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	<title>alberi Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Foreste: 54mila alberi pericolosi nelle città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 15:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
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		<category><![CDATA[improntalaquila notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;I cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi si abbattono su una situazione diffusa di degrado urbano dovuto alla mancanza di manutenzione del verde pubblico che ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/03/21/foreste-54mila-alberi-pericolosi-nelle-citta/">Foreste: 54mila alberi pericolosi nelle città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;I cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi si abbattono su una situazione diffusa di degrado urbano dovuto alla mancanza di manutenzione del verde pubblico che ha richiesto l&#8217;intervento dei vigili del fuoco per ben 54mila emergenze nell&#8217;ultimo anno per la presenza di alberi pericolanti nelle città italiane&#8221;. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;analisi della Coldiretti sul rapporto 2021 dei vigili del fuoco in occasione della Giornata internazionale delle Foreste del 21 marzo 2022 istituita dall&#8217;Onu per riflettere sull&#8217;importanza di valorizzare gli alberi, dai boschi alle città. Un appuntamento ricordato nelle scuole dove per festeggiare la giornata nei giardini e negli spazi esterni di più 20 realtà in tutte le regioni d&#8217;Italia è stato deciso di mettere a dimora alberi di diverse specie: da Brescia a Palermo, da Perugia a Bari, da Tropea a Roma, da Solesine a Procida per iniziativa di Campagna Amica, Coldiretti, Coldiretti Donne Impresa, Consulta florovivaistica Coldiretti, Terranostra e Fondazione Univerde, insieme a studenti, insegnanti rappresentanti delle istituzioni, sindaci e amministratori locali. L&#8217;aumento del 29% delle bufere di vento in Italia nell&#8217;ultimo anno rilevata dalla Coldiretti su dati ESWD si è incrociata con la riduzione della manutenzione del verde pubblico a causa della pandemia Covid con un aumento di quasi il 5% di alberi a rischio rispetto alla media dei due anni precedenti. Considerando il numero di interventi ogni 10 chilometri quadrati, le province italiane più colpite dagli alberi pericolanti (dai 10 ai 15 casi) sono Varese, Monza Brianza e Milano, Gorizia e Trieste, Napoli, Roma, La Spezia e Prato. &#8220;Le piante- evidenzia Coldiretti- cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata con potature eseguite senza la necessaria professionalità&#8221;. Ma i cambiamenti climatici &#8220;hanno anche favorito la proliferazione di parassiti spesso arrivati dall&#8217;estero che- continua la Coldiretti- ha conseguenze catastrofiche sul verde, ma anche sulla sicurezza, con problemi di stabilità degli alberi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Una situazione sulla quale occorre intervenire con una gestione professionale, che preveda il ricorso alla figura del manutentore del verde con idonea qualifica, anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori così come previsto dalla legge di orientamento che consente ai Comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare così una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini- afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che per questo- è necessario coinvolgere a tutti i livelli le 27mila aziende florovivaistiche italiane che con 100mila addetti già operano da nord a sud della Penisola per un fatturato di 2,7 miliardi&#8221;.</p>
