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	<title>ansia Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Salute. Cnr: &#8220;L&#8217;aria della foresta diminuisce l&#8217;ansia&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 13:26:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca sperimentale condotta in 39 siti italiani tra montagna, collina e parchi urbani ha permesso di svelare il ruolo dei monoterpeni &#8211; componenti profumati degli oli essenziali emessi dalle piante &#8211; e di isolarne l&#8217;effetto specifico sulla riduzione significativa dei sintomi dell&#8217;ansia. A condurla, un team di ricercatori dell&#8217;Istituto per la bioeconomia del Consiglio [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Una ricerca sperimentale condotta in 39 siti italiani tra montagna, collina e parchi urbani ha permesso di svelare il ruolo dei monoterpeni &#8211; componenti profumati degli oli essenziali emessi dalle piante &#8211; e di isolarne l&#8217;effetto specifico sulla riduzione significativa dei sintomi dell&#8217;ansia. A condurla, un team di ricercatori dell&#8217;Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche di Firenze (Cnr-Ibe) e del Club Alpino Italiano, insieme alle Università di Parma e Firenze, all&#8217;Azienda unità sanitaria locale (Ausl) di Reggio Emilia, e con il sostegno del Centro di riferimento regionale per la fitoterapia (Cerfit) di Firenze: la ricerca è pubblicata sul International Journal of Environmental Research and Public Health. In base all&#8217;analisi di dati ambientali e psicometrici raccolti nel corso delle campagne svolte nel 2021 e nel 2022, è stato individuato e isolato l&#8217;effetto specifico dell&#8217;esposizione ai monoterpeni &#8211; e in particolare ad a-pinene- sulla riduzione significativa dei sintomi di ansia, identificando non solo soglie di esposizione, ma anche la correlazione alla quantità di monoterpeni inalati. &#8220;I risultati mostrano che, oltre una data soglia di concentrazione di monoterpeni totali o anche del solo a-pinene, i sintomi di ansia diminuiscono a prescindere da tutti gli altri parametri, sia ambientali che individuali, e poiché questi composti sono emessi dalle piante, possiamo ora assegnare un valore terapeutico specifico a ogni sito verde, anche condizionato alla frequentazione in momenti diversi dell&#8217;anno e del giorno- sottolinea Francesco Meneguzzo, ricercatore del Cnr-Ibe e membro del Comitato scientifico centrale del Cai- I monoterpeni sono molto più abbondanti nelle foreste remote che nei parchi urbani, sebbene con un notevole grado di variabilità: un prossimo passo sarà mappare e prevedere le relative concentrazioni&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organizzazione della ricerca si è rivelata particolarmente articolata, con centinaia di partecipanti coinvolti in sessioni standardizzate di terapia, condotte in siti di tutta Italia. &#8220;Combinando sessioni di terapia forestale condotte da psicologi professionisti con tecniche avanzate di statistica, abbiamo potuto dimostrare che, in certe condizioni, l&#8217;aria della foresta è davvero terapeutica: un traguardo importante per la progressiva adozione di pratiche sanitarie verdi&#8221;, afferma Federica Zabini di Cnr-Ibe, responsabile Cnr del progetto e supervisore della ricerca. &#8220;Abbiamo applicato un metodo statistico avanzato in uso nella ricerca clinica, che ha consentito di creare gruppi di intervento e di controllo perfettamente abbinati: i risultati ci permettono, oggi, di disporre di criteri oggettivi per individuare e qualificare stazioni di Terapia Forestale in grado di consentire prestazioni di livello clinico- aggiunge Davide Donelli del Dipartimento di medicina e chirurgia dell&#8217;Università di Parma e Divisione di cardiologia dell&#8217;Azienda ospedaliero-universitaria di Parma- Poiché è ormai consolidata la connessione tra stati di ansia e rischio cardiovascolare, i risultati ottenuti assumono un valore importante anche in ambito patofisiologico, e quella sarà materia di ulteriori ricerche&#8221;. Lo studio prosegue il filone di ricerca intrapreso nel 2019 relativo alla distribuzione degli oli essenziali emessi dalle piante, che ha portato a numerose pubblicazioni scientifiche e alla realizzazione di due volumi sulla Terapia Forestale, editi dal Cnr, che hanno permesso di sistematizzare le conoscenze ad oggi acquisite in merito a questa disciplina emergente.</p>
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		<title>Sociale. Effetti negativi pandemia su relazioni di coppia degli italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 07:27:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio condotto dalle ricercatrici Annunziata Romeo, Agata Benfante e Marialaura Di Tella del gruppo &#8216;ReMind the Body&#8217; del Dipartimento di Psicologia, coordinato dal professor Lorys Castelli dell&#8217;Università di Torino, ha indagato i livelli di ansia, depressione e i sintomi da stress post-traumatico (Ptss), insieme all&#8217;impatto delle misure restrittive pandemiche sulle relazioni romantiche e l&#8217;adattamento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Uno studio condotto dalle ricercatrici Annunziata Romeo, Agata Benfante e Marialaura Di Tella del gruppo &#8216;ReMind the Body&#8217; del Dipartimento di Psicologia, coordinato dal professor Lorys Castelli dell&#8217;Università di Torino, ha indagato i livelli di ansia, depressione e i sintomi da stress post-traumatico (Ptss), insieme all&#8217;impatto delle misure restrittive pandemiche sulle relazioni romantiche e l&#8217;adattamento di coppia, inteso come qualità e soddisfazione della relazione. La ricerca, condotta tra il 4 dicembre 2020 e il 10 gennaio 2021 e pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Journal of Affective Disorders, ha coinvolto 410 partecipanti aventi una relazione romantica stabile. Secondo i risultati, i partecipanti che hanno dichiarato un impatto negativo della situazione pandemica sulla relazione di coppia riportavano peggiori esiti psicologici e difficoltà nella relazione stessa. Alla domanda &#8220;Ritiene che le misure contenitive introdotte per arginare l&#8217;emergenza Covid-19 e la nuova quotidianità che ne è derivata abbiano avuto un impatto sulla sua relazione sentimentale?