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	<title>affluenza Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Referendum? No grazie. Gli italiani disertano le urne, l&#8217;opposizione evapora, e Meloni incassa senza muovere un dito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2025 15:07:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il prezzo pagato dai bravi che non fanno politica è di essere governati dai malvagi.&#8221;— Platone Un tempo ci si commuoveva per le battaglie referendarie. Oggi si rischia&#8230;</p>
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<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;Il prezzo pagato dai bravi che non fanno politica è di essere governati dai malvagi.&#8221;</em><br>— Platone</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo ci si commuoveva per le battaglie referendarie. Oggi si rischia di non accorgersi nemmeno che ci siano state. L&#8217;ultimo referendum – su giustizia, lavoro, autonomia, o qualsiasi altra cosa fosse – è finito come la maggior parte delle buone intenzioni italiane: in un nulla di fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;affluenza? Una disfatta annunciata: sotto il 25%, in alcune città meno di quanto basta per aprire un torneo di bocce. Non si è raggiunto il quorum, ma si è toccato il fondo. E mentre i promotori si aggrappavano all&#8217;ultima speranza, gli italiani erano altrove: al mare, al centro commerciale o semplicemente a casa, stanchi di promesse che evaporano più in fretta delle urne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio è chiaro: <strong>non è che gli italiani non vogliono partecipare. È che non ci credono più.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La crisi della partecipazione è diventata la vera emergenza nazionale, ma guai a nominarla: nei talk si preferisce parlare di armi, influencer e gaffe. E intanto la democrazia diretta scompare, tra l&#8217;indifferenza generale e il disinteresse istituzionale. Non è disaffezione: è una secessione silenziosa del cittadino dalle istituzioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un&#8217;opposizione da salotto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chi avrebbe dovuto suonare la sveglia? L&#8217;opposizione, ovviamente. Ma il risultato è stato un&#8217;eco ovattata. Il Partito Democratico ha prodotto più distinguo che voti, il Movimento 5 Stelle ha sussurrato qualcosa tra un post e un&#8217;intervista, mentre la sinistra radicale si è divisa su cosa fare prima ancora di capire perché farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un fronte disorganico, velleitario, in crisi espressiva e strategica. Il referendum poteva essere l&#8217;occasione per tornare a parlare al Paese. Si è rivelato, invece, uno specchio rotto: non riflette nulla se non la frattura ormai irreparabile tra chi fa politica e chi dovrebbe ascoltarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato? Il silenzio. L&#8217;unico rumore è quello dell&#8217;opposizione che affonda nella propria irrilevanza. Non si tratta solo di una sconfitta elettorale, ma di un&#8217;<strong>estinzione narrativa</strong>: non c&#8217;è più nemmeno chi sappia spiegare perché sarebbe importante esserci.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il sindacato si guarda allo specchio</h3>



<p class="wp-block-paragraph">E i sindacati? Presenti, a tratti. La CGIL ha tentato qualche mossa, ma senza né risonanza né seguito. Altri apparati sono rimasti nel limbo tra l&#8217;indignazione e la riunione organizzativa. Quello che una volta era un motore civile oggi assomiglia a un ufficio stampa con poca stampa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione popolare non si costruisce con gli slogan: serve credibilità. E oggi, la percezione diffusa è che il sindacato abbia perso la presa sulla realtà, sulla rabbia, sulla carne viva del Paese. Una volta portavano in piazza un milione di persone. Oggi non riempiono nemmeno i pullman.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Giorgia, l&#8217;unica che non fa nulla e vince tutto</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre tutto questo succede, Giorgia Meloni sta lì. Non dice una parola, non muove una pedina. Non le serve. Perché quando intorno a te si spengono tutte le luci, anche una candela sembra un faro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è che Giorgia vinca. È che <strong>non perde mai</strong>, semplicemente perché nessuno la sfida. Il melonismo non cresce per consenso: <strong>cresce per assenza di attrito</strong>. È il vuoto che lo alimenta. Quando l&#8217;opposizione si auto-sabbota e la partecipazione evapora, il potere si solidifica. Il suo governo diventa l&#8217;unico vero teatro dove succede qualcosa. E anche se non succede niente, basta l&#8217;eco del nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vero pericolo non è il populismo. È il <strong>monopolio del presente</strong>. Se non c&#8217;è alternativa, ogni governo diventa eterno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Italia, dove vai?