quelli analizzati nello studio, raggiungendo il valore termico più elevato dall&#8217;inizio delle rilevazioni moderne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Nel 2023 INGV ed ENEA hanno continuato, nell&#8217;ambito del progetto MACMAP finanziato da INGV, a raccogliere su base stagionale i dati della temperatura delle acque del Mediterraneo, in particolare dei Mari Ligure e Tirreno lungo la tratta Genova-Palermo, grazie alla collaborazione con la compagnia di navigazione Grandi Navi Veloci (GNV)&#8221;, spiega Simona Simoncelli, ricercatrice dell&#8217;INGV e co-autrice dello studio. &#8220;L&#8217;analisi di questi dati di temperatura, nonché di quelli raccolti a 400 metri di profondità dalla boa del CNR-ISMAR nel Canale di Sicilia, indica a partire dal 2013 un chiaro riscaldamento nello strato delle acque comprese tra i 150 e i 450 metri di profondità, estesosi poi alle acque più profonde (fino a 700 metri) e più settentrionali. In questo caso tra il 2013 e il 2016 il riscaldamento è stato superiore a 0.4 °C, seguito da una leggera diminuzione e da un periodo stazionario. La temperatura delle acque ha ripreso ad aumentare dal 2021, raggiungendo il suo record, per il momento, a settembre 2023&#8221;. &#8220;Continuare a monitorare sistematicamente i mari, nello specifico il Mar Mediterraneo, misurando i valori di alcuni parametri come temperatura, salinità, PH e ossigeno, rimane l&#8217;unico modo per consolidare le conoscenze sull&#8217;argomento e migliorare l&#8217;affidabilita&#8217; delle previsioni che al momento non sono accurate quanto necessario e desiderato, anche se si è in presenza di un trend di crescita delle temperature evidente&#8221;, aggiunge Franco Reseghetti, ricercatore dell&#8217;ENEA e co-autore dello studio. &#8220;Il Mediterraneo influenza fortemente la vita nei Paesi che vi si affacciano: dall&#8217;agricoltura, alla pesca, all&#8217;idrologia, all&#8217;evoluzione meteo, alla salute delle popolazioni. Continuare a monitorarlo è la chiave per contribuire a conoscere gli effetti del riscaldamento globale, sensibilizzare la società a questa emergenza e stimolare l&#8217;adozione di necessarie misure di adattamento e mitigazione. Bisogna sempre tener presente che a causa di questo fenomeno si registrano ogni anno danni materiali enormi in tutto il mondo, accompagnati spesso dalla perdita di vite umane&#8221;, concludono i ricercatori.</p>
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		<title>Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 15:27:34 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/16/siccita-lo-storico-del-po-trend-irreversibile-ora-copiare-africa/">Siccità. Lo storico del Po: &#8220;Trend irreversibile, ora copiare Africa&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Quello che stiamo vivendo nella valle del Po non è un episodio isolato, è parte di una tendenza irreversibile alla modificazione dei sistemi idrici, legata al cambiamento climatico, rispetto alla quale dobbiamo urgentemente adattarci in una maniera stutturale e questo non può che passare da un ripensamento degli usi delle acque&#8221;. Il monito porta la firma di Giacomo Parrinello, storico dell&#8217;ambiente e assistant professor al Centro di storia di Sciences Po, l&#8217;istituto di studi politici di Parigi. Questo ripensamento &#8220;implica un confronto sui modelli economici ma anche su chi e come prenderà le decisioni per la riorganizzazione degli usi delle acqua, necessaria per via della crescente scarsità, così da assicurarsi che sia una riorganizzazione giusta e non ingiusta. Che tenga cioè conto nella maniera migliore possibile degli interessi dei più e non dei pochi&#8221;, sottolinea il docente, intervistato dalla &#8216;Dire&#8217;. Ma intanto che effetto fa, per uno storico, vedere le immagini del Po talmente a secco da far affiorare i mezzi militari della seconda Guerra mondiale o un ponte medievale? &#8220;Questa siccità non potrebbe arrivare per me in un momento migliore, o peggiore- risponde il docente- perchè sto scrivendo, ormai da molti anni, una storia del bacino del Po nella quale mi interesso al modo in cui lo sviluppo economico nella regione padana, che come sappiamo è quelle più ricche d&#8217;Italia, è dipeso storicamente dall&#8217;abbondanza di acqua e il punto di arrivo della mia storia, che abbraccia circa due secoli, è per l&#8217;appunto una siccità e cioè quella del 2003&#8242;: fu un evento &#8216;di portata epocale- continua Parrinello- perchè rappresenta la prima delle grandi siccità contemporanee&#8221;. La prima, cioè, delle siccità &#8220;che hanno messo e stanno mettendo a durissima prova il settore agricolo, la fornitura di acqua potabile e la produzione energetica. Proprio in queste settimane- racconta il docente- sto scrivendo la conclusione&#8221; del volume e &#8220;fa molto strano scrivere del 2003 e contemporaneamente leggere degli eventi del 2022, perchè la dinamica è molto, molto simile&#8221;. Infatti &#8220;siamo di fronte- spiega Parrinello- ad un accumulo di fattori legati al cambiamento climatico, come nel 2003: riduzione della precipitazione