&#8221;, il 32% dei partecipanti ha riferito un impatto negativo sulla relazione di coppia, mentre solo il 18.5% ha dichiarato un impatto positivo, la restante parte dei partecipanti nessuno impatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I partecipanti che dichiaravano un impatto negativo erano tendenzialmente più giovani, con problemi lavorativi, senza figli e con una minore durata della relazione rispetto agli altri partecipanti. Da un punto di vista psicologico, questo gruppo presenta maggiore ansia, depressione e Ptss. Quindi, secondo i risultati di questa ricerca, le persone che hanno risentito maggiormente delle conseguenze della pandemia da Covid-19 hanno mostrato una peggiore salute mentale e una scarsa qualità della relazione. Ad ogni modo, un evento stressante come quello della pandemia non dovrebbe essere considerato come unico fattore che influenza la qualità di una relazione e il benessere psicologico. I risultati dello studio si inseriscono all&#8217;interno di un filone di ricerca che garantisce una visione più complessa e multifattoriale del benessere di coppia e che prende in considerazione fattori individuali e ambientali preesistenti. Ad esempio, persone con un buon adattamento di coppia ed alti livelli di benessere psicologico saranno maggiormente in grado di fronteggiare eventi stressanti, come la pandemia da Covid-19. Allo stesso tempo giovani coppie che percepiscono la loro relazione come instabile potrebbero essere meno portati a fronteggiare alcune problematiche in modo adattivo. In conclusione, lo studio mette in luce quanto la salute mentale del singolo individuo sia influenzata dalla qualità della relazione di coppia e al contempo influenzi, a sua volta, la relazione romantica stessa. L&#8217;intreccio tra questi aspetti assume una valenza particolare a fronte di eventi traumatici di straordinaria portata come quella del Covid-19.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2022/07/03/sociale-effetti-negativi-pandemia-su-relazioni-di-coppia-degli-italiani/">Sociale. Effetti negativi pandemia su relazioni di coppia degli italiani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Salute. Aumento disturbi sonno e ansia, ecco studio su lockdown</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 13:52:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Disturbi del sonno, attacchi d&#8217;ansia, aumento dell&#8217;irritabilita&#8217;. Sono i sintomi piu&#8217; frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese durante l&#8217;isolamento a casa per l&#8217;emergenza coronavirus. Lo evidenzia l&#8217;indagine sull&#8217;impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia, promossa dall&#8217;Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Disturbi del sonno, attacchi d&#8217;ansia, aumento dell&#8217;irritabilita&#8217;. Sono i sintomi piu&#8217; frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese durante l&#8217;isolamento a casa per l&#8217;emergenza coronavirus. Lo evidenzia l&#8217;indagine sull&#8217;impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia, promossa dall&#8217;Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo Lino Nobili, che dirige il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell&#8217;istituto. Il questionario e&#8217; stato raccolto a quindici giorni di distanza dall&#8217;inizio del lockdown, tra il 24 marzo e il 3 aprile.<br />
Dall&#8217;analisi delle risposte e&#8217; emerso che la situazione di isolamento ha determinato una condizione di stress con ripercussioni non solo sulla salute fisica, ma anche su quella emozionale-psichica, sia dei genitori che dei figli. &#8220;Ringrazio il Gaslini per l&#8217;impegno profuso anche in questa occasione a favore della salute dei piu&#8217; piccoli e degli adolescenti. È importante oggi essere consapevoli di quanto le misure assunte dal governo di chiusura e isolamento, che pure hanno messo in sicurezza la salute delle famiglie italiane, abbiano pesato su bambine, bambini e adolescenti. Sono loro quelli che hanno pagato un prezzo particolarmente alto durante il lockdown&#8221;, ha spiegato la sottosegretaria di Stato alla Salute, Sandra Zampa, nella conferenza stampa di presentazione dell&#8217;indagine. &#8220;Non poter andare a scuola, non poter vedere le proprie maestre e i propri compagni di classe, non poter correre e giocare in un parco con i propri amici li ha certamente penalizzati. Per questo- aggiunge Zampa- dobbiamo oggi fare in modo di accompagnarli per mano fuori per far ritorno a una quotidianita&#8217; che vorremmo fosse la piu&#8217; bella e sicura possibile. Dobbiamo fare in modo che alla fine di un&#8217;esperienza che ricorderanno per tutta la vita, si sentano piu&#8217; forti e sicuri, consapevoli che si puo&#8217; combattere e vincere anche una battaglia difficilissima come quella che abbiamo condiviso contro il Coronavirus&#8221;. Al questionario, sottoposto in forma anonima mediante la piattaforma Google Form e tramite il sito web dell&#8217;istituto, hanno aderito 6.800 soggetti da tutta Italia (in particolare dalle regioni del Nord e alta Toscana), di cui quasi la meta&#8217; (3.245) con figli minorenni a carico. Il 64.7% delle persone che hanno compilato il campione e&#8217; di sesso femminile, con un eta&#8217; media che si colloca nella fascia dei 40-45 anni. &#8220;L&#8217;Irccs Gaslini ha scelto di raccogliere durante il lockdown il prezioso e irripetibile contributo di quasi 7.000 famiglie in Italia, che ne descrivevano gli effetti sulla propria salute. L&#8217;analisi dei dati emersi consente ora di offrire risposte precoci e fondate ai tanti disturbi rilevati&#8221;, ha dichiarato Paolo Petralia, direttore generale del Gaslini.<br />