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Se nel 2016 il referendum costituzionale fece cadere Renzi, oggi nessuno cade. E questo, paradossalmente, è il dato più grave. Perché non è in discussione solo una riforma, ma <strong>il senso stesso della democrazia partecipativa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finché il voto sarà percepito come un rituale inutile, il Paese continuerà a svuotarsi dall&#8217;interno. E chi comanda, potrà farlo indisturbato. Non serve repressione: basta abitudine. La stabilità, in assenza di confronto, si trasforma in marmo. E il marmo, si sa, non respira.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il futuro potrebbe non essere autoritario. Potrebbe essere peggio: <strong>assolutamente, totalmente vuoto</strong>.</p>



<p class="has-text-align-right wp-block-paragraph">Carlo Di Stanislao</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2025/06/09/referendum-no-grazie-gli-italiani-disertano-le-urne-lopposizione-evapora-e-meloni-incassa-senza-muovere-un-dito/">Referendum? No grazie. Gli italiani disertano le urne, l&#8217;opposizione evapora, e Meloni incassa senza muovere un dito</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Affluenza in crescita nelle elezioni regionali abruzzesi: sfida aperta tra D&#8217;Amico e Marsilio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 12:34:25 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;affluenza alle urne per le elezioni regionali in Abruzzo segna un incremento significativo rispetto alle precedenti consultazioni, evidenziando un rinnovato interesse civico nella scelta del futuro presidente della Regione e del rinnovo del Consiglio regionale. Con un aumento del 2% dell&#8217;affluenza alle 12, che passa dal 13,33% al 15,80%, i cittadini abruzzesi dimostrano una partecipazione attiva al processo democratico, nonostante le sfide poste dalla contemporanea situazione globale e nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I seggi elettorali hanno aperto alle 7 nei 305 comuni dell&#8217;Abruzzo, invitando 1.208.276 elettori a esprimere il loro voto per uno dei due candidati alla presidenza: l&#8217;uscente Marco Marsilio, sostenuto dal centrodestra, e Luciano D&#8217;Amico, rappresentante del centrosinistra. La composizione del nuovo Consiglio regionale vedrà l&#8217;elezione di 31 membri, distribuiti equamente tra le varie circoscrizioni dell&#8217;Aquila, Teramo, Pescara e Chieti, oltre al presidente eletto e al candidato presidente secondo classificato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema di voto offre diverse opzioni agli elettori, che possono decidere di sostenere direttamente un candidato presidente, una lista di partito o combinare entrambi, rispettando le regole stabilite per le preferenze. Questa flessibilità nel meccanismo di voto mira a garantire la massima espressione della volontà popolare, sottolineando l&#8217;importanza di ogni singolo voto nel determinare la direzione futura della regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competizione vede fronteggiarsi due figure di spicco del panorama politico regionale e nazionale: da un lato Marco Marsilio, con una solida esperienza politica e impegnato a proseguire il suo lavoro per l&#8217;Abruzzo, e dall&#8217;altro Luciano D&#8217;Amico, con un background accademico e amministrativo, pronto a portare una nuova visione per lo sviluppo della regione. Entrambi i candidati portano con sé il supporto di coalizioni ampie e diversificate, riflettendo la pluralità di visioni e priorità presenti nel tessuto sociale e politico abruzzese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste elezioni rappresentano un momento cruciale per l&#8217;Abruzzo, con gli elettori chiamati a fare scelte ponderate su chi guiderà la regione attraverso le sfide future, dalla gestione della pandemia alla ripresa economica, dall&#8217;istruzione alla sostenibilità ambientale. La crescente affluenza alle urne testimonia una comunità vivace e impegnata, consapevole dell&#8217;importanza del proprio contributo alla democrazia e al benessere collettivo.</p>