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		<title>Maltempo: in città alberi sbagliati e senza cure</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 19:25:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le piante cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2019/02/25/maltempo-in-citta-alberi-sbagliati-e-senza-cure/">Maltempo: in città alberi sbagliati e senza cure</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le piante cadono per la scelta di essenze sbagliate per il clima, il terreno o la posizione, ma anche per gli errori sulle dimensioni e sul rispetto delle distanze per un corretto sviluppo delle radici, sul quale pesa soprattutto la mancanza di manutenzione adeguata. Cosi&#8217; la Coldiretti in riferimento ai drammatici effetti, con morti e feriti, della caduta degli alberi nelle citta&#8217;. Altra tematica e&#8217; quella della difesa fitosanitaria che e&#8217; aumentata per l&#8217;aggressivita&#8217; di tanti patogeni introdotti negli anni da diverse parti del mondo con conseguenze catastrofiche sulla bellezza dei luoghi, ma anche sulla loro sicurezza, con problemi di stabilita&#8217; degli alberi. Nelle citta&#8217; italiane ci sono milioni di alberi secondo una analisi della Coldiretti dal quale si evidenzia che nelle grandi metropoli il numero varia dai 350mila della Capitale a agli oltre 464mila di Milano. Nei capoluoghi di provincia ci sono oltre 564 milioni di metri quadrati di verde pubblico che corrispondono ad una disponibilita&#8217; media di 31,1 metri quadri per abitante. Un patrimonio che deve essere adeguatamente valorizzato con una gestione professionale anche attraverso la rivalutazione del ruolo degli agricoltori cosi&#8217; come previsto dalla legge di orientamento che consente ai comuni di delegare la manutenzione agli imprenditori agricoli ed evitare cosi&#8217; una gestione improvvisata che mette in pericolo i cittadini, conclude la Coldiretti.</p>
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		<title>Natale: alberi veri in 3,6 mln di case</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2018 18:40:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti/Ixe']]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;albero naturale di Natale trova spazio quest&#8217;anno nelle case di 3,6 milioni di famiglie per una spesa media di 33 euro, come conseguenza della tendenza dei consumatori ad&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/08/natale-alberi-veri-in-36-mln-di-case/">Natale: alberi veri in 3,6 mln di case</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;albero naturale di Natale trova spazio quest&#8217;anno nelle case di 3,6 milioni di famiglie per una spesa media di 33 euro, come conseguenza della tendenza dei consumatori ad acquistare degli abeti di varieta&#8217; particolari ma anche piu&#8217; costose rispetto al piu&#8217; tradizionale abete rosso. E&#8217; quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe&#8217; presentata in occasione dell&#8217;iniziativa di solidarieta&#8217; realizzata insieme a Federforeste per la vendita nei mercati di www.campagnamica.it, da Roma a Milano fino a Vicenza, degli alberi di Natale ottenuti dai boschi distrutti dall&#8217;ondata di maltempo del 29 ottobre. L&#8217;albero di Natale e&#8217; irrinunciabile per l&#8217;81% delle famiglie italiane secondo una tradizione consolidata anche se &#8211; sottolinea www.coldiretti.it &#8211; la maggioranza di oltre sette italiani su dieci sceglie ancora l&#8217;albero sintetico, in gran parte recuperandolo dalla cantina. L&#8217;albero vero tende a rimpicciolirsi non solo per questioni economiche ma anche per la facilita&#8217; di trasporto e del minor numero di metri quadrati disponibili per abitazione. Il risultato &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; e&#8217; che negli ultimi quindici anni la dimensione l&#8217;albero di Natale si e&#8217; accorciato in media di quasi mezzo metro ed oggi la maggioranza degli abeti acquistati dagli italiani hanno una altezza inferiore al metro e mezzo ma in molti casi non superano neanche il metro. Oltre che per l&#8217;altezza i prezzi variano a seconda delle varieta&#8217; ma complessivamente, comunque, gli abeti piu&#8217; piccoli che non superano il metro e mezzo saranno venduti anche quest&#8217;anno a prezzi variabili tra i 10 e i 60 euro a seconda della misura, della presenza delle radici ed eventualmente del vaso, mentre per le piante di taglia oltre i due metri il prezzo sale anche a 200 euro per varieta&#8217; particolari.</p>