Questa ricerca e&#8217; &#8220;un ulteriore stimolo a recuperare al piu&#8217; presto, pur con le necessarie precauzioni, le opportunita&#8217; di interazione diretta tra coetanei, strumento essenziale per lo sviluppo emotivo e l&#8217;acquisizione di competenze&#8221;, ha aggiunto lo psichiatra Fabrizio Starace, membro della task force di Vittorio Colao per la ripartenza economica e sociale del Paese.<br />
L&#8217;indagine nel dettaglio:</p>
<p><strong>RISULTATI SUI BAMBINI 0-6 ANNI</strong> &#8211; Dall&#8217;analisi dei dati relativi alle famiglie con figli minori di 18 anni a carico (3.251 questionari) e&#8217; emerso che &#8220;nel 65% e nel 71% dei bambini con eta&#8217; rispettivamente minore o maggiore di 6 anni sono insorte problematiche comportamentali e sintomi di regressione. Per quel che riguarda i bambini al di sotto dei sei anni i disturbi piu&#8217; frequenti sono stati l&#8217;aumento dell&#8217;irritabilita&#8217;, disturbi del sonno e disturbi d&#8217;ansia (inquietudine, ansia da separazione)&#8221;.<br />
Sono questi i primi numeri forniti dal Gruppo di studio guidato da Nobili, tra cui Sara Uccella, specialista in Neuropsichiatria infantile (Npi) all&#8217;IRCCS G. Gaslini, Fabrizio De Carli, consulente statistico del Cnr di Genova; e il team della Npi, della Psicologia, dell&#8217;Unita&#8217; di Crisi, dell&#8217;ufficio Informazioni e Relazioni con il Pubblico del Gaslini.</p>
<p><strong>DATI NEI MINORI 6-18 ANNI</strong> &#8211; Nei bambini e adolescenti (eta&#8217; 6-18 anni) i disturbi piu&#8217; frequenti hanno interessato la &#8220;componente somatica&#8221; (disturbi d&#8217;ansia e somatoformi come la sensazione di mancanza d&#8217;aria) e i disturbi del sonno (difficolta&#8217; di addormentamento, difficolta&#8217; di riveglio per iniziare le lezioni per via telematica a casa). In particolare, in questa popolazione e&#8217; stata osservata una significativa alterazione del ritmo del sonno con tendenza al &#8220;ritardo di fase&#8221; (adolescenti che vanno a letto molto piu&#8217; tardi e non riescono a svegliarsi al mattino), come in una sorta di &#8220;jet lag&#8221; domestico. In questa popolazione di piu&#8217; grandi, si legge nella ricerca, e&#8217; stata inoltre riscontrata una aumentata instabilita&#8217; emotiva con irritabilita&#8217; e cambiamenti del tono dell&#8217;umore.</p>
<p>L&#8217;indagine del Gaslini mette sotto la lente di ingrandimento anche l&#8217;importanza del contesto familiare: <strong>INTERDIPENDENZA TRA MALESSERE FIGLI E GENITORI</strong> &#8211; &#8220;Il livello di gravita&#8217; dei comportamenti disfunzionali dei bambini/ragazzi correlava in maniera statisticamente significativa con il grado di malessere circostanziale dei genitori. All&#8217;aumentare di sintomi o comportamenti suggestivi di stress conseguenti alla condizione &#8216;Covid&#8217; nei genitori (disturbi d&#8217;ansia, dell&#8217;umore, disturbi del sonno, consumo di farmaci ansiolitici e ipnotici), i dati hanno mostrato un aumento dei disturbi comportamentali e della sfera emotiva nei bambini e negli adolescenti- affermano gli studiosi dell&#8217;IRCCS G. Gaslini- indipendentemente dalla pregressa presenza di disturbi della sfera psichica nei genitori.<br />
D&#8217;altra parte i disturbi della sfera emozionale dei genitori conseguenti alla &#8216;condizione Covid&#8217; sono risultati essere significativamente accentuati nel caso di pregresse problematiche di natura psichica. Inoltre, il malessere psichico dei genitori legato alla &#8216;condizione Covid&#8217; e&#8217; risultato significativamente piu&#8217; frequente e intenso nella famiglie al cui interno erano presenti sia persone anziane che bambini&#8221;.<br />
In conclusione questi dati preliminari sottolineano come la &#8220;situazione di confinamento abbia determinato una condizione di stress notevolmente diffusa, con ripercussioni significative a livello non solo della salute fisica ma anche di quella emozionale psichica dei genitori e dei bambini. Aver messo in atto dei percorsi di supporto psicologico e neuropsichiatrico alle famiglie e ai bambini, come e&#8217; stato fatto dal nostro Istituto- aggiunge il gruppo di studio guidato dal professore Nobili- non solo ha fornito un aiuto nella fase acuta, ma potrebbe ridurre i rischi di sintomalogie post-traumatiche perduranti nel tempo. Come espresso dal gruppo dell&#8217;University College of London, in collaborazione con il National Institute for Health (NIH), oltre alla necessita&#8217; di misure di controllo del rischio di contaminazione e&#8217; necessario mettere in atto procedure di tutela del benessere mentale sia delle popolazioni fragili che degli altri&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/06/16/salute-aumento-disturbi-sonno-e-ansia-ecco-studio-su-lockdown/">Salute. Aumento disturbi sonno e ansia, ecco studio su lockdown</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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		<title>Coronavirus. In  quarantena ansia e depressione incidono di più su anziani</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2020/04/22/coronavirus-in-quarantena-ansia-e-depressione-incidono-di-piu-su-anziani/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 14:12:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