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		<title>Comunali, M5s fuori in tutte le grandi città. Rieletto Orlando a Palermo</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2017/06/12/comunali-m5s-fuori-in-tutte-le-grandi-citta-rieletto-orlando-a-palermo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 13:13:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sconfitta del Movimento 5 &#160;stelle: è questo il dato più eclatante che emerge da questa tornata elettorale, che ieri ha visto al voto&#160;1.004 Comuni per rinnovare le amministrazioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/12/comunali-m5s-fuori-in-tutte-le-grandi-citta-rieletto-orlando-a-palermo/">Comunali, M5s fuori in tutte le grandi città. Rieletto Orlando a Palermo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sconfitta del Movimento 5 &nbsp;stelle</strong>: è questo il dato più eclatante che emerge da questa tornata elettorale, che ieri ha visto al voto&nbsp;1.004 Comuni per rinnovare le amministrazioni (tra le città più grandi Palermo, Genova, Verona, Parma, Lecce, Taranto e L’Aquila). In tutte le grandi città (Genova compresa, dove il M5s era convinta di portare a casa un successo), i candidati grillini sono rimasti esclusi dal <strong>ballottaggio che si terrà il 25 giugno</strong> e che in molti centri sarà una sfida (di ritorno) tra centrosinistra e centrodestra. &nbsp;A Palermo le elezioni sono state vinte al primo turno dal sindaco uscente <strong>Leoluca Orlando</strong> con oltre il 40%. Ballottaggio a Parma tra il civico (ex M5s) Federico Pizzarotti e Paolo Scarpa (centrosinistra); a Genova si sfideranno Marco Bucci (centrodestra) e Gianni Crivello (centrosinistra), mentre il grillino Luca Pirondini si è fermato al 20%. A Verona ballottaggio tra Federico Sboarina (centrodestra) e Patrizia Bisinella (Fare! e civiche).</p>
<h3>AFFLUENZA IN CALO</h3>
<p>L’affluenza definitiva si è attestata al <strong>60,07%</strong>, in netto calo rispetto alla tornata elettorale del 2012. Allora, alla stessa ora, nelle omologhe aveva votato il 66,85%. Lo scorso anno, il 6 giugno del 2016, alle comunali aveva votato il 62,14%.</p>
<h3>A PARMA È BALLOTTAGGIO TRA PIZZAROTTI E SCARPA</h3>
<p>A Parma, come si annunciava già dagli exit poll, è ballottaggio tra il sindaco uscente civico (ex M5s)<strong> Federico Pizzarotti</strong> e il candidato del centro sinistra <strong>Paolo Scarpa</strong>. E intanto l’ex partito di Pizzarotti, il M5s, vede un crollo. Il primo ha portato a casa il 34,78% dei voti (la sua lista, Effetto Parma il 34,59%), il secondo il 32,73%. In terza posizione Laura Cavandoli, che correva per il centro destra, giunta a quota 19,28%. Ma ciò che spicca è appunto il tonfo in negativo del candidato del M5s, Daniele Ghirarduzzi che arriva appena al 3,18% (il partito al 3,48%). Staccati di molto tutti gli altri candidati, con Luigi Alfieri al 2,57%, Filippo Greci 1,98%, Laura Bergamini all’1,25%. Uno sguardo alle percentuali dei partiti vede il Pd al 14,85%, Lega Nord al 12.06%, Forza Italia al 2,7%. Anche a Parma, come nella maggioranza dei Comuni italiani, l’affluenza scende: qui ha votato il 53,68%, mentre nel 2012 aveva votato il 64,55% dei cittadini.</p>
<h3>GENOVA, BUCCI: RISULTATO STORICO</h3>
<p>Ballottaggio per Genova, dove l’affluenza al voto è stata bassissima, tra il candidato del centrodestra&nbsp;<strong>Marco Bucci (38%)</strong>&nbsp;e <strong>Gianni Crivello</strong>, candidato del centrosinistra, che ha superato il 33%. Fuori Luca Pirondini, del M5s, che si è fermato intorno al 20%. Grande soddisfazione per Bucci: “Genova dimostra che ha voglia di cambiare, di pensare al futuro. Non vuole cambiare con chi dice di no a tutto, ma con un messaggio serio”. Queste le sue prime parole, nella notte, quando era ormai chiaro il vantaggio: “Ora dobbiamo fare in modo che tutti i genovesi si innamorino di questa visione e lavorino tutti al rinnovamento di Genova”, prosegue Bucci. “Abbiamo lavorato duro, per altri 15 giorni lavoreremo ancora di più- prosegue il candidato in un point affollato di giornalisti- e poi ancora. Sono contento e convito che possiamo fare ancora meglio. Ce la faremo”. Con Giovanni Toti alla sua sinistra ed Edoardo Rixi alla sua destra, Bucci si lascia andare: “E’ un risultato storico”. E scherza: “Mi aspettavo di più”. Poi torna serio: “Molte persone si sono innamorate del nostro sogno, del nostro progetto e della Genova meravigliosa. Ora dobbiamo convincerne sempre di più”.</p>
<h3>A VERONA &nbsp;FUORI IL PD</h3>
<p>A Verona la sfida sarà tra Federico Sboarina (centrodestra), che ha raggiunto 29,26%, e la compagna di Flavio Tosi, Patrizia Bisinella (Fare+civiche), 23,54%. Esclusa la candidata sostenuta dal Pd (e da liste civiche), Orietta Salemi (22,48%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/06/12/comunali-m5s-fuori-in-tutte-le-grandi-citta-rieletto-orlando-a-palermo/">Comunali, M5s fuori in tutte le grandi città. Rieletto Orlando a Palermo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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