<p>La vendita avviene nei vivai, nella grande distribuzione, presso i fiorai, nei garden, ma ottime occasioni si trovano anche in molti mercati degli agricoltori di Campagna Amica. L&#8217;albero naturale italiano concilia il rispetto della tradizione con quello dell&#8217;ambiente a differenza delle piante di bassa qualita&#8217; importate dall&#8217;estero che raggiungono l&#8217;Italia dopo un lungo trasporto con mezzi inquinanti. In Italia gli alberi naturali &#8211; informa la Coldiretti &#8211; sono coltivati soprattutto nelle zone montane e collinari in terreni marginali altrimenti destinati all&#8217;abbandono e contribuiscono a migliorare l&#8217;assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l&#8217;erosione e gli incendi. Grazie agli alberi di Natale e&#8217; quindi possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondita&#8217; prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d&#8217;incendi. Gli abeti utilizzati come ornamento natalizio &#8211; rileva la Coldiretti &#8211; derivano per circa il 90% da coltivazioni vivaistiche mentre il restante 10% (cimali o punte di abete) dalla normale pratica forestale che prevede interventi colturali di &#8220;sfolli&#8221;, diradamenti o potature indispensabili per lo sviluppo e la sopravvivenza del bosco. In Italia la coltivazione dell&#8217;albero di Natale e&#8217; concentrata prevalentemente in Toscana (province di Arezzo e Pistoia) ed in Veneto. Niente a vedere con le piante di plastica che &#8211; conclude Coldiretti &#8211; arrivano molto spesso dalla Cina e non solo consumano petrolio e liberano gas ad effetto serra per la loro realizzazione e il trasporto, ma impiegano oltre 200 anni prima di degradarsi nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Secondo la Coldiretti e&#8217; meglio preventivare l&#8217;acquisto dell&#8217;albero vero con qualche giorno di anticipo per dare modo all&#8217;albero di adattarsi al nuovo ambiente e distendere bene i rami, mentre in vivaio &#8211; consiglia la Coldiretti &#8211; occorre scegliere alberi italiani, che non sono stati trasportati per lunghe distanze con mezzi inquinanti, di altezza giusta per la casa senza andare alla ricerca della pianta perfetta perche&#8217; ogni esemplare tende ad avere un lato meno ricco di rami nella parte cresciuta verso nord ed e&#8217; bene ricordarsi che, poiche&#8217; le piante tendono a perdere gli aghi nella parte interna dei rami, vanno scossi per far cadere quelli secchi per non sporcare la casa. Tra le mura domestiche l&#8217;albero vero va sistemato &#8211; continua la Coldiretti &#8211; in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come stufe e termosifoni e al riparo da correnti d&#8217;aria o folate di vento, per la vicinanza a porte e finestre. Vanno inoltre evitati gli addobbi pesanti per non spezzare i rami ed e&#8217; bene non spruzzare neve sintetica e spray colorati perche&#8217; l&#8217;albero e vivo e respira. La terra nel vaso va mantenuta umida, ma non eccessivamente bagnata, con l&#8217;utilizzo di un nebulizzatore, che potrebbe essere applicato anche ai rami in assenza di fili elettrici. Al termine delle festivita&#8217;, se non ci sono le condizioni per piantare l&#8217;albero in giardino, e&#8217; bene informarsi &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; se ci sono presso il rivenditore, il Comune o il Corpo forestale dello Stato centri di recupero che quando e&#8217; possibile provvedono ripiantarli in ambienti adatti.</p>
<p>Ecco il vademecum Coldiretti per il giusto albero di Natale. Prima di comprare l&#8217;albero: &#8211; Meglio preventivare l&#8217;acquisto con qualche giorno di anticipo per dare modo all&#8217;albero di adattarsi al nuovo ambiente e distendere bene i rami, imprigionati dalla rete per il trasporto. &#8211; Misurare accuratamente l&#8217;altezza del soffitto di casa, per non trovarsi con un albero troppo alto perche&#8217; all&#8217;aperto gli alberi sembrano molto piu&#8217; piccoli che all&#8217;interno. Al vivaio o nei mercati di Campagna Amica: &#8211; Non andare alla ricerca di un albero perfetto perche&#8217; ogni esemplare tende ad avere un lato meno ricco di rami nella