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		<category><![CDATA[Ziggi Ivan Santini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La disconnessione sociale ha comportato un maggiore isolamento percepito, che ha predetto una sintomatologia piu&#8217; elevata di depressione e ansia&#8221; fra gli individui di eta&#8217; compresa tra i 57 e gli 85 anni. Questi i primi risultati di uno studio guidato da Ziggi Ivan Santini su un campione di 3.000 individui, pubblicato su Lancet Public [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2020/04/22/coronavirus-in-quarantena-ansia-e-depressione-incidono-di-piu-su-anziani/">Coronavirus. In  quarantena ansia e depressione incidono di più su anziani</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La disconnessione sociale ha comportato un maggiore isolamento percepito, che ha predetto una sintomatologia piu&#8217; elevata di depressione e ansia&#8221; fra gli individui di eta&#8217; compresa tra i 57 e gli 85 anni. Questi i primi risultati di uno studio guidato da Ziggi Ivan Santini su un campione di 3.000 individui, pubblicato su Lancet Public Health con riferimento agli Stati Uniti. Fanno eco a questa ricerca molte altre indagini, pronte a sottolineare che &#8220;bisogna focalizzarsi non solo sull&#8217;eta&#8217;, quale fattore di rischio per il Covid-19, ma anche su quella porzione di popolazione anziana non infettata o, se infettata, che ha poi avuto un recupero completo senza effetti collaterali a lungo termine&#8221;, aggiunge Ipsit Vania, direttore medico della sezione Geriatria e Psichiatria dell&#8217;ospedale McLean di Belmont. &#8220;La resilienza biologica e psicosociale mostrata da alcuni anziani dovrebbe infatti essere studiata in questa fase come fattore preventivo e protettivo&#8221;, scrivono. Alla base di queste posizioni si rintracciano numerosi studi retrospettivi. Tanto che la critica mossa dai ricercatori, nell&#8217;editoriale pubblicato ieri sull&#8217;American Journal of Geriatric Psychiatry, poggia le sue basi proprio sulle ricerche condotte in seguito all&#8217;epidemia di Sars del 2003: &#8220;Hanno scoperto come i tassi di suicidio tra gli anziani fossero aumentati durante il periodo dell&#8217;epidemia&#8221;. Questa indicazione, riflettono gli studiosi, &#8220;evidenzia l&#8217;urgenza di analizzare l&#8217;impatto sulla salute mentale del Covid-19&#8221; nella popolazione anziana, &#8220;e in che modo il suo impatto negativo possa essere anticipato e ridotto al minimo&#8221;. I risultati del mondo accademico sembrano, dunque, muoversi tutti nella stessa direzione. Un altro studio pubblicato a marzo 2020 su Lancet Public Health, a firma Richard Armitage e Laura Nellums, ha esaminato il tema in relazione alla Gran Bretagna. Le conclusioni sono chiare: &#8220;L&#8217;isolamento sociale tra gli anziani e&#8217; una grande preoccupazione per la salute pubblica a causa del loro aumentato rischio di problemi cardiovascolari, autoimmuni, neurocognitivi e mentali. L&#8217;autoisolamento- scrivono i ricercatori- influenzera&#8217; in modo sproporzionato le persone anziane il cui unico contatto sociale e&#8217; fuori casa, negli asili nido, nei centri di comunita&#8217; o nei luoghi di culto&#8221;. Le iniziative di sanita&#8217; pubblica, a detta degli esperti, &#8220;potrebbero ridurre l&#8217;isolamento percepito facilitando l&#8217;integrazione e la partecipazione dei social network alle attivita&#8217; di comunita&#8217;- conclude il team di ricercatori guidato da Santini- proteggendo cosi&#8217; dallo sviluppo di disturbi affettivi la popolazione piu&#8217; anziana&#8221;.&nbsp;</p>
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		<title>Social network: quando sono i genitori a trasmettere ai figli l&#8217;ansia da notifiche</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2019/04/30/social-network-quando-sono-i-genitori-a-trasmettere-ai-figli-lansia-da-notifiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 19:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La FOMO, che letteralmente significa “fear of missing out” (“paura di perdersi qualcosa”), è una sensazione che prima o poi abbiamo provato tutti. Ci assale quando dedichiamo minuti interi allo scroll del feed di Instagram o Facebook e, confrontandoci con le vite apparentemente perfette degli altri, ci sentiamo inadeguati. Sembrano tutti così in forma, così [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La FOMO, che letteralmente significa “fear of missing out” (“paura di perdersi qualcosa”), è una sensazione che prima o poi abbiamo provato tutti. Ci assale quando dedichiamo minuti interi allo scroll del feed di Instagram o Facebook e, confrontandoci con le vite apparentemente perfette degli altri, ci sentiamo inadeguati. Sembrano tutti così in forma, così sorridenti, così circondati da amici. Pur di restare al passo, ci sentiamo in dovere di postare una story o un selfie, rigorosamente filtrato per non sfigurare. La FOMO non è semplice vanità, ma uno stato continuo di ansia che può avere ripercussioni soprattutto sulla psiche degli adolescenti: secondo il report #StatusOfMind della Royal Society for Public Health britannica, negli ultimi 25 anni è aumentata del 70% l’incidenza di ansia e depressione nei giovani, che additano proprio i social network come causa del loro malessere.</p>
