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	<title>adolescenza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 15:20:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 maggio a Roma IMPOSSIBILE 2026: convegno di Save the Children su periferie, diritti dell’infanzia e Dialoghi Possibili all’Acquario Romano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2026/05/14/save-the-children-il-21-maggio-torna-impossibile-2026-biennale-dei-diritti-dell-infanzia-e/">A Roma il 21 maggio torna IMPOSSIBILE, biennale sui diritti dell’infanzia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.</em></p>
<p>Save the Children organizza per il 21 maggio IMPOSSIBILE 2026, la terza edizione biennale dedicata ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. L’incontro, in programma a partire dalle 9.15 all’Acquario Romano di Piazza Manfredo Fanti a Roma, propone come tema generale “investire nelle periferie, investire nell’infanzia” e mette a confronto giovani, istituzioni, esperti e rappresentanti del terzo settore su proposte concrete per ridurre le disuguaglianze urbane e sociali.</p>
<p>I lavori saranno aperti dal presidente Claudio Tesauro e moderati dal direttore dell’ANSA Luigi Contu. Tra gli interventi istituzionali sono annunciati il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la sindaca di Bergamo Elena Carnevali — componente dell’ufficio di presidenza di Anci con delega a istruzione e politiche educative — e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.</p>
<p>Seguirà il dibattito “I luoghi che contano: evidenze e strategie per il cambiamento”, con la partecipazione di Raffaela Milano, direttrice Ricerca di Save the Children; Antonella Polimeni, rettrice dell’Università di Roma La Sapienza; Marco Rossi-Doria, presidente di Con i bambini; e don Marco Pagniello, direttore Caritas.</p>
<p>La mattinata proseguirà con un secondo momento di confronto, “L’infanzia al centro: costruire alleanze e reti per il cambiamento”, che vedrà tra gli ospiti Daniela Fatarella, direttice generale di Save the Children; Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo; Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio; Antonella Portarapillo, dirigente scolastica dell’IC Ferdinando Russo di Napoli; e Fabrizio Arena, presidente dell’Associazione Zen Insieme di Palermo. È previsto inoltre un monologo dell’attore e regista Claudio Amendola.</p>
<p>Nel pomeriggio si terranno i “Dialoghi Possibili”, tre tavoli di lavoro paralleli realizzati in collaborazione con ANCI. Al primo Dialogo, “Generazione periferia: costruire futuro, creare opportunità”, sono stati invitati tra gli altri Elena Carnevali, Irene Manzi, Mauro Berruto, Giuseppe Pierro e rappresentanti del mondo accademico e della cooperazione. Il secondo Dialogo, “Periferie che parlano: resilienza, appartenenza e partecipazione”, comprende tra i partecipanti amministratori locali, parlamentari, rappresentanti di organizzazioni non profit e giornalisti. Il terzo tavolo, “Culture di periferia: immaginari, legami e futuri condivisi”, coinvolge istituzioni locali, accademici, rappresentanti di fondazioni e operatori culturali.</p>
<p>I risultati dei tre Dialoghi verranno poi illustrati in plenaria; la chiusura dei lavori prevede interventi di Daniela Fatarella e di Veronica Nicotra, segretaria generale di ANCI, con la moderazione della giornalista di Rainews Francesca Biagiotti.</p>
<p>L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio e di Roma Capitale. Media partner dell’evento sono indicati ANSA, RAI, Il Corriere della Sera, Chora &#038; Will Media e AdnKronos.</p>
<p>I giornalisti e gli operatori che intendono accreditarsi sono invitati a inviare entro le 16 del 20 maggio una mail all’indirizzo ufficiostampa@savethechildren.org indicando testata, nome e cognome e numero del documento di identità o della tessera dell’Ordine dei Giornalisti. Per informazioni sono disponibili recapiti telefonici dell’ufficio stampa di Save the Children riportati dall’organizzazione.</p>
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		<title>Salute. La menopausa non è un blocco ma passaggio come adolescenza</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2023/10/10/salute-la-menopausa-non-e-un-blocco-ma-passaggio-come-adolescenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 15:15:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La menopausa non è un blocco, ma è un passaggio fisico e psichico nella vita di una donna che per la sua portata di sintomi fisici e psichici è equiparabile all&#8217;adolescenza. In questa parola adolescenza che torna ricorrente c&#8217;e&#8217; quell&#8217;emozione che non ti aspetti nel parlare di una fase della vita spesso narrata con censure [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La menopausa non è un