parte cresciuta verso nord e poi ricordarsi che si tratta di un albero vivo la cui naturale asimmetria e&#8217; sicuramente compensata dall&#8217;autenticita&#8217; dello stesso. &#8211; Tutte le conifere &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; tendono a perdere gli aghi nella parte interna dei rami ma cio&#8217; non significa che l&#8217;albero sia vecchio e in ogni caso, per evitare di sporcare macchine e case, chiedere al vivaista di scuotere l&#8217;albero per far cadere gli aghi secchi. Una volta a casa: &#8211; Sistemare l&#8217;albero in un luogo luminoso, fresco, lontano da fonti di calore, come I termosifoni e al riparo da correnti d&#8217;aria, come porte e finestre al riparo da eventuali forti folate di vento. &#8211; Evitare addobbi pesanti per non spezzare i rami. &#8211; Non spruzzare neve sintetica e spray colorati perche&#8217; l&#8217;albero e vivo e respira. &#8211; Mantenere la terra umida ma &#8211; consiglia la Coldiretti &#8211; non eccessivamente bagnata, anche con l&#8217;utilizzo di un nebulizzatore, che potrebbe essere applicato anche ai rami in assenza di fili elettrici. Terminato il periodo natalizio: &#8211; Se l&#8217;albero acquistato ha le radici puo&#8217; essere posizionato all&#8217;esterno sul balcone o piantato in giardino, ricordando che e&#8217; una pianta che puo&#8217; crescere anche fino a 15- 20 metri. &#8211; Donarlo ai centri di raccolta indicati daI vivaisti, dai Comuni, dal Corpo forestale dello Stato o da alcuni mercati di Campagna Amica (la lista su www.camapgnamica.it)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/12/08/natale-alberi-veri-in-36-mln-di-case/">Natale: alberi veri in 3,6 mln di case</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Ambiente, Giornata nazionale degli Alberi. Costa: &#8220;Piantiamone uno con i nostri figli&#8221;</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/11/14/ambiente-giornata-nazionale-degli-alberi-costa-piantiamone-uno-con-i-nostri-figli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 18:44:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Costa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A una settimana dalla Giornata nazionale degli Alberi, che ricorre ogni anno il 21 novembre, e a due settimane dal Primo Forum Mondiale sulle Foreste Urbane (www.wfuf2018.com), promosso&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/14/ambiente-giornata-nazionale-degli-alberi-costa-piantiamone-uno-con-i-nostri-figli/">Ambiente, Giornata nazionale degli Alberi. Costa: &#8220;Piantiamone uno con i nostri figli&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A una settimana dalla Giornata nazionale degli Alberi, che ricorre ogni anno il 21 novembre, e a due settimane dal Primo Forum Mondiale sulle Foreste Urbane (www.wfuf2018.com), promosso dalla Fao, il ministero dell&#8217;Ambiente torna &#8220;a sollecitare le amministrazioni locali e i cittadini a piantare nuovi alberi al fine di migliorare la qualita&#8217; dell&#8217;aria nelle nostre citta&#8217;, prevenire il dissesto idrogeologico e proteggere il suolo, migliorare la vivibilita&#8217; delle aree urbane&#8221;. Secondo l&#8217;ultimo Inventario nazionale delle foreste, &#8220;in Italia ci sono ben 20 miliardi di alberi, ma ci dimentichiamo spesso della loro straordinaria importanza per farci respirare in citta&#8217; e, a livello globale, per combattere i cambiamenti climatici. Si dice che faccia piu&#8217; notizia un albero che cade rispetto a una foresta che cresce. In effetti si e&#8217; parlato molto di alberi caduti per il maltempo, ora invece facciamola crescere questa foresta urbana: il 21 novembre piantiamo un albero insieme ai nostri figli, con i ragazzi delle scuole, avranno un amico di cui prendersi cura per tutta la vita&#8221; afferma il ministro dell&#8217;Ambiente Sergio Costa.</p>