<p>La lettura più semplice è quella che bolla gli adolescenti come indolenti, apatici, incapaci di staccare gli occhi dallo smartphone. Ma siamo così sicuri che sia tutta colpa dei ragazzi? Nan Coosemans, family coach e fondatrice di Younite (http://www.youniteonline.com/it/), propone un’altra prospettiva. “Confrontandomi in prima persona con centinaia di famiglie, posso dire che in molti casi la FOMO parte proprio dai genitori. Quante mamme sono intente a scattarsi un selfie dopo l’altro, in qualsiasi contesto, entrando così implicitamente in competizione con le figlie? Dinamiche del genere possono rivelarsi molto pericolose. Senza esserne consapevoli, infatti, i genitori instillano nei figli una sottile sensazione di inadeguatezza”.</p>
<p>I genitori non hanno nessuna intenzione di nuocere ai loro figli, chiarisce. Semplicemente, anche loro hanno dovuto fare i conti con il boom delle nuove tecnologie, senza disporre degli strumenti per interiorizzarle. Per questo la family coach propone cinque consigli per i genitori alle prese con l’ansia da notifiche:</p>
<p>1. Fai un’analisi di te stesso: ti senti davvero soddisfatto della tua vita, del tuo lavoro e della tua famiglia? Molto spesso ci si mette sotto i riflettori social per riscattarsi dalla mancata autorealizzazione, ma così facendo il problema alla base rimane irrisolto.</p>
<p>2. Lavora sulla tua autostima. Diventare genitori è un viaggio che riserva tante sorprese e impone qualche sacrificio, soprattutto per le donne, che spesso faticano a conciliare famiglia e carriera. La soluzione però non è certo quella di creare un’immagine filtrata di sé per andare a caccia di like su Instagram. Anzi, chi riesce a valorizzare il proprio sé più autentico ha molto meno bisogno di conferme da parte degli estranei.</p>
<p>3. Ritagliati alcuni momenti di connessione vera con i tuoi figli. Che sia al mattino durante la colazione o al loro ritorno da scuola, assicurati di riuscire a trascorrere ogni giorno qualche minuto insieme ai tuoi figli, mettendo al bando gli schermi di ogni tipo. Potrà sembrare una banalità, ma questi momenti sono preziosissimi per fare una pausa dalla frenesia quotidiana e dialogare in modo diretto e sincero.</p>
<p>4. Informati sulle nuove tecnologie: da un giorno all’altro ci siamo trovati in mano smartphone capaci di fare qualsiasi cosa, ma quanti di noi sono realmente consapevoli delle loro potenzialità e dei loro rischi? In commercio ci sono libri, corsi e webinar che ti possono chiarire le idee sulle nuove tecnologie.</p>
<p>5. Fatti queste domande: che esempio stai dando ai tuoi figli con la tua sovraesposizione? Che cosa stai cercando di dimostrare con quel selfie o quel post?</p>
<p>Ciò non significa demonizzare i social media, che sono ormai parte del nostro mondo, ma impegnarsi per trarre il meglio da questi strumenti. “I social network si possono usare anche per veicolare contenuti di valore, mettere in luce il proprio talento e diventare una fonte di ispirazione per gli altri”, chiarisce Nan Coosemans. “Spesso i genitori (gli stessi che magari controllano compulsivamente il loro smartphone!) sgridano i figli perché passano troppo tempo su YouTube. Se però avessero la voglia e la curiosità di saperne di più, potrebbero addirittura imparare qualcosa di nuovo”.</p>
<p>E proprio da questa intuizione è nata l’idea di Youtour, il primo tour itinerante per scoprire e valorizzare la propria unicità, dedicato ai ragazzi e ai loro genitori. A ogni tappa Nan Coosemans si confronterà con uno Youtuber, che condividerà con i partecipanti la propria esperienza, risponderà alle loro domande e racconterà i segreti che gli hanno permesso di superare le difficoltà e arrivare al successo. “Ognuno di loro è diventato quello che è perché ha seguito le proprie inclinazioni, ha dato retta al proprio cuore e all’istinto, non si è omologato a regole standard”, commenta la family coach. Youtour farà tappa in tre città italiane: si parte il 4 maggio da Milano (l’ospite è IlvostrocaroDexter), per proseguire l’11 maggio a Bari con i Nirkiop e il 18 maggio a Roma con MikeShowSha.</p>
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		<title>Salute: ansia e paura per 2019, quasi metà italiani inizia senza energie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 19:15:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Preoccupazione, sfiducia, paura. Il nuovo anno, nel pensiero di molti italiani, potrebbe essere ricco di insidie e difficolta&#8217; e le aspettative non sono delle migliori. Piu&#8217; del 42% sostiene di non essere per niente riuscito a recuperare le energie per affrontare il 2019; il 33% ha timore che la crisi economica aumenti e il 34% [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Preoccupazione, sfiducia, paura. Il nuovo anno, nel pensiero di molti italiani, potrebbe essere ricco di insidie e difficolta&#8217; e le aspettative non sono delle migliori. Piu&#8217; del 42% sostiene di non essere per niente riuscito a recuperare le energie per affrontare il 2019; il 33% ha timore che la crisi economica aumenti e il 34% che possa condizionare anche la vita di coppia; il 42% mostra un crescente un atteggiamento di preoccupazione e sfiducia nei confronti del futuro, il 68% teme infine di perdere il lavoro. E&#8217; quanto emerge da un sondaggio svolto dall&#8217;Associazione europea per il disturbo da attacchi di panico (Eurodap), a cui hanno risposto 834 persone di eta&#8217; compresa dai 18 e 67 anni. &#8220;I presupposti per passare un anno soddisfacente e ricco di gratificazioni non si auto generano- spiega Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell&#8217;Eurodap e direttore scientifico di Bioequilibrium- ma siamo noi gli artefici delle nostre vite, delle nostre scelte e spesso ne paghiamo le conseguenze. La forza interiore, la spinta ad agire, ad essere centrati sui nostri obiettivi deve partire da noi. Perche&#8217; no, magari proprio da quei progetti non andati a buon fine o procrastinati per svariati motivi o semplicemente per paura. Trovare motivazioni forti e valide e&#8217; necessario e funzionale alla nostra riuscita come persone nel mondo, come compagni, genitori o figli&#8221;.</p>