di neve nell&#8217;inverno, assenza di precipitazioni di pioggia in primavera e ancora di più in estate, temperature altissime che quindi aumentano i bisogni irrigui dell&#8217;agricoltura, l&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua e il bisogno di energia&#8221;. Eppure, dal 2003 al 2022 va rilevata &#8220;una quasi completa assenza di interventi strutturali e per me è davvero vertiginoso- afferma Parrinello- pensare a questi 20 anni passati senza che si sia mosso nulla, pur sapendo che andiamo incontro ad un futuro in cui questi eventi non faranno che ripetersi e in forme sempre più gravi&#8221;. Si parla dell&#8217;Emilia-Romagna come &#8216;Food valley&#8217;, &#8216;Motor valley&#8217; e &#8216;Data valley&#8217;, però forse non si è parlato abbastanza di &#8216;Water valley&#8217;, allora: c&#8217;è stata sottovalutazione? &#8220;E&#8217; stata sottovalutata l&#8217;idea che esistono dei limiti. Leggendo, come mi è capitato di fare per il mio lavoro, documenti programmatici, rapporti ministeriali e studi economici- risponde Parrinello- negli ultimi due secoli l&#8217;idea del bisogno di acqua è sempre stata presente&#8221;: un esempio è la centralità dell&#8217;irrigazione nell&#8217;agricoltura regionale e il ruolo giocato in questo dall&#8217;acqua del Po tramite il grande Canale emiliano-romagnolo. Il Canale, infatti, &#8220;fu costruito a partire dagli anni &#8217;50 ma in realtà- spiega il docente- fu progettato già nell&#8217;800&#8242; e poi è rimasto al centro del dibattito anche negli agli anni &#8217;70 e &#8217;80, &#8216;in cui si parlava del Mercato comune europeo e del ruolo che l&#8217;acqua del Po, attraverso il Canale, avrebbe avuto per favorire la specializzazione ortofrutticola nel comparto emiliano&#8221;. Quello che però &#8220;è sempre mancato e che in parte manca ancora adesso- sottolinea Parrinello- è l&#8217;idea che nella valle padana si possa far fronte in maniera strutturale alla penuria d&#8217;acqua. Si è sempre operato con l&#8217;idea di una risorsa abbondante, si trattava semplicemente di trovare le forme e i modi per poterla distribuire, ma pensando che fosse disponibile ed abbondante. In parte questa non è un&#8217;idea falsa, perchè nel clima dell&#8217;Olocene, cioè degli ultimi 6.000-10.000 anni, nella valle del Po l&#8217;acqua è stata effettivamente abbondante. Il problema è che adesso una delle conseguenze maggiori del cambiamento climatico è che la quantità di acqua disponibile nel bacino del Po non è più la stessa di un secolo fa e questo è il vero impensato. E&#8217; l&#8217;elemento su cui ancora non ci si confronta in maniera adeguata&#8221;, perchè significhrebbe &#8220;ripensare completamente il modello economico e non mi sembra di vedere ancora segnali che vadano in questa direzione&#8221;. Parlare di emergenza, quindi, non è il modo migliore per affrontare la questione? &#8220;Non se per emergenza si considera un episodio singolo e concluso. Se questa è l&#8217;idea di emergenza, si sbaglia. Il problema è strutturale&#8221;, ribadisce lo storico: &#8220;Pensare di poter continuare con gli usi delle acque che esistono oggi è impossibile, si va dritti contro un muro&#8221;. Ma ci sono altre parti del mondo dalle quali si possono mutuare buone pratiche? &#8220;C&#8217;è molto da imparare dai Paesi che fanno i conti con la scarsità d&#8217;acqua da prima di noi. Penso all&#8217;Africa del nord, all&#8217;India, ai cosiddetti Paesi del sud del mondo che abbiamo sempre guardato con una certa supponenza e senso di superiorità- sottolinea Parrinello- ma che, invece, hanno sviluppato tecniche, tecnologie, sistemi e colture pensate proprio per fare i conti con la scarsità e tirare fuori il massimo profitto possibile da condizioni ambientali molto dure&#8221;. Il docente cita ad esempio il Sahel, &#8220;una banda semidesertica a sud del Sahara, in cui tradizionalmente le popolazioni locali hanno sviluppato forme di policoltura e cioè coltivazione di tipi diversi di prodotto nella stessa parcella, capaci di adattarsi a condizioni climatiche diverse. E&#8217; una forma di assicurazione: nel caso in cui un tipo di pianta dovesse fallire a causa di condizioni avverse, ce n&#8217;è sempre un&#8217;altra che invece prospera in quelle condizioni assicurando il raccolto. Queste forme di policoltura sono state praticate anche in California dalle popolazioni degli indigeni americani che, prima dell&#8217;arrivo dell&#8217;agricoltura capitalista, avevano sviluppato forme di policoltura adatte per l&#8217;appunto alla siccità&#8221;. Conclude Parrinello: &#8220;Non mi permetto di dire che questa è la soluzione per l&#8217;agricoltura industriale e l&#8217;economia della valle padana, ma se vogliamo cercare delle idee e soluzioni è in quella direzione lì che bisogna cercarle. La mia impressione è che europei ed americani, complessivamente, non siano meglio preparati di noi a far fronte al tempo presente&#8221;.</p>