<p>Il ministro dell&#8217;Ambiente sara&#8217; il 21 novembre a Torino, dove partecipera&#8217; insieme alla sindaca Chiara Appendino alla piantumazione degli alberi presso la scuola &#8216;Vittorio Veneto&#8217;, mentre il sottosegretario Salvatore Micillo sara&#8217; a Ponticelli (Napoli) all&#8217;Istituto &#8216;Aldo Moro&#8217; e la sottosegretaria Vanna Gava a Roma al Parlamentino del ministero delle Politiche agricole. Questi due ultimi eventi rientrano negli Stati Generali del Verde Pubblico promossi dal Comitato per lo sviluppo del Verde Pubblico istituito presso il Ministero dell&#8217;Ambiente con la Legge 10/2013 &#8216;Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani&#8217;, che ha l&#8217;obiettivo di promuovere una rinnovata cultura del verde e degli alberi nei contesti urbanizzati, dove vive e lavora la maggior parte degli italiani. La legge, prima in Italia, pone la questione degli spazi verdi al centro delle politiche di sostenibilita&#8217; locale, sottolineandone i molteplici benefici per l&#8217;ambiente e la societa&#8217;, presente e futura: mitigazione dell&#8217;isola di calore e dell&#8217;inquinamento atmosferico, ricreazione e rigenerazione psico-fisica, regimazione idraulica e qualita&#8217; delle risorse idriche urbane, socialita&#8217; ed integrazione, bellezza e paesaggio.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/14/ambiente-giornata-nazionale-degli-alberi-costa-piantiamone-uno-con-i-nostri-figli/">Ambiente, Giornata nazionale degli Alberi. Costa: &#8220;Piantiamone uno con i nostri figli&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Chi ha paura dell&#8217;albero cattivo? Architetti, Agronomi e Forestali a difesa del patrimonio arboreo delle nostre città</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/11/05/chi-ha-paura-dellalbero-cattivo-architetti-agronomi-e-forestali-a-difesa-del-patrimonio-arboreo-delle-nostre-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2018 19:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[L'Opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Agronomi]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
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		<category><![CDATA[Forestali]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio arboreo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La cronaca degli ultimi giorni ha riproposto notizie di alberi caduti, con perdite di vite umane, e&#160;abbattimenti &#8220;per ragioni di sicurezza&#8221;, di interi filari lungo le nostre strade,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/05/chi-ha-paura-dellalbero-cattivo-architetti-agronomi-e-forestali-a-difesa-del-patrimonio-arboreo-delle-nostre-citta/">Chi ha paura dell&#8217;albero cattivo? Architetti, Agronomi e Forestali a difesa del patrimonio arboreo delle nostre città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La cronaca degli ultimi giorni ha riproposto notizie di alberi caduti, con perdite di vite umane, e&nbsp;abbattimenti &#8220;per ragioni di sicurezza&#8221;, di interi filari lungo le nostre strade, non ultimo quello che ha reso la statale 17 dell&#8217;Altipiano delle cinque miglia una landa desolata.<br />
Alberi pericolosi, scrivono i giornali; alberi difficili da mantenere, sostengono molte amministrazioni. E così si tagliano esemplari sani, solo per paura che possano cedere improvvisamente, o si procede a capitozzature che, a detta di chi li esegue, metterebbero in sicurezza gli esemplari &#8220;rinforzandoli&#8221;.<br />
Purtroppo, in Italia, ed anche in provincia di Teramo, la gestione del verde urbano avviene per &#8220;sentito dire&#8221;, affidando la manutenzione del verde a personale non qualificato, privo della necessaria formazione prevista dalla Legge n. 154 del 28/07/2016, e non rivolgendosi a tecnici specializzati ed iscritti agli albi professionali come le presenti categorie, che se opportunamente coinvolti, procederebbero a valutazione di stabilità arborea di tutte le piante, selezionando e mettendo in sicurezza gli esemplari malati e/o danneggiati garantendone il loro solo abbattimento e preservando gli esemplari sani e stabili. Anche dove esiste il Regolamento del Verde questo viene spesso disatteso, e i piani comunali di gestione del verde sono strumenti sconosciuti alla maggior parte delle Amministrazioni.<br />