<p>Ecco allora una lista di consigli per affrontare al meglio l&#8217;anno nuovo: &#8211; Avere grandi obiettivi, ma con criterio e aderenza alla realta&#8217;. È bene avere ambizioni, progetti, ma avere aspettative troppo alte, puo&#8217; risultare frustrante quando poi ci rendiamo conto di non avere le risorse giuste. Non rimandate ed imparate a gestire lo stress; &#8211; Stimoli nuovi senza paura di fallire. Sul lavoro e nella vita privata. Non adagiatevi sulle cose che gia&#8217; conoscete, sulle cose che ritenete sicure per voi. Uscite, esplorate mettetevi alla prova, chi puo&#8217; dirlo cosa c&#8217;e&#8217; dall&#8217;altra parte se non si va a vedere? &#8211; Apprezzate cio&#8217; che siete, cio&#8217; che avete gia&#8217; raggiunto, non sottovalutatevi, non svalutatevi. Siate consapevoli che ogni cosa fatta finora ha un valore oggettivo e uno soggettivo, che dovete riconoscervi. Non cercate approvazione negli altri. &#8211; Mettete passione in qualunque cosa facciate. E se l&#8217;avete persa, andate a cercarla nelle cose, attivita&#8217;, persone, che piu&#8217; vi ricaricano; &#8211; Non dimenticate mai di essere umani, accettate il fallimento, mettetelo da parte e riprovateci, rialzatevi e inventatevi il modo per nutrire lo spirito. &#8220;Prendete un foglio bianco e dividetelo in tre colonne dove risponderete a queste domande in riferimento al 2018: Cosa voglio fare? Chi voglio essere? Cosa voglio avere? Questo esercizio, accompagnato alla pratica meditativa, puo&#8217; aiutare a predisporsi ad accogliere le opportunita&#8217; che questo nuovo anno ti offrira&#8217;&#8221;, consiglia Eleonora Iacobelli, psicologa, vicepresidente Eurodap.</p>
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		<title>Maturità. Ansia, sorrisi e incubo matematica: ecco come l&#8217;hanno vissuta i vip</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/06/19/maturita-ansia-sorrisi-e-incubo-matematica-ecco-come-lhanno-vissuta-i-vip/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2018 13:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Davanti agli esami di maturita&#8217; siamo tutti uguali, parola di vip. Sono loro, cantanti, attori, presentatori e conduttori celebri, a raccontare a diregiovani.it il loro viaggio di fine scuola. E lo fanno un po&#8217; come tutti gli studenti italiani: con ironia, nostalgia e un pizzico di quell&#8217;ansia che &#8220;ancor non ci abbandona&#8221;, per citare al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/06/19/maturita-ansia-sorrisi-e-incubo-matematica-ecco-come-lhanno-vissuta-i-vip/">Maturità. Ansia, sorrisi e incubo matematica: ecco come l&#8217;hanno vissuta i vip</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Davanti agli esami di maturita&#8217; siamo tutti uguali, parola di vip. Sono loro, cantanti, attori, presentatori e conduttori celebri, a raccontare a diregiovani.it il loro viaggio di fine scuola. E lo fanno un po&#8217; come tutti gli studenti italiani: con ironia, nostalgia e un pizzico di quell&#8217;ansia che &#8220;ancor non ci abbandona&#8221;, per citare al plurale il Sommo Poeta, protagonista indiscusso della vita scolastica di ragazzi ed ex ragazzi italiani. Aneddoto da ricordare col sorriso o trauma insuperato, la maturita&#8217; resta indelebile tra i ricordi dei piu&#8217;. &#8220;Ho citato Pirandello alzandomi in piedi sulla sedia, ero un po&#8217; ubriaco mi sa&#8221; racconta Francesco &#8216;Checco&#8217; Draicchio de &#8216;Lo Stato Sociale&#8217;, la band bolognese dei &#8216;Turisti della democrazia&#8217; consacrata al grande pubblico a Sanremo 2018 con il secondo posto per &#8216;Una vita in vacanza&#8217;. Mentre Alberto &#8216;Albi&#8217; Cazzola, altro membro della formazione emiliana, racconta: &#8220;La professoressa di matematica mi ha chiesto una cosa a cui non ho saputo rispondere. A quel punto mi ha chiesto di dirle un argomento a piacere e&#8230;non ho saputo rispondere&#8221;. Quando si e&#8217; in corsa sono tante le aspettative, che a volte si trasformano in cocenti delusioni: &#8220;Sono arrivato all&#8217;orale con 59 punti, all&#8217;orale mi hanno dato solo sei punti- racconta il cantante sardo Valerio Scanu- Ho preso 65 ma sarei dovuto uscire con piu&#8217; di 90. Mi hanno segato all&#8217;orale&#8221;.</p>
<p>A &#8216;segare&#8217; il rapper Briga &#8211; alias Mattia Bellegrandi &#8211; invece, &#8220;una serie di circostanze&#8221;: &#8220;Andavo bene a scuola, al ginnasio, poi ho fatto un anno in Danimarca e sono tornato che per me la faccenda scuola era bella che archiviata. Sono dovuto andare in un altro istituto, ma sono stato bocciato alla prima maturita&#8217;. Era giusto che mi bocciassero perche&#8217; avevo preso sottogamba l&#8217;anno scolastico, non avevo studiato. L&#8217;anno dopo sono andato a vivere a Madrid, quando sono rientrato mi sono iscritto a scuola, ho fatto la maturita&#8217; e ho preso 85&#8221;. C&#8217;e&#8217; anche chi, come Claudio del duo comico Le Coliche, sorride e racconta di aver fatto &#8220;un bell&#8217;esame&#8221; anche se &#8220;mi ricordo che a matematica ho copiato tutto, m&#8217;e&#8217; arrivata la carta igienica!