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	<title>anziani senza cure Archivi - L&#039;Impronta L&#039;Aquila</title>
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		<title>Welfare: troppi anziani senza cure per mancanza di soldi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione2]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 21:40:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Anziani che non accedono alle residenze sanitarie o ai servizi domiciliari territoriali perche&#8217; non se lo possono permettere, ma non abbastanza poveri per avere diritto all&#8217;esenzione. Famiglie non abbastanza ricche per poter pagare una badante ne&#8217; abbastanza povere per accedere ai servizi. Indennita&#8217; di accompagnamento troppo bassa per i casi piu&#8217; gravi: in Italia e&#8217; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.improntalaquila.com/2017/11/22/welfare-troppi-anziani-senza-cure-per-mancanza-di-soldi/">Welfare: troppi anziani senza cure per mancanza di soldi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.improntalaquila.com">L&#039;Impronta L&#039;Aquila</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Anziani che non accedono alle residenze sanitarie o ai servizi domiciliari territoriali perche&#8217; non se lo possono permettere, ma non abbastanza poveri per avere diritto all&#8217;esenzione. Famiglie non abbastanza ricche per poter pagare una badante ne&#8217; abbastanza povere per accedere ai servizi. Indennita&#8217; di accompagnamento troppo bassa per i casi piu&#8217; gravi: in Italia e&#8217; pari a 515 euro per tutti, mentre in altri Paesi e&#8217; modulata in base alla gravita&#8217;. Il nesso tra non autosufficienza e impoverimento e&#8217; uno dei problemi che emergono a livello territoriale quando si parla di anziani non autosufficienti e servizi. &#8220;Gli anziani oggi costituiscono la fascia di popolazione piu&#8217; protetta rispetto alla poverta&#8217; e che ha sofferto in misura meno acuta della recente crisi economica- ha spiegato Cristiano Gori, sociologo dell&#8217;Universita&#8217; di Trento, nell&#8217;intervento di apertura della nona edizione del Forum sulla non autosufficienza (e sull&#8217;autonomia possibile) che si sta svolgendo a Bologna- Il rischio di poverta&#8217; non colpisce indistintamente gli anziani, ma si rivolge in modo particolare a quelli non autosufficienti e alle loro famiglie&#8221;. Lo dicono anche i dati: nel 2006 le famiglie in poverta&#8217; assoluta in Italia erano il 3,5%, nel 2016 sono il 6,3%. Le famiglie con almeno un anziano in poverta&#8217; assoluta nel 2006 erano il 5%, oggi sono il 3,9%. Il rischio di cadere in poverta&#8217; e&#8217; piu&#8217; alto (piu&#8217; del doppio rispetto alla popolazione di riferimento) nei nuclei con persone anziane in cui la spesa per la cura supera il 20% del reddito familiare. &#8220;Le attuali politiche per la non autosufficienza si preoccupano della poverta&#8217; ma non hanno tematizzato la connessione tra non autosufficienza e rischio di impoverimento- ha proseguito Gori- Bisogna spezzare questo legame, trovare un&#8217;equilibrio perche&#8217; ognuno possa contribuire in base alle proprie possibilita&#8217;&#8221;</p>
<p>Altro problema e&#8217; l&#8217;inadeguatezza dei servizi di accompagnamento degli anziani nel percorso di assistenza, a partire dalla presa in carico. &#8220;La prima cosa che chiedono le famiglie non e&#8217; l&#8217;erogazione diretta del servizio ma l&#8217;accompagnamento al servizio, le informazioni- afferma Gori &#8211; Eppure, anche se e&#8217; riconosciuto dagli anni Novanta e in tutte le politiche, spesso il servizio di informazione, sostegno all&#8217;accesso, counseling, non e&#8217; adeguato. È la prima vittima dei tagli ai finanziamenti&#8221;. Si tratta di un problema che non riguarda solo l&#8217;Italia, ma anche altri Paesi con sistemi di welfare piu&#8217; strutturati, &#8220;ma e&#8217; una priorita&#8217; ed e&#8217; necessario individuare gli ostacoli, che riguardano la spesa pubblica, l&#8217;organizzazione, la difficolta&#8217; di andare verso la comunita&#8217;, e disegnare risposte appropriate&#8221;. Diversificare la tipologia dei servizi. Il sistema dei servizi per la non autosufficienza ha vissuto la massima esplosione tra il 2000 e il 2010, poi la crisi ha messo in discussione tutto. &#8220;L&#8217;unico servizio che e&#8217; cresciuto dopo il 2010 e&#8217; l&#8217;assistenza domiciliare integrata, tutti gli altri sono calati- spiega Gori- e oggi nei territori ci si chiede se ci possiamo permettere il livello di qualita&#8217; a cui siano arrivati&#8221;. Nei servizi di residenzialita&#8217; la priorita&#8217; e&#8217; l&#8217;intensita&#8217; della risposta che si da&#8217; alle persone, piu&#8217; che la copertura. Mentre nell&#8217;assistenza domiciliare integrata e&#8217; il contrario: si punta sul numero di persone raggiunte.</p>
<p>&#8220;In gran parte della regioni si incrementa l&#8217;utenza sull&#8217;assistenza domiciliare integrata, non erogando un numero di prestazioni medio per anziano adeguato, mentre sulla residenzialita&#8217; non cresce l&#8217;utenza ma l&#8217;intensita&#8217;, ogni anziano richiede piu&#8217; assistenza- continua- C&#8217;e&#8217; un enorme spazio tra questi due opposti al cui interno si puo&#8217; rimodulare la rete dei servizi&#8221;. &#8220;Siamo nell&#8217;eta&#8217; delle aspettative incerte, non del declino sicuro- ha concluso Gori- Cosa succedera&#8217; nei prossimi anni dipende da quale attenzione la politica dara&#8217; a questi temi. Come ci insegna la poverta&#8217;, su cui negli ultimi tre anni si e&#8217; concentrato il dibattito politico, bisogna far uscire il tema e con l&#8217;impegno di tutti, farlo diventare una priorita&#8217;&#8221;.</p>
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