Eppure, in Italia, l&#8217;inquinamento atmosferico causa 84.500 morti l&#8217;anno (nessuno fa peggio in Europa) e circa il 95% degli europei sottoposti a sforamenti contemporanei nelle emissioni di PM10, NO2 e O3 vive nel nord del nostro Paese. Inoltre un terzo dei decessi che ogni anno avvengono nel mondo per ictus, cancro ai polmoni e malattie cardiache è dovuto all’inquinamento atmosferico. Una delle soluzioni per evitare questa strage silenziosa è proprio quella di incrementare il verde urbano, di attuare politiche di forestazione diffusa, di mantenere correttamente il patrimonio arboreo esistente.<br />
Gli alberi, inoltre, non sono utili solo come straordinario presidio antinquinamento, ma costituiscono un vero e proprio dispositivo di messa in sicurezza dal dissesto idrogeologico, che coinvolge l’ 82% dei Comuni italiani, e dall’ erosione accelerata dei suoli che, in meno di 20 anni, ha cancellato il 16% delle campagne, provocando la cementificazione selvaggia di oltre 2 milioni di ettari di terreno coltivati. Gli alberi hanno funzione di mitigare l’azione delle acque meteoriche, mitigare il caldo estivo (le nostre città sono racchiuse dentro vere e proprie &#8220;bolle&#8221; di calore, che innalzano la temperatura anche di diversi gradi), attenuare l&#8217;effetto dei venti, arricchire il paesaggio e migliorare la salute fisica e psichica dei cittadini.<br />
Investire nel verde, quindi, conviene, e porta benefici economici notevoli, anche se difficilmente percepibili da chi è abituato a considerare costi e benefici nell&#8217;immediato, preferendo, magari, costruire un parcheggio, un supermercato, una strada, pensando che un&#8217;area verde, un viale alberato, un giardino, siano investimenti improduttivi.<br />
Le morti procurate dalla caduta degli alberi, o da incidenti in cui auto si schiantano contro alberi, sono sempre causati dall&#8217;imperizia e dall&#8217;imprudenza dell&#8217;uomo. A nessuno verrebbe in mente di abbattere tutti i palazzi di una città perché un edificio è crollato, o di demolire tutte le costruzioni a bordo strada perché un auto si è schiantata contro una recinzione, o una casa. Al contrario, quando ci sono di mezzo gli alberi, la colpa è sempre loro, della pianta assassina.<br />
L&#8217;Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e l&#8217;Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali della provincia di Teramo evidenziano il valore fondamentale del verde urbano e lanciano un appello alle amministrazioni e agli enti &#8211; Comuni, Province, ANAS, ecc. &#8211; affinché attuino una gestione del verde corretta, evitando la distruzione del patrimonio verde esistente incrementando, al contrario, gli spazi alberati, avvalendosi di convenzioni con i professionisti o richiedendo collaborazioni a tecnici qualificati iscritti agli albi professionali al fine di equilibrare sicurezza e salvaguardia dei beni arborei e paesaggistici. Attraverso i loro Consigli Nazionali, inoltre, gli scriventi Ordini territoriali chiederanno al Ministero dell&#8217;Ambiente di intervenire per la salvaguardia delle alberate stradali, dei parchi urbani, delle aree verdi e dei giardini, anche attraverso apposite norme, in modo che si salvaguardino i benefici che le piante portano alla collettività.<br />
84.500 vite umane perse ogni anno per l&#8217;inquinamento, oltre a centinaia di vittime dovute al dissesto idrogeologico, potrebbero essere in gran parte evitate, solo investendo in una corretta gestione del verde. Ne vale la pena? Architetti, Agronomi e Forestali dicono di si, agli amministratori il compito di renderlo possibile.</p>
<p style="text-align: right;">Ordine dei dottori Agronomi e dottori Forestali della provincia di Teramo<br />
Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Teramo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/11/05/chi-ha-paura-dellalbero-cattivo-architetti-agronomi-e-forestali-a-difesa-del-patrimonio-arboreo-delle-nostre-citta/">Chi ha paura dell&#8217;albero cattivo? Architetti, Agronomi e Forestali a difesa del patrimonio arboreo delle nostre città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Maltempo fa strage di 14 mln di piante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 19:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ondata di maltempo ha provocato la strage di circa 14 milioni di alberi compromettendo l&#8217;equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane e mettendo a rischio la stabilita&#8217;&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ondata di maltempo ha provocato la strage di circa 14 milioni di alberi compromettendo l&#8217;equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane e mettendo a rischio la stabilita&#8217; idrogeologica. E&#8217; quanto stima la Coldiretti insieme a Federforeste e aggiunge che ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi ed abeti bianchi e rossi nei boschi dal Trentino all&#8217;Alto Adige, dal Veneto al Friuli, dove ci vorra&#8217; almeno un secolo per tornare alla normalita&#8217;. &#8220;Nei boschi si trova una grande varieta&#8217; di vegetali e una popolazione di mammiferi, uccelli e rettili che per il disastro e&#8217; stata sconvolta, mentre- sottolinea la Coldiretti- la mancanza di copertura vegetale lascia il campo libero a frane e smottamenti in caso di forti piogge. In una situazione in cui l&#8217;Italia importa gia&#8217; circa l&#8217;80% del legno che consuma, al danno ambientale si aggiunge quello economico con importanti ripercussioni sull&#8217;intera filiera del legno e la perdita di posti di lavoro, in aree spesso difficili. Senza dimenticare- continua la Coldiretti- gli effetti paesaggistici e sul turismo con le attivita&#8217; legate alla raccolta dei frutti del bosco come i funghi in forte espansione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Un disastro provocato certamente dalle straordinarie raffiche di vento ma favorito anche dall&#8217;incuria e dall&#8217;abbandono. In Italia siamo di fronte- spiega Coldiretti- all&#8217;inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si e&#8217; impossessata dei terreni incolti e domina ormai piu&#8217; di 1/3 della superficie nazionale con una densita&#8217; che la rende pero&#8217; del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. E&#8217; praticamente raddoppiata rispetto all&#8217;Unita&#8217; d&#8217;Italia la superficie coperta da boschi che oggi interessa 10,9 milioni di ettari, ma, per effetto della chiusura delle aziende agricole, si trovano ora senza la presenza di un agricoltore che possa gestirli&#8221;. &#8220;Per difendere il bosco italiano- conclude la Coldiretti- occorre creare le condizioni affinche&#8217; si contrasti l&#8217;allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli e dai consorzi forestali&#8221;.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maltempo: allarme freddo su alberi già in fiore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 15:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ecologia - Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il brusco arrivo del freddo mette in pericolo gli alberi da frutto con i mandorli gia&#8217; in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/02/19/maltempo-allarme-freddo-su-alberi-gia-in-fiore/">Maltempo: allarme freddo su alberi già in fiore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il brusco arrivo del freddo mette in pericolo gli alberi da frutto con i mandorli gia&#8217; in fiore e le gemme di albicocchi e peschi in fase di apertura che rischiano ora di essere compromesse dalle basse temperature. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento all&#8217;arrivo del maltempo dopo un mese di gennaio caldo con temperature massime di 3,3 gradi superiori alla media storica. A preoccupare con temperature sotto lo zero sono i danni alle coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie e broccoli. Solo il radicchio, la rosa di inverno, si avvantaggia, assumendo in seguito al freddo, una croccantezza e una colorazione rosso intenso che ne esalta le caratteristiche qualitative. Positivo invece per l&#8217;agricoltura l&#8217;arrivo della pioggia dopo che il 2018 si e&#8217; aperto con circa 1/3 di precipitazioni in meno (-29%) rispetto alla media storica con crolli del 50% nel centro Italia e del 45% nel Mezzogiorno anche se al Nord si e&#8217; verificato un aumento del 5% per le abbondanti nevicate, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ucea a gennaio. L&#8217;andamento schizofrenico dell&#8217;inizio dell&#8217;anno conferma i cambiamenti climatici in atto che si stanno manifestando in Italia con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull&#8217;agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni- conclude la Coldiretti- ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccita&#8217;.</p>