blocco, ma è un passaggio fisico e psichico nella vita di una donna che per la sua portata di sintomi fisici e psichici è equiparabile all&#8217;adolescenza. In questa parola adolescenza che torna ricorrente c&#8217;e&#8217; quell&#8217;emozione che non ti aspetti nel parlare di una fase della vita spesso narrata con censure e stigma. Al Policlinico Gemelli, in occasione della giornata per la salute mentale (che con questa fase della vita femminile ha molto a che fare), proprio nella grande hall dell&#8217;ingresso alla portata di tutti ne hanno parlato medici e psicoterapeuti in un convegno dal titolo &#8216;Menopausa un passaggio di vita e non un blocco nel divenire&#8217;, promosso dalla professoressa Daniela Chieffo, a capo della psicologia clinica del Gemelli, e moderato dall&#8217;agenzia di stampa Dire. Ha portato i suoi saluti il professor Giovanni Scambia, direttore della Ginecologia oncologica e direttore scientifico dell&#8217;IRCSS, che ha ricordato come &#8220;si tratti di un passaggio in cui il benessere fisico e psichico della donna, e della coppia, può essere a rischio, ma oggi lo si può vivere bene&#8221;, ha ribadito. Emozionante il racconto di Marta e Roberto che hanno spiegato come hanno affrontato la malattia di Marta e la sua prima menopausa indotta dalle cure a soli 40 anni: con l&#8217;amore e la voglia di guardare al futuro. E il messaggio di Annamaria, letto dalla psicoterapeuta Laura Monti, che ha parlato dei benefici ottenuti da una terapia normale sostituiva, assunta dopo tante paure e demonizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La menopausa come l&#8217;adolescenza è uno snodo. Non è da medicalizzare, ma ci sono meccanismi psicologici da valutare&#8221;, ha detto Chieffo parlando ad esempio del sintomo spesso riferito &#8220;del nido vuoto, o della nebbia cognitiva&#8221;. Del resto la caduta di estrogeni ha effetto sulla plasticità neuronale e sulla memoria in un momento della vita in cui le donne oggi sono attive e all&#8217;apice, nel lavoro e nelle relazioni sociali. Lo ha sottolineato nel suo intervento il prof. Antonio Lanzone, direttore Ostetricia, che ha ricordato anche: &#8220;E&#8217; una fase che non conosciamo, prima si moriva con la menopausa ma oggi la vita media di una donna è di 78/80anni&#8221;. La professoressa Maria Cristina Mele, che dirige la UOC della nutrizione clinica, ha toccato un tema di grande attualità: menopausa e peso forma ricordando che dieta, come comunemente intesa, è una parola fuorviante. &#8220;Cambia l&#8217;asset ormonale in una donna in menopausa, ma bisogna avere attenzioni sempre e in modo preventivo e allontanarci da quell&#8217;immagine di sedentarietà in cui si sta a guardare la TV mangiando pop corn&#8221;. Si è parlato della menopausa fisiologica, i cui sintomi ha sintetizzato in un excursus la ginecologa Inbal Donal Amar &#8211; dalla secchezza vaginale all&#8217;aumento del colesterolo &#8211; ma anche di quella che sopraggiunge magari in età precoce per cure e malattia. La professoressa Anna Fagotti, direttrice della Uoc carcinoma ovarica, ha acceso un faro sull&#8217;attenzione da dare a queste donne e sul fatto che oggi ci sono terapie che si possono somministrare, nonché l&#8217;importanza della psiconcologa. Ed è proprio Letizia Lafuenti, psiconcologa, a evidenziare quanto sia faticoso per queste pazienti &#8220;trovare risorse per la malattia e per la menopausa&#8221;. Da qui il suo invito a parlare, senza tabu&#8217;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psichiatra Melissa Mazza ha valorizzato l&#8217;importanza della prevenzione e di come prestare attenzione ai sintomi d&#8217;ansia e a chi è più predisposto ad averne; un messaggio di prevenzione e corretta narrazione che ha sottolineato molto Roberta Di Battista, dirigente SITRA Infermieristico/ostetrico. Ha concluso i lavori la direttrice delle Risorse Umane del Policlinico Gemelli Roberta Galluzzi che ha ricordato il lavoro del centro menopausa del Gemelli e i servizi messi in campo per &#8220;il benessere delle donne che vi lavorano&#8221;, ricordando che quelle &#8220;tra i 45 e i 55 anni rappresentano il 40% delle risorse umane&#8221;. &#8220;Non mi sento afflitta, ma potente. E vorrei- dice con un sorriso pieno Marta, mentre guarda suo marito Roberto- che niente ci fermasse&#8221;. Cosi in queste sue parole la menopausa non ha più un sapore di fine, ma di divenire.</p>
