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	<title>agenzia funebre Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Coronavirus. Un lenzuolo con disinfettante e 60 secondi per addio, il racconto Agenzia Funebre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 14:12:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un minuto. E&#8217; il tempo dell&#8217;ultimo saluto dal balcone di casa al carro funebre che per sessanta secondi resta li&#8217;. Subito dopo, attraversando l&#8217;irreale silenzio delle vie della citta&#8217;, raggiunge l&#8217;ingresso del cimitero. Il parroco attende. Pochi minuti per la benedizione. A qualche metro di distanza l&#8217;unico parente che puo&#8217; arrivare su quella che e&#8217; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/15/coronavirus-un-lenzuolo-con-disinfettante-e-60-secondi-per-addio-il-racconto-agenzia-funebre/">Coronavirus. Un lenzuolo con disinfettante e 60 secondi per addio, il racconto Agenzia Funebre</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un minuto. E&#8217; il tempo dell&#8217;ultimo saluto dal balcone di casa al carro funebre che per sessanta secondi resta li&#8217;. Subito dopo, attraversando l&#8217;irreale silenzio delle vie della citta&#8217;, raggiunge l&#8217;ingresso del cimitero. Il parroco attende. Pochi minuti per la benedizione. A qualche metro di distanza l&#8217;unico parente che puo&#8217; arrivare su quella che e&#8217; ormai una linea invisibile di confine, piange. A volte lo fa con il cellulare tra le mani, mentre in video condivide quel momento di infinito dolore con chi non puo&#8217; esserci. Oltre non si va. Il dolore non puo&#8217; entrare. Deve restare confinato all&#8217;esterno. A varcare quell&#8217;invalicabile limite intangibile e&#8217; solo Paolo con i suoi collaboratori. Anche l&#8217;Abruzzo vive il dramma dei decessi da Covid-19 e a raccontare all&#8217;agenzia Dire cosa accade in quelle ultime drammatiche ore e&#8217; Paolo Verrocchio, titolare dell&#8217;omonima azienda di Montesilvano che di funerali per persone morte dopo aver contratto il virus che ha messo in lockdown il mondo ne ha fatti gia&#8217; una decina. Sono 232 le persone decedute fino ad oggi, ma il numero continua ad aumentare. Una cosa inattesa anche per chi, con la morte, ha a che fare per mestiere. &#8220;Abbiamo inaugurato la nostra Funeral Home il 7 marzo. Un luogo confortevole dove si possano vivere in raccoglimento le ultime ore con il proprio caro prima dell&#8217;ultimo saluto, ma non abbiamo fatto in tempo ad avviarne l&#8217;attivita&#8217; che ci siamo ritrovati a vivere una pandemia. E&#8217; stato uno stravolgimento per l&#8217;azienda- spiega- Fortunatamente mio padre e&#8217; stato previdente negli anni per cui avevamo in magazzino una gran quantita&#8217; di dispositivi di protezione che da quel che so non sono arrivati ai colleghi. Almeno nel nostro caso sono stati diversi quelli che sono venuti a chiederci qualche tuta o qualche mascherina. Noi, ovviamente, gliel&#8217;abbiamo data&#8221;.<br />
 Le bare di chi muore affetto da Covid-19 vengono sigillate subito. Nessuna vestizione. Solo un lenzuolo imbevuto di una soluzione disinfettante. E un po&#8217; di paura, ammette, c&#8217;e&#8217;. &#8220;Non tanto per le persone decedute in ospedale, quanto nel momento in cui si va nelle abitazioni. Li&#8217; e&#8217; piu&#8217; rischioso essendoci i parenti che sono in quarantena&#8221;. Paura che cresce quando una diagnosi di Covid non c&#8217;e&#8217;. E&#8217; a quel punto che, buona parte della sicurezza viene dal corretto comportamento dei familiari: &#8220;Sono loro che devono dirci se aveva sintomi sospetti. Se e&#8217; cosi&#8217; allora chiamiamo il medico di turno della Asl&#8221;. E&#8217; lui che decide se la salma va in obitorio per il tampone. I parenti, dunque: sono loro quelli a dover elaborare un lutto che, al tempo del Covid 19, sembra inelaborabile. Persone divise tra dolore e paura. Due le storie, antitetiche, che Paolo ci racconta. Quella di una donna di 40 anni, affetta da Covid e confinata in casa, che vedendo passare il carro funebre della madre non ha resistito ed e&#8217; corsa fuori per abbracciarla. A fermarla, il marito. In ospedale, invece, due figli straziati dal dolore che, pero&#8217;, non sono voluti scendere a vedere, alla debita distanza, la salma della madre. &#8220;Temevano il contagio&#8221;. Ecco che allora, qualcuno, chiede una fotografia. E i pagamenti? &#8220;Si lavora in maniera ridotta e non sempre arrivano. Il momento non e&#8217; facile per nessuno- sottolinea Paolo Verrocchio- Nessuno sta lavorando. Ma a queste persone non puoi di certo dire di no. Prova solo a immaginare un parente, magari un figlio, che vede uscire un genitore per andare in ospedale e lo rivede passare per un minuto sotto casa chiuso in una bara&#8221;.</p>
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