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		<title>Zanzare, acque e sesso: i tre principali fattori di rischio delle infezioni estive</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/07/18/zanzare-acque-e-sesso-i-tre-principali-di-rischio-delle-infezioni-estive/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 14:07:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno, ed in particolare durante l&#8217;estate, si contano gli spostamenti di un miliardo di persone, tra turisti e professionisti. Un rischio, quello delle infezioni, che si rivela,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/07/18/zanzare-acque-e-sesso-i-tre-principali-di-rischio-delle-infezioni-estive/">Zanzare, acque e sesso: i tre principali fattori di rischio delle infezioni estive</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno, ed in particolare durante l&#8217;estate, si contano gli spostamenti di un miliardo di persone, tra turisti e professionisti. Un rischio, quello delle<strong> infezioni,</strong> che si rivela, quindi, particolarmente alto. Molto ricorrente la cosiddetta “diarrea del viaggiatore”, a rappresentare il guastafeste principale dei turisti che viaggiano in paesi dal clima caldo e a basso tenore igienico-sanitario. Ma sono molto pericolose anche le <strong>infezioni sessuali e quelle legate agli insetti,</strong> soprattutto le zanzare. Ce lo ricordano gli specialisti della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (<strong>Simit)</strong>.</p>
<p><strong>INFEZIONI SESSUALI</strong> &#8211; &#8220;Normalmente, durante i viaggi e le vacanze, la possibilità di avere degli incontri sessuali occasionali aumenta &#8211; spiega il Prof. Massimo Andreoni, responsabile dell&#8217;Unità Operativa Complessa di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma e past president Simit &#8211; Non è un caso che, nel periodo successivo a quello estivo, si registri il picco assoluto annuale di pazienti con infezioni e malattie sessualmente trasmissibili. Il preservativo deve essere indispensabile, per qualsiasi tipo di rapporto si possa avere&#8221;.</p>
<p><strong>INFEZIONI E LIQUIDI</strong> &#8211; Altri pericoli si nascondono nelle acque dolci. Si tratta delle larve di schistosoma, parassita responsabile della schistosomiasi, e dei batteri della leptospirosi. I microbi responsabili della citata diarrea del viaggiatore possono invece nascondersi in cibi e bevande apparentemente potabili. “Per quanto riguarda il cibo, quando le condizioni non sono ritenute sicure, quattro indicazioni semplici ma efficaci: &#8216;lavalo, cuocilo, sbuccialo o altrimenti dimenticalo&#8217;, aiutano a limitare il rischio di diarree infettive”, spiega il Prof. Massimo Galli, vicepresidente Simit &#8211; “per le bevande, meglio limitarsi al contenuto di bottiglie sigillate ed evitare il ghiaccio, se non si è sicuri che sia stato prodotto con acqua &#8216;pulita&#8217;, perché conserva i microrganismi”.</p>
<p><strong>PUNTURE DEGLI INSETTI</strong> &#8211; &#8220;Nel periodo estivo &#8211; aggiunge il Prof. Andreoni &#8211; aumenta anche il rischio delle malattie trasmesse dalle punture di insetti; in particolare le zanzare possono essere particolarmente pericolose in quanto capaci di trasmettere malattie che possono risultare anche gravi quali la Malaria, Dengue, Zica e Chikungunya. Oltre alle zanzare si deve fare attenzione alle punture di zecche capaci di trasmettere sia infezioni virali che batteriche. Per evitare le punture di questi insetti il consiglio è sempre quello di coprire il più possibile le parti del corpo per ridurre il rischio di punture o usare repellenti cutanei che allontanano gli insetti. Infine bisogna fare attenzione alle punture di ragni e scorpioni che possono determinare lesioni fastidiose e in rari casi anche malattie sistemiche gravi&#8221;.</p>
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		<title>Giallo a Rimini, trovata ragazza uccisa in spiaggia</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2012/07/14/giallo-a-rimini-trovata-ragazza-uccisa-in-spiaggia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2012 08:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualita']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giallo a Rimini dove questa mattina è stato trovato nelle acque di Torre Pedrera il corpo di una donna seminuda e senza slip addosso. Sulla giovane era presente&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/14/giallo-a-rimini-trovata-ragazza-uccisa-in-spiaggia/">Giallo a Rimini, trovata ragazza uccisa in spiaggia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giallo a Rimini dove questa mattina è stato trovato nelle acque di <strong>Torre Pedrera il corpo di una donna seminuda e senza slip addosso.</strong> Sulla giovane era presente una profonda ferita da taglio alla gola e segni di violenza sul corpo. Il corpo è stato segnalato da un villeggiante mentre passeggiava a una ventina di metri dalla riva. <strong>La scientifica sta facendo i rilievi.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2012/07/14/giallo-a-rimini-trovata-ragazza-uccisa-in-spiaggia/">Giallo a Rimini, trovata ragazza uccisa in spiaggia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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