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		<title>Note psicoanalitiche del vissuto inconscio della donna in adolescenza e in menopausa</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2022/03/21/note-psicoanalitiche-del-vissuto-inconscio-della-donna-in-adolescenza-e-in-menopausa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 14:18:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La capacità di generare rende la donna vicina alla terra, possiamo quindi pensare che la donna sia come la terra, che riceve nel suo grembo, dal cielo, uno sguardo lunare, che ne protegge la fecondità. Nei nostri sogni più profondi, infatti, la donna è associata alla luna, che con i suoi cicli disegna nel tempo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/03/21/note-psicoanalitiche-del-vissuto-inconscio-della-donna-in-adolescenza-e-in-menopausa/">Note psicoanalitiche del vissuto inconscio della donna in adolescenza e in menopausa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La capacità di generare rende la donna vicina alla terra, possiamo quindi pensare che la donna sia come la terra, che riceve nel suo grembo, dal cielo, uno sguardo lunare, che ne protegge la fecondità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nei nostri sogni più profondi, infatti, la donna è associata alla luna, che con i suoi cicli disegna nel tempo archi e ponti nella creatività della terra, dove dona la sua capacità di generare, muove le acque e accende il ritmo delle maree.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ in questo rispecchiamento dei due cicli, della donna e della luna, che ogni donna, nell’adolescenza, entra nell’universo e l’universo in lei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ nell’adolescenza, inoltre, che si forma l’idea del tempo, poiché la crescita cessa di essere quantitativa. L’esperienza della crescita quantitativa, lineare, propria dell’infanzia, in altezza, permette infatti in noi la fantasia inconscia di poter tornare ancora indietro, della reversibilità del tempo che scorre, della sua non definitività. Nell’adolescenza la crescita diviene qualitativa, ovvero il corpo, trasformandosi, genera se stesso e assiste stupito al suo nuovo modo di essere al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ tale trasformazione che nasce dalla rinuncia ad essere infinitamente uniti alla madre arcaica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ nell’adolescenza, dunque, che si forma l’idea del tempo, come nella prima nascita, alle origini, l’inizio della vita psichica nasce ancora da uno strappo. Questa volta lo strappo è la rinuncia al mondo dei primi oggetti amati, dove la quiete generava i giochi ed il senso della vita era essere-con-la-madre, con C. Bollas. Era l’infanzia il tempo di un infinito presente , senza pareti, che cessa di esistere con la nuova stagione, quando il tempo assume intimamente il sentimento della finitudine e quindi della caducità delle cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ la discontinuità con l’infanzia, dunque, che fa dell’adolescente il poeta delle lontananze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due sono le forme del tempo in cui pensiamo l’esistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tempo lineare, il susseguirsi, è Chronos, il divoratore, ma anche il maschile, da una radice etimologica greca <em>tem</em>, <em>tagliare</em>, esso è separazione, disgiunge e allontana l’uno dal tutto, fa nascere ogni inizio e ogni biografia, introduce la perdita originaria da cui sorge la vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è inoltre un altro tempo, il tempo ciclico, ed è la luna, il femminile a noi inconscio, è la temporalità rotonda che introduce nel tempo lineare il ritorno degli oggetti amati, il ricongiungersi ritmico ad essi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ il tempo dell’attesa e quindi del pensiero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;Il tempo lunare, quello dei cicli, è dunque un tempo vivo, che evolve, include il sentimento di nostalgia, che è sostanza di ogni sogno di oggetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna adolescente aggiunge al tempo lineare, Chronos, che fa nascere, che conosce perché lei stessa nasce, appunto, da una necessaria discontinuità, il tempo lunare, il tempo ciclico che ricongiunge al mondo e a se stessi, il tempo che nutre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poichè ha inciso la luna nel suo corpo, con il ciclo mestruale, è più accessibile a lei il nutrirsi interiore. La luna, infatti, nell’inconscio dei popoli, è la madre che nutre la terra e la rende fertile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il nutrirsi interiore permane in lei, come modo di essere vivi, nella menopausa, in ogni donna che ne elabori il lutto e ne possa superare la perdita interna che essa contiene, il ricongiungersi e la generatività si sciolgono dalla biologia, per divenire puro movimento psichico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tale movimento si estende sul corpo intero e riempie la mente come modo sensibile di pensare e sognare il mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Torna così in lei il primo Eros, che precede il dio greco, figlio di Artemide, che unisce gli opposti. Torna intimamente in lei il primo, più antico Eros, o amore, che genera da se stesso la vita, senza giacere con altri, genera il molteplice dall’uno, dona profondità al sentire e pensare le cose del mondo, in esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E’ in questo senso, dunque, che la menopausa fa della donna una gemma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Maria Rita Ferri</p>