&#8221;. Quella stessa matematica &#8220;incubo&#8221; di Franca Leosini, celebre volto di Rai Tre con le sue &#8216;Storie maledette&#8217;, che ricorda: &#8220;Avevo 10 in italiano, la matematica me la regalavano. Per me, 1+1 fa 11&#8221;. A complicare le cose per Carlo Verdone e&#8217; stata, invece, l&#8217;ansia da prestazione: &#8220;Un mio amico fece una grande stupidaggine e mi disse: &#8216;Prendi questa pasticca che ti fara&#8217; sentire tonico&#8217;. Io come un cretino la presi: era la simpamina e si dava ai ciclisti per affrontare meglio le salite al Giro d&#8217;Italia. Manco&#8217; poco che non mi prese un infarto&#8230; Della maturita&#8217; ho quindi un ricordo orribile- aggiunge- perche&#8217; avevo 220 di pulsazioni e feci tutto l&#8217;esame con il fiatone. Mai piu&#8217; una cosa del genere, mai piu&#8217;, sono ancora scioccato dal ricordo. Doveva essere una specie di fosforo e invece non lo era, era una sostanza dopante, una cosa drammatica. Ha sbagliato il mio amico e ho sbagliato io, ma ero ragazzino e non capivo niente&#8221;.</p>
<p>Altra vittima, in questo caso &#8216;innocente&#8217;, della maturita&#8217; la conduttrice radiofonica e televisiva Andrea Delogu: &#8220;La mia maturita&#8217; l&#8217;ho vissuta talmente tanto in tensione che appena ho finito ho avuto la febbre a 38-39. Non ho dormito per tre giorni, ma non ho copiato. Il voto non e&#8217; stato altissimo perche&#8217; ho un po&#8217; volato con la fantasia&#8221;. Mentre Emma Marrone, voce dalla bellezza selvaggia, l&#8217;ha presa cantando: &#8220;Mi sono presentata all&#8217;esame di maturita&#8217; con uno stereo dicendo ai professori che se l&#8217;esame fosse andato male io gli avrei cantato una canzone e loro mi avrebbero promossa. E cosi&#8217; e&#8217; stato&#8221;. Perche&#8217; il pianoforte sulla spalla ancora funziona.</p>
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		<title>Maturità, ansia e stress in agguato: arriva corso anti-panico</title>
		<link>https://www.improntalaquila.com/2018/05/21/maturita-ansia-e-stress-in-agguato-arriva-corso-anti-panico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 May 2018 11:06:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[IN RILIEVO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ansia, palpitazioni, insonnia, tachicardia. Parte il conto alla rovescia per l&#8217;esame di maturita&#8217; e insieme sale la paura di non essere all&#8217;altezza della prova. Lo studio intenso puo&#8217; portare infatti ad accumulare stress e alla vigilia degli scritti e dell&#8217;orale e&#8217; possibile incappare in vere e proprie crisi d&#8217;ansia, con conseguenti vuoti di memoria, incubi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2018/05/21/maturita-ansia-e-stress-in-agguato-arriva-corso-anti-panico/">Maturità, ansia e stress in agguato: arriva corso anti-panico</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ansia, palpitazioni, insonnia, tachicardia. Parte il conto alla rovescia per l&#8217;esame di maturita&#8217; e insieme sale la paura di non essere all&#8217;altezza della prova. Lo studio intenso puo&#8217; portare infatti ad accumulare stress e alla vigilia degli scritti e dell&#8217;orale e&#8217; possibile incappare in vere e proprie crisi d&#8217;ansia, con conseguenti vuoti di memoria, incubi notturni e disturbi fisici ed emotivi. Come fare allora per affrontare il rush finale liberi da ansie e timori? &#8220;Ognuno di noi gestisce gli esami in modo diverso, ma per qualcuno l&#8217;ansia e&#8217; talmente forte da diventare opprimente- spiega la psicoterapeuta Paola Vinciguerra, direttore scientifico di Bioequilibrium e presidente di Eurodap, Associazione europea Disturbi da attacchi di panico- Poiche&#8217; e&#8217; proprio questo il periodo in cui si avvicina l&#8217;esame di maturita&#8217; e ha inizio la sessione estiva per gli universitari, Bioequilibrium ha pensato di lanciare un&#8217;iniziativa gratuita per evitare il panico da esame: non ricordare nulla di quanto studiato, sentire il battito cardiaco aumentare a dismisura o mancare l&#8217;aria, sono sensazioni tipiche di chi sta per affrontare una prova importante&#8221;.</p>
<p>Ecco perche&#8217; lo staff di Bioequilibrium, il centro nato per aiutare le persone ad abbassare i propri livelli di stress, il 31 maggio, propone un corso di 2 ore per vincere l&#8217;ansia da prestazione. Il corso, aperto a maturandi e chiunque si trovi in questo periodo a dover sostenere un esame, e&#8217; gratuito. Ad una breve parte teorica, in cui verra&#8217; spiegata cos&#8217;e&#8217; l&#8217;ansia e cosa succede nel nostro cervello quando sale l&#8217;adrenalina, seguira&#8217; una parte pratica, in cui verranno svolti degli esercizi di respirazione e di rilassamento. A conclusione del corso verranno fornite delle risorse che trovano il loro fondamento nel metodo &#8216;Emdr&#8217;. &#8220;L&#8217;ansia e&#8217; una risposta compiuta dal nostro organismo in vista di un evento futuro valutato soggettivamente come minaccioso- prosegue l&#8217;esperta- Tale percezione di minaccia e&#8217; accompagnata molto spesso da sintomi cognitivi, fisici, emotivi e comportamentali. Possiamo avere agitazione, tremori, tachicardie, nausea, vertigini come segni diretti di un&#8217;ansia che cresce in maniera direttamente proporzionale alla vicinanza, alla difficolta&#8217; e all&#8217;importanza attribuita all&#8217;evento. Pensieri di tipo catastrofico, come &#8216;Non passero&#8217; la prova&#8217;, &#8216;Faro&#8217; una pessima figura&#8217;, &#8216;Mi considereranno un fallito'&#8221;. &#8220;A tutto pero&#8217; c&#8217;e&#8217; un rimedio- conclude l&#8217;esperta- Grazie a esercizi di respirazione profonda da ripetere nel corso della giornata, ed evitando magari di pensare continuamente a scenari catastrofici e&#8217; possibile gestire l&#8217;ansia e arrivare all&#8217;esame in equilibrio&#8221;. Per informazioni e prenotazioni al corso, che si terra&#8217; a Roma, scrivere a info@bioequilibrium.it o chiamare il numero 06.64824008 dal martedi&#8217; al venerdi&#8217; dalle 10 alle 18.</p>