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		<title>Xylella: caccia all&#8217;untore. Quali interessi dietro la mattanza degli ulivi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2015 14:17:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci tanti interessi attorno al batterio killer che sta decimando gli ulivi salentini e che minaccia di colpire il territorio pugliese e non solo con potenziali protagonisti che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/29/xylella-caccia-alluntore-quali-interessi-ci-sono-dietro-la-mattanza-degli-ulivi/">Xylella: caccia all&#8217;untore. Quali interessi dietro la mattanza degli ulivi?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci tanti interessi attorno al batterio killer che sta decimando gli ulivi salentini e che minaccia di colpire il territorio pugliese e non solo con potenziali protagonisti che hanno interesse a seccare gli ulivi del Salento. Coincidenze? La presenza del patogeno, considerato tra le cause della moria di alberi, “presenta aspetti che potrebbero andare oltre la fatalità”, lo dice Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Torino e presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura. Che Xylella sia stata importata è un fatto, come pure che in questa storia paiono esserci tutti i presupposti di una guerra chimica o batteriologica.</p>
<p>Di fatto nelle grandi multinazionali oramai la guerra non si combatte più in un consiglio di amministrazione, ma con atti atroci di terrorismo e bombardamenti di intelligenza sopraffina che riducono a deserto i deserti. Una fantasia? Mica tanto, almeno a leggere gli studi fatti nel 2008 dalla rete europea di batteriologi, costituitasi nell’ambito dell’iniziativa COST 873: “Di tutte le specie batteriche elencate, solo Ca. Liberibacter spp. e Xylella fastidiosa, entrambi patogeni per gli agrumi, potrebbero essere considerate tali da soddisfare i criteri proposti per le armi biologiche. E se l’ulivo, si sa è pianta protettissima, il cui abbattimento è legato da vincoli di legge spesso insuperabili, chi ha interesse ad estirparli prima del tempo per poter realizzare tracciati che richiederebbero autorizzazioni senza fine?</p>
<p>Per questo Giovanni D&#8217;Agata, presidente dello “<a href="http://giovannidagata.voxmail.it/nl/h10ng/w12rgx/1?_t=3f2656f0" target="_blank">Sportello dei Diritti</a>” affiderà a giorni al generale Luciano Garofano, biologo ed ex comandante del Ris di Parma, l’incarico ufficiale di eseguire un’indagine scientifica sul batterio della Xylella, che sta distruggendo migliaia di ulivi nel Salento e non solo, arrecando seri danni al paesaggio e all’economia locale. L’incarico consisterà nell&#8217;accertare se il batterio sia stato importato (la Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’indagine, con l’ipotesi di diffusione di una malattia delle piante) oppure no. L’inchiesta sulla Xylella mosse i primi passi nel maggio di un anno fa, dopo la morìa di centinaia e centinaia di alberi d’ulivo segnalata in tutto il Salento, a seguito di tre esposti presentati in procura da alcune associazioni ambientaliste: il sospetto è infatti che la Xylella, segnalata in Europa circa quattro anni fa, possa essere stata introdotta per la prima volta nel corso di un workshop tenutosi a Bari nel 2010.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2015/05/29/xylella-caccia-alluntore-quali-interessi-ci-sono-dietro-la-mattanza-degli-ulivi/">Xylella: caccia all&#8217;untore. Quali interessi dietro la mattanza degli ulivi?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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