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		<title>Come si diventa grandi? Uno studio seguirà gli adolescenti per 8 anni</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2013/02/04/come-si-diventa-grandi-uno-studio-seguira-gli-adolescenti-per-8-anni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 11:17:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Come si diventa grandi? Cosa determina una buona crescita e quali sono i fattori che incidono in quella delicata fase della vita che si chiama adolescenza? A queste domande si propone di dare risposte lo studio “Crescere”, acronimo di “Costruire Relazioni ed Esperienze di Sviluppo Condivise con Empatia, Responsabilità ed Entusiasmo”, realizzato dalla Fondazione Emanuela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come si diventa grandi? Cosa determina una buona crescita e quali sono i fattori che incidono in quella delicata fase della vita che si chiama adolescenza? A queste domande si propone di dare risposte lo studio “Crescere”, acronimo di “Costruire Relazioni ed Esperienze di Sviluppo Condivise con Empatia, Responsabilità ed Entusiasmo”, realizzato dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus e dal De Leo Fund, insieme alla Fondazione Cassa di risparmio di Padova e Rovigo e alla Camera di Commercio di Padova (co-finanziatori dello studio). La ricerca, presentata oggi a Padova, si propone di capire cosa accade ai ragazzi, nella scuola, in famiglia, nel gioco e nel tempo libero, per dare risposte ai genitori, agli insegnanti, a quanti hanno a cuore la necessità di garantire ai ragazzi opportunità per crescere.</p>
<p>Lo studio &#8211; che si avvale di un comitato scientifico composto da esperti di varie discipline (statistici, demografi, psicologi, neuropsichiatri infantili, metodologi, sociologi, pedagogisti, pediatri, educatori) &#8211; entra ora nella fase attuativa con la procedura di campionamento. Grazie alla collaborazione delle conferenze dei sindaci delle Ulss 15, 16 e 17 e di una parte significativa dei comuni della provincia, saranno estratti con una procedura di campionamento casuale dalle liste anagrafiche i nominativi di 1.000 ragazzi di 11 anni (su una popolazione di riferimento di 8.654 ragazzi). Trattandosi di uno studio longitudinale, di lunga durata, i ragazzi saranno seguiti fino al compimento della maggiore età. Gli strumenti di rilevazione consistono sostanzialmente in un ampio questionario e in una visita medico-sportiva per indagare gli aspetti relativi allo stato di salute.</p>
<p>“Lo studio ci aiuterà a capire come si studia, si cresce, si affrontano i compiti di sviluppo, si vive in famiglia, si gestiscono i problemi di apprendimento e di salute, come ci si prepara al lavoro, come si partecipa e si diventa grandi” sottolinea il direttore della Fondazione Zancan, Tiziano Vecchiato, che paragona la ricerca a una grande opera. “Ci vuole coraggio, tempo, bisogna saper investire tante energie. Nel sociale dobbiamo imparare guardare oltre le difficoltà immediate, oltre gli utili a breve, co-investendo”. Il direttore del De Leo Fund, Diego De Leo, evidenzia che “la particolarità di questo studio è che offre una prospettiva a 360 gradi sulla crescita, indagando aspetti finora inediti. È anche un’occasione per aiutare le famiglie nel difficile compito di essere genitori”. Il presidente della Camera di Commercio di Padova, Roberto Furlan, sottolinea come “una ricerca di questo tipo può contribuire a capire tempestivamente i cambiamenti attitudinali, relazionali e di avvicinamento al mondo del lavoro che interessano le giovani generazioni. Può costituire un ulteriore tassello per creare opportunità di sviluppo ai giovani e alle imprese del territorio padovano”. I risultati del progetto saranno diffusi almeno una volta all’anno e discussi in momenti pubblici con tutti i soggetti interessati. Informazioni ulteriori sono disponibili nel sito<a href="http://www.fondazionezancan.it/news" target="_blank">www.fondazionezancan.it/news</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2013/02/04/come-si-diventa-grandi-uno-studio-seguira-gli-adolescenti-per-8-anni/">Come si diventa grandi? Uno studio seguirà gli adolescenti per 8 anni</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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