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		<title>Periferie d&#8217;Europa, ecco dove nasce l&#8217;insicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 22:50:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza e medicina]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[periferie d'europa]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non basta arrestare ladri e rapinatori per sentirsi piu&#8217; sicuri. Il senso di insicurezza e di paura di moltissime persone ha origini piu&#8217; profonde. Un gruppo di ricercatori italiani dell&#8217;Universita&#8217; Bicocca ed europei ha condotto uno studio in due quartieri di cinque citta&#8217;: Milano, Londra, Parigi, Budapest, Barcellona. A Milano, in particolare, hanno intervistato residenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/15/periferie-deuropa-ecco-dove-nasce-linsicurezza/">Periferie d&#8217;Europa, ecco dove nasce l&#8217;insicurezza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non basta arrestare ladri e rapinatori per sentirsi piu&#8217; sicuri. Il senso di insicurezza e di paura di moltissime persone ha origini piu&#8217; profonde. Un gruppo di ricercatori italiani dell&#8217;Universita&#8217; Bicocca ed europei ha condotto uno studio in due quartieri di cinque citta&#8217;: Milano, Londra, Parigi, Budapest, Barcellona. A Milano, in particolare, hanno intervistato residenti nei quartieri di Rogoredo-Santa Giulia e Gratosoglio-Ticinello. E quel che hanno scoperto e&#8217;, per certi versi, sotto gli occhi di tutti ogni giorno: cio&#8217; che ci rende insicuri, cio&#8217; che ci fa sentire in pericolo, e&#8217; la trasformazione che sta avvenendo nei quartieri, nelle nostre strade. Non ci sentiamo piu&#8217; parte di una comunita&#8217;. &#8220;Il materiale empirico raccolto nel corso della ricerca- scrivono gli studiosi- ha messo ben in luce come nei quartieri delle citta&#8217; oggetto d&#8217;analisi i migranti, e tutti i soggetti che vivono ai margini della societa&#8217; (senza dimora, tossicodipendenti ecc.) rappresentino il peggiore incubo dei cittadini residenti, perche&#8217; esprimono la precarieta&#8217; e la fragilita&#8217; della condizione umana. In un certo senso rappresentano l&#8217;essere &#8216;superflui&#8217;, quello che ognuno di noi, a causa della pressione di questo sempre piu&#8217; precario equilibrio economico, potremmo diventare e che vorremmo velocemente dimenticare. I migranti sono diventati per innumerevoli motivi i principali portatori delle differenze di cui abbiamo paura e contro cui tracciamo confini&#8221;. Non ci sentiamo piu&#8217; sicuri, perche&#8217; non ci sentiamo piu&#8217; &#8220;a casa&#8221;. Usciamo dal nostro appartamento e il quartiere nel quale magari viviamo da decenni non lo riconosciamo piu&#8217;. E cosi&#8217; tutto cio&#8217; che e&#8217; diverso e sconosciuto, lo percepiamo come un pericolo. Rompe l&#8217;equilibrio che avevamo raggiunto nel corso degli anni. La ricerca e&#8217; stata presentata a Milano, durante il convegno &#8216;La lezione delle periferie&#8217;. L&#8217;insicurezza, dunque, nasce da come viviamo i cambiamenti delle nostre citta&#8217;. &#8220;Cambiamenti che riguardano tanto gli aspetti urbanistici e architettonici (trasformazioni e/o degrado di strutture e infrastrutture) quanto la morfologia sociale delle citta&#8217;&#8221;, sottolineano i ricercatori. &#8220;Il costante e profondo ricambio della composizione socio-demografica dei quartieri, le trasformazioni del tessuto economico e commerciale, la presenza di conflitti fra popolazioni che usufruiscono in maniera fortemente differenziata degli spazi pubblici, sono processi strettamente intrecciati e generano una sensazione diffusa di perdita di controllo sulle condizioni all&#8217;interno delle quali si svolge la vita quotidiana nelle aree urbane. L&#8217;habitat urbano, in sostanza, risulta insicuro per i suoi utilizzatori perche&#8217; si trasforma sempre piu&#8217; velocemente, dal punto di vista sia fisico sia sociale; questi cambiamenti rendono i quartieri sempre piu&#8217; distanti, anonimi e insicuri&#8221;. Di fronte ad una paura non legata a episodi criminali specifici, la reazione e&#8217; quella di crearsi comunque un nemico. &#8220;Puo&#8217; sembrare paradossale, ma l&#8217;esplosione del conflitto sembra rispondere al bisogno di ripristinare una forma di controllo su un ambiente urbano sempre meno familiare. Tali conflitti, peraltro, sempre piu&#8217; di frequente si declinano in termini securitari e vedono coloro che continuano a detenere una posizione di relativo vantaggio (in genere, i residenti di lunga data nel quartiere) evocare l&#8217;intervento repressivo della mano pubblica per ripristinare un ordine sociale che non puo&#8217; scaturire da processi sociali endogeni e informali&#8221;. Si ha bisogno di un capro espiatorio. &#8220;L&#8217;ansia collettiva- concludono- in attesa di trovare una minaccia tangibile contro cui manifestarsi, si mobilita contro un nemico qualunque e, spesso, lo straniero viene identificato tout-court con il criminale che insidia l&#8217;incolumita&#8217; personale dei cittadini e i politici tendono a sfruttare questo disagio a fini elettorali&#8221;.</p>
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